Il caso di Wikileaks sta diventando un esempio esplicativo della fragilità della rete nel momento in cui si vanno a toccare poteri forti e diffusi. E’ notizia delle ultime ore che persino il dominio wikileaks.org è stato “spento” dalla società che lo curava utilizzando come argomento il fatto che tale dominio fosse sotto attacco dos. Onore a CNN che ieri ha ospitato un lungo articolo di Rebecca MacKinnon che spiega senza peli sulla lingua gli eventi a margine della cessazione del servizio da parte di Amazon Web Service nei confronti del proprio cliente “wikileaks” e che termina così:


Let’s hope that there will always be other companies willing to stand up for our rights as enshrined both in the U.S. Constitution and in the Universal Declaration of Human Rights — and by extension their right to do business with us. The future of freedom in the internet age may well depend on whether we the people can succeed in holding companies that now act as arbiters of the public discourse accountable to the public interest.



La MacKinnon per conto mio centra il punto. Quello che emerge, a margine della chiusura di AWS, oltre alla cattiva coscienza di tanti, è anche il tema scottante dei termini di servizio dei contratti commerciali. Contratti che tutti firmiamo e che nella grande maggioranza dei casi contengono espressioni tanto generiche e vaghe da poter consentire ampio margine di manovra al fornitore del servizio. I giorni scorsi il senatore Lieberman (che e’ uno strano rumoroso senatore a cavallo fra democratici e repubblicani molto noto per le sue campagne contro i videogames e che compare e si agita sui media ogni volta si intravede la possibilità di regolamentare Internet) si è attribuito il merito di aver costretto Amazon a interrompere i rapporti con Wikileaks. Amazon in un comunicato seppellito dentro le sue pagine web nega tali ingerenze e spiega che Wikileaks violava i termini di servizio di AWS.

There have been reports that a government inquiry prompted us not to serve WikiLeaks any longer. That is inaccurate. There have also been reports that it was prompted by massive DDOS attacks. That too is inaccurate. There were indeed large-scale DDOS attacks, but they were successfully defended against. Amazon Web Services (AWS) rents computer infrastructure on a self-service basis. AWS does not pre-screen its customers, but it does have terms of service that must be followed. WikiLeaks was not following them. There were several parts they were violating. For example, our terms of service state that “you represent and warrant that you own or otherwise control all of the rights to the content… that use of the content you supply does not violate this policy and will not cause injury to any person or entity.” It’s clear that WikiLeaks doesn’t own or otherwise control all the rights to this classified content. Further, it is not credible that the extraordinary volume of 250,000 classified documents that WikiLeaks is publishing could have been carefully redacted in such a way as to ensure that they weren’t putting innocent people in jeopardy. Human rights organizations have in fact written to WikiLeaks asking them to exercise caution and not release the names or identities of human rights defenders who might be persecuted by their governments.



E’ piuttosto evidente che l’espressione “will not cause injury to any person or entity.” è una frase in legalese talmente vacua da poter essere utilizzata in qualsiasi occasione e che ha come effetto quello di lasciare al fornitore del servizio ampia facoltà di controllo. Che è esattamente quello che è accaduto, con tanti saluti al primo emendamento, alla dichiarazione universale sui diritti dell’uomo e balle varie.


update: visto che la situazione peggiora di ora in ora questo è ora l’unico luogo nel quale è possibile supportare Wikileaks.

update 1: a ulteriore dimostrazione il TOS di everyDNS la società che ha spento wikileaks.org recita: “3.1 Termination of Service. We reserve the right to terminate or “hold” service at anytime for any reason”.

update2: wikileaks è tornato su, per ora a questo indirizzo:88.80.13.160. Ora anche http://wikileaks.ch/

29 commenti a “La carta di Bezos canta”

  1. albertog dice:

    Sì, sì, prendetela pure sottogamba, voi, questa storia dell’innocent people in jeopardy; intanto però il senatore Cantoni non dorme la notte.

  2. Sostenere WikiLeaks | Il blog di lucacicca dice:

    [...] [...]

