Daniela Ranieri sul suo Tumblr:


Alla Feltrinelli della stazione centrale di Milano, al piano binari, in fondo al salone centrale, ci sono delle poltroncine. Fino a un anno fa, prima che aprisse, ogni volta che mi trovavo ad aspettare il mio treno – generalmente dai venti ai centoventi minuti, soffrendo io di un articolato ed inestirpabile complesso della ferrovia, come Adorno definisce il disturbo di cui soffriva Alban Berg – gironzolavo sulle banchine con l’aria scocciata, o simulavo l’attesa paziente su qualche sedile di ferro, nell’atrio. Ora, lungi da me fare pubblicità ad una libreria che non ne ha bisogno, ma devo rendere merito alla policy di feltrinelli per aver permesso la consultazione di libri, come una biblioteca, senza l’obbligo d’acquisto. Oddio, se ci fossero le telecamere, probabilmente dovrebbero obbligarmi all’acquisto: infatti, da circa un anno, ogni volta che capito in stazione e sono in partenza, io mi dirigo verso il fondo del salone, vado allo scaffale Mitologia, prendo sempre lo stesso libro, e mi siedo a leggerlo. In realtà non si tratta solo dello stesso libro, ma della stessa copia, del libro. E in realtà io non è che lo leggo soltanto, cioè non è che lo consulto e lo rimetto dov’era, ma lo considero mio, e al momento di posarlo lo metto In posti impensati (generalmente nello scaffale Psicologia della gravidanza), per impedirne l’acquisto a terzi e prolungarne la permanenza, di modo che io possa tornare ad usarne come se ne avessi un diritto.
Il libro è Dioniso, di Kerenyi. È un librone pesante, denso, edizioni Adelphi, copertina viola. So che si tratta della stessa copia perché vi riconosco i segni del mio passaggio. L’altro ieri, per dire, mentre aspettavo l’intercity per Genova delle 18,25 (erano le 17), ho ritrovato a pag 115 un segnetto di un flebile rosso che devo aver procurato alla pagina sfregando un’unghia smaltata lungo i suoi bordi più o meno 8 medi fa (mi ricordo quel giorno ma non saprei indicarlo sul calendario).
Uno dei motivi per cui ora confesso la mia debolezza è che mezz’ora fa sono entrata da feltrinelli, e ho fatto lo stesso percorso: sono andata prima allo scaffale Mitologia, dove di solito la copia viene correttamente riposizionata dagli addetti alla vendita e poi, non trovandola (cosa che è successa solo un’altra volta), mi sono diretta verso lo scaffale su cui avevo lasciato la copia due giorni fa (psicologia dell’allattamento). Ed è stato qui che ho appreso con un sentimento di profondo congedo che la copia non c’era più, che era sparita, mentre si faceva strada l’altra idea, forse peggiore di questa, ovvero che qualcuno doveva averla comprata. Quella copia che mi è talmente cara che non ho mai voluto scambiarla col denaro, né sostituire con un’altra copia a cui avrei potuto avere accesso io sola, libera dal rischio di vedermela sottratta, racconta ora, a pagina 115, col linguaggio muto degli occhi che lhanno toccata in tempi diversi, del mio passaggio sulla storia d’amore tra Dioniso e Arianna. La clemenza del caso non poteva durate in eterno, Dioniso ha bisogno di molte menadi che ne innalzino la gloria. Ma appunto! Appunto. Adesso è chiuso, stretto in una libreria, magari tra libri di altro spessore (chiedo scusa se cosi non fosse), o trascurato, o letto una volta e dimenticato, e comunque non è questo il punto.
In questo momento qualcuno ne sta sfogliando le pagine. Prego l’incauto acquirente di restituire la copia alla libreria, la quale a sua volta è pregata di conservarla li dove deve essere, e di scoraggiarne l’acquisto, affinché ciascuno, me in particolare, possa vederla, toccarla, leggerla, e versare tra le sue pagine le sue riflessioni sul mito e sui rituali che punteggiano il tempo. Finché era lì, io potevo non solo accedervi, come a una fonte che versa la sua acqua a gocce preziose, ma anche mandare qualcuno ad usare la circostanza di esserne e di esserci contemporanei; avrei potuto rimandare a lei messaggi per amici, sodali di letture, ex amanti, persone con cui non parlo più per qualche ragione, e attorno a lei, attorno al suo fuoco, avrei potuto ricostruire una geografia degli affetti e delle affinità che la vita mi ha, spesso per mia grandissima colpa, a poco s poco eroso.
È ora di dispiegare le possibilità generatrici di calme, comuni tempeste, seminando il vento prodotto dal battito degli occhi su una stessa superficie, finalmente liberata dal commercio e dallo scambio; quel ventaglio, aperto, rivelerebbe il suo fine, variegato disegno, ora chiuso nelle sue pieghe.

12 commenti a “Pregasi restituire la copia”

  1. Daniele Minotti dice:

    Microblogging…

  2. marco dice:

    Con buona pace degli ebook.

  3. ALPHA dice:

    non capisco….potresti comprare il libro tanto amato

  4. samsung dice:

    Bellissimo pezzo.

  5. Pierluigi dice:

    non avevo visto che era di daniela e, al leggere dell’unghia smaltata, avevo cominciato a pormi delle domande su Mantellini.
    per carita’, anche se fosse va tutto bene…

  6. Marco dice:

    Sono un dipendente Feltrinelli. La copia non e’ stata venduta. E’ stata gettata.

    Ci eravamo rotti le palle di cercarla per rimetterla a posto ogni volta.

    Ogni cosa ha un limite, anche quelle gratuite.

  7. Marco dice:

    Davvero un bel pezzo. Peccato che qualcuno si preoccupi del libro non comprato e non apprezzi lo stile con cui il tutto viene raccontato.

  8. trentasei dice:

    pezzo splendido.
    @Alpha : un tomo da 500 pagine tu te lo porti in giro sempre, immagino, stile portachiavi, da leggere nei momenti liberi in stazione..

    @Mante: no, davvero il Marco_feltrinelli è della Feltrinelli? Fai un whois e ci riveli se davvero è stata gettata? ;-)

  9. leo dice:

    marcofeltrinelli è chiaramente un troll dai :D

  10. Matteo dice:

    Fuma meno erba.

  11. Fabio dice:

    bah…

  12. alberto dice:

    A Daniè, e compra sto libro, dai…