Mentre a Roma è in corso il primo meeting del Vaticano con i blogger (nella foto di Stefano Epifani, il mio amico Alessandro Gilioli presente all’evento) Gianluca Diegoli in un bel post fa quattro conti sulle poco
edificanti (per la chiesa) cifre dell’8X1000.

Al di là del beneficio del dubbio su quanto gli inviati siano stati davvero liberi di scrivere, il problema è, dott. Matteo Calabresi, responsabile comunicazione 8×1000, che tutta la roba che avete messo in piedi (e nemmeno un “blogger”) non risponde all’unica, grande, rimbombante domanda che sale dalla rete e dalla società, che sarebbe “quanto dell’8×1000 va effettivamente a queste opere di bene e quanto per pagare burocrazia, sovrastrutture, edifici di culto e B&B religiosi, stipendi dei preti, e tutto il resto?” Be’, scaricatevi questo PDF (rendiconto_CEI_spese_8_per_mille) che ho ciclostilato in proprio stampando un angolino nascosto di un altro sito, 8×1000.it appunto (che poi, a essere pignoli, che la Chiesa si sia presa e si tenga quel dominio è quantomeno poco corretto). E se non ne avete voglia, ve lo dico io: alle opere di carità e assistenza, tanto declamate nel sito, non va più di un 21,2% del totale.

21 commenti a “La CEI ed i blogger”

  1. emanuele dice:

    Ti assicuro che anche in remote diocesi di periferia come la mia (Forlì) i vescovi hanno sempre spiegato che con l’otto per mille si fanno le chiese, si pagano gli stipendi ai preti e ovviamente si fanno anche opere di bene. Tutto con dovizia di cifre. Poi magari a livello nazionale sono più oscuri perché i numeri grandi fanno più impressione

  2. Alfred dice:

    1) Attenzione a non confondere CEI e Vaticano. Non sono sicuro che tu li abbia confusi, ma di solito si fa questo errore

    2) Sul sito della Cei ho trovato la rendicontazione 2009 in due click (direttamente dalla homepage, è uno dei quattro riquadri più visibili.) Mi sembra strano che qualcuno consideri “scarsa trasparenza”

    3) Che l’otto per mille serva soprattutto per il sostentamento di preti e edifici ecclesiastici mi sembra il classico segreto di pulcinella.

    Ciao!

  3. .mau. dice:

    scusassero.
    Concordato del 1984, articolo 48:
    «Le quote di cui all’articolo 47, secondo comma [Nd.mau.: l’8 per 1000], sono utilizzate: dallo Stato per interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali; dalla Chiesa cattolica per esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di Paesi del terzo mondo.»
    Vedi http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19850603_santa-sede-italia_it.html
    Più chiaro di così…

  4. andrea61 dice:

    Se e’ piu’ del 21%, allora le cose stanno migliorando visto che qualche anno fa era intorno al 18%. E poi non trovo scandaloso che i soldi servano anche al mantenimento del clero, tanto piu’ che se si prende il valore della vecchia “congrua” che lo Stato passava direttamente ai preti, le cifre non sono molto lontane da quanto incassato per l’8X1000. Se proprio volgiamo parlare di scandalo allora mi concentrerei sul meccanismo che assegna i soldi di chi non ha espresso la scelta. Quello si’ che e’ una vergogna.
    Quanto alla trasparenza, mi limito a far notare la CEI ha sempre pubblicato in rete le rendicontazioni identificando tutte le destinazioni e relative percentuali: una trasparenza che dovrebbe far arrossire partiti e sindacati che invece custodiscono gelosamente il segreto di come spendono gli ingenti fondi pubblici che li tengono in piedi. Per non parlare delle 1001 leggine che mettono in piedi meccanismi perversi al solo scopo di garantire fondi pubblici mascherati da servizi, a partire dallo scandalo dei patronati.
    Ma queste cose evidentemente ai blogger interessano poco.
    Io nel mio piccolo mi informo, anche grazie alla CEI, e destino da diversi anni l’8X1000 alla Chiesa Valdese che ha fatto una scelta radicale.

  5. massimo mantellini dice:

    @Emanuele, infatti non ho detto che sono oscure, sono solo poco edificanti, specie in relazione agli spot trasmessi in TV

  6. Roberto B. dice:

    @andrea61: penso che l’attribuzione proporzionale in caso di mancata scelta sia analoga a quanto avviene — ad esempio — per i seggi in Parlamento: vengono ripartiti in percentuale (vabbe’, poi ci sono i premi di maggioranza, il porcellum, etc.) solo sulla base dei voti espressi. Pensa ai soldi dell’8×1000 come a un insieme di seggi.

