05
giu
Oggi su Repubblica Federico Rampini racconta di come email e web rubino il nostro tempo. Si riferisce in larga pare al tempo lavorativo basandosi su una ricerca di Harmon.ie che quantifica in oltre 10.000 dollari per dipendente/anno la perdita economica per le aziende legata al tempo di consultazione di email, social network ecc. Quello che Harmon.ie (che non casualmente è una società che produce software aziendali) non calcola – e Rampini correttamente ne dà conto alla fine del suo pezzo – è quella enorme quantità di tempo lavorativo che i medesimi gadget hanno rubato al tempo libero dei dipendenti stessi.

giugno 5th, 2011 at 14:32
Qualcuno un giorno dovrà rendere conto del tempo che si usa per tenere traccia del lavoro svolto (quelle cose che si chiamano timesheet, eccetera) e che nemmeno lontanamente tiene conto della realtà. I consulenti, come minimo, di timesheet ne devono compilare due. Se in subappalto il loro numero aumenta, così come la fantasia del lavoratore, che non può pesare sul centro di costo X per la ditta Alfa, visto che è stato preso per fare Y dalla ditta Beta, ma di Y non v’è traccia dove lavora in Gamma e fa solo Z tutto il tempo. (Se non avete capito, neanche io, ma è così ogni mese.)
giugno 5th, 2011 at 14:37
Ottima osservazione..
giugno 5th, 2011 at 15:11
E sì, com’era meglio quando le mail si spedivano e ricevevano per posta. E anche quando per gli allegati si usava il fax.
Dove andremo a finire!
giugno 5th, 2011 at 16:32
“… è quella enorme quantità di tempo lavorativo che i medesimi gadget hanno rubato al tempo libero dei dipendenti stessi. ”
Qualche esempio? … Ah, scordavo, qui si va avanti a demagogia.
giugno 5th, 2011 at 17:24
Pernice, ecco un esempio facile e quotidiano: se un’azienda ti dota di blackberry o portatile con adsl no-stop, non ammetterà, poi, che tu possa isolarti, nel tempo libero. Cioè potresti, ma è “assurdo”, rispetto ai tuoi colleghi che, al contrario, hanno controllato l’email e pure risposto. O Mi intrometto proprio perché ho trascorso quello che per i dipendenti è stato un ponte lungo a lavorare (sono free lance). L’avessi previsto, questo circolo vizioso, avrei evitato di accettare quei “gadget”.
giugno 5th, 2011 at 22:17
quotone per juhan…
giugno 6th, 2011 at 09:42
Se tornassimo all’era della posta e del fax, con le potenzialità ricattatorie di oggi molte aziende spedirebbero i dipendenti a fare la fila all’ufficio postale nel proprio tempo libero.
giugno 6th, 2011 at 10:37
Si può sempre controbilanciare leggendo Manteblog in orario di lavoro!
giugno 6th, 2011 at 20:18
Gerlinde, OK come esempio che però ritengo applicabile ad un 10/20% di dipendenti e gli altri?
giugno 7th, 2011 at 11:07
Mi sembra sia sempre la solita questione degli strumenti e di come vengono utilizzati: e-mail e web sono indispensabili. Punto. Se poi li utilizzi per stare sei ore su Facebook o a guardarti filmatini cretini su Youtube invece di fare il tuo lavoro, sei tu che sei disonesto e rubi lo stipendio (oltre che mandarti il cervello in pappa). E’ ora di smetterla di dare ad altri le nostre colpe.