22
Ott

Invece di scatenare la solita trita e obsoleta caccia al censore, guardiamo bene cosa ci stava per cascare addosso: una trasmissione con Bono, Benigni, Fazio, Abbado, Veronesi, Saviano e sicuramente altri tremila campioni del genere “siamo buoni e abbiamo ragione”, tutta prediche, monologhi, documentari con bambini affamati con gli occhioni e ricco buffet di buone ragioni. Roba che se avessero fatto una seduta spiritica in prima serata per evocare Lady Diana, Pavarotti e Madre Teresa non mi sarei meravigliato. E già lo so che avrebbero come minimo fatto cantare la sigla al balbuziente di X-Factor, accompagnato dal coro dell’Antoniano. Vediamola così: non è censura, è buongusto.



(enrico sola)

37 commenti a “Altri pareri”

  1. pietro.versari dice:

    Forse è meglio guardare Porta a Porta ed il TG4, che informano davvero!
    Ma dico siamo scemi?

  2. pietro.versari dice:

    Scusa lo sfogo, ma che è? Voto PD quindi mi devo fare del male da solo ed essere per forza controcorrente?

    Cerchiamo di essere un poco obiettivi: non ci sono molte trasmissioni utili, che informano.. Esce una trasmissione che ha un senso ma ci si deve lamentare per forza.. Avete per caso visto che altri programmi ci sono? Talent show, GF, ecc..

    Siamo in un porcile, e ci lamentiamo delle ghiande perché vogliamo il caviale.

  3. Mark dice:

    Avrei preferito avere la libertà di vederla, e poi eventualmente criticarla.
    Questo sarcasmo da alternativo posticcio, unito a un cinismo alle vongole, fa veramente vomitare.

  4. MGM dice:

    Per me sono più scontati i commenti a questo sarcasmo che non è sarcasmo ma realtà.

  5. Carolus dice:

    I personaggi citati possono non piacere ed è legittimo criticarli; a me, ad esempio, Benigni non piace, mi sembra imborghesito. Tuttavia, alcuni di loro sono fra i pochi italiani di levatura internazionale e, piacciano o meno, penso che facciano bene agli spettatori e alla televisione italiana. Prima vadano in onda e poi li si critichi. Tutto il resto è censura preventiva.

  6. b2249092 dice:

    Sòla…nomen omen.

  7. EmmeBi dice:

    Provo a dire la mia, e la dico qui. Quello che a me urta del carrozzone Fazio oltre all’intriso perbenismo savonese e salottiero è proprio l’ insopportabile carico da 100. Che parla sempre e comunque allo stesso identico pubblico, che già sa. Il risultato è un gruppo di persone che se la racconta e che si dà la pacca sulle spalle, autocompiacendosi di dire cose contro, ma con il birignao faziano, sull’italia. Immagino che il compito sia anche politico e di apertura occhi su alcune realtà troppo spesso nascoste. Altra cosa forse sarebbe se un Saviano si ritagliasse spazio in una merda di programma di Carlo Conti il cui pubblico sarebbe invece davvero da informare. Ovvio che anche qui ci vuole tatto e mestiere per non correre il rischio del salotto di Vespa con il killer, l’onorevole e la velina.
    Ecco, questo.

  8. Alberto dice:

    Sottoscrivo completamente il pezzo di Mantellini e completamento di EmmeBi.

  9. L1 dice:

    insomma saviano doveva andare da carlo conti. mah, non mi avete convinto. pace.

  10. Giancarlo dice:

    “Vediamola così: non è censura, è buongusto.”mi ricorda quel tipo che diceva “vediamola così: non è merda, è cioccolata”

  11. diamonds dice:

    finalmente un po di buona satira di destra(sempre che non si tratti di un delirio punk,e la cosa sarebbe preferibile)

    http://195.122.253.112/public/mp3/Sex%20Pistols/Sex%20Pistols%20'Who%20Killed%20Bambi‘.mp3

  12. Mark dice:

    Emmebi,
    peggio la toppa del buco. Era meglio se non spiegavi ulteriormente: facevi più bella figura.

  13. manuele dice:

    Quasi quasi preferisco quelli che “io non ho nemmeno la TV”. Almeno quelli hanno un buon alibi, per non capirne un cazzo (di TV).