    E poi quale sarebbe la soluzione “migliore”? Assegnarli allo Stato? Buona fortuna a chi volesse sapere come vengono spesi…

    Qualche utile indizio su Wikipedia, as usual: http://it.wikipedia.org/wiki/Otto_per_mille

  7. valentina dice:

    Come vengono spesi i soldi dell’8 per mille destinati allo Stato si sa eccome, visto che per legge viene emesso, ogni anno, apposito decreto di ripartizione
    Si trova qui: http://bit.ly/mG39Hh

    Sulla ripartizione: in genere oltre l’80 per cento delle scelte è per la Chiesa, e l’80 per cento delle “non scelte” va comunque ad essa. Meccanismo discutibile, ma deriva dal fatto che anche “stato” è una scelta, e quindi tutti si vengono a trovare sullo stesso piano. Forse non molti sanno che la non-scelta in sede di dichiarazione dei redditi non equivale a non-destinare l’8 per mille… che appunto viene destinato comunque (a differenza del 5 per mille)

    Sulle cifre, per chi volesse conoscerle, questo è un buon dossier (con bit.ly ma linko solo documenti istituzionali), peraltro molto recente, essendo di aprile 2011 e riguardando le cifre stanziate per il 2010, anche se è l’8 per mille dei redditi del 2006, sono i tempi consueti di contabilità e destinazione http://bit.ly/m3nINC

    Personalmente non mi piace la polemica su dove vadano i soldi incamerati dall’8 come dal 5 per mille da chiesa o altri, io posso destinarli a chi mi pare e non sempre su progetti specifici ma perché ho fiducia in chi decido di sostenere: chi decide di dare alla chiesa lo fa perché crede che questa abbia un ruolo sociale e assistenziale definito, e poco può interessarlo che i soldi delle sue tasse vadano direttamente a quelle attività. Io da parte mia faccio lo stesso ragionamento col mio 5 per mille, per esempio, che va a un’associazione e non a un progetto specifico.

    Ma diversa è la faccenda dello Stato, e trovo più interessanti le inchieste che mi raccontano cosa ci fa il Governo con quei soldi (ne avete vista qualcuna in giro di recente?). Due cose mi colpiscono particolarmente. La prima è la disparità delle cifre: per un totale per il 2010 di 144.431.387,64 euro, ai beni culturali vanno oltre 100mln, alle calamità naturali 20mln, all’assistenza ai rifugiati circa 11mln, alla fame nel mondo poco più di 5mln. La seconda è che alla voce beni culturali (ma anche assistenza rifugiati e fame nel mondo) figura in realtà una pletora di beni ecclesiastici.

  8. Andrea61 dice:

    @roberto e valentina: ovviamente tutti i meccanismi sono egualmente validi e discutiili. Resta il fatto che quasi la totalita’ delle mancate scelte, deriva dal fatto che moltissimi contribuenti non hanno motivo di presentare la dichiarazione perche semplici percettori di reddito dipendente. Dovrebbero presentarla solo per destinare l’8 per mille. Secondo me la scelta migliore per i soldi non destinati e’ quella della riduzione del debito.

  9. Roader dice:

    Contento di vedere questi commenti. (miracolo di GPII? :-) )

  10. emanuele dice:

    @Mante: la penso come te!

  11. valentina dice:

    @andrea61 buona osservazione, della quale deve aver tenuto conto anche il legislatore: infatti, se la mancata scelta per la destinazione dell’8 per mille deriva dalla mancata in quanto non dovuta presentazione dei redditi, si presume che la scelta, se ci fosse stata, sarebbe stata equiparabile a quella fatta dai contribuenti tenuti invece a indicare la preferenza. Per meri motivi statistici.

    Il dato che resta è che ben oltre l’80 per cento dei contribuenti dichiara di voler dare l’8 per mille alla Chiesa cattolica, e non allo Stato per interventi sul territorio, fame nel mondo, assistenza ai rifugiati, ovvero per progetti specifici e dichiarati. Stupisce che gli spot non li faccia lo Stato, per alzare quel miserabile neanche 12 per cento di gente che lo sceglie (e che, però, probabilmente non ha in mente il rifacimento del tetto delle parrocchie).

  12. rafaeli dice:

    io sono ipnotizzato dal colletto della camicia di Gilioli e non riesco a pensare ad altro

  13. valentina dice:

    @rafaeli eheh Io invece non riesco a dimenticare l’eufonica del titolo. Mantellini, è orrenda :)

  14. Narno dice:

    @ Roberto B., Valentina

    Che diremmo se il 75% dei seggi del parlamento NON venisse scelto dagli elettori, bensì assegnato in base alle proporzioni esplicite nel restante 25%?

    Perché questi sono i numeri. Forse dà l’8 per 1000 alla Chiesa cattolica l’80% di coloro che fanno una scelta. Ma chi firma per una destinazione in totale è circa un quarto dei contribuenti.

