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Mag
Due mestieri ormai senza grandi speranze. Quello della Ministra stalentata in minigonna e quello dei giornalisti al triste seguito.
(Il Fatto Quotidiano, via Il Post)
Due mestieri ormai senza grandi speranze. Quello della Ministra stalentata in minigonna e quello dei giornalisti al triste seguito.
(Il Fatto Quotidiano, via Il Post)
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Maggio 6th, 2011 at 17:43
Angosciante.
Maggio 6th, 2011 at 17:45
Mi sa che ha perso anche un po’ di sex appeal.
Una volta le sue mini abbinate alle autoreggenti smuovevano anche le montagne.
Ora, invece, la figura sullo sfondo non ha dato neanche il minimo cenno di risveglio…
Maggio 6th, 2011 at 17:55
io su questa cosa della “fine” non sarei cosi’ sicuro.
Maggio 6th, 2011 at 18:19
@L1, hai ragione, intendevo forse la fine dal mio sconforto che non puo’ scendere oltre
Maggio 6th, 2011 at 18:59
Mi sembra invece che siano mestieri che tirano ancora parecchio.
Maggio 6th, 2011 at 20:07
Ma i Navy SEALs stavolta erano occupati?
Maggio 7th, 2011 at 06:13
[…] E’ il teatrino dell’informazione sotto gli occhi di tutti in questi giorni. [Via] […]
Maggio 7th, 2011 at 09:47
mi ricordava inquietantemente me stesso mentre ripetevo a casa le poesie alle elementari : “La donzelletta vien dalla campagna, in sul calar del sole” aspè che guardo la seconda strofa, ah, sì, ecco “eh reca in mano un mazzolin di rose e viole “. ok, vado con la terza “onde, siccome suole, ornare ella s’appresta, dimani, al dì di festa, il petto e il crine”. OK! Fine!
Solo che poi alla maestra poi non potevo dire “ehi! come? mi chiede D’Annunzio? Ma io ho studiato Leopardi, cristo!! Mi interroghi su Leopardi, che lo so !”
Maggio 7th, 2011 at 10:20
“ora diche una..poesia”.Ce n’è abbastanza per dichiararsi apolidi seguendo l’esempio di un mio conterraneo famoso per il folklore di cui trasudano le sua azioni invocando la Convenzione di New York del 28 settembre 1954 (anche perchè temo che una diuturna danza della pioggia stavolta non ci salverà)
http://www.youtube.com/watch?v=TXiQO5jcfsU
Maggio 7th, 2011 at 10:24
ps. peraltro non è un caso che visto così il logo del tg1 sul microfono sembri una mezza croce celtica