Oggi Corriere.it ha una notizia simpatica e divertente sull’idea di alcuni creativi londinesi che hanno immaginato adesivi colorati per i pendolari da appicicarsi addosso in metropolitana con indicata la fermata alla quale essere svegliati. Il logorio della vita moderna. Il Corriere sorvola ma Mafe se ne è ricordata e ne ha scritto su Friendfeed. L’idea resta carina lo stesso però onestà avrebbe consigliato di scrivere che è del 2005.

9 commenti a “Wake me up before you go-go”

  1. miriam dice:

    Guarda, una settimana fa il Corriere, la Repubblica e la Stampa nello stesso giorno avevano in homepage, e in grande evidenza, il video del cane che dice “I love you”. Roba vecchia di due se non tre anni.

  2. mORA dice:

    Dici che è del 2005 ma la Chindogu Society nel 1998 aveva già presento la stessa cosa :)

  3. massimo mantellini dice:

    accipicchia :)

  4. Leonaltro dice:

    Ho fatto il militare nel ’93, e il mattino dopo le cene di congedo era prassi comune farsi caricare sul treno con un foglio appiccicato con su scritta la destinazione (sperando che chi te lo appiccicava non fosse in vena di scherzi).
    Probabilmente quest’idea è venuta in mente al primo umano ad aver viaggiato in compagnia di uno sconosciuto dormiente, altro che creativi londinesi.

  5. trentasei dice:

    poi la redazione del Corriere si sente trattata male se qualcuno le dice che è vecchia, inadatta alle nuove tecnologie e fuori dalla notizia. Sono cose all’ ordine del giorno, e per una redazione che dovrebbe essere gli occhi sul mondo, uptodate, capace di fare almeno un incrocio di informazioni, e in una parola moderna, queste piccole cose sono semplicemente tristi. Invece si trincera dietro la sua presunta capacità, senza riuscire a mettere un po’ di cenere sul capo. La dimostrasse, questa bravura per cui può rinnegare il web, visto che molto spesso quando vi si approccia fa figuracce e pare mia mamma quando mi invia le mail coi video vecchi di un anno, tutta entusiasta pensando che sian nuovi. Ma non le dò la colpa: in genere le legge sul Corriere o Repuonline.

  6. massimo mantellini dice:

    @trentasei, io non credo sia una questione legata ad una incapacità di adattamento alle nuove tecnologie. Credo prevalga una logica quantitativa secondo la quale un sito web a differenza di un quotidiano di carta debba ingaggiare la lotta impari di creare contenuti velocemente occupando tutto lo spazio disponibile. Magari a fronte di una quantità di risorse umane limitate. Finchè non si esce da questa logica articoli del genere sono inevitabili

  7. Ferdinando Baron dice:

    Sono l’autore dell’articolo “incriminato” sui pendolari. Ho fatto le mie verifiche, avevo notato anche io la storia del 2005. Ma gli stickers sono in vendita da ben più tardi e sono recenti quelli sui night bus e le cover per coprire giornaletti come si può evincere da una paziente ricerca in rete e dal sito della creativa che li ha creati. La notizia infatti non sta nel fatto che uno ha avuto un’idea e poi non l’ha sviluppata. Semmai e’ quando i pendolari l’hanno ‘adottata’ che diventa interessante. E poi scusate, se questa notizia può essere d’aiuto ai pendolari italiani, può strappare un sorriso in una giornata storta, può essere d’esempio per altre idee creative è davvero così importante fare polemica sulle primogeniture?
    Comunque ben vengano le critiche, sono sempre uno stimolo a fare meglio.
    Ferdinando Baron
    Corsera

  8. Anna dice:

    @Baron, non polemica ma commento: notizia datata è vero, e magari bastava dirlo, e soprattutto se l’avesse arricchita con le sue “verifiche” non sarebbe sembrata nemmeno datata. Esempio: a Tokyo, dove è noto che tutti in metro dormono e ci sono anche splendide foto, usano questo sistema da anni e anni. io lo so perché l’ho visto con i miei occhi, e mi chiedo chissà in quali altri paesi usano questo o altri sistemi? Ecco un articolo che me l’avesse raccontato sarebbe stato interessante. Molti saluti.

  9. trentasei dice:

    @Baron, e vabbè, allora raccontiamo anche le vecchie barzellette, a sto punto. il punto, come dice Anna, è di proporle per nuove, mica che non son simpatiche. Io, perlomeno, su un quotidiano, mi aspetto di trovare delle notizie aggiornate, a meno di particolari indicazioni. Ripongo molta fiducia, in voi, e non mi piace la sensazione di dover dubitare anche delle notizie di un giornalista, ovvero di doverle ulteriormente verificare. Per carità, questa è una notizia di colore, ma immagino segua anche lei con attenzione le “notizie che non lo erano” di Sofri, e si accorga purtroppo di quante volte questo succeda in diversi ambiti. Ecco, pensi alla sua come a una piccola goccia, ma è una situazione per chi segue ed è attento alle cose purtroppo continuativa e diffusa, di cui lei in effetti si è preso una eccessiva colpa, per una notizia di così poca importanza. E perdoni dunque lo sfogo.

    Concordo poi con massimo che non sia poi tutta responsabilità redazionale, in effetti, ma almeno regaliamoci l’illusione che un quotidiano rimanga una collezione di notizie verificate ed aggiornate, altrimenti cambiamone la definizione, tutto qui.