Carlo Formenti sui rischi del cloud computing:

Come ci hanno spiegato Richard Stallman e Nicholas Carr, dopo un periodo in cui la rivoluzione del personal computer aveva restituito ai produttori/consumatori il controllo sui propri contenuti (autoprodotti o acquistati), qualcuno ha deciso che la ricreazione è finita, si torna alla logica del monopolio (sia pure aggiornata all’era digitale).

Come tutte le controrivoluzioni degli ultimi anni, la cruda realtà dell’esproprio capitalistico ai danni dei prosumer viene infiocchettata come facilitazione della vita, miglioramento del servizio, aumento della sicurezza (“volete mettere come vi proteggiamo noi dalle incursioni degli hacker: non vorrete mica fare da soli?!”).

Ma date retta: prima che chi vuole continuare a custodire i suoi dati sul proprio disco rigido venga irriso come i vecchietti che tengono i soldi nel materasso, è il caso di ragionarci sopra e organizzare la controffensiva.



Unico commento possibile: Stallman e Carr nella medesima frase mandano in crash qualsiasi computer.

27 commenti a “Compagni, alle armi!”

  1. Nec dice:

    Io condivido in toto invece. I file e i programmi li voglio sul mio pc, e non altrove, e li voglio gestire io, non altri per me. Sarò all’antica, boh.

  2. Camillo Miller dice:

    LOL, confermo. Appena ho letto Stallman e Carr ho automaticamente delegittimato il resto. Di queste visioni apocalittiche ne è pieno il mondo della comunicazione di massa prima e della storia dell’informatica di consumo e di Internet poi.
    Che poi il commento sui soldi nel materasso è idiota, pare che abbiano ragione quelli che ce li tengano da come la mette Formenti… mah…

  3. cookie dice:

    Cloud computing? Bello, ma compratevi un NAS e fatevelo da soli, date retta.

  4. PincoPa dice:

    Non ci vuole mica Stallman a dircelo, ci arriviamo da soli :)

  5. Nicola dice:

    Io invece voglio poter scegliere liberamente se averli sul mio computer oppure anche su una nuvola che mi scelgo io. Questa guerra contro il cloud è ridicola. Come ogni servizio al mondo, se funziona la gente lo usa, altrimenti no. Mille pippe mentali da nerd che servono a poco o a nulla.
    cookie, il NAS ti “pusha” i contenuti su tutti i dispositivi collegati istantaneamente?
    Puro terrorismo informatico. Vorrà dire che invece di un solo account cloud, me ne farò due, alla faccia di Stallman.

  6. Lorenzo dice:

    Secondo me il cloud computing va considerato in modo molto prudente, perché di fatto si delega ad un’organizzazione ciò che ci riguarda, e nemmeno a livello personale, penso di più a livello aziendale e delle PA. Le aziende e le PA, come ovvio, gestiscono a volte dati molto riservati, e prima di farli uscire verso altre aziende, io ritengo che sia necessario riflettere approfonditamente.

  7. pietro dice:

    Sarà, ma affidare le foto delle mie vacanze ad una “cattiva multinazinale” mi preoccupa moderatamente, visto che intanto tutte le mie transazioni bancarie vengono archiviate a disposizione della CIA…
    Insomma affidare dati e documenti anche aziendali ad un sistema come il cloud computing mi sembra molto meno pericoloso che affidare una parte dei propri guadagni ad uno stato inefficente e spendaccione o il restante alle banche, ed inoltre nel primo caso sarebbe una scelta valontaria, negli altri citati molto meno.

  8. se-po dice:

    Avere i dati nella ‘nuvola’ e’ indubbiamente comodo, ci posso accedere con qualunque dispositivo, se mi si rompe l’hard disk e non ho un backup recente non mi devo preoccupare.
    E in piu’ e’ tutto gratis :-)
    Ma che succede se fra 3 anni non fosse piu’ gratis?
    O se volessi comprarmi un telefono, computer or tablet di un’altra marca? Potro’ migrare facilmente tutte le mie foto e la mia musica?
    Non serve tanta, ma un po’ di paranoia fa sempre bene ;-)

  9. pietro dice:

    Se fanno pagare troppo prendo i miei dati e li trasferisco da qualche altra parte, se mi conviene li lascio lì.
    Mi sembra ovvio che lo spazio per foto e musica non è un diritto garantito a nessuno, se li metti in un luogo da cui non puoi più riprenderli non ti puoi lamentare dopo….

  10. mORA dice:

    http://edue.wordpress.com/2011/06/08/un-vulcano-di-deja-vu/

    Odio ripetermi… :)

  11. Perla dice:

    Nicola intanto il mio NAS non pusha. Casomai pusherà il tuo!

  12. L1 dice:

    ci arriviamo da soli perche’ stallman ci ha addestrato bene.

  13. Marco dice:

    Per ragioni di privacy Stallman:
    -non ha la carta di credito
    -non fa acquisti online
    -non usa il wifi in albergo
    -non ha il cellulare perché può tracciare la posizione
    -consiglia di comprare i libri in libreria e con i contanti
    -non usa un browser per navigare sul web:
    “For personal reasons, I do not browse the web from my computer. (I also have not net connection much of the time.) To look at page I send mail to a demon which runs wget and mails the page back to me. It is very efficient use of my time, but it is slow in real time.”

    ed è contro i social network e il così detto cloud computing.
    Senza aggiungere poi tutte le altre cose che esclude per via del DRM o del fatto che siano proprietarie.

