Scrive Dino Amenduni sul suo blog su Il Fatto Quotidiano che per battere Berlusconi bisogna usare la coda lunga. Il prossimo giro sarà: “Per battere Berlusconi ci vogliono le App”.

Per battere Berlusconi non bisogna inseguirlo sul piano mediatico: chi controlla sei televisioni, tre da editore e tre da presidente del Consiglio, non perderà mai la sfida del mainstream, anche nel momento (ad ora remoto) in cui l’opposizione dovesse sfornare contenuti avvincenti, chiari e “di massa”. Berlusconi non perderà mai perché controlla l’accesso, detta l’agenda e decide, ben più importante, di cosa non si deve parlare in Italia.
Esiste un’alternativa al mainstream, alla comunicazione di massa? Sì. E può produrre lo stesso volume di informazione della comunicazione di massa? La risposta, ancora una volta, è sì. C’è una teoria economica, che si chiama Coda lunga, messa a punto da Chris Anderson, direttore di Wired Usa, nel 2004.

21 commenti a “Beata gioventù”

  1. Nicknick dice:

    Ma siamo sicuri che la tv conti così tanto? Si ok conta. Siamo d’accordo. Ma così tanto? con tutte le tv e i giornali Berlusconi prende il voto di 2 italiani su 10. Quando girate per strada mediamente troverete solo 2 persone su 10 che lo hanno votato.

  2. Capodoglio dice:

    Certo che conta, altrimenti a) non sarebbe occupata da Berlusconi e berluscloni e b) non ci sarebbero levate di scudi tutte le volte che qualcuno in tv lo critica.

    La scusa che la tv non conta viene usata solo da chi non ha interesse a che venga approvata una normativa chiara e forte contro il conflitto di interessi.

    Caso lampante, all’estero: con l’uso sapiente della comunicazione Tv il LibDem britannico è arrivato al 20% e alla vicepresidenza. Checchè ne dicano i vari Battista, è un grande risultato. Poi, lo sta perdendo politicamente, e anche questo vuole dire qualcosa: quando l’elettorato viene a sapere cosa stai facendo e non gli va bene, non ti vota.

    Chiunque dica che, in Italia, il sistema delle comunicazioni non è, per lo meno, drogato, mente o è in malafede.

    IMHO!

  3. diamonds dice:

    quando si hanno dubbi di questo genere Nick basta chiedersi il perchè delle cifre stratosferiche che si spendono per mandare in onda gli spot sui canali principali della tv generalista.Le aziende che scelgono quel media per promuoversi non hanno istinti masochisti.Quando poi le ormai sempre più rade sconfitte elettorali di berlusconi danno modo di pensare che ci siano altri parametri in gioco non bisogna farsi ingannare.Probabilmente non devono essere così masochisti nemmeno gli italiani

    http://www.djkobe.com/audio/best%20of%20blu%20nu/Gotan%20Project%20-%20Last%20Tango%20In%20Paris.mp3

  4. Marco dice:

    Domanda: “Ma siamo sicuri che la tv conti così tanto?”

    Risposta: “Sì”

    Avanti il prossimo.

  5. Stefano B. dice:

    L’Italia è un paese di vecchi, pensionati e casalinghe (1 donna su 2 in età utile non lavora, peggior dato in Europa). Categorie che passano buona parte del tempo incollati alla tv. E spesso, facendo parte di generazioni nate poco prima o poco dopo il secondo dopoguerra, si tratta di persone con livelli di istruzione piuttosto bassi. Le più influenzabili da tv sapientemente manovrate. Il caso di Forum è stato clamoroso e fin troppo esplicito. Ma le nostre tv spandono berlusconismo strisciante da oltre 20 anni.
    “Nonostante tutte le tv e i giornali Berlusconi prende il voto di 2 italiani su 10” viene detto come se fosse un dato deludente.
    Il Cavaliere nel ’94 quando aveva presentato la sua candidatura era accreditato del 5%, e Occhetto pareva dovesse portare la sinistra al governo in carrozza. Sappiamo tutti come è finita. Come altrimenti sarebbe stato possibile recuperare in 2 mesi uno svantaggio abissale senza il supporto delle sue tv?
    E quale altro leader di partito al mondo sarebbe in grado di avere un consenso elettorale ancora così consistente dopo aver trascorso un’intera legislatura + altri 3 anni al governo sostanzialmente fallimentari a livello di risultati e promesse mantenute? Se sembra deludente che Berlusconi raccolga solo il 20% dei consensi controllando buona parte dei media, io inviterei piuttosto a riflettere su quanto invece varrebbe elettoralmente senza questo vantaggio.

  6. Francesco A. dice:

    Il problema nasce nel momento in cui si sottovaluta il potere dei media. Chiunque è convinto di capire e di non farsi influenzare, come se ci fosse una verità ontologica che tutti conosciamo e potessimo discernere dal falso. Non è così, perché chiunque, io incluso, mentre guarda il tg1 o legge Repubblica si lascia influenzare dalla verità di cui sono portatori. Le idee si formano soprattutto sui media, e se non si è fruitore di alcun media ci si lascia influenzare da chi consideriamo credibile.
    Come ha detto Stefano l’Italia è un Paese di teledipendenti, culturalmente poco sviluppati e, aggiungo, che non legge alcun giornale.
    A parti invertite, se il centrosinistra avesse governato tutti gli anni e con tutta la maggioranza del berlusca, quanto avrebbe pagato il fallimento dei suoi governi? e quanto poco li paga silvio? Il centrosinistra paga già caro e salato il conto dei suoi anni di governo.
    E poi sono anni che dico che il centrosinistra non ha una strategia di comunicazione vincente, non è vero che sul piano della comunicazione berlusconi non si possa battere.

