Perfino Il Foglio oggi è stato costretto ad ammettere che Maria Stella Gelmini è la sciocca portavoce di pensieri imbarazzanti

Inoltre, il posto fisso dovrebbe essere assegnato per concorso o selezione diretta (meglio) e non per anzianità di precariato. Detto questo, 20 mila precari a spasso, che protestano anche con scioperi della fame, non possono essere trattati come inutili esuberi. E Gelmini non può limitarsi a invocare “non si strumentalizzi il disagio”. Anche perché moltissimi precari sono tra quei “bravi insegnanti che amano il loro lavoro sottostimato, sottopagato, sottovalutato” di cui ha scritto un’insegnante al Corriere, senza cui la scuola pubblica sarebbe fallita da decenni.

(via Il Post)

5 commenti a “Occhialini e supponenza”

  1. andrea dolci dice:

    Ferrara fa una annotazione talmente evidente da essere imbarazzante per la gelmini.
    C’e’ un pero’. Che senso ha continuare a “stabilizzare” frotte di personale se non si avvia prima un sistema serio ed affidabile che permetta di valutare periodicamente il lavoro degli insegnanti ?
    Anzi, per dirla tutta, per partire bene dovremmo superare la vulgata per cui la nostra e’ una scuola di eccellenza visto che gli assessment internazionali dicono che si tratta invece di una scuola mediamente mediocre.

  2. L1 dice:

    scusate, ho una botta di terribile qualunquismo. aiutatemi a uscirne fuori.
    il nostro paese sta mantenendo truppe in guerra in un paese del quale verosimilmente ci interessano solo le risorse. e’ possibile immaginare un mondo nel quale RITIRIAMO STE CAZZO DI TRUPPE e usiamo quei soldi (un’enormita’) per la scuola?

  3. Carolus dice:

    E poi Ignazio come fa a giocare coi soldatini?

  4. unit dice:

    secondo me buona parte delle opinioni assurde sulla scuola che si sentono in giro dipendono dal fatto che solo una percentuale minoritaria di chi ne parla l’ha vissuta in tempi recenti, tipo gli anni ’90. Non ho mai più visto un ambiente professionale così degradato dopo il liceo (e sì che ne ho viste parecchie, anche in altri contesti statali e parastatali), con percentuali assurde di insegnanti con visibili e importanti problemi (anche personali: in che ambiente si permette ai dipendenti di venire sul luogo di lavoro puzzando, ad esempio? E nessuno ci può fare nulla). Non è un problema di più soldi, il fatto è che la scuola è da decenni una camera di compensazione sociale, per ragioni politiche che non sono in grado di valutare. Più soldi in questa situazione porterebbero solo a più assunti, perchè è a quello che serve la scuola adesso. Bisognerebbe smetterla di dare importanza ai sindacalisti della scuola, sbattere in mezzo alla strada un tre quarti abbondante degli insegnanti attuali (e sono generoso) e assumerne un altro quarto, con selezioni di merito. Ovviamente questo non è possibile, ma regolarizzare una mandria di di gente che non si capisce perchè non possa fare un altro lavoro al posto di fare da precario per vent’anni (o meglio si capisce benissimo, ed è un segreto di pulcinella) serve solo a spingere la scuola italiana più avanti in questa spirale in cui è stata infilata decenni fa.

  5. Carlo M dice:

    l’annotazione di ferrara non mi pare così evidente.
    ancora oggi, l’idea che “il posto fisso dovrebbe essere assegnato per concorso o selezione diretta (meglio) e non per anzianità di precariato” non è che sia così condivisa nel sindacato e nella sinistra italiana.