  3. Ema dice:

    Massimo,
    la frase
    “you represent and warrant that you own or otherwise control all of the rights to the content… that use of the content you supply does not violate this policy and will not cause injury to any person or entity.”
    della quale riporti solo la parte “will not cause..”, nella prima parte impone di avere i diritti sul contenuto che si pubblica, cosa che wikileaks non ha. Ritengo, prima di andare a giocare ai piccoli-cospiratori, che la mossa di AWS sia semplicemente di tutelarsi prima che qualcuno poi si rivalga anche su di lei.
    Infine, tiri in ballo il primo emendamento un po’ per i capelli: un conto è la libertà di dire quello che si vuole, un conto è accedere a documenti riservati e diffonderli.

    Ema

  4. massimo mantellini dice:

    @Ema, la prima parte del quoting di Amazon e’ talmente ridicola che non aveva bisogno di essere sottilineata. Ma se anche tu vuoi giocare al piccolo cospiratore ti lascio un paio di link utili a spiegare che 1) wikileaks ha diritto di diffondere quei dati 2) la legislazione americana prevede che i documenti governativi siano pubblici

    http://www.lasisblog.com/2010/11/12/wikileaks-has-committed-no-crime/

    saluti

  5. monossido dice:

    Ema è un po’ più sottile la cosa secondo me anche se comunque molto semplice.
    WikiLeaks non è andata a rubare documenti segreti, se li è semplicemente trovati in casa. Pubblicarli fa parte semplicemente della libertà di stampa.
    Poi il fatto che i Governi in una democrazia del 20esimo secolo possano o meno avere documenti segreti è un altro paio di maniche.

  6. albertog dice:

    @ema
    la differenza la fa l’utilizzo dei contenuti. se è un utilizzo commerciale, devi avere i diritti. ma la libertà di stampa è poter pubblicare tutto, anche quello di cui non possiedi i diritti, se costituisce una notizia. accedere a notizie e documenti riservati e diffonderli, facendo arrabbiare chi non vorrebbe che fossero divulgati, è l’unico motivo per cui esistono i giornali (sì, lo so, l’unico motivo è vendere dei lettori a degli inserzionisti, ma qui parlo per principi ideali). l’interesse pubblico a sapere, sempre che interessi mantenere il principio della libertà di stampa, viene prima del copyright. (karl krauss diceva che il nazismo era figlio della libertà di stampa, quindi il principio si può anche contestare)

  7. ArgiaSbolenfi dice:

    Leggetevi 10ROME1, paragrafo 11 :-)

  8. MarkJusi dice:

    D’accordo con ema.
    monossido, “trovati in casa”? Sono piovuti dal cielo? Se mi ritrovo ad esempio un fascicolo di un PM in casa non è che posso pubblicarlo per via della “libertà di stampa”. Ti informo che ci sono dei limiti alla libertà di stampa ben precisi, sanciti ad esempio anche dalla nostra costituzione. Non si può pubblicare tutto, ed è molto dubbio se quelle comunicazioni riservate potessero venire pubblicate.

  9. paolo de andreis dice:

    Vista l offensiva degli apparati contro quelle pagine, la decisione di Assange di pubblicare ogni cosa a rate mi sembra ancora più azzeccata, sta già facendo traballare la santità della costituzione ammmerigana. Wow.

  10. Mauro dice:

    Ma che cosa ci dovremmo aspettare che faccia Amazon (o un qualsiasi provider) in un contesto controverso come questo ?

    Non si può non capire chi si protegge, specialmente se si vive nel paese che ha condannato i dirigenti di Google

  11. Dario Salvelli dice:

    Certo che questo proliferare di dns può portare anche a false voci…

    Pare sia online qui: http://46.59.1.2/

  12. Fabrizio dice:

    Il problema è che se certi carteggi venivano fuori dopo 50 anni le figure di m. le facevano ormai nella tomba, da fastidio farle da vivi. Carteggi di ambasciate e documentazione personale, diari, sono sempre stati usati dagli storici per approfondire lo studio delle scelte fatte in determinate circostanze politiche e storiche. Internet abbrevia un po’ i tempi, evita che certe cose spariscano, e non l’elimina l’attenzione critica necessaria nella valutazione dei documenti, non facciamone una tragedia. Orsù.