    Nessun problema a sostenere il clero e illuminare le chiese con le tasse. Ma dev’essere un contributo che scelgo di dare io, sempre.

  15. .mau. dice:

    @Namo: nel 2008 il 20% del parlamento è stato assegnato secondo le preferenze dell’80% che è andato a votare. Fosse andato a votare il 25% degli elettori, il 75% del parlamento sarebbe assegnato secondo le preferenze del 25% che è andato a votare. Non mi sembra che il tuo esempio sia così calzante.

  16. notizie del futuro dice:

    Meno male che si può destinare l’8×1000 anche ad altre “istituzioni”… non mi va di mantenere nessuno, l’ideale è apportare un granello di sabbia a qualche progetto concreto…

  17. Pietro Bonanno dice:

    @valentina, su quell’80%, mi piacerebbe segnalare che il CAF presso cui compilo l’Unico mi dà ogni anno il modulo con tutte le caselle da firmare barrate, tranne quella della chiesa cattolica. Io continuo a non firmare e a segnalare questa cosa e loro continuano a darmela così. Io abito in Sicilia ma il CAF fa capo in Veneto e presumo non sia solo un’abitudine “locale”.

  18. valentina dice:

    ehi ehi calma @narno, io non credo che sia un buon meccanismo quello dell’attribuzione dell’8 per mille, sto solo cercando di capirne la logica, che c’è (e comunque la scelta viene fatta da ben più di un terzo dei contribuenti, e non da meno di un quarto come affermi, precisamente dal 43,5 per cento -ok, nel 2006, ma sarà così anche oggi, è una percentuale piuttosto costante). Sono una giornalista, non un politico.

    @pietrobonanno la prox volta metti per iscritto la tua richiesta (l’8 per mille va qui, il 5 per mille là) e allegala al resto della documentazione. L’abitudine del tuo CAF è pessima, e anche io presumo non sia l’unico. Certo che se poi questa è la situazione da cui si ricava l’indicazione di attribuzione delle non-scelte…

  19. andrea61 dice:

    @valentina: non voglio entrare in polemica, ma se vai a vedere la genesi dell’8 per mille, capisci che il legislatore non si era tanto preoccupato di mettere in piedi un meccanismo “giusto” ma piuttosto di far affluire nelle casse vaticane un certo ammontare di soldi che servivano anche per scopi finanziari poco pubblicizzabili. Addirittura nella prima approvazione, le quote non espresse andavano a chi aveva avuto piu’ preferenze. Poi negli anni tale stortura e’ stata corretta, ma resta l’evidente vulnus per cui si assegnano i soldi senza prevedere una scelta.

  20. gluca dice:

    Il punto del mio post non era “dove vanno i soldi della chiesa”. Era: “state facendo pubblicità e comunicazione puntando — allo scopo di commuovere le persone — su una “caratteristica del prodotto” che in realtà vale appena il 20% della spesa totale. cioè, washing.

  21. simona dice:

    @andrea61 e altri: sono Simona, valdese, e ti e vi ringrazio per la fiducia attribuita alla mia chiesa. Nel mio piccolo, e dall’interno, vi posso assicurare che nemmeno un euro va ad attività di culto e agli stipendi dei nostri pastori e pastore (che ci teniamo – per correttezza e laicità – a pagarci da soli, noi fedeli, autotassandoci di circa il 3% sul ns reddito personale). Il rendiconto anno per anno di come vengono investiti i fondi OPM lo trovate al sito http://www.ottopermillevaldese.org Inoltre, volevo avvertirvi che dall’anno prossimo o tra due anni la chiesa valdese e metodista comnicerà a ricevere anche le “quote non espresse” che finora, unica con le ADI (chiese pentecostali) ancora “lasciava allo Stato.
    Questo perchè come diceva Valentina ed altri, abbiamo dovuto constatare quanto lo Stato italiano facesse e faccia un uso improprio del proprio OPM: pochissimo va a finalità di legge (fame nel mondo, calamità naturali) e molto va al ripianamento dei buchi della Legge Finanziaria anno x anno, a finanziare le missioni cosiddette di pace (Iraq, Afghanistan ec) e anche al restauro di beni della chiesa cattolica (ebbene si). Dunque si è pensato – dopo lunga e sofferta discussione interna – che forse li impiegherebbe in modo più laico e trasparente la chiesa valdese che non lo Stayo (purtroppo..) e si è deciso di richiederli indietro. Anch’essi andranno cmq solo in opere sociali culturali e assistenziali, in Italia e all’estero. Grazie ancora per la vs fiducia, e spero di aver contribuito con un bit di informazioni in più a far chiarezza sul meccanismo dell’Otto per Mille… Ciao a tutti, Simona (cittadina laica, cristiana, valdese) :-)