Il 13 settembre scorso il Senatore del PDL Luigi Ramponi, classe 1930, ex Comandante Generale della Guardia di Finanza ed ex Direttore del SISMI, ex allievo della prestigiosa Accademia Militare di Modena negli anni 1949-1951, ha chiesto la parola al Senato dove stavano per essere approvati stanziamenti per quattro istituti di cultura medievale italiani ed ha lasciato ai posteri (ed alla nostra gastrite) il seguente intevento:


RAMPONI (PdL). Signor Presidente, desidero informare l’Aula che voterò in dissenso dal mio Gruppo, ma non vorrei essere frainteso. Infatti, condivido tutto quello che è stato detto sull’importanza della cultura per il nostro Paese e in generale; condivido l’idea che si debbano certamente destinare risorse a tale settore e che sia molto importante conoscere la nostra storia, le nostre radici. Purtuttavia, non riesco a comprendere, innanzitutto, che cosa ancora ci sia da ricercare sul Medioevo. Per dirla francamente, vi sono centinaia di migliaia di studi, pubblicazioni e libri che da trecento anni riempiono le biblioteche e che godono di una discreta consultazione. L’importanza di conoscere la propria storia si esplica nello studiare la storia, non continuando per centinaia di anni a fare ricerca.
In secondo luogo, l’Italia dedica certamente poche risorse alla ricerca, ma quelle poche necessitano di un discernimento nella scelta. Ebbene, a me non sembra che sia così necessario studiare il Medioevo e varare addirittura una legge per sostenere quattro istituti che fanno ricerca su tale periodo, ricerca che, tra l’altro, viene svolta anche da tanti altri enti a livello universitario. Devo poi aggiungere, sinceramente, che non è molto chiaro a che cosa daranno vita. Infatti, di norma un disegno di legge di spesa è accompagnato da una scheda che chiarisce come sono spesi questi soldi, quante sono le persone che vi lavorano e per quali progetti. Questo lo si fa sempre. Questa volta, invece, non si sa nulla. Si sa soltanto di una discreta e perpetua attribuzione di risorse a questi istituti. Ora, per tutte queste ragioni, a me non sembra che le risorse della ricerca italiana, così esigue, possano vedere una priorità in quelle riferite al Medioevo. Ma scusate: voi parlate della cultura nazionale, ed allora vi chiedo: perché non dedicare risorse anche agli enti che studiano e fanno ricerca sul Rinascimento, oppure sul periodo romano? Perché questa differenza? Francamente non riesco a comprenderla. Sarebbe stato molto più giusto – come qualcuno ha detto – che si prendessero in considerazione le risorse per la ricerca e che venisse fatta una prima ripartizione tra ricerca scientifica e ricerca culturale e che poi, nell’ambito di quest’ultima, si puntasse sulle cose che veramente fanno grande l’Italia. Voi parlate di turismo e di prestigio della nostra storia, ma se c’è un periodo durante il quale la nostra storia ha ben poco prestigio è proprio il Medioevo. Quindi, potremmo anche concentrarci a diffondere i grandi valori della nostra cultura là dove sono veramente grandi. Ribadisco che considero estremamente importante la cultura, ma non condivido questo disegno di legge. Quindi, esprimerò un voto contrario.



Forse occorrerebbe, con pazienza, spiegare al senatore che esistono cambiamenti della storiografia (la storiografia ha una storia) e dell’idea stessa di Medioevo e che le medesime fonti sono state lette ed interpretate in maniera diversa dagli storici nel corso del tempo. Bisognerebbe spiegargli che c’è un patrimonio di testimonianze ancora da scoprire, di manoscritti semisconosciuti che giacciono nelle biblioteche, di opere che attendono da tempo un’edizione critica, di fonti ancora da reinterpretare alla luce di nuove testimonianze ecc. Il senatore non capisce che cosa ci sia ancora da ricercare sul Medioevo, e non lo capisce pur «condividendo quello che è stato detto sull’importanza della cultura»: tutti a parole condividono l’importanza della cultura, anche quelli che non ne possiedono nemmeno un po’. Il senatore non capisce quali siano i progetti degli istituti che si occupano di Medioevo: perché allora non si informa, non legge, non prende visione di qualche opera pubblicata da questi istituti? Il senatore vuole che ci si concentri a diffondere i grandi valori della nostra cultura che però non appartengono al Medioevo: ma secondo lui, Dante in che periodo è vissuto? L’affermazione più sconcertante è in ogni caso quella per cui il Medioevo avrebbe poco prestigio nell’ottica di una rivalutazione del turismo. Ma secondo il senatore Ramponi il duomo di Firenze, Santa Maria Novella, il duomo di Siena, San Marco a Venezia…(l’elenco sarebbe infinito) in quale epoca sarebbero stati costruiti?

