Questo blog è favorevole al collocamento in pensione del Prof. Umberto Veronesi.

26 commenti a “No al nucleare”

  1. Si al nucleare | m o n c i o . n e t dice:

    […] […]

  2. Kerub dice:

    Si al nucleare e al pensionamento di Veronesi.

  3. Pampurio dice:

    No al nucleare, e si a Veronesi.

  4. marco dice:

    Ovvio che si a Veronesi, se non metti un vecchietto sul nucleare si pone il problema non della sicurezza dei reattori ma di che fare della scorie dopo ventanni …

  5. livefast dice:

    elettricità gratis a chi abita entro 20 km da una centrale nucleare.

  6. antonello dice:

    sì a bomba nucleare sul paese

  7. Pietro dice:

    livefast, chi abita a meno di 20 km da una centrale nucleare emette elettricità di suo, col normale metabolismo.

  8. Alex dice:

    Linko una delle ultime riflessioni che stanno facendo gli stati uniti riguardo ai problemi con la costruzione dei 28 nuovi reattori.
    http://www.nytimes.com/2010/10/11/business/energy-environment/11power.html?_r=1
    Fondamentalmente un piccolo litigio per il prezzo del terreno sta facendo rivalutare un po’ la convenienza della costruzione; per quanto riguarda appunto gli USA si stanno rendendo conto di due punti principali, citati nell’articolo: la domanda di energia elettrica sta (incredibilmente anche per me) scendendo, dopo il picco del 2007 e il fatto che altre forme di energia (nell’articolo si parla di gas naturale) stanno calando di prezzo, rendendo il nucleare meno competitivo.

    Ho perso il secondo link che volevo aggiungere, fondamentalmente parla delle stesse riflessioni che pero` sta facendo la Francia. Qualche adoratore di San Google penso riesca a recuperare, se interessato; la notizia e` di qualche settimana fa.

  9. massimo mantellini dice:

    Mi sembra significativo che la discussione si sposti dall’elezione di ‘un signore 85enne del tutto incompetente in materia a nucleare si nucleare no

  10. roberto dice:

    Massimo, avrebbero messo comunque un incompetente. Almeno mi conforta che di una cosa così drammaticamente seria se ne occupi una persona seria e, per quanto è dato di sapere, onesta e senza interessi nel settore (do you remember Lunardi?).

  11. john silver dice:

    vi invito a leggere la risposta che la gabanelli diede in merito alla nomina di veronesi, e che io quoto in pienissimo.
    Poi il professore, pur bravo che sia, non e’ piu’ lucido come una volta e non puo’ ricoprire un incarico cosi’ delicato, IMO. Il problema comunque si risolve rinunciando al nucleare :)

    http://www.ilpost.it/2010/07/27/gabanelli-contro-veronesi/

  12. Claud Bohm dice:

    Probabilmente se avessi 85 anni non avrei accettato un incarico del genere.
    Però quelli che strillano contro il ‘vecchietto’ mi sembrano un po’ penosi.

  13. P.G. dice:

    Il problema della sicurezza, riguardo il nucleare, è un falso problema. Il vero problema è che quando finalmente sarà pronto, cioè con i tempi italiani fra parecchie decine di anni, non servirà più a nulla perchè le rinnovabili saranno diventate ancora più economiche ed efficienti. Sole, vento, etc.etc., fonti inesauribili di energia, di cui l’Italia dispone in quantità enormi. Bisognava pensarci venticinque anni fa, mantenendo in funzione le centrali esistenti e costruendone di nuove, sarebbe stata una buona scelta allora. Adesso è solo una fregatura e uno sperpero. Ma la sicurezza è un falso problema, e per questo Veronesi è semplicemente ridicolo in quel posto.

  14. pietro dice:

