Beppe Grillo oggi:

Oggi sono leggermente irritato. Capita. Non me ne frega un cazzo dei politici. Continuano a farmi domande su cosa penso di Schifani o di Chiamparino, di Fini o di Bossi. Voglio dare una risposta definitiva e cumulativa anche per il futuro: “Non me ne frega un cazzzo (ho aggiunto una z di rinforzo) di qualunque politico”.

18 commenti a “Sobrietà innanzitutto”

  1. Macraiser dice:

    Se intesa come non abuso di alcool, sono d’accordo.

  2. pietro versari dice:

    Ti dirò, è un po che non mi interesso a ciò che dice Beppe Grillo, ma con questa sua affermazione ora mi trovo particolarmente concorde..

    O si cambia tutto, dai brontosauri seduti in parlamento alle leggi medioevali “attuali”, oppure si è costretti a pensarla così..

    Perché ogni altra strada equivale a combattere con i mulini a vento, avete visto le forze in campo da una parte e dall’altra?

    A proposito, penso che ci sarà pieno di gente che, nel caso si andasse al voto, voterà fini anziché il PD pur di mandare a casa B.

  3. L1 dice:

    d’accordo con beppe pure io.

  4. vb (Vittorio Bertola) dice:

    Sì, forse per completezza si poteva citare anche la riga successiva che spiega:

    “Non devono esistere i politici, ma che mestiere è? Deve esistere la politica come “servizio civile”, cittadini a tempo determinato che si dedicano al loro Paese.”

    Il senso è quello noto e portato avanti dal Movimento, cioè la partecipazione diretta delle persone alla gestione della vita pubblica, anziché la delega a una classe politica e dirigente che ha distrutto il Paese e che deve andare a casa tutta, senza esclusioni.

    Poi devo anche dirti che la sobrietà in questo momento storico si può anche mettere un po’ da parte: vedi per esempio i commenti alla nostra contestazione a Schifani sabato, per l’80% fatti di applausi e complimenti, su tutti i giornali di sinistra dal Fatto a Repubblica e persino sul Corriere, nonostante gli editoriali e i post tromboni di vari “giornalisti” di regime. A forza di “non demonizziamoli” ci troviamo la mafia al governo e l’Italia saccheggiata, allora forse è davvero ora di demonizzarli.

  5. ArgiaSbolenfi dice:

    Spero vorrete perdonarmi questa provocazione..: :-)

    “Quando la politica diventa contumelia e insinuazione, la gente finisce col provare ripugnanza per tutto quello che il procedimento comporta, e comincia a farsi sentire il desiderio che un uomo forte si innalzi sopra i meschini gruppi di parte. I nazisti dovevano sfruttare a pieno questo stato d’animo: e, sebbene contribuissero enormemente al crearsi del più aspro settarismo, furono i primi a pronunciare la parola “uomo politico” in tutti i toni possibili di disprezzo e di sarcasmo.”
    (William Sheridan Allen, “Come si diventa nazisti”)

  6. Pampurio dice:

    Argia, ottima provocazione per riflettere.

    Avercene altre e di continuo, per non addormentarci, e poi al risveglio .. “oh… ma com’è potuto succedere ?”

  7. ArgiaSbolenfi dice:

    Un altro estratto dallo stesso libro che mi pare appropriato :-)

    “E però, con tutti i loro sforzi, i nazisti non sarebbero arrivati dove arrivarono se contro di loro ci fosse stata, a Thalburg, un’opposizione effettiva. (…) Ma l’omogeneità sociale, che era la fonte della forza della spd, era anche la causa della sua incapacità di combattere efficacemente il nazismo. Se i socialisti avessero trovato una qualsiasi via di accordo con la borghesia non nazista, avrebbero potuto impedire l’ascesa del nazismo; ma le tradizioni sociali della città non lo permettevano. Se i socialisti avessero presentato un programma rivoluzionario, avrebbero potuto strappar di mano ai nazisti il vessillo del radicalismo; ma la loro tradizione riformista non lo permetteva. L’errore fondamentale della loro strategia fu di presumere che la minaccia del nazismo consistesse solo nella potenzialità di un’insurrezione armata. A combattere questa, i socialisti erano preparati, a combattere la minaccia politica non lo furono. La loro posizione fu, anzi, solo negativa. La spd sottolineava i mali del nazismo, ma non presentava un programma alternativo; difendeva la repubblica, ma non poteva promettere un avvenire migliore. L’azione della spd, del Reichsbanner, delle assemblee sindacali era soltanto difensiva, fino al punto di usare le adunate di massa nelle campagne nazionali per rispondere agli attacchi nazisti a livello locale. Nell’ideologia socialista, la spd avrebbe avuto un’ottima arma contro la depressione, ma a Thalburg non fu compiuto mai alcuno sforzo per usarla, tranne che per attaccare grossolanamente qualche singolo borghese dalle colonne del Volksblatt. Nel suo complesso, l’opera dell’spd può servire d’esempio di quanto debole resti un’azione, anche se condotta col massimo impegno, quando non ha dietro una strategia efficace.”

