“Le catastrofi possono essere e talvolta sono esigenza della giustizia di Dio”


(Roberto De Mattei, vicepresidente del CNR a Radio Maria)


Non capisco perché prendersela col povero De Mattei per le sue dichiarazioni sul terremoto e lo tsunami, spiegabili, a suo dire, come dono di Dio. Egli si fa interprete di un pensiero teologico che ha dominato la Chiesa durante tutto il periodo Medievale e oltre.

L’uomo, creato immortale, diviene mortale dopo il peccato originale e si trova ad essere sulla terra alla mercé di eventi catastrofici. Anche nella malattia, l’homo viator, dopo la Caduta, individua una condizione normale e non più uno stato transitorio: essa, oltre ad essere il portato del Peccato dell’umanità, è l’effetto dei peccati individuali e della collettività.

Si comprende come nel Medioevo qualsiasi evento drammatico venisse interpretato come una diretta azione divina volta a colpire il singolo individuo o la comunità per una precisa colpa. Il tutto però rientrava nell’alveo di una pedagogia celeste informata da un profondo amore paterno, in quanto Dio, come ben espresso dall’oltremodo presente, nelle diverse fonti testuali, pericope paolina «flagellat… omnem filium quem recipit» (Heb. 12, 6 «Dio punisce i figli che accoglie»).

Anzi, come spiega Ademaro di Chabannes, autore del X secolo, in un suo sermone, nel giustificare un tremendo flagello epidemico che si era abbattuto nella sua regione: «Quod si extra disciplinam estis, cujus filii estis? Ergo adulteri et non filii estis…» (Heb. 12, 8 «Se non ricevete la correzione, di chi siete figli? Allora siete dei figli bastardi»).

La pedagogia paolina serviva soprattutto a spiegare la ragione per la quale un Dio definito misericordioso non si limitasse a punire solo i peccatori ma stendesse, in svariate occasioni, la sua mano castigatrice su tutti, innocenti compresi. Il problema fondamentale non era la salute del corpo, quanto la salvezza dell’anima. La catastrofe, inviata per punire i peccatori, aveva un effetto salvifico su tutti e serviva a purgare l’anima in funzione del raggiungimento dell’unica vita veramente importante, quella eterna.

Vero è che che, già a partire dal XII secolo, incominciò a sfumare in parte l’idea di un’azione così diretta di Dio sugli eventi naturali. Dio rimaneva al vertice del creato e motore del mondo, ma i fenomeni potevano essere indagati attraverso un concatenarsi di precise leggi naturali che si svelavano a poco a poco. Poi sappiamo quanto sia ricca e complessa la storia delle scienze (e del suo rapporto con la teologia) e quanto si debba all’Illuminismo.

De Mattei rimane un uomo dalla sensibilità medievale. Niente di male.
Scriva libri di teologia; in fin dei conti siamo pieni di pseudo-teologi, visionari farneticanti, forse aspiranti santi che scrivono (e vendono!) libri.
Ma per favore: fuori dal CNR, grazie.

[Alessandra]

16 commenti a “Nelle mani di Dio”

  1. mics dice:

    fuori dal CNR, come quello che lo ha messo li!

  2. Al dice:

    @[Alessandra]

    Vorrai mica dire: “Fœra dai ball”? o forse intendevi: “Chiudiamo il rubinetto e svuotiamo la vasca”?

  3. Suzukimaruti dice:

    Bellissimo post. Perché l’indignazione è facile. L’indignazione *competente* è efficace.

  4. giacomo dice:

    Oltretutto qualcuno lo potrebbe per favore avvisare che il Medioevo è finito? Si sarebbe nel 2011, anno appartenente ad un’epoca con molti difetti ma decisamente post-medievale

  5. Al dice:

    Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!”. Il Signore Dio lo scacciò dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita.

  6. Nome(richiesto) dice:

    E per di più l’ha detta alla conferenza mondiale dei fisici nucleari, come se uno andasse a Radio Maria a lanciare bestemmie. Che due palle, si può dire due palle?

  7. pietro dice:

    L’ha detto ad una conferenza di fisici dopo uno tsunami in Giappone, se andava a dirlo a Vicenza dopo l’esondazione del Bacchiglione invece di dirlo riferendosi a quattro musi gialli miscredenti cosa pensate sarebbe successo?
    Penso che l’avrebbero appeso ad un lampione, ma proprio per questo secondo me il personaggio è squallido, è un evidente esempio della “banalità del male”.