    Le osservazioni della Gabbanelli non mi convincono molto, prima di tutto perchè in una posizione del genere conta molto di più la capacità come organizzatore ( e qui Veronesi è un ottima persona ) e la conoscenza degli eventuali rischi, e la specialità di Veronesi è esattamente quella che viene considerata dai nemici a priori del nucleare la più importante ( il rischio di CANCRO ).
    Non sono un fanatico dell’energia atomica ma se vanno a guardare i fatti concreti ci sono stati , in assoluto e in rapporto all’energia prodotta MOLTI più morti a causa dell’energia termoelettrica e di quella idroelettrica rispetto a quella atomica, una qualsiasi centrale idroelettrica gestita come era gestita a Cerrnobyl avrebbe fatto più morti, e in tutto il mondo gli incidenti legati alla produzione di energia idroelettrica sono all’ ordine del giorno, i morti causati dall’inquinamento dovuto alle centrali termoelettriche sono statisticamente rilevanti, dato che nel casi delle centrali atomiche si pretende giustamente di considerare i pericoli di tutto il ciclo produttivo e i piccoli incidenti senza consegeuenze questo deve valere per tutti i tipi di energia.
    Il problema è che ANCHE rinunciare all’energia elettrica porterebbe un buon peggioramento della qualità e della sicurezza nella vita dei comuni cittadini, e questo ne abbrevierebbe la vita, basta considerare che gran parte della diagnostica clinica attuale sarebbe impossibile.
    Insomma vedo come il solito un modo di affrontare certi problemi superficiale e con notevoli paraocchi ideologici.
    Il risultato è che chi pensa che vivere con una centrale nucleare a 2 km da casa sia più pericoloso che avere una centrale idroelettrica è poco informato, con tutta l’esagerazione possibile Cernobyl ha fatto 4000 vittime, la diga del bacino di Banqiao nel 1975 ha fatto almeno 250mila morti, secondo le ammissioni ufficiale governative cinesi.
    Senza dubbio se al posto di Veronesi fosse stato messo un altro sostenitore dell’ energia atomica con esperienza nel campo della produzione elettrica e con un passato “verde” come Chicco Testa ci sarebbero state meno polemiche, ma le critiche che ho letto qui mi sembrano abbastanza superficiali e ridicole, c’è la mitologia del “ghe pensi mi” per cui chi è a capo di un organizzazione debba conoscere e valutare personalmente ogni minimo aspetto tecnico e non semplicemente prendere decisioni e organizzare il lavoro dei tecnici, che mi sembra una della più penose conseguenze della mentalità che ha portato un venditore di fumo come Berlusconi al governo.

  15. pietro dice:

    Per quanto riguarda le “energie rinnovabili” se il loro costo REALE prosegue nel trend attuale ( senza miracoli fisicamente impossibili ) passeranno almento 300 anni prima che possano diventare competitive con gli altri mezzi di produzione.

  16. P.G. dice:

    Sciocchezze. Secondo uno studio del MIT del 2009, il nucleare costa circa 6,1 centesimo di euro per Kw prodotto. L’eolico e l’idroelettrico attualmente costano circa il doppio. Fra 10 o 20 anni è molto probabile che tecnologie ancora molto giovani (come l’eolico, il solare, altre rinnovabili)raggiungano livelli di efficienza e di rendimento tali da pareggiare il costo di produzione dell’elettricità da fissione nucleare, che ormai è una tecnologia vecchia. Solo che c’è una sostanziale differenza: una centrale nucleare ha un impatto ambientale devastante, rovinando completamente un bel pezzo di territorio, senza parlare del problema irrisolvibile delle scorie(al momento non esiste nessun sistema sicuro al 100% per conservarle definitivamente, e nessun sistema e basta per smaltirle). Il futuro è delle rinnovabili. Per il nucleare è tardi.

  17. Carlo M dice:

    gli slogan “no al nucleare” e “sì al nucleare” non hanno senso, e servono solo a buttarla in caciara.

    ogni impianto per la produzione di energia ha un impatto, indipendentemente dala fonte utilizzata. stabilire quale fra una centrale nucleare, una centrale eolica o fotovoltaica, o una diga per una centrale idroelettrica abbia maggior impatto ambientale è davvero difficile. provate a chiedere agli abitanti di longarone, per esempio.

    io sono favorevole a una diversificazione delle fonti energetiche, fra le quali rientri anche il nucleare.

  18. Stefano Quintarelli dice:

    sottoscrivo

    http://blog.quintarelli.it/blog/2010/10/al-largo-i-.html

  19. pietro dice:

    MI spiace ma le tecnologie dell’eolico e del solare non sono MOLTO GIOVANI, il 99% della produzione di energia solare è basata su tecnologie che negli ultmi 20 anni non hanno fatto nessun passo avanti, la diminuizione del costo dei pannelli è stata solo conseguenza dlle economie di scala legate alla maggior produzione.
    Alla fine considerando che a oggi il fotovoltaico ha costi effettivi di 28 centesimi a KWH e il termolelettrico di 7 centesimi a KWH sostituire il 10% della produzione elettrica italiana con il solare come pensano alcuni ingenui avrebbe un costo per le casse dello stato ( che allafine pagano sempre i cittadini attraverso le tasse invece che attraverso la boletta) esorbitante.
    I consumi di energia ellettrica italiani sono 340 miliardi di KWH, quindi considerando un costo di 20 centesimi in più per KWH la spesa totale aumenterebbe nel caso di un 10% di fotovoltaico di circa 70 miliardi di euro, cioè più 1000 euro all’anno per italiano.
    Il costo dell’energia nucleare è di 10 centesimi a KWH se a questi si aggiungono i costi dello smaltimento delle scorie non supera neanche nella peggiore delle ipotesi i 15 centesimi, ma i sostenitori del fotovoltaico dovrebbero considerare che anche il fotovoltaico ha notevoli problemi legati ai processi produttivi, inquinanti e pericolosi e allo smaltimento degli impianti a fine ciclo, che non vengono MAI considerati nel calcolo dei costi.