Ma su quali libri studiano all’Accademia Militare di Modena? E soprattutto, pur condividendone l’importanza, a cosa diavolo serve l’Accademia Militare di Modena?

[Alessandra]

33 commenti a “L’autunno del Medioevo”

  1. [c]* dice:

    “il duomo di Firenze, Santa Maria Novella, il duomo di Siena, San Marco a Venezia…” tu vedi capolavori, io vedo simboli deteriori di un epoca in cui l’uomo non valeva nulla, l’intelligenza era soggiogata da credenze barbare [tutt'ora perpetrate] e l’arte era pressoché solo su commissione. ora, luigi ramponi vaneggia in più passaggi, ma se vuoi studiare dante studia dante, non una delle epoche più oscure che siano state mandate in terra.

    non capisco perché una chiesa costruita quando si bruciavano gli eretici mi dovrebbe fare meno orrore di ausuitz. per l’architettura?

    dai il gas all’inquisizione e poi mi racconti se è peggio itler o torchemada.

  2. Paolo dice:

    Comunque, in mezzo a parecchie affermazioni superficiali*, mi pare che nell’intervento ci siano anche molte basi solidissime e pienamente condivisibili. Con la penuria ridicola di investimenti sulla ricerca, puntare sulla storiografia del Medioevo è ridicolo. Continuate pure così, Italiani, per fortuna io son riuscito a portar via la mia famiglia. La denuncia di una legge palesemente architettata solo per compiacere qualcuno, da parte di un membro della maggioranza stessa, mi pare encomiabile. Ce ne fossero… *eufemismo

  3. gregor dice:

    e non vogliamo parlare di una legge a protezione del paleolitico

  4. Roberto dice:

    Che sia una stupidata il fatto che non c’è niente da ricercare sul passato dell’italia è ovvio. Rimane il fatto che in un momento in cui il paese si sta lentamente fermando, forse, puntare sulla ricerca che può farlo ripartire potrebbe essere più utile. Non vorrei che, fra qualche anno, dovessimo rinunciare alla ricerca tout court perchè non potremo più permettercelo… La tua mi sembra una denuncia giusta ma che, come tante, non supera il proprio “giardino”.

  5. alessandro dice:

    thumbs up per il senatore

  6. Marco dice:

    Ecco una perla della Gelmini:
    https://twitter.com/#!/disinformatico/status/117496779435552768

  7. vb (Vittorio Bertola) dice:

    A me sembra fin strano che un senatore del PDL, invece di applaudire uno stanziamento di soldi (che, come qualsiasi stanziamento di soldi, è molto importante e gradito per chi lo deve ricevere e fa fare bella figura a chi lo decide), si preoccupi di risparmiarne un po’. La domanda “perché il Medioevo e non altri periodi” mi sembra perlomeno legittima, e devo dire che, in tempi in cui io davanti al Municipio mi trovo persone che muoiono letteralmente di fame perché gli enti pubblici non hanno i soldi per dargli il lavoro socialmente utile a cui avrebbero diritto per legge, la storiografia del Medioevo non mi pare una priorità per cui stanziare soldi.

    Pur condividendone l’importanza, ovviamente!

  8. luca dice:

    non è nè la chiesa in più o in meno iniziata nel medioevo, non è il manoscritto ricopiato e mai analizzato, non è nemmeno lorenzo valla che contesta la donazione di costantino… il MedioEvo vede il conclamarsi del campanilismo nella nostra penisola; vede l’inizio del grande scontro tra Papa ed Imperatore; vede la nascita della nostra necessità di appellarci all’esterno piuttosto che aggregarci per farcela da soli… che Ramponi non voglia cogliere questo non mi meraviglia (i militari di professione avevano grande fortuna nel MedioEvo e forse è bene non farlo sapere troppo), ma che questo venga dimenticato da chiunque abbia fatto una normale scuola dell’obbligo mi preoccupa: significa che nessuno dalla scuola riesce a trattenere nessun tipo d’informazione.