    “Ah, io sì che saprei fare dei programmi di qualità. E se Fazio non li sa fare come dico io, allora tanto vale Vespa”

    Il fatto è che il programma “di nicchia” in prima serata RAI non esiste. E’ proprio il concetto di “nicchia” che in TV non esiste. Se si vendono 1 milione di copie di una qualsiasi cosa allora è un successo. Se un programma lo guarda un milione di persone è una catastrofe.
    In questo senso mi sembra inevitabile l’incontro tra Fazio (talk show con la pretesa di avere un contenuto, e che prova a non appiattirsi sul panorama esistente) e Saviano (il simbolo – estremamente popolare – che Saviano è diventato).

    Se a Enrico Sola non piace, allora può sorbirsi un altro paio d’ore su Avetrana. O fare altro. Leggere Sant’Agostino, farsi una pippa. Ci faccia sapere cosa, così potremmo riconoscere che è davvero lui il migliore.

  14. Sascha dice:

    In effetti, personalmente in effetti preferisco vedere il Grande Fratello, in cui riconosco una discreta parte della mia natura e di quella degli italiani che conosco. Guardare questo genere di trasmissioni che alimentano l’autocompiacimento degli spettatori perbene mi deprime e annoia.
    Basta non cadere nell’estremo opposto, cioè di ingozzarsi di giornali e trasmissioni di propaganda governativa con l’aria di sentirsi ‘anti-conformisti’ e ‘politicamente scorretti’ e ‘guarda, io sono proprio come quel Barney di quel libro là’.

  15. Carlo M dice:

    io avrei tagliato solo quel pirla di bono. lui e le sue pubblicità per louis vuitton.

  16. Marco Mattioli dice:

    Il saputello Sola non ammette una cosa: in quindici anni di potere, se lo avesse voluto, la destra avrebbe potuto forse creare una “classe culturale” da contrapporre a quella, più consolidata e radicata prodotta dalla sinistra. Ma non ha prodotto niente, perchè il modello culturale imbastito dal premier è volutamente composto da programmi tv e giornali di livello bassissimo, con nessuna eccezione. Quindi per quanto salottiero, saccente, monotono, il Circo Fazium rappresenta il meglio di quanto la nostra tv possa oggi offrire. Il nostro eterno problema è che non sono nate “terze vie” in questi anni, non sono state date possibilità a menti giovani e creative, a nuovi modi di fare televisione a prescindere dagli schieramenti dominanti. Guardo con favore ad una crescita di La7 e spero tanto nel digitale terrestre (fino ad oggi inutile), per il resto sono rassegnato agli eterni modelli: Serena Dandini Vs Enrico Papi. E per quanto io sia annoiato, scusatemi ma mille volte Dandini.

  17. Lumoz dice:

    Definire Saviano tra quello che “siamo buoni e abbiamo ragione” è un poco poco avvilente per chi vive, come me, nella provincia di Caserta, una volta “Terra di Lavoro”, oggi – anche a causa dell’uscita del libro di Roberto, ma non è certamente una colpa da affibbiare a lui – “Terra di Gomorra”.

    Poi sul parere generale e sugli altri nomi potrei, con un dovuto ridimensionamento, anche essere d’accordo.

  18. Giancarlo dice:

    Non credo sia questione di saputelli, è semplicemente il problema di chi deve farsi notare per forza e il modo più semplice è quello di spararla grossa facendo finta di ignorare il buonsenso, le proporzioni e financo il buongusto che si finge di invocare. Se non piace Fazio, (si può, non piace neanche a me) ci sono mille modi per parlarne, il più idiota è quello di contrapporlo alla censura (Barabba! Barabba!).
    Uno è questione di gusti, l’altro di civiltà. Certo che se uno tutti i santi giorni che Dio manda in terra deve per forza scrivere qualcosa, o è un superoe o ogni tanto la cazzata gli scappa.
    I non scusati sono le pecore belanti che si accodano e acclamano il colpo di genio dove invece si tratta solo di cazzata .

  19. Mark dice:

    Beh, ridimensioniamo il saputello Maestro del Pensiero. Sòla era quello che nel 2007 disse che l’iPhone era un fallimento, e che non avrebbe mai avuto nessun successo. Un visionario, uno che vede lontano. Ne sa a pacchi, il ragazzo.

