Facebook in Italia


Bella infografica di Vincenzo Cosenza sulla distribuzione di Facebook in Italia.

15 commenti a “Il silenzio della Val D’Aosta”

  1. mORA dice:

    1) Beati i valdostani che non hanno tempo da perdere appresso alle minchiate e non si fanno profilare anche nel privato dallo statunitense di turno

    2) Bella infografica, ma incomprensibile a tratti. Ad esempio
    Lombardia 1.840.000
    Piemonte 430.000
    stessa palla.

    E’ vero che è un grafico a palle, ma insomma…

  2. nick dice:

    mm starebbe per milioni? perché?

    comunque la Valle d’Aosta (non “Val” d’Aosta) non è che non abbia iscritti, è solo che probabilmente non ci sono numeri a disposizione. Magari ne ha pochi, ma magari rispetto alla popolazione la percentuale sarà consistente. Chi lo sa.

    mORA
    facebook è *anche* minchiate, non è *solo* minchiate. Internet stessa è *anche* minchiate, non *solo*. Facebook è semplicemente uno degli strumenti che offre internet. E come tutte le cose che internet offre ha i suoi pro e i suoi contro. Da qui a dire che su facebook ci siano minchiate e basta mi sembra sbagliato, esattamente come sarebbe sbagliato se si dicesse lo stesso di internet.

  3. Axell dice:

    Pare strano che ci siano dati sul Molise e non sulla VDA…

  4. Tommi dice:

    Potrebbe anche essere che i dati della Val d’Aosta siano accorpati a quelli piemontesi.. Non sarebbe tanto in disuso come metodo..

  5. Niente Facebook, siamo valdostani « invece no dice:

    […] Bella infografica di Vincenzo Cosenza sull’uso di Facebook in Italia. Ma manca qualcosa, no? (Via Mantellini) […]

  6. mORA dice:

    @nick

    Tu confondi metodo e merito, forse per colpa mia, per mancanza di chiarezza in quel che ho detto.

    Io parlo di metodo.

    Non entro nel merito, perché de gustibus non disputandum est, ma nel metodo. Facebook, esattamente come tutti i servizi gratuiti serve ad ottenere dati. Facebook non vende nulla agli utenti eppure vale miliardi, com’è?!

    Perché il valore ce lo mettono, gratis, i suoi utenti.
    Ed il valore sono i fattacci loro; ma non dati disaggregati, no, proprio profili.

    Ecco, è una minchiata, come lo sono i vari servizi di Google, Yahoo!, ecc.

    Poi l’idea di fondo o i contenuti non sta a me giudicarli.
    E non li giudico. Ma se rileggi quello che ho scritto, parlo di lasciarsi profilare dallo statunitense di turno:

    http://edue.wordpress.com/2010/03/17/il-grande-cuggino/
    http://edue.wordpress.com/2010/01/25/non-gurardarmi-non-ti-sento/

  7. vincos dice:

    Errore mio. Ho recuperato i dati di Aosta, che comunque ha il minor numero di utenti fb italiani.
    Grazie mille

  8. annieblu dice:

    @ vincos, in assoluto sì, ma in percentuale mi pare che la diffusione di FB in Valle d’Aosta sia altina.
    Se non sbaglio (se non sbaglia Wikipedia, cioè) il Piemonte ha 4.450.000 abitanti, di cui gli utenti FB sono 430.580 che dovrebbe essere circa il 9,5%; ma la Valle d’Aosta di abitanti ne ha solo 127.800, e se 20.700 sono utenti FB vuol dire circa il 16%.
    Il dato assoluto per certi versi è interessante, ma visto che le torte Sesso/Età indicano poi le percentuali, il dato percentuale degli utenti per regione risulterebbe più significativo, penso.

  9. savius dice:

    scusatemi le interpretazioni qui fornite, a partire dal titolo per finire con le varie disquisizioni sul tempo da perdere mi paiono totalmente fuorvianti. se non pesiamo i dati regionali sulla popolazione (meglio sarebbe sulla popolazione con accesso a internet) i risultati assoluti possono essere interessanti per chi cerca una massa critica (es. potenziali inserzionisti), ma poco utili per definire profili d’uso. pesando gli utenti della Valle d’Aosta sulla popolazione (127k) otteniamo tassi di penetrazione vicini al 16%, quasi ai livelli della Lombardia (su una popolazione di 9,86 milioni), che raggiunge il 19%. se proprio vogliamo conservare la metafora del titolo applichiamola al Trentino (29k utenti su 1,033 milioni di abitanti=3%).

  10. Paolo dice:

    A me non pare affatto bella. Non e’ un’infografica, e’ un disegno con dati. I _grafici_ non hanno alcun senso. La dimensione delle palle non ha alcun criterio, o, almeno, io non son riuscito a capirlo.
    “MM” cosa vorrebbe dire? Immagino “milioni”, ma anche questo non e’ italiano e non e’ nemmeno un’abbreviazione conforme ad alcun sistema scientifico, se lo e’ inventato l’autore. Il numero di icone-omini non e’ in scala: nelle prime due voci (“registrati” e “al giorno”) ogni icona indica 2 milioni, ma nella terza voce ogni icona indica un solo milione. E’ vero che nelle prime due serie di icone ci son 2 omini, mentre nella terza solo uno, ma visivamente l’effetto e’ totalmente sproporzionato.
    Inoltre, cosa indicano le icone grigie? Non e’ scritto da nessuna parte. Insomma, come “infografica” e’ forse la peggiore che abbia mai visto. Poi, se vogliamo dire che e’ carina da appendere e che ci sono un po’ di dati, sono d’accordo. Ma un’infografica e’ completamente un’altra cosa.

  11. Paolo dice:

    Aggiungo una cosa: l’intestazione che finge di essere una scritta, ma e’ composta da un’incollatura del logo di Facebook e il resto della frase scritto con un font solo vagamente simile, non si puo’ guardare.

  12. nick dice:

    Perché il valore ce lo mettono, gratis, i suoi utenti.
    Ed il valore sono i fattacci loro; ma non dati disaggregati, no, proprio profili.

    Io non ci vedo nulla di male. Il valore di facebook è dato dai suoi utenti? certo. Dal fatto che vi sono dati specifici? certo. Ma a quanto mi risulta facebook non “vende” singoli profili ad aziende terze. Facebook al massimo fornisce dati aggregati in forma anonima. Oddio, magari anche questo non potrebbe farlo, non so, ma sinceramente non sono temi che mi appassionano perché sono io che decido cosa condividere e cosa no, e se decido di mettere delle foto o della musica o quel che vuoi tu su facebook è perchè ritengo siano cose condivisibili. Cioè, non vedo dove starebbe il problema e non vedo perché facebook è tanto diverso da myspace, o da cose che sono esistite 10 anni prima di facebook, mole degli utenti a parte ovviamente.

  13. mORA dice:

    @nick

    No, gli utenti non valgono nulla, sono i loro profili che valgono molto. Se non fossero venduti Facebook non varrebbe nulla e non mi risulta.

    In cos’è diverso da MySpace? L’ho scritto in nulla (a monte) ha lo stesso scopo, evidentemente fatto meglio dal lato utente (a valle). Esattamente come tutte le gratuità.

    Tu decidi cosa mettere su Facebook? Spero bene.
    Tu decidi come gestire quello che metti? A parte che per anni non s’è parlato d’altro che dei default di Facebook e della semantica invertita delle sue preferenze, considera che il problema gli utenti non se lo pongono se non quando finiscono in mezzo ad un casino (tipo scrivere sul blog che il tuo capo, nome e cognome, è un bastardo fijo de ‘na mignotta e trovarsi licenziati in tronco per divieto di sosta dopo una ricerca si Google da parte di un capo vanesio).

    In genere accettano le condizioni di tutto con una serie di OK, OK, OK. E sempre su quello contano quelli che offrono servizi, che l’UQM non legga.

    Certo, tu sicuramente leggi tutto, ma in genere non è così.

    Mettici anche il fatto che su quello che condividi perdi il controllo, perché ne hanno una copia e per quanto reso invisibile a te se pensi di averlo cancellato, in realtà esiste ancora.

    Ti faccio un esempio: tutto quello che hai allegato ad un post su Blogger anche se lo cancelli, continua ad uscire se lo chiami con la URL originale. Le immagini che ho adesso su WordPress in parte sono ancora collegate a Blogger, sul qual ho cancellato prima la mia Libreria media e poi il blog: beh, ci ho vinto una cena con un maffigurati di mia conoscenza :D

    Sinceramente i temi così non ti appassionano? Nessuno può obbligarti ad appassionartici.

    Giusto per ridere, sai perché in USA spesso non ti fanno sconti ma rimborsi? Perché richiederli è da sfigati e poi è uno stress (!). Lessi che il 70% circa non li richiedeva pur essendo stato convinto dal rimborso sul prezzo all’acquisto.
    Alcuni infine non li richiedono perché non vogliono rovinare la scatola del bene acquistato ritagliandone parti.

    Beh, sembra più facile e meno oneroso fare uno sconto che gestire i rimborsi, e invece così facendo ci si guadagna alla grande.

    P.S.: Se ritrovo la fonte la posto.

  14. alessandro2 dice:

    scusate, ma la somma delle regioni non fa 18mm (se mm sono milioni di mutenti).
    bo. chi ha fatto l’infografica ne ha viste evidentemente tante ma capite poche.

  15. Vincos dice:

    Grazie per tutti i feedback. Preciso che, come scritto nel mio post originale, i dati si riferiscono agli utenti per capoluoghi di regione e non alla regione.