  9. Fabrizio dice:

    Ma non dovevano chiuderli gli enti inutili?

  10. Tommaso dice:

    Il Medioevo aveva aspetti di civiltà molto più elevati dei nostri. All’interno di un sistema feudale, chi ne era parte veniva anche protetto. Noi stiamo vivendo una fase di neofeudalesimo, dove però la protezione è insesistente, se non per pochi faccendieri così ricchi e scaltri da soggiogare il pensiero e assoggettare le menti.
    La nostra storia è la nostra identità.
    Se non avanziamo nelle ricerche sulla nostra identità, cosa ci resta? Fare ricerca sul presente? Si può fare…temo però che il risultato che otterremmo sarebbe ben più vile: ci accorgeremmo che la Guardia di Finanza, di cui il senatore Ramponi era Comandante Generale, è un’istituzione ben più desueta del Medioevo e quindi da abolire. Perchè? Perchè non assolve più al suo compito: combattere e punire l’evasione fiscale, che in Italia ha raggiunto vertici altissimi.
    Nel Medioevo il sistema fiscale e gabellare era pressochè “legalizzato”; oggi è difficile distinguere ciò che è legale da ciò che non lo è.
    Credo che questo sia un piccolo spunto per comprendere come una ricerca comparativa con il Medievo ci aiuti molto meglio a capire il presente, ammesso che le nostre menti non siano già manipolate e abbiano conservato un briciolo di giudizio critico.

  11. Fab dice:

    @vb e altri. La domanda “perché il Medioevo e non altri periodi” è una deduzione errata sotto il profilo logico: se do soldi a istituti di ricerca sul medioevo, non significa che non dia soldi ad altri istituti che fanno ricerca su altri periodi, no ?
    Se il problema è la limitatezza di fondi, è necessario limitare, non “eliminare”. Personalmente le voci di spesa che limiterei più drasticamente sono altro, come ad esempio quelle di ambito militare. Anche perché a mio avviso rimane valido il ragionamento: “Limitate le risorse alla ricerca a causa della crisi. Rimane da capire come uscire dalla crisi senza ricerca.”

    Per il resto il discorso del senatore è un’accozzaglia di cazzate veramente disarmante. Si fa fatica a scegliere le parole per controbattere perché si rischia di dar per scontati concetti da terza elementare.
    Consiglio al senatore di reinserirsi nel percorso educativo partendo almeno dalle medie inferiori, evitando accuratamente accademie militari e scuole di guerra ovviamente.

  12. mario siniscalchi dice:

    il problema non è modena, è ramponi

  13. claudio dice:

    Pur non essendo d’accordo con le considerazioni “culturali” di Ramponi, penso che al contrario la parte centrale del discorso contenga argomentazioni non banali:

    “[...] varare addirittura una legge per sostenere quattro istituti che fanno ricerca su tale periodo, ricerca che, tra l’altro, viene svolta anche da tanti altri enti a livello universitario. Devo poi aggiungere, sinceramente, che non è molto chiaro a che cosa daranno vita. Infatti, di norma un disegno di legge di spesa è accompagnato da una scheda che chiarisce come sono spesi questi soldi, quante sono le persone che vi lavorano e per quali progetti. Questo lo si fa sempre. Questa volta, invece, non si sa nulla.”

  14. Riccardo dice:

    Credo che commenti come quelli di [c]* dimostrino quanto sia necessario studiare il Medioevo e soprattutto insegnarlo a chi ancora non ha idea di cosa sia, come appunto il signor [c]*. Chi crede, poi, che “puntare” sulla storiografia del Medioevo sia ridicolo, fa bene a restare all’estero. Fa un favore a chi ha idea di cosa sia il patrimonio storico e culturale dell’Italia, ne è orgoglioso, e cerca di promuoverlo oltre che proteggerlo.

  15. roberto dadda dice:

    Forse sono un animo semplice, ma anche a me pare bizzarro finanziare istituti che si occupano di un particolare periodo, medioevo o altro non conta.

    Io credo che la cosa andrebbe vista in modo più coordinato e che prendendo tutti gli stanziamenti che si erogano per studi storici si cercasse una logica di ripartizione da parte ovviamente di esperti.

    Quello che resta a me del discorso è questo e francamente a me pare condivisibile.