  13. Shylock dice:

    @Fabrizio: quindi se metti caso io mi ‘trovo in casa’ l’archivio completo dei tuoi sms e li pubblico non ne farai una tragedia, giusto?
    Orsù, magari farai delle figure di m. con tutti quelli su cui hai formulato giudizi che, per vari motivi, non gli avresti mai espresso direttamente, ma i tempi ristretti non elimineranno certo l’attenzione critica necessaria nella valutazione dei documenti.

  14. Fabrizio dice:

    @Shylock,
    No! Io non ricopro funzioni pubbliche. Forse ti sfugge la differenza, problemi tuoi.

  15. Fabrizio dice:

    Cioè un “dispaccio” pone l’ipotesi che B. abbia preso una tangente da “gazprom”. B. dice che lui lavora per tutti gli italiani. Qualcuno di voi ha visto un cent?
    Personalmente a me interessa sapere storicamente e politicamente cosa pensa una nazione alleata del mio capo del governo (eletto da tutti gli italiani, o no?). E mi interessa anche sapere perché un funzionario pone certi dubbi e consegna certe informative.
    Invece nei mei sms si può trovare scritto che tizio mi sta sulle p. e Tizio e il mio compagno di scuola delle elementari che attualmente fa l’idraulico a Pescasseroli.
    Ecco ora passo tutti i miei sms ad Assange, ci si farà d’oro.

  16. gennyb dice:

    intanto io ho deciso che chatterò con assange

  17. Shylock dice:

    @Fabrizio: forse a te sfugge la differenza tra atti _pubblici_ e corrispondenza _privata_, anche quando intercorre tra funzionari e uffici dello Stato.
    Personalmente a te interessa sapere cosa dicono in privato gli ambasciatori su B., magari a Tizio, o a tua moglie, o ai tuoi amici, o ai tuoi colleghi interesserà sapere cosa dici di loro in privato: ognuno ha le sue curiosità, non per questo è legittimo soddisfarle violando la riservatezza altrui.

  18. Mat dice:

    @Shylock
    a me risulta che i cablogrammi di ambasciata non siano per niente corrispondenza private mio caro, sono pareri informali che servono agli alti “dignitari” per formarsi opinioni su varie questioni.
    Ma sono atti ufficialissimi, tipo delle informative scritte in maniera informale sui più disparati argomenti.
    Se vai a leggere te da solo qualcosa si wikileaks scoprirai che alcuni cablogrammi sono “appunti” spediti in occasione di incontri, prima degli stessi, dagli addetti di ambasciata, che danno informazioni utili per inquadrare determinante situazioni che potrebbero essere oggetto di dialogo.
    Sin qui i fatti, se poi a te non interessa è abbastanza irrilevanti nei confronti della storia, agli storiografi interesseranno e come.

  19. Mat dice:

    @Shylock
    a me risulta che i cablogrammi di ambasciata non siano per niente corrispondenza private mio caro, sono pareri informali che servono agli alti “dignitari” per formarsi opinioni su varie questioni.
    Ma sono atti ufficialissimi, tipo delle informative scitte in maniera informale sui più disparati argomenti.
    Se vai a leggere te da solo qualcosa si wikileaks scoprirai che alcuni cablogrammi sono “appunti” spediti in occasione di incontri, prima degli stessi, dagli addetti di ambasciata, che danno informazioni utili per inquadrare determinante situazioni che potrebbero essere oggetto di dialogo.
    Sin qui i fatti, se poi a te non interessa è abbastanza irrilevanti nei confronti della storia, agli storiografi interesseranno e come.

  20. Shylock dice:

    @Mat: “a me risulta che i cablogrammi di ambasciata non siano per niente corrispondenza private mio caro”.

