Internet è una efficace metafora del mondo. Anche gli idioti hanno diritto di cittadinanza. E qualche volta perfino un microfono.

35 commenti a “Detesto il karaoke”

  1. Marco Bruni dice:

    Non capisco la tua vena polemica.
    Oramai la libertà della rete è morta come dimostra l’accerchiamento subito da assange con la chiusura di tutti i servizi web di cui usufruiva wikileaks e lasciamo perdere quelle poche spiegazioni patetiche.
    Oramai gli unici strumenti che hanno gli hacker per farsi notare e sentire per difendere la libertà della rete è questo ed io sono d’accordo con loro se naturalmente non si trasfroma in kracking.
    Che ne pensi Massimo?

  2. Elvetico dice:

    Bravo Mantellini, è due giorni che non riesco ad accedere al mio conto, maledetti hackers della domenica.

  3. antonello dice:

    questa non l’ho capita

  4. Rexy dice:

    nemmeno io l’ho capita. Diciamo pure che hai clamorosamente toppato, va.

  5. Massimo Moruzzi dice:

    neanche io l’ho capita. Evviva chi tira giù i siti di mastercard etc!

  6. monossido dice:

    C’è bisogno di farsi sentire, soprattutto dai clienti di quelle aziende che si spera cambino banca/hosting/…, normalmente si scenderebbe in piazza creando disagi indiritti (blocco del traffico, scioperi…) purtroppo in rete non esistono piazze comuni dove tutti devono per forza passare.
    Ecco che si colpisce in maniera più diretta, non è la stessa cosa perchè si creano danni diretti a quelle aziende non solo indiritti, ma non vedo molte alternative se non girarsi i pollici.

  7. Alex dice:

    Ci sono altri modi, come ad esempio scrivere lettere di lamentela alla propria banca. Penso che ne scrivero` una a Visa, che fornisce il servizio Electron alle Poste Italiane per la mia postepay, sulle righe del blogger statunitense che ci ricorda che possiamo usarle per finanziare iniziative ben piu` dannose nell’immediato.

    Pur essendo io un sostenitore della scelta oculata dell’arma opportuna ad ogni scontro (dai black fax ai DoS passando per le lettere di lamentela che sporcano il rating ISO 9001), devo anche dire che non tutti spesso sanno scegliere lo strumento giusto. Come (mini-OT) per esempio gli studenti che per protestare fermano le stazioni ferroviare: se cercavi compassione dai pendolari *you’re doing it wrong*, ottieni solo altra gente cui inizi a stare sugli attributi (fine-ot).

    In compenso ho fatto un bonifico estero tramite il mio conto WeBank a Wikileaks. Se useranno quei soldi per supporto legale ad Assange o per continuare il loro lavoro sta a loro deciderlo.

  8. maristide dice:

    vi ricordo che molti di voi si trovano nella propria pacioccosa posizione grazie a gente che anni fa ha bloccato ponti, stazioni, fabbriche e via dicendo..

  9. Andre dice:

    Rispondo all’ot di Alex: io ero tra quelli che hanno bloccato l’A14 a Bologna, e la gente in coda era quasi tutta solidale con noi.

  10. FabiuS dice:

    Beh, in questo momento anche io vorrei un microfono informatico per far sentire la mia rabbia a PayPal, Amazon, Visa, Mastercard. Senza sentirmi un idiota ma semplicemente un cittadino inca…to per uno dei piú incredibili attacchi alla libertà di informazione che la storia abbia mai visto.
    Scrivere le mail di lamentela… è da fare ma pensiamo veramente che basti questo?

  11. L1 dice:

    ieri sera alla “zanzara” di cruciani un ascoltatore chiedeva appunto: bloccare le strade e le stazioni non si deve, e allora che dobbiamo fare per farci sentire? ovviamente cruciani ha fatto finta di non capire la domanda (o forse non capisce proprio). quindi adesso chiederei a voi (come dice qua sopra anche fabius): che bisogna fare?

  12. Lorenzo dice:

    Solidarietà ad Assange ed ai nuovi pirati del web, che fanno della loro etica uno strumento pragmatico di dissenso civile.

  13. mauro dice:

    Quanti ne conosco. Vuoi che ti dia i nomi………..non sono sono wikileaks ……purtroppo.

  14. MarkJulian dice:

    L1
    il fatto è che se poi domani si scopre che ti hanno svuotato il tuo conto personale per andare contro la tua banca che magari supporta tal dei tali wikileaks, tu te la prenderesti.

