Il teorema di Francesco Costa recita che “Calderoli non ha mai ragione”. E in poche righe spiega come mai alcuni calciatori hanno ottimi motivi per non doversi accollare il contributo di solidarietà mentre Calderoli semplifica come al solito troppo.

Infatti, i calciatori sono tecnicamente lavoratori subordinati: anche se volessero non pagare le tasse, non possono decidere di non farlo. Le pagano che gli piaccia o no, come qualunque altro dipendente. Nel momento in cui firmano il contratto di lavoro, alcune società concordano con i calciatori una cifra al lordo e altre concordano una cifra al netto. Nel primo caso, il contratto prevede uno stipendio lordo per la cifra concordata, dal quale poi vengono sottratte le tasse: i calciatori che possiedono questi contratti non hanno quindi uno stipendio netto sempre uguale ma, come accade alla gran parte i lavoratori dipendenti, vedono il loro stipendio salire o scendere secondo l’aumento o la diminuzione delle tasse. Questi calciatori pagheranno il contributo di solidarietà e questo, non intaccando ovviamente il loro stipendio lordo che rimane come da contratto, farà scendere un po’ il loro stipendio netto. E non chiedono trattamenti diversi da questo.

Nel secondo caso, molto comune nel calcio, il contratto sottoscritto tra società e calciatore – cioè tra azienda e lavoratore – prevede una cifra concordata al netto. Vuol dire che al cambiare delle tasse la società si è impegnata a versare al giocatore sempre la stessa cifra. Il contributo di solidarietà, per quanto abbia natura temporanea, è una tassa come tutte le altre: quindi in questi casi non può incidere sulla cifra al netto, concordata dalle due parti al momento della firma del contratto. Non è che i calciatori stiano chiedendo delle deroghe, quindi. Non è che non pagheranno il contributo di solidarietà. Non è che Galliani all’improvviso si è preso a cuore le sorti del Paese e dei ceti meno abbienti. È che nel rispetto del contratto di lavoro – firmato con gran gioia anche dallo stesso Galliani – il contributo di solidarietà in questi casi deve essere pagato dalla società, come le altre tasse

31 commenti a “Il calcio a Calderoli”

  1. Daniele Minotti dice:

    Penso che pur di dare contro Calderoli (che, di regola, se lo stramerita) si sia persa una po’ l’obiettivita’.
    Di certo, nella parole del Ministro c’e’ un po’ di demagogia (l’uso, anzi l’abuso del termine *casta*, ecc.), ma le sue esternazioni credo debbano essere contestualizzate nel clima di lagnanza (giustificato o meno) generato dai calciatori e che e’ antecedente il contributo di cui parliamo. E non e’ superficialita’ o – peggio – iniquita’ pretendere, da chi guadagna tanto un po’ piu’ di *elasticita’* (chiamiamola cosi’). Sono cose che hanno detto in molti, non soltanto Calderoli.
    Vero che, come dice Costa, i calciatori sono lavoratori subordinati, ma, al di la’ del corrispettivo lordo o netto (in effetti, piu’ comune), in realta’ la differenza la fanno altri fattori come quelli evidenziati da Victor Uckmar, per esempio qui
    http://www.corriere.it/politica/11_agosto_17/calderoli-stipendi-calciatori-solidarieta-contributo_1f32e180-c8ba-11e0-a392-b95dcb34082b.shtml

  2. trentasei dice:

    ora, va bene, è calderoli. son d’accordo che ha sempre torto ed è una testa marcia. lo detesto, calderoli. ma per una volta che dice una cosa che avran pensato tutti (“cazzo, guadagni miliardi mentre tutti tiran la cinghia e rompi le palle per il contributo di solidarietà? Ma non ti vergogni? Ma vai a lagnarti da un’altra parte, per favore, prima che ti meno!”) pur di dargli contro si trova che ha torto. sì, ok. il dramma dell’ Italia è la quota di solidarietà dei calciatori e ancor prima il contratto dei calciatori. prima pagina. marò, siam messi veramente male. anche a sinistra, se pur di dar contro a calderoli non riproporzioniamo le lamentele di certi privilegiati al giusto posto.

  3. trentasei dice:

    ps @mantellini, una curiosità: se l’avesse detta Bersani, sarebbe stata una cosa di sinistra, per ricordare a questi privilegiati che gli operai arrivano a malapena a fine mese e che si vergognassero quindi di manifestare in modo così sproporzionato su un provvedimento che a malapena può far loro il solletico? giuro, son di sinistra, ma quando leggo certe cose, capisco molto bene cosa odiano quelli di destra di certi atteggiamenti di sinistra.