    Del resto questo dovrebbe valere per qualsiasi stanziamento per la ricerca.

    bob

  16. se-po dice:

    Hitler citato già al primo commento, record!

  17. michele dice:

    io lavoro nel mondo della ricerca e capisco bene questo problema. In UK anni fa c’e’ stata una review di tutti i progetti, li hanno classificati per priorita’ e hanno tagliato tutti quelli che pur bellissimi e interessantissimi si sono classificati piu’ indietro. In Italia purtroppo non si riesce.
    Devo dire che e’ una delle rare volte in cui sono d’accordo con un senatore PDL, c’e’ speranza che esca qualcosa di buono dalla destra italiana.

  18. Turycell dice:

    Mi sembra che il Nostro dica due cose ragionevoli: che in questo periodo di crisi bisognerebbe concentrarsi al 100% sulla ricerca scientifica e “produttiva”; e che il disegno di legge non specifica come verranno spesi quei soldi, per cui è chiaro che finiranno mangiati da qualcuno.

    Dice queste cose ammantandole di banali considerazioni sul Medioevo, ma almeno le dice anche se non collimano con la linea del partito, cosa non abituale tra i banchi della maggioranza.

  19. Danilo dice:

    Ora abbiamo capito perché non riusciamo ad arrivare al pareggio di bilancio. Perché gli istituti di storiografia medioevale vengono foraggiati senza sosta.
    La tristezza di tutta la vicenda non è l’abissale incompentenza del senatore ex gdieffino ma i commentatori sopra che sostengono che bisogna dare i soldi (pochi) alla ricerca “produttiva”… Insomma finiamola di consultare librazzi polverosi e sotto con lo studio dell’allevamento dei bachi da seta. A noi mancano le industrie non quelle reliquie di un passato che non conosciamo e che non ci interessa perché non produce!
    E inutile combattere B.: ha già vinto bollendo i cervelli di almeno due generazioni

  20. roberto dadda dice:

    @Tury No, non sono d’accordo. Cosa vuole dire “ricerca scientifica produttiva”? Il transistore è stato inventato facendo una ricerca sui semiconduttori senza avere la minima idea del fatto che questo avrebbe portato a cambiare il mondo!

    Si possono e si devono fare anche ricerche con solo contenuto teoretico e culturale perché la conoscenza è un corpus unico che progredisce tutto insieme.

    Il punto sul quale io sono d’accordo con Ramponi è che il parlamento non dovrebbe scendere a un livello di dettaglio del genere, finanziamo la ricerca e poi lasciamo a chi è veramente esperto la decisione su come ripartire.

    roberto

  21. [Alessandra] dice:

    Grazie Danilo.
    Incominciavo a sentirmi un po’ sola e ancora più arrabbiata.

  22. y dice:

    Io sono laureato in Storia medievale. Quella del senatore Ramponi, ma quel che è peggio, diversi commenti, evidenzia un’idea incredibile del ruolo della ricerca storica. La Storia non è una raccolta di dati da imparare a memoria (forse per questo alcuni non ne capiscono la funzione ma è come dire che la matematica è una litania di aridi teoremi che non fa girare i soldi quindi eliminamo i Dipartimenti di Matematica, Fisica e Chimica e lasciamo solo Ingegneria, salvo accorgersi che senza scienze di base l’innovazione tecnica e tecnologica fa poca strada).
    Per citare un medievista famoso, Marc Bloch* (a proposito. ebreo e resistente francese ucciso dai nazisti per chi cita *ausuitz* o *itler*) lo storico è come l’orco, va dove sente odore di’uomo. Lo storico si interessa di ciò che gli uomini (e donne) hanno creato, sviluppato, distrutto nei secoli. Se oggi l’Italia è governata nel modo che vediamo, magari è importante capire come siamo arrivati a questo punto e per farlo occorre andare un po’ più indietro che al 150esimo dell’unità d’Italia. Tra uno svevo, Federico II, che costruì una corte cosmopolita in Sicilia, i mercanti lombardi (dove Lombardia non coincide con la Regione lombardia) i dogmi e le eresie religiose dell’alto e del basso medioevo (esemplifico) tanti che disprezzano la Storia potrebbero schiarirsi le idee sul perché la ricerca scientifica in Italia viva di vita grama ma anche perché tanti in Italia disprezzano la Storia ;-)
    Poi bisognerebbe capire anche la differenza tra Storia e Storiografia. Affermare che il Medioevo è un periodo poco prestigioso è una sciocchezza colossale. *Poco prestigioso* rispetto cosa? L’onore dell’Italia? Quando l’idea di Italia ha sì e no poco più di 200 anni :-D
    Il Medioevo è semplicemente un periodo storico convenzionale da studiare così come gli altri ed è ridicolo utilizzarlo strumentalmente per fini politici.
    Se si vuole invece intervenire sul come sono spesi i soldi negli Istituti di ricerca storica, bene, è questione doverosa ma che investe TUTTI gli Istituti di ricerca (qualcuno potrebbe citare anche gli IgNobel)

