Oggi su Repubblica.it c’è il solito al lupo al lupo contro Google a firma del duo Tonacci-Mensurati ormai specializzati nel genere. Ma al netto di ogni (pre)giudizio, questa è una balla:


il 27enne David Barksdale è accusato anche di aver ascoltato le conversazioni su Google Voice (il sistema di telefonia Voip) tra due fidanzatini 15 enni, arrivando a minacciarli verbalmente.



Questo è l’articolo originale da cui è stata presa l’informazione:


Barksdale tapped into call logs from Google Voice, Google’s Internet phone service, after the boy refused to tell him the name of his new girlfriend, according to our source. After accessing the kid’s account to retrieve her name and phone number, Barksdale then taunted the boy and threatened to call her.

6 commenti a “Imprecisioni volontarie”

  1. enrico dice:

    threatened : minacciò. Dov’è la balla?

  2. ArgiaSbolenfi dice:

    Fatemi capire, come si concilia quello che scrive Repubblica:

    “a sorpresa, sparisce ogni riferimento a quello che da più parti era considerato uno dei passaggi centrali della questione: l’impegno esplicito a non raccogliere o trattare i dati sensibili di chi naviga su Internet (stato di salute, abitudini sessuali, orientamenti religiosi o politici).”

    con questo che sta scritto nella policy?

    “Google will not associate sensitive interest categories with your browser (such as those based on race, religion, sexual orientation, health, or sensitive financial categories), and will not use such categories when showing you interest-based ads.”

  3. ionico dice:

    Come sempre in Italia si fa mooolta confusione tra intercettazioni e tabulati, è difficile ascoltare qualcosa da dei call log secondo me ;-)

    @argia
    Da quanto ho capito le nuove policies non sono ancora in vigore, partono dal 3 ottobre, quindi su Google dovremmo trovare ancora le vecchie

  4. ArgiaSbolenfi dice:

    @ionico: stavo citando da quella nuova. Prima c’era la frase:

    “We will not collect or use sensitive information for purposes other than those described in this Privacy Policy and/or in the supplementary service privacy notices, unless we have obtained your prior consent.”

    ora nella nuova policy principale c’è scritto solo

    “We have your consent. We require opt-in consent for the sharing of any sensitive personal information.”

    ..che non significa che *non* raccolgano informazioni sensibili, però in quella sull’advertising c’è la frase che ho citato sopra:

    “Google will not associate sensitive interest categories with your browser..”

    quindi se non associano categorie sensibili con la mia navigazione, non possono neppure raccoglierle. Almeno questa è la mia deduzione..

    A me sembra che la grossa novità sul fronte privacy degli ultimi tempi, sia stata l’introduzione della profilazione nelle ricerche anche per utenti non loggati, senza opt-in. Ma esclude i dati sensibili, è in forma anonima, c’è l’opt-out (che non farà nessuno, vabbè..) .. sicuramente se ne può discutere, ma difficilmente con chi affronta l’argomento con le modalità di Repubblica.

  5. mitch dice:

    io non ho capito perche’ lo faceva? era innamorato del ragazzo? a me pare tutto inverosimile…

  6. Daniele Minotti dice:

    Sembra sia un’abitudine aziendale… ;-)
    http://gawker.com/5638874/david-barksdale-wasnt-googles-first-spying-engineer