    Carissimo:

    “Tuesday, 09 June 2009, 08:11
    C O N F I D E N T I A L SECTION 01 OF 04 ROME 000649
    NOFORN
    SIPDIS
    TO THE PRESIDENT FROM THE CHARGE D’AFFAIRES
    EO 12958 DECL: 05/31/2019 ”

    http://www.guardian.co.uk/world/us-embassy-cables-documents/210920

    Quale parte di ‘confidential’ e ‘to the President’ non ti è chiara?

  21. Mat dice:

    @Shylock
    confidential è una classificazione di sicurezza, così come NOFORN che significa che le informazioni non possono essere rilasciate a personale di paese straniero.
    Te quando scrivi ai tuoi amici gli scrivi di non far leggere i tuoi scritti a personale di stato estero?
    (qui trovi tutto https://secure.wikimedia.org/wikipedia/en/wiki/Classified_information)

    Inoltre per comunicazioni personali perché dovrebbero usare uno strumento di comunicazione tra ambasciate?
    Mica sono telegrammi o mail quelle fuoriuscite, sono uno specifico tipo di dispaccio su una rete dedicate per le comunicazioni delle ambasciate.

  22. Mat dice:

    Sorry:
    https://secure.wikimedia.org/wikipedia/en/wiki/Classified_information

  23. Shylock dice:

    @Mat, dalla fonte che citi tu:

    Confidential

    Such material would cause “damage” or be “prejudicial” to national security if publicly available.

    Evidentemente, non e’ destinato al pubblico; evidentemente, e’ riservato al destinatario.

    “Te quando scrivi ai tuoi amici gli scrivi di non far leggere i tuoi scritti a personale di stato estero?”

    Non ne ho bisogno, visto che comunque i terzi non hanno diritto di leggere la corrispondenza di chicchessia senza il suo consenso (a maggior ragione se ci scrivessi ‘confidential’ sopra). O stai dicendo che la corrispondenza interna ad un organo dello Stato dovrebbe essere meno tutelata di quella dei semplici cittadini? Sei iscritto al Circolo Bakunin per caso?

  24. Mat dice:

    @Shylock
    prima dici che c’è differenza tra “atti _pubblici_ e corrispondenza _privata_” ed io ti ho ho detto che NON si tratta di corrispondenza privata, perché è classificata e lo è proprio evitare danno o pregiudizio.
    Erano comunicazioni riservate, segrete, non private, il privato è un’altra cosa

    Non capisco cosa tu voglia dire a questo punto:
    è una comunicazione privata e quindi hanno fatto male a farla uscire?
    O è corrispondenza classificata tra gente che lavora, che scrive di cose di lavoro anche se in maniera informale e non sta parlando del derby lazio – roma?
    Penso che nel secondo caso si tratti di roba interessante che non si può liquidare paragonandola a cose private di privati cittadini.
    Secondo te si stavano dicendo quelle cose in privato? Col presidente USA? Parlavano del tempo?
    A me non sembra proprio, è il loro lavoro dirsi quelle cose e lo fanno in maniera diretta ed informale tra loro, mi pare il minimo.
    Poi che si parli di figura di m…. mi pare ovvio, anche se trovo un po’ ipocrita stracciarsi le vesti, anche negli altri stati i diplomatici fanno le stesse analisi e con le stesse modalità, magari alcuni saranno più aulici…

    PS
    Chiedo scusa a a tutti, a mante in primis, per aver abusato del blog con questo piccolo flame

  25. Gabriele Favrin dice:

    Ma tutti quelli che criticano Wikileaks si rendono conto che in quei documenti potrebbero anche esserci risposte sui grandi misteri italiani?
    No, davvero, se ci sono carte del 1966 e si arriva al 2010 chi vi dice che non ci sia qualcosa del genere? E se c’e’ non e’ il caso di sperare che sia pubblicato al piu’ presto, altro che dibattere se e’ segreto, confidenziale, ecc?