  4. Daniele Minotti dice:

    @trentasei
    L’espressione *pur di dare torto a Calderoli si trova che ha torto* e’ realmente geniale ;-)

  5. massimo mantellini dice:

    @trentasei, sinceramente, non ti seguo

  6. Daniele Minotti dice:

    @trentasei
    Se pensi che quelli di destra odiano quelli di sinistra quando Calderoli sta loro sulle balle, ti sbagli di grosso ;-)

  7. Camillo dice:

    Calderoli chi?

  8. ArgiaSbolenfi dice:

    Calderoli ha anche minacciato di tassarli il doppio: scusate l’ignoranza, ma è fattibile legalmente?

  9. Fabrizio dice:

    Ho il cervello in loop, scusate. I calciatori farebbero bene a protestare contro la tassa di solidarietà perché contrattualmente sono degli operai? Fantastico! Scherzi a parte se aumentano l’Iva generalmente l’aumento poi ricade sul consumatore. Aumenta il prezzo. Se aumentano le tasse sugli affitti poi aumentano gli affitti. Ovvia per una volta ciccia. Siamo già al ridicolo.

  10. Giancarlo dice:

    Veramente a me sembra che i calciatori pubblicamente non abbiano detto nulla. Risulta un Ping pong tra Galliani che vorrebbe non rispettare i contratti che lui stesso ha scritto e Calderoli che interpreta se stesso.

  11. trentasei dice:

    @massimo: togli l’idiota che l’ha detta. L’avesse detta Bersani, non ti sarebbe parsa una buona lavata di capo, per questi viziati che, in un momento come questo in cui i lavoratori meno abbienti stentano ad arrivare a fine mese, non esitano a lamentarsi per una tassa di solidarietà che fa loro il solletico, al di là se sia giusto o meno che la paghi la società o il calciatore? diamo contro a calderoli solo perchè l’ha detta lui, insomma, o pensi davvero sia una cavolata quello che ha detto, e che la priorità di questo paese sia occuparsi dei diritti calpestati dei calciatori, quest’immenso dramma della tassa di solidarietà, che toglie loro si e no la possibilità di un pieno del bolide sotto casa?

    @minotti: ah ah, no, ovviamente non è quello. calderoli è odiato bipartisan, ovviamente, ci mancherebbe.. ;-)

  12. trentasei dice:

    @massimo:voglio dire, non lo trovi anche tu offensivo che i calciatori rompano le balle con la tassa di solidarietà quando la gente stenta ad arrivare a fine mese? io avrei risposto nello stesso modo, a calciatori, che avessero almeno un po’ di pudore.

  13. trentasei dice:

    @Fabrizio: io trovo ridicolo che si commenti seriamente quella che non è una proposta di legge, ma uno sfogo dettato dal veder lamentare dei privilegiati perchè dovranno dare una quota che fa loro il solletico. Io questo, lo trovo ridicolo, e non lo sfogo di Calderoli, più che comprensibile. Ma davvero la sinistra è così distante dalle persone che lavorano? Ma soprattutto, io vi odio: sto difendendo Calderoli, che è l’ultima cosa che avrei detto che avrei potuto fare in tutta la mia vita. Ma questa ipocrisia di fondo è insopportabile.

  14. Giancarlo dice:

    @trentasei: perchè ipocrisia? io ci trovo solo della demagogia da 4 soldi. Qui si tratta di rispettare dei contratti. Che venga pagato il contributo non è in discussione, solo che nel caso di un contratto che preveda compensi al netto, l’onere va a carico della società.
    Il resto sono chiacchere da bar leghista.

  15. trentasei dice:

    @Giancarlo. ok, va bene. Capisco che per te si tratti di rispettare dei contratti. Invece per me si tratta di riportare le giuste priorità di attenzione e interesse per le cose importanti, per cui le lamentele pur giuste di calciatori ultramiliardari perchè dovranno pagare la tassa di solidarietà, mi fanno venire l’orticaria. Hai presente di quello che si lamenta del callo mentre tutti gli altri hanno le gambe rotte? Sai cosa succede, fra la gente e non nel diritto? Lo si manda a quel paese.Tu e il post qui sopra invece:”Signori, il nostro assistito ha tutto il diritto di lamentarsi del callo e a portarlo come uno dei primi punti del giornale di stamane: la scarpina aveva una piccola deformazione, perbacco”. Scusami, ma io la penso in modo diverso, con tutta la ragione che possono avere.

  16. rafeli dice:

    Vabbè su queste pagine poco sotto si parla male di Bossi che da’ del nano a Brunetta quando poi Crozza invece.