    è stato commesso qualcosa di illegale arrestando Assange e chiudendo i siti? Non lo so, forse? Ok ammettiamo che sia stato commesso qualche atto illegale e che invece gli atti commessi da assange siano del tutto legali, la domanda che ti rivolgo è questa:

    all’illegalità si risponde con l’illegalità?

  15. L1 dice:

    mark, scherzi? un ddos non ha nulla a che fare col crack di un account bancario… no davvero, stai scherzando? e comunque, NON hai risposto alla domanda. ma che razza di commento…

  16. HGW dice:

    In questo momento il sito della visa è sotto attacco hacker
    http://downforeveryoneorjustme.com/visa.com
    Ne parla anche business insider
    http://www.businessinsider.com/hackers-take-down-visa-2010-12

  17. se-po dice:

    è un attacco dos, nessun hacker di mezzo.
    Ah, benvenuti nell’internet, siete nuovi qui?

  18. Andre dice:

    http://thenextweb.com/media/2010/12/09/caving-to-pressure-from-supporters-paypal-releases-wikileaks-funds/

    Dedicato a chi diceva che queste azioni non servono a niente.

    p.s. ennesimo epic win di anon, l’ho sempre detto che quel sito aveva potenzialità immense

  19. Alan dice:

    Il presunto saggio Mantellini (mi sembra un pò l’Aldo Grasso del giornalismo) scrive su ilpost.it (dove non è nemmeno possibile commentare):

    “Abbattere un sito web con un attacco dos non è un atto eroico. Non si tratta nemmeno di una dimostrazione di potenza informatica (esistono software oggi in circolazione in grado di organizzare attacchi dos anche per chi non possiede grandi competenze informatiche), attaccare un sito web fino a spegnerlo è comunque, invaribilmente ed in ogni caso, una scemenza da ragazzini.”

    Sarà anche stupido Mantellini, ma funziona:

    http://www.wikileaksitalia.org/paypal-cede-alle-pressioni-e-rilascia-i-fondi-di-wikileaks/

  20. milosh dice:

    La trasparenza è un valore ma deve esserlo sempre, e per tutti. Se Wikileaks diffonde i dispacci delle ambasciate per mostrare che cosa pensano davvero le cancellerie dei potenti, la stessa trasparenza deve essere pretesa da Wikileaks: chi la finanzia, dove ha sede, perché i collaboratori di Assange vengono cacciati alla prima critica (per esempio quando si ribellarono contro la pubblicazioni dei nomi di chi collaborava con gli Usa a Kabul, poveretti verosimilmente già spacciati dai killer)? Perché registi noti come Ken Loach son pronti a pagare cauzioni per Assange e corrono a difenderlo? Quando celebrità come il pugile Tyson, il nipote dei Kennedy, William Kennedy Smith, o il cestista Briant sono stati accusati di stupro la simpatia dei media è andata alle presunte vittime, prima di ogni giudizio. Per Wikileaks è l’opposto, la mobilitazione per Assange lo pre-assolve dalle accuse, le femministe, celebri e no, tacciono, ovunque prevale la teoria del complotto, “l’hanno incastrato!”?
    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-12-08/wikileaks-assange-legge-vale-223355.shtml?uuid=AYAVDAqC

  21. rivelazioni dice:

    cos’è un articolo contro wikileaks con le solite tre cose ?

  22. Sascha dice:

    Assodato che nessuno o quasi va a vedere i ‘documenti’ direttamente dal sito ma si affida ai riassunti dei giornali online (troppa fatica, troppa fuffa, troppo inglese) l’altra questione è: come mai la larga maggioranza dei principali organi di informazione (giornali e tivù) prendono, chi più chi meno, le parti di Assange e Wikileaks mentre anche quelli che lo criticano e condannano pubblicano tutte le ‘rivelazioni’ che possono?
    Mi rendo conto che vi attizza l’idea di vivere (finalmente!) i romanzi e fumetti della vostra adolescenza ma qualche domanda ve la siete fatta?

  23. Andre dice:

    Stai dicendo che è tutto un complotto, Sascha?

  24. Sascha dice:

    No, un romanzo.

  25. Fabrizio dice:

    …meno male.

  26. Fabius dice:

    Riguardo all’articolo su ilpost.it, vorrei solo dire che se per Mantellini il miglor metodo “non scemo” di protesta è quello di spostare lo shopping natalizio da Amazon a IBS (con pagamento in contrassegno, spero) probabilmente non considera la scarsa anzi totale inefficacia di tale azione, buona probabilmente solo per sentirsi a posto con la propria coscienza. Secondo questa logica il protestare causando un temporaneo disservizio sarebbe una scemenza, quindi qualunque sciopero, o protesta tipo quelle dei camionisti che bloccano le autostrade andrebbero condannate allo stesso modo. Io penso che il bloccare per un certo tempo l’accesso ad un dominio web sia una forma di protesta tutto sommato migliore di molte altr in quanto non é lesiva per nessuna persona, non causa danni materiali, puó portare a relativi dani economici, ma dá un messaggio estremamente forte e chiaro ai tenutari. Non mi sembra una scemenza.