    *di Marc Bloch, leggete *apologia della storia*

  23. pierluigi tolardo dice:

    “Quando sento parlare di cultura mi viene voglia di mettere mano alla pistola” Goebbels

  24. Alessandro Marchetti dice:

    anche io sono incerto. Si tratta di soldi pubblici, tolti “a forza” dalle tasche di qualche lavoratore per andare a finanziare operazioni culturali. E’ giusto? E’ giusto che lo stato operi da mecenate per finanziare enti il cui lavoro e’ destinato ad una piccolissima elite? E’ giusto che ad un lavoratore venga imposto di finaziare la stagione scaligera invece di lasciargli quei soldi in tasca e che se li spenda come gli pare, fosse anche per abbonarsi a vedere il g.f. h24?

    Poi un’altra questione: se si accetta di vivere fuori dal circuito del mercato in cui si viene misurati giorno per giorno, ed invece si lavora in un settore le cui fortune dipendono dagli indirizzi politici, bisogna anche accettare che questi indirizzi cambino e che il proprio lavoro possa venire considerato non piu’ necessario.

  25. tangue dice:

    Si, trovo senatore e la maggioranza dei commentatori tristi (e pure un poco disinformati)

    Già chiedersi che senso abbia studiare la storia medievale significa non sapersi guardare intorno con spirito critico. Infatti basta vedere come tutti si bevono la padania e l’immaginario leghista su Alberto da Giussano, Pontida, dell’ampolla etc accettandolo come un dato di fatto, senza farsi domande o capire che è ampiamente strumentalizzato. Questi si sono costruiti una legittimazione culturale e storica fondata su panzane nel silenzio generale. Ma va be.

    Poi, ma proprio in via preliminare, mi vengono da fare un paio di osservazioni: 1) che la ricerca è libera, per fortuna quindi è del tutto legittimo se quattro istituti vogliono dedicarsi alla medievistica; 2) che se ci sono così tanti disoccupati facciamoci domande e diamoci risposte sull’istruzione collettiva e sulle conseguenze di questi tagli, anche sulla medievistica, sulle scienze di base e sugli studi considerati inutili. Darsi risposte assimilabili a quelle senatoriali vuol dire non avere una visione d’insieme.

    Vorrei far riflettere su una politica diametralmente opposta, quella tedesca. Ad esempio, Il Max Planck Institut tedesco possiede circa un’ottantina di dipartimenti tutti largamente foraggiati sia a livello fderale che a livello di Land e si occupano di tutto lo scibile umano, ma proprio tutto e guarda caso MPI è uno dei pilastri dell’innovazione tedesca, anche se al suo interno si occupa di storia con diversi istituti, addirittura di storia legale dell’europa (c’è qualcosa di più inutile, secondo i vostri ragionamenti?) Inoltre MPI, insieme all’università tedesche, è il biglietto da visita più prestigioso per i contatti con i BRICS e ci sono continui scambi di studiosi internazionali, in tutte le materie. Guarda caso la Germania è tuttora motore dell’Europa e si sta scazzando di noi: i tedeschi si che han ragione a chiedersi perchè devono pagare loro i debiti degli altri…

    Chi ha torto e chi ha ragione? Loro che finanziano o noi che tagliamo oltre tutto il tagliabile?

    Per quanto riguarda la solitudine dello studioso, mia cara alessandra, credo che sia la condizione abituale in tempi bui.

