Copio da Il Post questo inquietante j’accuse sindacale

«La Direzione ha ingiustificatamente etichettato come «privilegiati» i suoi giornalisti, che da un anno e mezzo affrontano con grandi sacrifici economici e lavorativi uno stato di crisi del quale non sono in alcun modo responsabili. Questo mentre ha accettato l’abolizione di strumenti di lavoro utili al giornale come le automobili di servizio per degradarle a status symbol. I giornalisti del Corriere non hanno più a disposizione autisti per arrivare prima della concorrenza sul luogo di un delitto o un fatto di cronaca improvviso, come la forza e il prestigio del Corriere richiederebbero. Invece sia nella sede di Milano sia di Roma un buon numero di autisti (anche se non utilizzati) restano a esclusiva disposizione della Direzione per i suoi spostamenti»

13 commenti a “Sella i cavalli, ragazzo”

  1. kriss dice:

    Da macchianera si chiedono se uno scooter (250 cc) aziendale potesse essere sufficiente nella trattativa …. o lede il prestigio giornalistico della testata! Ma questi ‘ndo abbitano? Non lo sanno che in scooter si fa prima che con l’autista. Chiedete che la Piaggio sponsorizzi il corriere con 3/4 Mp3 (non quelli per la musica, eh) e via più veloce della luce infilar scoop come perline.
    Ma non si rendono conto di quanto sono ridicoli? E sono pure giornalisti! mah

  2. Alessio dice:

    Ovviamente la forza e il prestigio di un giornale sono dati essenzialmente dall’arrivare per primi sul luogo di un delitto.
    Sono giornalisti o sono bruno vespa?

  3. Fabrizio dice:

    …diamo loro anche il lampeggiante.

  4. Mat dice:

    A me sinceramente “perplime” molto il discorso su avere gli autisti… Andrebbero vietati per legge ;-)
    Non penso che le grandi firme vadano in giro ad intervistare o a indagare sul posto.
    Se poi il problema è arrivare primi come dice kriss in moltissime città ci vuole lo scooterone o al massimo una smart…

  5. E’ un mondo del lavoro difficile | Il blog di lucacicca dice:

    […] | Mantellini // […]

  6. valentina dice:

    Se devi andare di corsa da Milano a Parma, o a Treviso, lo scooter serve a poco, purtroppo sapete le notizie accadono un po’ dove gli pare. E in macchina lavori, telefoni, inizi anche a scrivere il pezzo se hai il giornale in chiusura e il fiato sul collo, difficile guidare nello stesso tempo.

  7. Alessandro gilioli dice:

    È una cosa agghiacciante, la difesa dei privilegi del secolo scorso. Agghiacciante. A fronte di ottimi precari che non portano a casa mille euro al mese.

  8. Mat dice:

    @Valentina
    Il tuo punto di vista è interessante, hai evidenziato qualcosa che io e credo anche altri non hanno minimamente pensato!
    Però di quanti autisti stiamo parlando? Un paio al massimo, o tutti i giorni è comune avere queste emergenze di cronaca, politica, economia, ecc.?

  9. Nikbike dice:

    Sottolineo l’agghiacciante.
    L’Italia, idem nell’ufficio accanto al mio, è densa di gente che ogni mattina si lamenta e scarica odio e livore su chi è a lor parere più privilegiato, misurando con acrimonia censo e danari…perdendo la metà del proprio tempo a non muoversi mentalmente e professionalmente. Patetici. E per questo siamo dove siamo.

  10. Gamberoverde dice:

    Secondo me.

    Ha ragione Valentina.

  11. valentina dice:

    @Mat non lo so. Non lavoro al Corriere. A differenza di Gilioli, sono solo uno dei tanti ottimi giornalisti precari che non portano a casa mille euro al mese

  12. trentasei dice:

    io quoto il commento di fulvio su il Post

    <>

    come a fulvio, a me inquieta davvero questo “non siamo responsabili”. “io non c’entro, quindi dammi la macchina”. ok, però poi ti metto pure a fare il conto economico dell’ azienda e se non mi fai stare in piedi la baracca, e andiamo tutti a casa, io la tua auto aziendale sai cosa me ne faccio ?

    si dà per scontato che il corriere, essendo una grande testata, non possa fallire, e possa mantenere i privilegi e gi strumenti di un fasto passato e questo senza che la redazione on line sia degna di nota.

    Questo non significa accettare una riduzione costi tale da non permettere di fare il proprio lavoro, ma addirittura l’ autista.

    cioè, NON L’AUTO SOLA, ANCHE L’ AUTISTA. Questo fa capire molte cose, e quanto la redazione del corriere sia distante dal mondo reale che pretenderebbe di descrivere.

  13. trentasei dice:

    ops, è scappato : il commento di fulvio :

    “…i suoi giornalisti, che da un anno e mezzo affrontano con grandi sacrifici economici e lavorativi uno stato di crisi del quale non sono in alcun modo responsabili.” in questa frase del comunicato del cdr c’è tutto il dramma di un Paese in cui un sacco di gente ancora crede di avere diritto e quindi pretende di venire isolata da quello che succede nel resto del mondo. e questi sono pure giornalisti…