  8. Carolus dice:

    Esatto: sensibilità medievale e interpretazione dei Sacri da rivedere completamente. La Scrittura citata da Mantellini si riferisce alla correzione individuale dopo un peccato e non a disastri naturali le cui conseguenze sono spesso attribuibili all’uomo. Infatti poco prima viene detto di non rifiutare la disciplina che viene da Dio. Come si può rifiutare qualcosa che ci verrebbe inviato sotto forma di tsunami o altra tragedia? Cito anche Giacomo 1:13: “Quando è nella prova, nessuno dica: ‘Sono provato da Dio’. Poiché con i mali Dio non può essere provato né egli stesso prova alcuno”. Se poi le chiese e i loro più o meno illustri seguaci torcono le Scritture a proprio vantaggio non è certo colpa della Bibbia.

  9. ste dice:

    Visto nella luce di karma collettivo, karma individuale e reincarnazione si potrebbe anche esprimere il concetto come ha fatto lui. Solo che la parola “Dio” oggi è un pessimo concetto in quanto maldefinito e malinterpretato.

    Tutti i leggi fisici sono leggi karmici, leggi causa-effetto.

  10. Sergio dice:

    Linus: Va bene, ti stai bagnando un po’… Non avere quell’aria depressa… Ricordati, piove sui giusti e sugli iniqui.

    Snoopy: Ma cosa c’entriamo noi di mezzo?

  11. Anonimo dice:

    […] (davvero) e dotto il commento apparso da Mantellini. This entry was posted in Bellimbusti, Cose Italiane, etica, Persone con […]

  12. dioamore dice:

    Le catastrofi naturali ci dovrebbero ricordare il valore della vita come bene prezioso da difendere e custodire e non da calpestare ricorrendo alla soppressione del più debole a nostro esclusivo interesse o trascurando coloro che quella vita custodiscono. Se tu, uomo, non rispetti il più debole e non crei le condizioni idonee di benessere condiviso affinché la vita possa generarsi, non ti illudere che chi è più forte di te abbia poi rispetto di te e della tua vita.

  13. kiuz dice:

    Non oso immaginare come interpreta l’anello del Cern di Ginevra!

  14. giuseppebrasil dice:

    tempo fá i professori della sapienza scrissero una petizione per impedire un discorso di ratzinger….
    spero che i collaboratori del cnr si manifestino su questo assurdo ossimorico scienziato/fondamentalista demattei

  15. Mario.Mantovani dice:

    Pare che “medievale” sia diventato sinonimo di “troglodita”. Se lo sostiene poi chi ha vissuto nel XX secolo, in cui le ideologie hanno a tal punto obnubilato gli uomini da provocare genocidi, guerre mondiali e armi di distruzioni di massa, l’affermazione è amaramente ridicola.
    Ogni periodo ha il suo linguaggio e le sue immagini, ma la verità non cambia.
    Forse De Mattei ha usato un linguaggio che ci appare desueto, ma il problema del rapporto tra Dio e il male (per chi crede in Dio) è tutt’altro che semplice.
    Che un terremoto ci ricordi la nostra fragilità e ci risvegli da sogni d’onnipotenza (e in questo senso sia la “voce terribile ma paterna della bontà di Dio”) mi pare una posizione molto simile a quella di chi – anche privo di fede – predica la sostenibilità e la riduzione delle attività umane per non compromettere l’equilibrio ecologico. Tra questi ci sono molti scienziati, mi pare, che nessuno propone di cacciare dal mondo della ricerca.
    Più difficile da accettare è il concetto della “punizione divina”: ai giorni nostri l’immagine non è facilmente comprensibile. Da tempo però sappiamo, grazie alla scienza, che quelle zone sono fortemente sismiche. Abbiamo usato la scienza per ridurre i danni dei terremoti e in larga parte ci siamo riusciti. Ma se vivessimo secondo i precetti evangelici, con spirito di piena condivisione delle risorse e senza essere attaccati ai nostri beni, le popolazioni di quelle zone avrebbero da tempo lasciato quelle terre, rinunciando alle loro proprietà e venendo accolti ed aiutati fraternamente altrove. Il mondo non funziona così ed il dramma del terremoto e dello tsunami ce ne mostrano alcune conseguenze. Non c’è opposizione tra fede e scienza, l’uomo è libero di decidere come utilizzare ciò che sa: per sfidare la natura (e Dio) o per adattarsi meglio al suo ruolo nella Creazione.
    Strano poi che nessuno abbia levato gli scudi della scienza contro i tanti che hanno utilizzato la tragedia per rilanciare l’opposizione al nucleare. Posizione più che lecita, ma fortemente “antiscientifica”. Ormai pare che la parola Dio, pronunciata pubblicamente, sia accettata soltanto nelle bestemmie.

  16. De Mattei, Radio Maria, la fede e la paura | Il blog di lucacicca dice:

    […] per avergli dato l’incarico che ricopre, ma di più non possiamo fare, se non augurarci che venga sostituito nella sua carica al […]