  20. Daniele Minotti dice:

    Fantastico! Giudicare uno in base alle sue previsioni sull’iPhone e’… Meglio non dirlo, sarei pesantemente offensivo.
    Mark, a parte tutto, il tuo e’ un metro sbagliatissimo e disarmante.

  21. Mark dice:

    Disarmante? Armatissimo e voluto. Creiamo un bell’abbraccio mortale tra categorie: gli anticonformisti all’amatriciana, ossia i disgustati del politicamente corretto Fazio, e gli odiatori di Apple, che in questo post ancora non potevano sfogare i loro istinti.

  22. Enrico Sola dice:

    Ecco, uno degli effetti collaterali della cultura dell’allarmismo permanente e gridato è l’estinzione del sense of humour (o forse della capacità di comprensione del testo, ma è uno scenario troppo inquietante, preferisco non pensarci).

    Quindi è perfettamente logico che se uno critica, ironicamente, una baracconata televisiva di retorici professionisti della virtù, utile solo a dirci l’un l’altro, nella nostra riserva indiana, quanto abbiamo ragione (sì, perché – sorpresa! – sto pure io da questa parte, da una vita) senza muovere una coscienza in più, automaticamente passa per destrorso, berlusconiano, fan della censura, amico della camorra o, peggio, spettatore di Amici di Maria DeFilippi.

    Mi sembra che in questo scenario si scontrino due stupidità, una ingenua e una infame e ottusa.
    Quella ingenua è la pretesa che la “Good Parade” di Fazio e Saviano serva a qualcosa di diverso dal santificare ulteriormente i soliti buoni di professione tipo Bono & c. Pictures of starving children sell records, come sempre. Quella infame è la volontà destrorsa di censurarla. Ed è molto più grave, ci mancherebbe.

    Come spettatore ho il diritto di chiedere una tv che non sia una galleria buonista di vite esemplari, declinate a seconda delle contingenze politiche.
    E sì, ha perfettamente ragione chi dice che posso sempre cambiare canale. Sappia solo che è esattamente quello che dicono dal 1994 i berlusconiani catodici. La libertà di scegliere ha una precondizione: che ci sia effettivamente qualcosa da scegliere.

  23. manuele dice:

    Enrico Sola: “Ecco, uno degli effetti collaterali della cultura dell’allarmismo permanente e gridato è l’estinzione del sense of humour […] quindi è perfettamente logico che se uno critica, ironicamente, una baracconata televisiva […] automaticamente passa per destrorso o spettatore di Amici di Maria DeFilippi.”

    Ah, OK, era una – yawn – provocazione.

    Visto che hai la pretesa di erigerti a spartiacque tra la “stupidità ingenua” e la “stupidità infame e ottusa” (contento tu) ti faccio notare che diversi commentatori qui sopra non ti avevano accusato né di simpatie destrorse né di gusti nazional-popolari.
    Ti avevano solo rimproverato di aver fatto una provocazione gratuita. Vedi un po’.

  24. Fabrizio dice:

    Saviano imperversa su tutte le tv, racconta le cose piu’ banali e fa un bel mucchio di soldi. Fra poco entrerà pure in politica e il cerchio si chiude. Bravo “Sciascia dei poveri” tu hai capito tutto.

  25. Sascha dice:

    Beh, anche Sascia si fece eleggere deputato.

  26. Enrico Sola dice:

    Forse mi spiego male. O forse la pretesa che una lamentela ironica sia una provocazione è consolatoria per il manicheo di turno?

    È così difficile accettare l’idea che la mia fosse semplicemente una critica ridacchiante ai “buoni” senza pensare che automaticamente io stia dalla parte dei cattivi?

  27. Daniele Minotti dice:

    @Mark
    Odiatori di Apple? BAh…

  28. lu dice:

    @Enrico
    Smettila di fare il fanatico e il manicheo. Perché sei tu che snobisticamente dividi chi non è d’accordo con te in due categorie. Due categorie di stupidi: gli stupidi ingenui e gli stupidi infami (e ottusi). Chi è lo snob allora? Chi è che ha il complesso di superiorità? Il dubbio di aver detto una cazzata? Mai eh?
    Dalla parte dei cattivi poi ti ci hanno messo in pochi. In molti hanno solo detto che la tua somiglia a una sparata ad effetto. Senza darti dello stronzo, dell’idiota, del berlusconiano. Magari senza neanche darsi pena di difendere Fazio. Rilassati.

