L’Europa ha elevato il copyright sulle registrazioni musicali da 50 a 70 anni. Enzo Mazza della FIMI commenta la prevedibile notizia in questi termini un poco enfatici:


Siamo molto soddisfatti dell’approvazione della Direttiva si tratta di un passo fondamentale per la tutela della creatività europea e soprattutto per gli artisti che rappresentano la produzione europea. Siamo anche grati all’Italia che ha giocato un ruolo fondamentale nella costruzione del consenso necessario a Bruxelles per ottenere questo importante risultato.



Non si tratta purtroppo di un passo fondamentale per la tutela della creatività ma di una mossa vecchia, usuale ed inutile, oltretutto ripetuta una decina di volte negli ultimi 100 anni (è accaduto 11 volte negli ultimi 50 anni del 900 solo in USA). Non è così difficile capire che se al posto di 70 fossero diventati 700 anni sarebbe stato lo stesso. Elevare ad libitum un copyright reso arcaico dalla condivisione elettronica è una ottima maniera per continuare a non affrontare il problema. Si chiudono gli occhi e si spera che l’incubo scompaia. Poi li riapri ed è ovviamente tutto come prima. Quindi come spesso accade, e come meglio si addice al nostro grande Paese, l’Italia “ha giocato un ruolo fondamentale” nella vidimazione del nulla.

8 commenti a “Le sconfitte del copyright”

  1. Le sconfitte del copyright – manteblog | Wolly's Weblog dice:

    […] via Le sconfitte del copyright – manteblog. […]

  2. Camillo dice:

    In effetti, bisogna darne atto, l’uso del termine “copyright” è una novità rispetto al termine “diritto d’autore”… è meno ipocrita, almeno in Italia, vista la SIAE.

  3. ladrone dice:

    scaricate gente, scaricate…

  4. mORA dice:

    http://edue.wordpress.com/2009/11/28/raschiare-il-fondo-del-vinile/

  5. Faber dice:

    – Principessa Leila, prima della vostra esecuzione vorrei che foste mia ospite ad una cerimonia che renderà operativa
    questa stazione da battaglia. Nessun sistema stellare oserà più opporsi all’Imperatore.

    – Quanto più stringete la presa, Tarkin, tanti più sistemi vi sgusceranno via tra le dita.

  6. Daniele Minotti dice:

    Per mera tromboneria avvocatizia, preciso che si parla di diritti connessi, cioe’ di quelli spettanti ad interpreti, esecutori e produttori (diritti riconosciuti soltanto in tempi relativamente recenti e regolati dagli artt. 72 e ss. l.d.a.
    http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#72).
    Attualmente, la durata e’ di 50 anni, di regola dalla fissazione.
    I diritti degli autori sono, invece, altra cosa (comunque tradizionalmente primaria) e, se si parla di persona fisica, gli aspetti patrimoniali di essi cessano dopo 70 anni dalla morte dell’autore (neppure tanto tempo fa erano 50 anni).

  7. www.eticonews.it dice:

    Le sconfitte del copyright – manteblog…

    L’Europa ha elevato il copyright sulle registrazioni musicali da 50 a 70 anni. Non si tratta purtroppo di un passo fondamentale per la tutela della creatività ma di una mossa vecchia, usuale ed inutile, oltretutto ripetuta una decina di volte negli ult…

  8. worm dice:

    va be, vorrà dire che mi scaricherò tutta la musica italiana degli anni ’60, anche se mi fa schifo.