11
Ott

Mi corre l’obbligo di segnalarvi che se le autorità americane avessero qualche curiosità sulla vostra casella Gmail, sui vostri contatti epistolari e sulle vostre navigazioni sul web, Google molto probabilmente acconsentirà a comunicarglieli senza che voi siate nemmeno informati e senza che un magistrato firmi alcunchè al riguardo, come è avvenuto nel caso dell’attivista di Tor e Wikileaks Jacob Appelbaum. Nella seconda metà del 2010 è del resto accaduto 4601 volte, nel 95% dei casi Google ha detto sì alle autorità americane. Ma non solo: nel medesimo periodo ci sono state 837 richieste analoghe dall’Italia. Nel 60% dei casi Google ha fornito i dati richiesti.

19 commenti a “Open data”

  1. mattia dice:

    e magari viene anche detto in quale percentuale le autorità volevano accedere a caselle gmail, che ne so, di persone assassinate che non hanno lasciato la password sul comodino, e delle quali si vuole risalire all’assassino navigando tra i contatti email?

  2. Dario Salvelli dice:

    Ma visto che questa voce gira da un po’ (almeno 1 anno) perchè avrebbero dovuto usare Gmail? ;)

    Comunque Google fa già questo per quanto riguarda i contenuti: http://dariosalvelli.com/2011/06/tutela-copyright-google-agcom-rimozione

    Microsoft fece questo video per “accusare” Google:
    http://www.youtube.com/watch?v=OrkAuwaoFGg

  3. Andrea dice:

    Non credo che ciò capiti solo con Google (Gmail), ma anche con Yahoo mail, live.com, hotmail, etc.

  4. Giovanni dice:

    Google almeno è trasparente al riguardo. Ci fa anche un bel report.
    Sta’ semplicemente alla legge Americana come del resto tutte le over-the-top.

    E’ più o meno come la storia delle intercettazioni. Io non ho nulla da temere, chi ha qualche scheletro s’indigna.

  5. Davide Artuso dice:

    Nella pagina linkata c’è scritto “Google regularly receives requests from government agencies and federal courts around the world”. Siamo sicuri che non serve la firma di un magistrato, almeno per le richieste “italiane”? Concordo cmq sul fatto che il problema esiste (nel caso di Google, ma credo anche in molti altri casi) e non è il fatto che ciò avvenga, ma piuttosto, in quali casi e come avviene. Questo dipende molto dalla serietà degli attori in campo. Google dal canto suo, dando questi numeri, se non altro dimostra trasparenza.

  6. mfp dice:

    Il fatto di non sapere e’ normale… diciamo. Nel senso che le c.d. indagini preliminari vengono svolte per capire se c’e’ fumus che vale la pena approfondire in un processo vero e proprio; se non c’e’ archiviano e, a meno di processi intrusivi (es: perquisizione, sequestro del computer, etc), nessuno ti dice niente sull’indagine che hai subito. Pero’ ‘ste cose le fanno i magistrati… a volte poliziotti sempre e comunque supervisionati e autorizzati passo dopo passo dal pm… cazzo!

  7. darwincarlo dice:

    Non lo trovo cosi’ assurdo. Piu’ o meno e’ quello che accade quando vogliono intercettare qualcuno. Anche in quel caso, a tua insaputa, iniziano a monitorare un tuo canale di comunicazione privato.
    Si dovrebbe capire con quanta facilita’ e’ possibile per un’autorita’ giudiziaria accedere a quei dati.

  8. roberto dadda dice:

    Il fatto che permetta l’acceso alle autorità mi sembra normale e non mi da, francamente, nessun problema!

    bob

  9. valentinaa dice:

    We received a request from the Central Police in Italy for removal of a YouTube video that criticized Prime Minister Silvio Berlusconi and simulated his assassination with a gun at the end of the video. We removed the video for violating YouTube’s Community Guidelines

    tutto qui? qualche video stronzo su YouTube? e io che pensavo cercassero gente che traffica droga e esseri umani…

  10. Simone dice:

    ma come prima volete mantenere le intercettazioni al povero berlusca e poi vi lamentate se qualcuno fruga nella vostra mailbox?

  11. uando dice:

    dai commenti sopra mi pare evidente che Google non ha nemmeno più bisogno di nasconderle certe cose.
    Tutto quello che fa Google finisce nella categoria “features” o “così fan tutti”. In quanto a marketing stanno avanti pure ad Apple.

  12. Ottavio dice:

    ‘Male non fare, paura non avere’ – lo dice anche il governo cinese.

  13. mario siniscalchi dice:

    già, perché a obama (e a silviolo) sì ed ai cinesini no, tanto che si parlava di attacchi di hacker di stato?

  14. Andrea Campi dice:

    In 20 anni di lavoro nel settore in aziende italianissime, non ne ho mai incontrata una che facesse tante storie per avere un mandato di un giudice, è sempre bastato un fax di polizia o carabinieri per inviare tutte le info richieste.

  15. mestesso dice:

    Cross-posting dal blog http://blog.quintarelli.it/blog/2011/10/open-data.html cui ho letto originariamente la notizia:

    Ho come il sospetto che chi scrive sia contario a gmail/google, e che voglia metterlo in cattiva luce: perché NON dire che la stessa, medesima attività, NON quantificata trasparentemente avviene su hotmail, yahoo, ed in generale ogni provider USA di email? (vedi http://www.google.com/transparencyreport/governmentrequests/userdata/ grazie Gabriele).

    Questo post però va oltre il lecito, IMHO, dato che ingannevolmente fa credere il lettore che sia solo Google ad avere il “problema”, menttre invece è di tutti quanti. Inoltre, mi dà MOLTO fastidio il fatto che, sempre subdolamente, il fatto che il titolo dica Open Data faccia intendere che tali dati non debbano essere open, quindi nel caso specifico è pure apologia di reato od istigazione a delinquere (le leggi sono leggi, si rispettano in USA e qui).

  16. mestesso dice:

    Dimenticavo, la legge per cui Google & TUTTI devono rispettare in USA è Electronic Communications Privacy Act.

  17. massimo mantellini dice:

    @mestesso, se tu hai simili sospetti è perche’ non mi conosci e non hai mai letto questo blog. Però apprezzo la lezioncina, grazie.

    p.s. open data è una battuta

  18. ceo_free dice:

    don’t be stupid

  19. mestesso dice:

    Il post di Quinta cui facevo riferimento era (più o meno) esplicitamente in chiave anti-google, con in copia il tuo. Non ti leggo, e conoscendo le inclinazioni del blog originale cui ho preso il link ho pensato fossi dello stesso avviso (cmq, va bene avere una storia dietro, ma nel tuo post trovo poco ironia. Preso fuori da un contesto ci sono quindi dei problemi).

    Quindi mi scuso per la lezioncina, se sei un difensore delle libertà ben venga (non è ironia, credici o no, ma non ti ho mai letto).