  26. c3rb3ro dice:

    Julian o meglio ricordato nell’ambiente come MENDAX, ha fatto dell’hacking una vera filosofia di vita..arrivando fino a wikileaks, chi non lo sapesse, un’hacker(tocca ogni volta specificare poiche’ questo termine e’ sempre stato abusato dai media) e’ colui che sviluppa, ha fame di conoscenza, non crea danni ma costruisce per se o per tutti..e devo dire che julian dall’ottobre del 1989 quando, alla vigilia del decollo della navicella Atlantis, i tecnici della Nasa vedono comparire sui computer la scritta Wank, acronimo inglese di Worms Against Nuclear Killers (Vermi Contro Killer Nucleari) e giochicchiava con il pc ne ha fatta di strada!
    Voglio solo sottolineare un fattore…gli attacchi Dos al sito di wiki non sono assolutamente stati portati da hacker(sarebbe un controsenso!) ma sono stati portati da “personale” filo governativo”..stanno cercando di imbavagliare il tutto..
    Quello di tutto lo staff di Julian e’ un’atto di coraggio e sacrificio fatto con coscenza per il bene della comunita’..purtroppo ora la situazione non e’ rosea nonostante la mobilitazione generale di tutte le comunita’underground nei loro confronti..ma una cosa e’ sicura..qualcosa nel web e’ cambiato per sempre..si e’ innescata una specie di effetto domino..se wiki cadra’ sono gia’ pronte le contromisure..

    p.s questo e’ il nome del famoso file cryptato affidato a circa 100000 persone che julian ha distribuito come assicurazione in caso gli capiti “un’incidente”
    insurance.aes256
    chi cerca trova..

    Non accontentatevi del sapere che vi propinano!Cercate a fondo e troverete molte risposte..wiki e’ solo la punta dell’iceberg..

    Complimenti all’autore del Blog!

  27. Shylock dice:

    @Mat: in effetti può esserci sovrapposizione (e confusione) di significato tra ‘pubblico’ nel senso di ‘aperto al pubblico’ e ‘compiuto da pubblici ufficiali’, da un lato; tra ‘privato’ nel senso di ‘riservato’ e ‘tra privati cittadini’, dall’altro.
    Io parlo di corrispondenza e quindi del fatto che vada tutelata la sua riservatezza, sia che si tratti di privati cittadini che di pubblici funzionari; a maggior ragione se, come in questi casi, può sorgere un danno allo Stato (di cui anche i privati cittadini fanno parte, sarebbe bene che ogni tanto se lo ricordassero).

    “è una comunicazione privata e quindi hanno fatto male a farla uscire?”

    Esatto.

    “O è corrispondenza classificata tra gente che lavora, che scrive di cose di lavoro anche se in maniera informale e non sta parlando del derby lazio – roma?
    Penso che nel secondo caso si tratti di roba interessante che non si può liquidare paragonandola a cose private di privati cittadini.”

    Come ti ho spiegato, la corrispondenza è ‘privata’ (cioè non di pubblico accesso) in entrambi i casi (a parte che qui parliamo di documenti firmati e protocollati, mica di chiacchiere alla macchinetta del caffè).
    Quanto alla ‘roba interessante’, ognuno ha cose (non necessariamente illecite) che preferisce non far sapere a tutti, mentre dall’altra parte c’è sempre qualcuno che potrebbe considerare tali cose ‘roba interessante’: magari a qualcuno interesserà sapere se l’insegnante che gli ha bocciato il pupo, o il vigile che gli ha multato l’auto, o il giudice che l’ha condannato vanno a trans.
    E’ lo stesso, identico principio di Wikileaks, solo che quest’ultima suscita più simpatie perché s’ammanta della retorica contro i Poteri Oscuri, mentre quando a rischiare di essere esposte in pubblico sono le proprie chiappe subito si diventa più cauti e restrittivi, chissà perché.

  28. Near a tree, il blog di Vittorio Bertola » Boicottando Amazon dice:

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  29. Boicottando Amazon dice:

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