  20. Sascha dice:

    Ma s’è trovata o no una soluzione al problema delle scorie? Intendo una soluzione che non sia spedirle in un paese povero o buttarle in mare o spedirle sulla Luna.

  21. pietro dice:

    dipende cosa si intende per problema delle scorie, il problema principale effettivamente è psicologico e di pericolo percepito più che di pericolo REALE, se si considera la radioattività naturale del granito per esempio le radiazioni che si assorbono normalmente frequentando un cimitero sono infinitamente maggiori di quelle che ci si rischierebbe di assorbire nel caso di perdite da un deposito di scorie vetrificate contenute a migliaia di metri di profondità in cilindri di 5 cm di spessore di acciaio inossidabile contenute in cilindri di 5 cm di spessore di rame ( che ha una resistenza alla corrosione di 500mila anni ).
    Insomma si si vuole avere la certezza assoluta che non esiste nessun rischio il problema non è risolto, ci si accontenta di sopportare rischi 1000 volte inferiori a quelli che si affrontano nella vita di tutti i giorni vanno benissimo anche i depositi collocati a cielo aperto presso le centrali nucleari.

  22. andrea61 dice:

    Nulla contro Veronesi, ma e’ possibile che in questo paese non sia possibile trovare una persona competente in grado di ricoprire quel ruolo con un eta’ decente ?
    Poi ci meravigliamo della fuga dei cervelli……

  23. Alex dice:

    @pietro: mi piacerebbe che citassi anche tu qualche studio o qualche dato, come abbiamo linkato io o citato P.G.. Vorrei anche ricordarti che non la mettiamo in toni di sicurezza, quanto di economicita` della cosa. Semplice e vile denaro. Il nucleare adesso non ci conviene, e avere Veronesi (nuclearista convinto) alla direzione di un istituto cosi` mi inquieta un po`, solo per via di altri sprechi di denaro pubblico.

  24. mr.setter dice:

    @Pietro
    “Insomma vedo come il solito un modo di affrontare certi problemi superficiale e con notevoli paraocchi ideologici.
    Il risultato è che chi pensa che vivere con una centrale nucleare a 2 km da casa sia più pericoloso che avere una centrale idroelettrica è poco informato, con tutta l’esagerazione possibile Cernobyl ha fatto 4000 vittime, la diga del bacino di Banqiao nel 1975 ha fatto almeno 250mila morti, secondo le ammissioni ufficiale governative cinesi.”

    Al solito chi pontifica l’inattendibilità di giornalisti come la Gabanelli(con una b solo….) citando a sua volta dati inoppugnabili piscia controvento.

    I decessi ufficiali riscontrati in Cina risultano essere al 2005 di 26.000 morti per l’onda di piena e 145.000 per carestie ed epidemie post disastro.

    Al contrario in un rapporto recente datato 26 aprile 2010 la New York Academy of Sciences (non Striscia la Notizia) stima a 24 anni dal disastro di Chernobyl in circa 1.000.000 i decessi diretti ed indiretti. Cosa interessante inoltre e’ che gli autori stessi citando gli ultimi dati comparativi ufficiali forniti dall’OMS e dall’AIEA aggiornati al 2005 che indicano ufficialmente in 9.000 i decessi diretti e circa 200.000 quelli indiretti, cifre decisamente lontane e ben piu’ gravi di quelle superficialmente citate.

    Riassumendo: quando un vecchio pur in gambissima di oltre 85 anni dice che ben volentieri potrà accettare questo tipo di incarico, pur essendo contemporaneamente senatore della repubblica italiana, gestore/amministratore della fondazione privata che porta il suo nome, scrittore/divulgatore di un certo successo, affermato libero professionista oncologo a suo stesso dire ancora in piena attività, beh, io una toccatina ai maroni me la darei, perché la domanda delle domande e’ sempre la stessa: dove lo trova tutto sto’ tempo e tutta sta’ energia?!?

    A tal proposito io solleverei qualche ipotesi…..

  25. efano dice:

    http://www.arpa.emr.it/arparivista/rivista.asp?idarea=1&idsezione=6&idriv=48

  26. Commento dice:

    Questo commento è favorevole al collocamento in pensione dell’autore del blog.