“Il Ministro avrebbe dovuto avere il coraggio di chiudere la metà delle università italiane: servono più a mantenere i baroni che a soddisfare le esigenze degli studenti”


Scemenze ne diciamo tutti. Matteo Renzi purtroppo in questo caso sembrerebbe non fare eccezione. Parlare troppo è del resto statisticamente svantaggioso. Se poi si parla con Max le cose vanno anche peggio.


(via firenze.repubblica.it)


update: dalla discussione su FF estraggo questo commento di Amedeo Balbi:

comunque, io trovo straordinario che da qualche anno a questa parte si sia riusciti a convincere le persone che uno dei due-tre problemi cruciali per la nazione, la vera zavorra che rallenta il progresso economico e sociale del paese, sia l’università. È una voce che pesa sul bilancio come una mosca in groppa a un elefante, eppure niente, il problema è quello. Tutti pretendono di conoscere anche le sfumature più sottili del funzionamento del sistema accademico, e hanno qualche ricetta in tasca per migliorarlo. Quanto mi piacerebbe che un’attenzione analoga la si dedicasse anche ad altri settori. – Amedeo Balbi

20 commenti a “Dico tutto con tutti”

  1. mORA dice:

    Guarda che Renzi fa il suo mestiere; il problema non è lui è questo nonsense che chiamiamo centro-sinistra che continua a candidare “gente dello schieramento a noi avverso” nell’idea che rubarglieli significhi indebolirli.

    Invece qualche genio in politologia poi scopre che così questi vincono le elezioni con entrambi gli schieramenti.

    http://edue.wordpress.com/2011/01/06/per-difendersi-dal-pd/

  2. alebaffa dice:

    Io con questa frase in particolare sono d’accordissimo. Ce ne sono una marea con pochissimi studenti, e 3/4 delle lauree oggi presenti andrebbero, se non chiuse, ma messe a stretto numero chiuso.

  3. Diarioelettorale dice:

    Scusa, ma tu quale realtà vivi ? Perchè Renzi avrebbe torto ?

  4. Angelo M. Buongiovanni dice:

    Guarda che Matteo Renzi dice scemenze ogni volta che entra nel merito di un argomento — anche perche’ il merito non gli interessa, per lui conta solo finire sul giornale.

    Nel merito, invece, comincerei col dire che le Università non sono lì “per soddisfare le esigenze degli studenti”, ma per fare ricerca almeno tanto quanto per fare didattica. Che poi le università siano assolutamente troppe e’ vero — la disseminazione di microuniversità ha favorito tra l’altro l’abbassamento del livello sia della ricerca che della didattica. Ma mi piacerebbe sapere se Renzi — nella prospettiva di chiudere metà delle università toscane — troverebbe accettabile smantellare Siena e Firenze, per far sopravvivere Pisa, che è indubbiamente più quotata, di maggior tradizione e prestigio, e la Normale. Al di là delle battute — la moltiplicazione delle Università ha risposto quasi sempre, prima ancora che a logiche baronali di moltiplicazione delle cattedre, a pressioni della politica locale, sindaci in testa.

  5. massimo mantellini dice:

    @Angelo, ma infatti (e rispondo anche agli altri) la scemenza e’ quel 50% non il peana contro i baroni, ma quale 50%, e’ la classica sindrome del bambino e dell’acqua sporca, complicata da evidenti ragioni di opportunità mediatica.

  6. Nome(obbligatorio) dice:

    Scemenza la dice soprattutto chi tira fuori come argomentazione il dire o meno scemenze. Sentirsi intelligenti per aver scritto sul muro scemo chi legge, a certa gente basta poco.

  7. alebaffa dice:

    Giurisprudenza è la prima delle università che andrebbero totalmente chiuse per almeno 3-4 anni. Sforna centinaia di migliaia di futuri SICURI disoccupati. In Francia facoltà come queste sono a numero chiuso dipendente dai dati demografici del paese.

  8. mORA dice:

    Non continuate a parlare di numero chiuso senza sapere, o fingendo di non sapere cosa significa.

    Significa nepotismo e clientelismo, significa possibilità di corruzione, significa disattendere il diritto allo studio, che è un diritto sancito dalla Costituzione.

    Cominciamo a togliere i contributi statali per le università private (di qualunque forma e forgia) e vediamo se quelle micro università con più docenti che iscritti spariscono.

    Quanto alle fabbriche di disoccupati, il primo motivo è che non tutte le università formano e spingono in base al merito.
    E poi per il valore legale del titolo di studio, abolizione del quale, unica cosa buona che questo governo aveva ri-annunciato, ovviamente ha rigorosamente disatteso.

  9. Luca dice:

    Ora il fatto che un laureato in giurisprudenza debba fare l’avvocato o il notaio è un’idea tutta nostra che ci portiamo dietro dal vecchio modello universitario. Nelle università moderne (ovunque) il rapporto tra percorso formativo e tipologia professionale non è così automatico e non lo può più essere. Con buona pace dell’idea del posto fisso applicata alla formazione Universitaria.

  10. Sir Robin dice:

    Queste sono le parole dello storico Alessandro Barbero:

    “Nessuno impara a fare lo storico senza essere seguito con amore e pazienza da un maestro che gli insegni il mestiere. Fino a ieri era anche normale che lo studioso, avendo allevato un apprendista, avendogli insegnato il mestiere e avendolo preparato a proseguire sulla sua strada, si sforzasse di fargli avere un posto all’università, magari nella sua stessa università, così da continuare a lavorare insieme e poi lasciargli la propria eredità scientifica; oggi pare che questa prassi (che sarebbe additata ad esempio da imitare se stessimo parlando di un tappezziere o di un restauratore di mobili) sia malvagia, corrotta, e sia la causa del declino dell’università, per cui il consiglio veramente amoroso per un giovane intenzionato a fare lo storico sarebbe di cercarsi un altro mestiere.”

    il resto qui: http://www.goodthing.it/php/wordpress/?p=2534

  11. Lapid dice:

    In due righe ha detto : sono contro i Baroni, le università sono troppe, il ministro ha avuto paura di riformare davvero, io non ne avrei.

    Qualcuno ricorda una posizione chiara sull’università espressa da un dirigente del PD a parte “investiamo sulla ricerca” ? Una posizione che esprime un problema e da una soluzione chiara (e quindi anche attaccabile ?).

    Certo, il 50% è una sciocchezza ma dubito che qualcuno abbia preso quella percentuale come qualcosa di più di quel che è, una percentuale per dare un’idea del problema. Poi certo Repubblica ci fa il titolo ad effetto, ma fa effetto solo a qualche parruccone.

  12. paolo de andreis dice:

    Come per la sua posizione retrò sui gay penso si possa leggere come un exploit nella lotta per la visibilità sui media. Sono battute che funzionano, quale che sia il loro senso.

  13. Sir Robin dice:

    @ paolo de andreis
    cupo e senza nessuna speranza l’orizzonte si mostra.

  14. P.G. dice:

    Certamente alcune piccole università, alcune piccole facoltà e alcuni piccolissimi corsi di laurea vanno chiusi. Ma questo rappresenta diciamo il 10% del problema. Il 90% del problema è che l’università pubblica sta morendo per mancanza di fondi.

  15. a. dice:

    eliminare le università e le sedi distaccate “sotto casa”, magari in province che fanno 30000 abitanti, sarebbe cosa buona e giusta. quelle non sono univesità, sono scuole superiori.

    @mORA
    il numero chiuso significa nepotismo, clientelismo, corruzione?!?
    forse, significa queste cose in realtà molto degradate, dove TUTTO è nepotismo, ecc.
    io un test per un corso a numero chiuso l’ho fatto (Siena) e non ho visto niente di tutto ciò.

  16. mORA dice:

    @a

    Io l’ho fatto a suo tempo e arrivai secondo, su ottanta posti e più di trecento iscritti.

    Ma poi dopo tre anni ho dovuto cambiare università perché per vedere un professore/essa dovevo arrivare all’esame.

    In compenso ho visto gente che ha passato il test d’ammissione e poi non s’è più vista, magari togliendo posti a gente più brava ma meno portata… per la materia.

  17. Camillo dice:

    Le Università in Italia sono una novantina, tendente al centinaio. A me sembrano tante, ma proprio tante. La discussione sul valore legale del titolo di studio non interessa nessuno?

  18. Domiziano Galia dice:

    All’elettore medio non interessano i fatti, perché non li conosce. Allora proporre qualsiasi opinione va bene, purché sia abbastanza intrigante e pugnacemente esposta.

  19. marco dice:

    mi dovete spiegare dove è il problema nel parlare con Max….io non ci arrivo

  20. diamonds dice:

    urgono scelte radicali(non nel senso del partito di Pannella,che sto per smettere definitivamente di adorare dopo opportuno mea culpa con auto-flaggellazione),per cui con le facoltà che hanno una cattiva risposta al criterio costi benefici va rilanciata l’abolizione di provincie e enti inutili,la rottamazione di auto blu e politici verderame,azzerate,sul serio però eh,le consulenze i portaborse a carico dello stato,il finanziamento ai partiti,i pranzi di regime e tutte quelle cazzo di parate che peraltro inquinano l’aria e non inculano nessuno a proposito dell’autorevolezza di uno stato che è evidentemente andato a patrasso

    http://vampire.the-institute.net/~amy/music/ZZ%20Top%20-%20La%20Grange.mp3