  7. Nicknick dice:

    Marco
    in particolare mi ha stupito la tua capacità nel non capire quello che ho scritto.

  8. CoB dice:

    Sottolineo uno degli aspetti di cui parla Francesco A.: non si tratta solo dei vantaggi che il ducetto ne trae, ma anche dei danni che è in grado di fare a un eventuale governo antagonista. Nel 2006 Prodi e i suoi erano impallinati h24.

  9. Paolo Marani dice:

    In effetti, se c’è qualcosa che manca a berlusconi…. è proprio la “coda” lunga.

    In compenso però ha il culo flaccido.

  10. wlyit dice:

    Inutili commenti.

    Il punto, qui, è un altro. Anzi sono due.

    1) La teoria della coda lunga può essere applicata alla politica?
    2) Se si, funzionerebbe come metodo anti Berlusconi?

    Provo a rispondere, IMHO.

    Credo che non si possa applicare alla politica. La teoria della coda lunga, se applicata al retail, vuol dire che si aumenta la possibilità di scelta di prodotti a disposizione da parte del consumatore, favorendo il venditore con introiti derivanti da prodotti considerati di nicchia.
    Significa quindi aumentare le opzioni, non creare un’alternativa più forte del prodotto mainstream.
    Non ha lo scopo di ridurre le vendite del mainstream, ma di trarre vantaggio da quelli che non lo sono. Di conseguenza non potrebbe in alcun modo mettere in discussione la forza mediatica di Berlusconi.

    Questa valutazione è un “errore di gioventù” di Amenduini. Come il Mante (licenza di confidenza) ironicamente ha riportato nel titolo del post.

  11. Marco dice:

    @Nicknick:
    C’è poco da capire. Hai chiesto:
    Ma siamo sicuri che la tv conti così tanto?

    Risposta: Sì

    poi Nicknick non so perché richiede la stessa domanda:
    Ma così tanto?

    Vabbe’ chiedilo pure ‘na terza volta, ‘na quarta volta. Sì conta così tanto.

    Avanti il prossimo.

  12. mORA dice:

    Oggi Il Fatto Quotidiano parla anche di te:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/09/blog-cosi-la-crisi-economica-cancellale-voci-libere-della-rete/103131/

  13. Nicknick dice:

    Marco
    evidentemente non sai leggere.

    Ma siamo sicuri che la tv conti così tanto?

    Certo che conta, ma c’è altro. Ma mi pare che non siamo ancora pronti ad affrontare un discorso sull’altro. O almeno, non siete.

  14. Marco dice:

    Nicknick:

    Forse non hai capito che sottolineavo solo l’inutilità della tua ripetizione, ma anche della domanda perché la risposta è talmente scontata.

    Era meglio se scrivevi:

    Ma siamo sicuri che la tv conti?
    Si ok conta. Siamo d’accordo. Ma così tanto?

    La risposta è sempre la stessa: Ovvio che sì!

    Ma tanto tanto tanto tanto tanto?
    Sì sì sì sì

    Non conta niente se sono 2 su 10 o 1 su 1000, quello che conta è il risultato che raggiunge. Cioè governare e lo ottiene grazie a un’informazione dei media ormai sterilizzata.

    E’ come se nelle gare di corsa sui 100 metri uno si mette ogni volta 60 metri avanti e nonostante questo ogni tanto gli capita pure di perdere, ma quando vince arriva qualcuno che dice: “Siamo sicuri che quel vantaggio di 60 metri conti così tanto? Guardate che vince solo per 2 centesimi e ogni tanto perde anche!”.

    In un paese normale Berlusconi sarebbe fuori dai giochi da molto tempo.

  15. cla dice:

    Non credo Chris Anderson abbia mai “messo a punto” nessuna teoria. Al massimo l’ha resa popolare.

  16. notizie del futuro dice:

    Quoto in pieno “cla”… oggi si abusa del concetto di “long tail” e non ne capisco il perché…

  17. Francesco Madiai dice:

    Usssignùr, è tornato il 2005. A sproposito, per di più.

  18. Franchino dice:

    Non è affatto vero che la tv conta così tanto (anzi è sempre meno importante), è solo un alibi per non fare e non dire nulla di nuovo, e come si vede dai commenti funziona sempre.

  19. Kalimer dice:

    E se non conta così tanto, perchè ci si accapigliano sopra ad ogni alito di vento? Perchè SB e amici se la prendono con Santoro e con tutti quelli che si permettono di criticarli?

  20. tomboy dice:

    che poi è lo stesso che è andato in giro a spiegare che il sindaco di bari michele emiliano che sbatte 4 malcapitati netturbini alla gogna su facebook per fare la figura del sindaco -sceriffo-dalla-parte-dei-cittadini è grande politica 2.0 .
    populismo + social media =mix letale. anche chavez usa twitter. smettiamola di credere alle favole che fanno tanto cool.

  21. dino dice:

    Ciao, sono Dino Amenduni.
    Grazie per avermi citato nel tuo blog :)

    Mi piacerebbe sapere la tua sul come si batte Berlusconi. Forse hai ragione sul fatto che sono un giovane ingenuo, ma provo a ragionare sul tema. Magari possiamo fare un web-confronto pubblico, se ti va.