  27. massimo mantellini dice:

    @Fabius, che stendere un sito di una grande azienda di servizi non causi danni materiali e non sia lesivo di nessuna persona è un punto di vista piuttosto curioso. Tieni poi presente che a differenza dei camionisti che bloccano l’autostrada gli attivisti da attacco DOS non pagano nessun prezzo personale alla causa

  28. trentasei dice:

    @massimo la protesta deve causare disagio. altrimenti non è protesta.nel caso di amazon, poi, mi pare ridicolo spostare gli acquisti:azione lenta, inefficace. e visto che paypal ha ceduto, almeno è servito a qualcosa.

    se visa avrà qualche disagio, pazienza,è frutto delle sue scelte. mentre io, bloccato nel traffico a causa dello sciopero dei camionisti, un po’ meno.

  29. valentina dice:

    @sasha e altri, esiste anche una wikileaks italiana, che raccoglie anche i leaks che ci riguardano e ne fa un abstract (in italiano) con link al doc, magari aiuta: http://www.wikileaksitalia.org andare su cablegate

  30. Enrico dice:

    Pyapal non ha affato ceduto, l’account wikileaks resta bloccato come si legge tra l’altro nella dichiarazione del vicepresidente che chiarisce la posizione ufficiale dell’azienda sull’argomento.
    I disagi di visa sono anche e soprattutto disagi per gli utenti incolpevoli, che poi questo sia frutto delle scelte dell’azienda è del tutto opinabile, a mio parere è frutto della condotta irresponsabile di anonimi attivisti (attivisti di cosa?).

  31. Alessandro dice:

    Anche io non l’ho capita. Fanno bene, fanno.

  32. Sascha dice:

    http://www.youtube.com/watch?v=A9EaU_d6hiE

    La vicenda Wikileaks ha molti lati non tanto oscuri quanto bizzarri: la sproporzione fra eccezionalità dell’evento e pochezza delle rivelazioni, il largo sostegno dei media tradizionali, la dipendenza delle rivelazioni dalla risonanza che vi danno i media tradizionali, il fatto che tutte le ‘rivelazioni’ sono strettamente americane e toccano gli altri solo di striscio o rimbalzo. Tutti i contorni della vicenda non sono chiari e forse si chiariranno col tempo.
    Quello che a me pare chiaro è che, per il momento, si tratta di un romanzo, quel romanzo cyberpunk che la Rete e il ‘popolo del Web’ attendevano da anni mentre la Rete diventava lentamente uno sfiatatoio di perditempo e un fido supporto del turbo-capitalismo e al massimo una rubrica per cuori solitari e un utile strumento per prenotare aerei e alberghi. Un romanzo con Buoni e Cattivi in cui tutti – Assange, i suoi sostenitori, i governi interessati, i commentatori esterni, la fanghiglia – recitano con passione la parte assegnata.

  33. pietro dice:

    Mi sembra poco credibile che nei confronti di Assange siano stati usati mezzi che non sono stati mai usati neanche contro i gruppi estremisti di destra e di sinistra, o nella lotta contro i trafficanti di droga, di armi e di schiavi, se fosse veramente solo un romanzetto d’appendice non ci sarebbe stata una simile reazione.
    La paranoia di Sasha contro internet gli impedisce di vedere la realtà.

  34. Sascha dice:

    Beh, abbiamo tutti i nostri limiti e pregiudizi: a me la paranoia contro Internet impedisce di vedere la realtà, a voi l’incarnazione dei vostri romanzi, film e fumetti preferiti ha lo stesso effetto. Siete – vabbe’, siamo – generazioni mediatiche, l’importante è rendersene conto.

  35. pietro dice:

    Io ho solo fatto notare un fatto concreto, il blocco delle fonti di finanziamento, e i mandati di cattura per risibili accuse ( sesso senza profilattico ) non sono film fumetti e romanzi, sono azioni reali che esistono anche al di fuori delle seghe mentali sui media.
    E in questo senso dico che sasha parla a vanvera senza vedere la realtà, sembra che il solo convolgimento della Rete in una avvenimento renda accettabili per Sasha palesi violazioni dei diritti umani e della libertà individuale.
    Con tutto il male che si può dire di Putin la sua osservazione ” e voi vi ritenete democratici ?” mi è sembrata azzeccata.