  26. Alessandra D. dice:

    Innanzitutto calma e sangue freddo, finanziare un istituto di ricerca storica costa meno di una ceretta inguinale della minetti, non preoccupatevi che non ci sarà una manovra aggiuntiva per rientrare dei finanziamenti in ricerca storica. (Per i più ignoranti, non è che si devono “costruire” fisicamente 4 istituti e metterci le segretarie e le scrivanie etc etc come hanno fatto quegli psicopatici di leghisti con il decentramento dei ministeri, ma solo di finanziare progetti di ricerca, qualche convegno, etc etc).

    Eppoi, la ricerca storica contribuisce, insieme alle altre discipline, all’avanzamento della conoscenza sull’uomo e per l’uomo, al progresso della razza umana, del suo spirito, minchia a farci stare meglio spiritualmente e intellettualmente perchè non siamo solo delle bestie che mangiano, dormono e fanno il bunga bunga per interposta persona.

    Pensate un po’ che Zuckerberg può pontificare per tre ore sul futuro da costruire, inventare, cambiare, immaginare, etc etc anche perché la storiografia del XIX secolo ha diffuso una nozione del passato come esperienza umana da cui trarre “lezioni” e una nozione del futuro come terreno su cui proiettare la realizzazione di un “progetto”. E, guess what, per i secoli precedente ovviamente le cose stavano diversamente, ma va beh, tanto saperlo non conta niente, nevvero?
    Ecco dunque, ora sapete che le vostre idee di passato e futuro non sono grandiosi parti delle vostre menti, ma nozioni elaborate da storici, che vi dicono chi siete, cosa fate, da dove venite e dove andrete, e voi siete tanto scemi da non capirlo nemmeno e credere che la storia sia sapere di che colore erano le mutande di maria antonietta.

    Poi ecco, vale sempre la regola per cui non è obbligatorio avere un’opinione su qualsiasi argomento.

  27. michele dice:

    senza entrare nel merito, l’aspetto più “italiano” di tutta la questione è la difesa del proprio ruolo.

    giusto certo, ma ogni volta che si tocca qualcosa c’è chi se ne lamenta. le pensioni, i contributi, i calciatori e ora addirittura i medioevalisti (tra l’altro col dubbio gusto di insultare il passato del senatore per avvalorare la propria tesi)

    insomma così non se ne uscirà mai

    p.s. lo dico da cattolico grande estimatore del medioevo, che ritiene deciso studiare e valorizzare quel periodo

  28. rccs dice:

    Se riesci a non pigliarti a schiaffi, VB, fai sapere a Bono che devono far cambiare il monumento simbolo della regione: adesso è La Sag(c)ra di San Michele (996 d.C.), ma siccome il medioevo non conta un cazzo per il turismo italiano…

  29. Ivan dice:

    Condivido il pensiero del senatore.
    In una situazione, come quella Italiana, dove i soldi per la ricerca e la cultura sono oro colato, concordo sul fatto che le priorità a cui destinare queste preziose risorse debbano essere altre.

  30. rccs dice:

    Ivan, dicci quali sono altre le priorità, dunque: pare che tu le conosca così bene, data la sicumera lapidaria della tua affermazione.

  31. italiamedievale dice:

    Dante, Petrarca, Boccaccio
    Giotto, Cimabue, Lorenzetti
    Benedetto Antelami, Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio
    Pier delle Vigne, Guido d’Arezzo, Francesco Bacone
    cattedrali, castelli, città murate
    può bastare ?? è sufficiente per continuare a fare ricerca e ragionare sull’enorme potenziale turistico di questo immenso e fantastico patrimonio??

  32. Ivan dice:

    Per esempio destinare piu soldi alla scuola pubblica non e’ un priorità rispetto al creare 4 istituti di ricerca sul medioevo? Adesso non sto qui a dire che con quei soldi migliorerebbe la situazione della pubblica istruzione, pero’ penso non ci sia logica nel perseguire una politica di continua precarizzazione della situazione scolastica italiana e allo stesso tempo finanziare 4 istituti dediti allo studio di cose, per quanto storicamente importanti, accadute 1000 anni fa.
    Non ci sarebbe nessun problema in una situazione in cui ci siano soldi per fare tutto, ma visto che cosi non e’, ritengo debba esserci piu’ coerenza nella politica culturale del paese.

  33. A cosa serve? « Ilcomizietto dice:

    [...] Prendo spunto da Amedeo Balbi e Popinga rispondere alla domanda: cosa serve studiare matematica, fisica e qui aggiungerei storia medievale? [...]