    Cioè ha anche le sue buone ragioni, però è anche molto drastico e vedo che anche tra i suoi fan più accaniti quasi nessuno segue alla lettera quello che dice.

  14. Tommi dice:

    Sinceramente non sono contro il cloud.. L’unica cosa che mi lascia un po’ dubbioso è la gestione delle proprie cose da parte di fornisce il servizio.. Voglio dire: io ho le foto delle vacanze, gli estratti conto bancari e dati privati e riservati sul cloud.. Metti che il server di storage sia in America, io non sono più proprietario fisicamente di ciò che è mio e in più se ad esempio la cia (per dirne

  15. Tommi dice:

    ..per dirne una) è interessata ai miei dati, non deve neanche scomodarsi a Carmelo sapere)…
    o no? Non è così?

  16. Marco dice:

    Tommi ti basta criptarli prima di metterli sul cloud.

  17. enrico dice:

    scusate il mio essere semplice, ma perchè dovrei tenere i miei files sull’ hd di qualche società sconosciuta in qualche parte sconosciuta del pianeta, magari pagando un tot (alias cloud) piuttosto che sul mio hd (con backup) qui a 50 cm da me? Solo perchè mentre vado in metro al lavoro mi posso guardare con un apple device le foto del matrimonio? oppure perchè posso viaggiare tranquillo sapendo di avere la mia collection di musica sempre a disposizione, perfino mentre aspetto al check in? Così mi sento parte dell’universo e l’universo è parte di me. A sì, dimenticavo, questa è la libertà. Magari la prossima volta mi compro il giornale di carta e lo sfoglio.

  18. Nicola dice:

    Enrico
    scusate il mio essere semplice, ma perchè dovrei tenere i miei files sull’ hd di qualche società sconosciuta in qualche parte sconosciuta del pianeta

    Ti informo che lo fai già. Si chiama conto corrente bancario. Si chiama Gmail/hotmail/yahoo. Ecc.

    Il servizio è comodo per tenere in ordine le proprie cose sui vari dispositivi.

    Forse quello che ancora a molti di voi sfugge è che iCloud va’ oltre dropbox et similia proprio per la sua capacita di gestire automaticamente tutto. Senza diversi scaricare nulla da soli.

  19. Paolo dice:

    affascinante discussione e tecnologia il cloud.
    finche’ verranno prodotti archivi personali (hd) ciascuno sara’ libero di scegliere quali dati archiviare su una “nuvola” e quali invece tenere su un archivio privato (anche se email e contatti gia’ risiedono per la maggior parte di noi su server remoti).
    lo stesso si puo’ dire per le aziende.
    per certi versi un po’ spaventa pensare a queste immense “farm” di dati che possono potenzialmente essere controllati (big brother)…
    ma se la tecnologia va in questa direzione come sembra e non sara’ possibile rinunciarvi, si dovra’ imporre a queste organizzazioni una rigida tutela della privacy dei nostri dati.

  20. Paolo dice:

    Come diceva Neil Postman, nel suo libro http://en.wikipedia.org/wiki/Technopoly:_the_Surrender_of_Culture_to_Technology “it is impossible for a technological innovation to have only a one-sided effect.”

  21. Giancarlo dice:

    @Paolo: finalmente uno con un po di sale in zucca.

  22. Paolo dice:

    Grazie Giancarlo!

  23. enrico dice:

    Nicola, grazie per aver spiegato il fantastico mondo di internet a sprovveduti utonti come me. Ho subito chiuso i conti on-line e la mia g-mail. grazie ancora.
    By the way, mi chiedevo solamente quanto di tutto questo sia veramente indispensabile nella nostra vita quotidiana. Una sorta di dubbio post-sbornia

  24. Nicola dice:

    enrico
    intendevo dire che ci sono esigenze diverse. Ad esempio per me, nel mio personale quotidiano, è una cosa molto utile e in questa nuova modalità mi farà risparmiare del tempo. Poi chiaramente per altri può non esserci nessuna utilità, è una questione di punti di vista. Ma se parliamo di iCloud non parliamo semplicemente di Cloud alla dropbox proprio per quella modalità ulteriore. Non si tratta quindi solo di allocare dati nella nuvola ma anche di sfruttare la sincronizzazione automatizzata tra più dispositivi. Sono due cose diverse, e di cui ovviamente uno, se non le ritiene essenziali per lui, può benissimo farne a meno. Ma sollevare paure per il fatto che i dati siano allocati su server terzi, è un po’ strano appunto perchè moltissimi nostri dati stanno già allocati in uffici/server terzi, ma non ci facciamo tutti questi problemi mi pare. Comprendo comunque il tuo punto di vista.

  25. ArgiaSbolenfi dice:

    Basta che “rigida tutela della privacy” non diventi “gestibile solo dalle aziende (italiane) dei nostri amici”…

  26. enrico dice:

    Nicola
    non ho nessuna paura ne tantomeno paranoia di privacy. Sono forse solo stufo. Vorrei stare seduto su una panca davanti al mare del nord, leggendo un giornale di carta partendo dall’ultima pagina, al massimo sbirciando il mio bb ogni mezzora

  27. Frattanto nella blogosfera #9 « Ok, panico dice:

    […] […]