  29. Enrico Sola dice:

    lu: sono rilassatissimo; credo tu lo sia meno, visto che dimostri di non aver letto bene il mio post e i miei commenti. Commenti in cui non insulto chi non concorda con me, ma giudico la situazione Masi vs Fazio & c e vedo scontrarsi due stupidità, una ingenua e una infame. Spero tu riesca a capire, ora.

  30. Giancarlo dice:

    Le stupidita’ a mio avviso sono 3. Le due che hai detto e la terza, a mio avviso la peggiore, quella che ritiene che valga la pena di opporsi alla censura solo se tocca qualcosa che ci interessa. E’ il riflesso che ti fa arruolare chiunque ti ha criticato tra gli stupidi di Fazio. Non ti sfiora nemmeno il pensiero che ci sia gente che non guarderà la trasmissione, ma che pensa che la noiosa libertà di stampa valga infinitamente più dei tuoi senz’altro inarrivabili gusti.

  31. stefano dice:

    sull’intriso perbenismo.
    Dunque: siamo circondati, assediati, assaltati da programmi tv dove la cifra stilistica sono le urla, gli insulti, le voci che si sovrastano l’un con l’altra e, invece di trovare la trasmissione di Fazio uno spazio dove poter prendere una boccata d’ossigeno, dove poter condividere o meno il pensiero degli ospiti, la si bolla come “perbenista”. Come se fosse una colpa grave. Non accorgendosi che il disprezzato perbenismo non è altro che senso della misura, resistenza umana rispetto all’involgarimento di tutto ciò che ci circonda, dove rutto e dito medio sono rivendicati con orgoglio.

    sull’insopportabile carico da 100.
    Qui siamo all’incredibile. Insopportabile rispetto a cosa? Senz’altro non rispetto al carico da 0 della media delle altre trasmissioni.

    Emmebi è ancora convinto che la gggente debba essere educata, per cui sarebbe molto meglio se Saviano andasse da Carlo Conti. La ggente sceglie Carlo Conti proprio perché Saviano non c’è. La ggente sfoglia ogni sera su Sorrisi e Canzoni i programmi da vedere, e sceglie liberamente il Grande Fratello.
    Fattene una ragione e guarda Fazio senza essertene urtato.

  32. Enrico Sola dice:

    Giancarlo: c’è un equivoco di fondo nel tuo ragionamento. Ovvero pensare che io sia favorevole alla censura.
    Esiste una cosa che si chiama ironia (e che spesso funziona per paradosso).

  33. valentina dice:

    @Sola Dire (che tu l’abbia sempre pensato poco importa) che una persona, un collega, una trasmissione non ti piace proprio nel momento in cui se la vogliono fottere, fa di te un paraculo. Fattene una ragione.

  34. Turycell dice:

    Esiste anche una cosa che si chiama “Penso che tu abbia detto una minchiata”, e nessuna accondiscendente pretesa di farla passare per ironia può impedirci di esercitare la nostra riprovazione.

    (Senza offesa, per favore. In fondo, chi se ne frega? E poi per la blogosfera italiana sei già un paria, dopo aver OSATO criticare l’iPhone nel 2007. ;D)

  35. canablach dice:

    http://www.youtube.com/watch?v=AWtCittJyr0

  36. Luigi Bruschi dice:

    Non so se sia censura, ma temo che parlare di “gusti” (buoni o cattivi che siano) possa in definitiva risultare più pericoloso che parlare di “libertà di espressione”.

    Al riguardo mi piacerebbe sapere, dopo la diffida dell’Agcom al Tg1 di Minzolini, quale sanzione stia studiano Don Chisciotte Masi, paladino dell’informazione pluralista e dell’etica aziendale, nei confronti dell’Augusto Nazionale.

    Perché, ne converrete, una cosa è il “vaffanbicchiere” rivolto al capo azienda, un’altra è il mancato pluralismo sistematico, a senso unico, del primo Tg della televisione di stato, sancito da un organismo di garanzia per le comunicazioni…

    Dopo la diffida dell’AgCom a Minzolini, cosa farà il Dg Masi?

  37. Anonimo dice:

    […] si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo […]