Per la rubrica: dalla scrivania di mia moglie


“Pel furto si fa sempre distinzione se violento o clandestino: il primo se grave o quando il reo sia recidivo e anche se confesso è punito con la forca: così pure la grassazione, l’altro per lo più colla perforazione delle orecchie, senza riscatto per denaro, da eseguirsi nel luogo dove fu commesso il fatto, uguale pena per la truffa. I piccoli furti si trattan con pene pecuniarie da lire una in avanti o, talora, in caso di mancato pagamento, coll’amputazione di un piede.”

I testimoni falsi han mozza la lingua ed una mano: in questo caso il Comune paga le spese di medicatura.


(tratto da “Le sentenze criminali dei podestà milanesi 1385-1429”)

7 commenti a “Mi favorisca le orecchie”

  1. camu dice:

    Bei tempi…

  2. Luca dice:

    Ah, mi riporti indietro di cinque anni… Mi sono laureato sui podestà regi lombardi del Settecento e posso dirti che trecento anni più tardi già ci eravamo civilizzati di più.

    I criminali si sbattevano semplicemente in galera (celle tremende, altro che i seppur terribili carceri odierni) e ce li si dimenticava; sovente non si avevano i soldi per dar loro da mangiare…

  3. Carneade dice:

    Lingua amputata a chi dice il falso? Se lo facessero oggi chi li farebbe i discorsi in parlamento?

  4. Stefano dice:

    @Carneade
    Tanto si farebbero una legge ad personam che sospenderebbe la pena fino al giorno dopo della prescrizione.

  5. Carolus dice:

    Capisco che la classe dirigente attuale sia un’autentica sciagura per questo paese; comprendo anche che ciò susciti rigurgiti pre illuministici ma proprio non ci sto a buttare nel gabinetto tre secoli buoni di civiltà del diritto per un gruppo, pur ampio, di manigoldi.

  6. Enrico dice:

    Come nell’Iran di Ahmadinejad sette secoli dopo.

  7. davide menghi dice:

    ci sarebbero in giro meno calciatori e meno pallavolisti ;))