Cindy Royal partendo dall’ultima copertina di Wired ha ricontrollato l’uso dell’immagine femminile nelle copertine del mensile americano fino ad oggi. Ed il risultato non è entusiasmante. Nei commenti al suo post Chris Anderson risponde con gentilezza e disponibilità, anche se il succo del suo discorso sembra essere che loro il giornale lo devono vendere.

p.s. questo blog oggi è tutto una copertina.

6 commenti a “La realpolitik della tetta”

  1. Antani dice:

    L’altra è peggio, però.

  2. Italiano medio dice:

    Senza tette il giornale non lo vendono?
    (apparentemente i soldi fanno davvero molto per l’autostima)

  3. camu dice:

    Mah, questa sarà la prima copertina a sfondo “tettuale” che vedo in due anni e passa che sono abbonato a Wired americano ;) E poi diciamola tutta, ogni tanto una tetta non è poi la fine del mondo, soprattutto perché l’articolo a cui era legata è davvero stupendo e non contiene immagini porno :)

  4. Fratantonio dice:

    concordo con Camu: articolo splendido e copertina d’effetto, non capisco il problema. In fondo mi pare che anche in questo blog si punti spesso e volentieri a immagini che catturano l’attenzione. Ed è meglio una tetta che Berlusconi, vorrei dire.

  5. Pier Luigi Tolardo dice:

    Io censuro Luna in qualità di abbonato a Wired Italia: qualche topless ce lo potrebbe dare pure lui, non si vive di soli Premi Nobel!

  6. Claudia dice:

    Benissimo,
    allora io rivendico qualche gluteo maschile ben fatto, così, per par condicio.

    Per tornare alla questione in oggetto: mi sembra che il seno su wired US fosse pittosto “casto” (si vede di peggio in prima serata in televisione -e dinamico, per di piu) e comunque contestualizzato.

    NON concordo con copertine che usano il corpo femminile (anche maschile, volendo, ma capita di rado) a sproposito.