    Figuriamoci Calderoli, che non è neanche emiparetico, e quindi lo possiamo punzecchiare come ci pare.

  17. massimo mantellini dice:

    @trentasei, boh i calciatori pagheranno il contributo (loro o le loro societa’ per loro) secondo quanto previsto dal decreto (se ci sara’) e questo a me basta. L’unica questione è quella di Calderoli che parla a vanvera (e se fosse stato Bersani sarebbe stato lo stesso).

  18. se-po dice:

    Però quando ha detto ‘Se vi lamentate pagherete doppio’ mi ha fatto morir dal ridere. Epico.

  19. gregor dice:

    oggi è stata una giornata in cui alcune persone davano ragione a Calderoli.. E altri ai calciatori.. Direi che abbiamo toccato il fondo per quest’anno…

  20. sartana dice:

    @Rafeli: non so se ti rendi conto della differenza, ma Crozza è un comico. Bossi dovrebbe essere un ministro.

  21. Daniele Minotti dice:

    Cribbio! Qui vedo finissimi giuristi e tributaristi… ;-)

  22. wlyit dice:

    Un calciatore di serie A, di quelli bravi, ha un contratto di circa 20.000 euro, al giorno, netti. Sabati, domenica e festivi inclusi.
    Al giorno.

  23. db dice:

    A me risultava che le proteste dell’AIC (che rappresenta calciatori di serie anche minori) riguardassero argomenti diversi dal contributo di solidarietà e che Beretta (Lega A) lo ritenesse dovuto, senza distinzioni tra netto e lordo.
    Tecnicamente non so se una “una tantum” come questa sia davvero ininfluente nella “busta paga” di coloro che hanno pattuito un ingaggio netto, ma resta il fatto che non capisco perché su questo argomento sia stato interpellato Calderoli.

  24. Stefano dice:

    @wlyit: beh, vuol dire che se li meritano in quanto dotati di talento ed abilità sviluppate in anni di allenamenti e sacrifici… tu sapresti fare le cose che fanno Lavezzi, Messi o Ibrahimovic? Se la risposta è sì, proponiti a De Laurentiis e fatti pagare! ;)

    A proposito – la categoria “i calciatori” comprende anche sportivi che giocano in Serie C2, prendono pochi soldi – spesso in ritardo – e smettono di lavorare a 35-38 anni: i campionissimi strapagati sono una piccola percentuale.

  25. trentasei dice:

    Oltre a un senso del diritto c’è un senso dell’ opportunità: ricordare a questi viziati che ci son questioni più serie e drammatiche per il Paese, per cui le loro beghe le risolvessero in silenzio con le società anzichè dirci che poverini non vogliono pagare il contributo di solidarietà, a me pareva il minimo. Ai giuristi del diritto di questo post no. E vabbè, pazienza, abbiamo idee diverse.

  26. Daniele Minotti dice:

    Vuoi vedere che Calderoli aveva ragione?
    http://tinyurl.com/44h7e4b

    P.S.: trentasei, mi spieghi chi sono i *giuristi del diritto*? ;-)

  27. db dice:

    Ma Calderoli dove ha letto che i calciatori si sarebbero lamentati del contributo di solidarietà?

  28. Daniele Minotti dice:

    @db
    Personalmente, non lo so e non mi interessa: non e’ quello il punto della discussione.

  29. db dice:

    Dipende: esistesse una fonte attendibile, almeno su quello avrebbe davvero ragione ;-)

  30. Pier Luigi Tolardo dice:

    Mi pare che il netto contrattuale sia venuto fuori proprio perchè dopo l’eurotassa di Prodi, che tutti i calciatori allora pagarono, si è inventata questa furbata.Penso che ci siano argomenti giuridici pro e contro chi debba pagare ma cedo che sia giusto che le società tengano duro e non paghino subito, forse una mediazione potrebbe ripartire i costi e sarebbe più giusto nei confronti di tutti. La politica è giusto che ricordi a tutti(politici compresi)che nessuno deve sentirsi fuori, anche se lo stile di Calderoli squalifica la politica, le cose bisogna anche saperle dire.

  31. Ed Coke dice:

    Pacta sunt servanda: per tutti, ricchi e poveri.
    Altrimenti passa il principio per cui un’impresa può tranquillamente evitare di rispettare le clausole contrattuali stabilite a favore del dipendente, per le più svariate ragioni.
    Poi ci sono le varie interpretazioni, sia del contratto sia della normativa fiscale, ma è un’altro discorso: posto che qualcuno le tasse le pagherà comunque, i calciatori (anche quelli più ricchi) fanno benissimo a far valere le proprie ragioni.