Su L’Espresso in edicola c’è il solito usuale attacco di Umberto Eco a Internet ricettacolo di notizie false. Luca lo commenta facendo notare che la grande maggioranza delle critiche di Eco contenute nell’articolo sarebbero da ascrivere ai media professionali e non alla rete. Personalmente mi colpisce assai di più il fatto che Eco ormai parli quasi esclusivamente e quasi sempre solo di se stesso.

15 commenti a “Me, myself and I”

  1. Giuseppe dice:

    Il professore è abbonato al google alert “umberto eco”, mi sembra chiaro…

  2. Pierluigi dice:

    “Internet è divenuto territorio anarchico dove si può dire di tutto senza poter essere smentiti.”

    Beh dopo aver sentito Franco Battaglia dire ad Anno Zero che a Chernobil non e’ morto nessuno, direi che la stessa cosa si puo’ dire della TV… comunque Eco ha pure lui ragione, bisogna sempre verificare le fonti, e’ il dovere di ogni giornalista.

  3. /plb dice:

    oh oh, mi è semblato di vedele un gatto!

    scusa Massimo, mi è scappata :)

  4. Nicholas dice:

    Umberto Ego

  5. L1 dice:

    bella li’ nicholas :D

  6. fabrizio dice:

    Mi auguro che non se la sia presa. Se vuole può smentirmi anche con un pingback, trackback, o un commento. La discussione è aperta, magari usciamo dall’egocentrismo reciproco. ;-)
    http://wp.me/p8bsB-1Qd

  7. Cocus dice:

    ..tutte quelle eco del suo io in effetti possono risultare alquanto fastidiose. E poi, riga sua ultima: “NEMICI del relativismo?”..
    Prudentemente, meglio considerare l’articolo stesso un falso.

  8. alessandro dice:

    Liquidare l’argomento come un caso di egocentrismo secondo me è ingiusto. Non tanto nei confronti di Eco di cui non m’importa niente, ma piuttosto della questione che se anche un giornale come l’IHT si mette a non controllare le notizie e a diffondere patacche, beh siamo messi male.

  9. Sir Robin dice:

    arrivano i barbari ;-)

    http://www.goodthing.it/php/wordpress/?p=2658

  10. diamonds dice:

    io ho letto qualcosa di molto illuminante fuori dai riflettori

    http://sphera.splinder.com/post/24476620

    http://www.burchetts.info/music/The%20Rolling%20Stones%20Discography/18%20-%201983%20-%20Undercover/01%20Undercover%20Of%20The%20Night.mp3

  11. Andrea61 dice:

    A me colpisce che un semiologo, anzi “il semiologo” per eccellenza, non faccia neanche finta di sforzarsi a riflettere su internet e su come funzioni il linguaggio e la comunicazione in rete. Sembra quasi che lui abbia una sorta di invapacita’ a relazionarsi con la rete e che traduca questo complesso di inferiorita’ in atteggiamenti aggressivi.

  12. giancarlo dice:

    Della serie “Quando il saggio indica la luna gli stolti guardano il dito”. O forse, più semplicemente, nessuno si è preso la briga di leggere l’articolo incriminato.

  13. giuliomozzi dice:

    Ma se allo “Herald Tribune” non c’è nessun giornalista capace di alzare il telefono e controllare chi è davvero il mittente di una lettera (cosa che fanno anche nei quotidiani di provincia), che c’entra l’internet? Sarà un problema di professionalità dei giornalisti! Una lettera falsa si può fare anche con una macchina per scrivere, o addirittura una penna d’oca. Chiedere a Lorenzo Valla.

  14. livefast dice:

    a me non sembra che l’articolo dica nulla di sconvolgente. se siete preoccupati dell’effetto che avrà sulle masse non preoccupatevi: le masse non leggono eco.

  15. massimo mantellini dice:

    @livefast, io semmai sarei preoccupato per l’effetto che il parere del professore può avere sulle elite disinformate delle cose della rete