  8. Pablo Moroe dice:

    Se parla dell’attuale classe politica – e lo possiamo dare per certo – non si può che sottoscrivere.

  9. Enrico dice:

    Pare quasi inevitabile che la storia si ripeta, non a caso Grillo e Di Pietro ricordano molto il primo Mussolini populista reazionario ed antipolitico. E non solo nell’inutile irruenza.
    Le citazioni da “Come si diventa nazisti” si adattano perfettamente a questi due campioni dell’antipolitica e al loro agire, un ringraziamento ad argiasbolenfi per averle pubblicate.
    Forse apriranno gli occhi a qualcuno o forse no, in ogni caso per chi ha buona volontà e non è ancora accecato dall’odio uno stimolo a rileggersi con attenzione la nostra storia recente. Aiuta sempre a farsi un’idea.

  10. Sascha dice:

    Grazie Enrico per aver confermato quel che dicevo qualche giorno fa. Ora che l’ordine di scuderia è quello di dare addosso a Fini i propagandisti governativi hanno riscoperto l’antifascismo e la moderazione liberale (anche se, dopo tanti anni a seminare odio e nostalgia di ‘quando c’era lui, caro lei…’, l’improvvisa nuova direzione non pare comodissima…

  11. Dario Salvelli dice:

    E a noi delle sue liste civiche? :-)

  12. Piero dice:

    Condivisibile il discorso di Grillo. Tuttavia, finché i cittadini continueranno a giustificare e a legittimare la proprietà privata, la politica e i politici inevitabilmente ne approfitteranno a loro esclusivo vantaggio.

  13. Pol dice:

    ArgiaSbolenfi,

    La situazione tedesca prenazista a cui la tua citazione fa riferimento non calza punto. Nel presente caso, è l’uomo forte la causa di una ‘politica che diventa contumelia e insinuazione’ e che ha, forse, una strategia.
    Invece, le espressioni forti e le accuse esplicite (non insinuazioni) di Grillo non pare abbiano alcuna strategia politica. Sono la espressione di un cittadino disgustato, che incoraggia altri a fare politica.
    Coloro che hanno risposto a questa chiamata di Grillo, rappresentano la reazione di semplici cittadini, in assenza di una appropriata reazione politica. Quella che, nella tua citazione, sarebbe stata necessaria per fermare l’avanzata del nazismo.

    —p

  14. Keper dice:

    @Dario, a noi delle sue liste dovrebbe interessare invece.
    Per prima cosa perché oggi non esiste forza politica che si possa definire incolpevole del berlusconismo attuale (tranne forse l’Idv, che però accetta compromessi incoerenti come l’appoggio a De Luca).
    Seconda cosa perché, per la prima volta cambia la mentalità dell’elettore servo, che per noi è così radicata da essere inconcepibile. E’ stato il caso dei consiglieri della regione Piemonte, non appena eletti Grillo si è pronunciato così: “Sono diventati dei dipendenti pubblici, ora saranno sotto la lente di ingrandimento degli elettori che controlleranno il loro operato”.

    In pratica si esclude il tifo tipicamente italiano e ci si concentra sulla reale funzione, non dei politici, ma degli elettori.
    Questa tipo di mentalità, fin’ora non è mai stata presente in nessuna delle fazioni elettrici.

  15. Alessio dice:

    Condivisibile il discorso di Grillo? Perchè questo sarebbe un discorso?

  16. vb (Vittorio Bertola) dice:

    @Keper: Hai capito esattamente, e quando a me capita di vedere dei nostri elettori che applaudono e dicono “bravi! andate avanti così! io vi voto, fate quel che volete, avete la mia fiducia!” scuoto la testa e comincio a rispiegargli il concetto. E’ difficilissimo perché in Italia siamo tutti abituati a delegare, ma è l’unica via.

  17. Gian dice:

    questa sera alla 7 parlava la Bindi ( sosteneva Bersani TUO EROE ) …………..da tempo penso di comprendere xchè non comprendi Grillo ma non so cosa farci. Olio di ricino ?Nooooo!!!!!!

  18. Maurizio Benzi dice:

    Tanti continuano a non capire una questione fondamentale. Che prescinde da Beppe Grillo (e dai suoi toni… eh poi basta con sta storia!), ed è quello che stanno facendo e che rappresentano i ragazzi del Movimento 5 Stelle.

    Migliaia di persone stanche, stanchissime di questa gente e di questi partiti. Persone che hanno sperato. Persone che credono ancora che il loro paese possa diventare NORMALE.

    Potete scegliere se affidare ancora la vostra fiducia a questi partiti. Oppure, se avete smesso di crederci, potete fare qualcosa di concreto per migliorare il posto in cui vivete.
    E’ questo l’invito che Grillo fa agli italiani.
    (Ah, c’è un’ultima alternativa: potete non fare assolutamente nulla e lamentarvi).

    Se voi in tutto questo ci vedete delle analogie con Hitler… beh… non che dirvi. Non mi stupisco più di nulla. C’è persino qualcuno che riesce a riporre speranze in un partito morto come il PD ed in gente come Latorre, Finocchiaro, Letta, Veltroni e compagnia cantante.

    ciao,
    Maurizio