Domenica a pranzo la mamma di Filippo raccontava che verso la fine della guerra quella casa bellissima al Passo del Carnaio fu occupata dai partigiani. Era la casa dei genitori dei suoi genitori, in cima alla montagna, piena di dipinti, fotografie e libri. Una casa dai grandi camini e dai pavimenti rossi: per accendere il fuoco, che lassù d’inverno fa freddo, gli occupanti bruciarono un po’ alla volta i 36 volumi della prima edizione della Enciclopedia Treccani. Probabilmente – ci diceva sconsolata – per la semplice ragione che la libreria che la conteneva era accanto al camino e quindi era comoda da raggiungere. Avessero bruciato altri libri sarebbe stato meglio. Ora adesso qualcuno mi spieghi come mai stasera ripensandoci mi viene in mente Berlusconi.

25 commenti a “La stupidità del male”

  1. ArgiaSbolenfi dice:

    Anche a me viene in mente Berlusconi, ma nel senso che nel 1945 per avere la Treccani in casa una famiglia doveva essere ricca più o meno come lui.

  2. DB dice:

    Non capisco l’associazione di idee, ma concordo con ArgiaSbolenfi. E a me, più che Berlusconi, verrebbe in mente un direttore di telegiornale, uno che nei suoi (fortunatamente rari) editoriali si presenta sempre di fronte a quella che sembra una popolata libreria.
    Non mi stupirei se, allargando l’inquadratura, su un lato comparisse un barbecue.

  3. worm dice:

    non mi sembra così difficile da capire l’associazione

  4. Cafonauta dice:

    Se ti legge Pansa ci fa un altro libro…

  5. mfp dice:

    Mante, temo sia perche’ il suo illustre ministro alla cultura Bondi ha affermato di voler riscrivere i libri di storia…

    DB, secondo me quella libreria e’ finta… i libri sono in realta’ scatole di cartone colorate per sembrare dorsetti di libri.

  6. db dice:

    MFP, io pensavo additittura ad un poster con la foto scattata nello studio di qualcun altro

  7. L1 dice:

    sono d’accordo, il male spesso si esibisce assieme alla stupidita’. anche certi appartenenti alla specie umana – incidentalmente partigiani – possono essere stati quel genere di stupidi. poi tutto va contestualizzato, storicizzato, eccetera, compreso il fatto che quei tipi a quel tempo hanno fatto un genere di scelta che io non avrei mai (mai, purtroppo) il coraggio di fare. io, che non mi reputo uno stupido.

  8. alessandro dice:

    ora mi sorge una domanda pero’, prima di poter esprimere un parere: gli distrussero la casa, compresa la treccani, o la treccani fu l’unica cosa rovinata di quella casa?

  9. db dice:

    Mi pare di capire che servisse loro solo la carta per accendere il fuoco, la legna se la saranno procurata altrove (si spera)

  10. Licia Busolini dice:

    Tra i ricordi più cari del mio papà ci sono le sue agende sulle quali annotava ogni spesa, perchè 4 figlie + moglie + eventuali malattie (che in casa mia c’erano e non esisteva ancora l’Assistenza gratuita) + la nonna (alla quale la pensione è arrivata non molti anni prima che morisse) per 1 solo stipendio non era facile.
    Le pagine che più mi fanno tristezza sono dove appuntava tabacco x 100 £, fiammiferi x 50 £, cartine x 35 £. Ripenso alle sue sigarettine sottili e al fatto che ne fumava mezza per volta.
    Ma ci sono pagine che mi rendono orgogliosa. Sono le pagine dove poteva scrivere il titolo dei libri che, risparmiando, riusciva ad acquistare.
    Non serviva essere ricchi e basta. Serviva anche amore per la lettura, la cultura, la carta stampata.
    Questo post dice ben più che il semplice fatto raccontato.
    Sulla Sua famiglia e anche sulla “stupidità”.
    Buona giornata.

  11. Cafonauta dice:

    Non so esattamente fin dove voleva spingersi Mantellini con questo post ma dai commenti vedo che nessuno ha minimamente idea di cosa significhi una guerra.

  12. mORA dice:

    Massimo, possibile che la signora non ti abbia raccontato il peggio, ovvero che quando finiva la carta igienica lasciavano il cilindretto di cartone nel portarotolo e poggiavano il rotolo nuovo sul davanzale, che nemmeno negli ostelli della gioventù?

    Ma insomma, ma che razza di cafoni!
    Io per questo non ospito mai partigiani.

  13. seymour caulfield dice:

    Che incivili. Scommetto che i nipoti di quei partigiani sono i tipografi che ieri non hanno fatto uscire il Corriere.

  14. ArgiaSbolenfi dice:

    Invece i nazisti, dotati di uno spiccato senso estetico, quando requisivano un’abitazione per farci un comando lo lasciavano completamente riarredato e tinteggiato di fresco con i colori del Reich. Gli americani, più pragmatici, si preoccupavano soprattutto delle piccole riparazioni agli impianti. Con i fascisti c’era il problema di ripristinare la cantina convertita a camera delle torture.
    BTW, concordo al 100% con Cafonauta..

  15. diamonds dice:

    un amico accertatore all’agenzia delle entrate mi ha raccontato senza mezzi termini di come sia fortemente suggerito dalla direzione l’accanirsi contro i pesci piccoli che non pur evadendo in maniera meno che proporzionale rispetto a quelli grandi di solito non hanno i mezzi per procrastinare sine die un pagamento,o parlando più in generale,trattare una resa condizionata

    http://eng.shiwaw.net/E/Elvis/Elvis—Rubberneckin.MP3

  16. davide dice:

    C’entra e non c’entra, ma si parla di guerra e di libri: durante l’assedio di San Pietroburgo, durato la bazzecola di 900 giorni, l’ultimo inverno, quando non c’era più nulla da mangiare, dopo che si era assaggiata anche la terra su cui, in tempi migliori, si ammassava sopra, ad esempio, lo zucchero, si passò alle zuppe fatte con acqua (che non mancava, vista la neve) e le copertine in pelle dei libri. Quindi i libri non si bruciavano, ma si cucinavano, per trovare poche calorie da bruciare.

  17. ArgiaSbolenfi dice:

    Pensate che soddisfazione mangiarsi i libri di Moccia (mi riferisco in particolare alla parte finale del processo digestivo).

  18. Fabrizio dice:

    …se quei partigiani usarono le pagine dei 36 volumi della Treccani solo per accendere il fuoco del camino, chissà per quanti inverni rimasero al calduccio, praticamente fino alla fine della guerra.

  19. Pier Luigi Tolardo dice:

    Anche noi, quando Berlusconi avrà definitivamente mandato il Paese a dare il culo, saremo costretti a bruciare i nostri libri per riscaldarci.
    P.S.: con buona pace di Ferruccio De Bortoli, a cui per educazione la Camusso poteva dare una risposta comunque prima dello sciopero, gli scioperi sono una pratica sindacale in cui, per protesta non si lavora e non si viene pagati, scioperando non si possono stampare i giornali, compreso il Corrierone e se uno sciopero è nazionale e generale non si possono prevedere deroghe.

  20. mfp dice:

    db, mmm… c’e’ profondita’ di campo… o e’ un tarocco fatto molto bene o non puo’ essere un poster.

  21. Gemma dice:

    Non credo che il punto fosse “i partigiani, questi cafoni newranti”, bensì “al mondo spesso c’è gente che se ne frega della soluzione più intelligente (o meno dannosa) e opta per quella più comoda, senza star tanto a pensarci su”. Un po’ come l’ultima finanziaria.
    Ma forse mi sbaglio, e in questo caso chiederei a MM di spiegarsi meglio!

  22. Cafonauta dice:

    L’unica interpretazione è nel titolo: la stupidità del male ovvero la guerra. E’ inutile pensare che persone che non sapevano se fossero sopravvissute alla notte, per scaldarsi, iniziassero a bruciare i topolino invece che la treccani. Ripeto, ma avete idea di cosa sia una guerra? L’idea romantica della guerra esiste solo nella testa di chi l’ha vissuta solo sui film di John Waine.
    Gli episodi che possono essere riassunti nel titolo di Massimo compongono il 99% delle guerre di tutte le epoche.

    tempo fa mi colpì questa immagine: http://bit.ly/qd8HBu
    Delle statue del casinò di Anzio ne rimasero ben poche, trafugate insieme a quelle romane di ben altro valore o utilizzate dai soldati come simpatici bersagli per passare il tempo nei mesi in cui ad Anzio c’era il fronte.
    Stessa cosa, per esempio, a Civita di Bagnoregio, dove gli unici pesantissimi danni furono subiti dopo la liberazione del territorio proprio dall’artiglieria alleata che trovava perfetti i campanili delle chiese per le esercitazioni di tiro: http://bit.ly/qzJlrW

    Ma di che stiamo parlando?

  23. Larry dice:

    Ci mancava solo questa: il paese va a rotoli e Mantellini si trasforma in un ennesimo Pansa.

  24. Fabrizio dice:

    Larry, rettificare please: il mondo va a rotoli.

  25. db dice:

    @mfp, non mi rovinare un nonsense :-)