Splendido post di Sergio su molte delle cose che non vanno a Facebook.

Facebook non ha memoria. Non ha il valore della memoria, l’interesse di conservarla e valorizzarla. Puoi scorrere e scorrere e scorrere i contenuti di una bacheca, ma il contenitore è fatto sostanzialmente per il qui e ora. Premia e valorizza in modo eccellente la socialità d’istinto, scoraggia la conoscenza profonda. Se vuoi ritrovare un contenuto di qualche settimana o mese prima non hai che da scorrere per ore, nessuna scorciatoia ti assiste. Lo stesso motore di ricerca interno è più focalizzato sul reperimento di persone, piuttosto che di contenuti, e ha ampie zone di ombra che non sembrano nemmeno indicizzate). Questo è interessante, perché al contrario delle forme di socialità digitale preesistenti (nei blog, ma anche in molti social network ancora popolari) sulla memoria si fondano, per esempio, l’identità e la reputazione. Facebook favorisce come nessuna comunità web in precedenza l’uso del nome e cognome, ma non la costruzione di una storia pubblica e condivisa dei suoi utenti.

18 commenti a “I difetti di Facebook”

  1. RallyJoe dice:

    Lo stesso motore di ricerca interno è più focalizzato sul reperimento di persone, piuttosto che di contenuti
    Non per nulla si chiama FACEbook. Secondo me sergio ha disegnato FB come vorrebbe che fosse. Ma purtroppo, o per fortuna, è un’altra cosa.

    Voglio dire: per i contenuti in internet c’è altro. Anche se devo dire che come indice dei contenuti FB, per quanto mi riguarda, si rivela spesso utile. Poi chiaro che se trovo un link interessante me lo segno e non sto a dire: “ritorno qua la prossima volta”.

  2. Marco G. dice:

    credo che sia una considerazione ovvia. FB non è nato con lo scopo dei blog né credo che qualcuno lo usi in tal senso.
    Se qualcuno vi si iscrive è perché vuole rimanere in contatto con determinate persone, magari trovarne di nuove, condividere foto/video, e può in certi casi sostituire i blog che facevano questo (vedi il fenomeno della morte improvvisa di molti blog).
    Secondo me sbagli individuando quanto scritto nel post come “cose che non vanno”, nel senso che è nell’essenza del sito NON essere predisposto alla memoria.
    D’altra parte, non lo chiamano Social Network?

  3. Facebook Blog on: massimo mantellini: I difetti di Facebook | Social Networking & Digital Collaboration news, tips, guides... dice:

    […] See the article here: Facebook Blog on: massimo mantellini: I difetti di Facebook […]

  4. Luca V. dice:

    Qualche tempo fa pubblicai sul mio blog il post che spero troviate utile alla discussione:

    “Io non sono facebook”.

    Molto spesso la vendita di un prodotto non è legata ad un reale interesse del consumatore ma ad astute mosse commerciali che realizzano quest’interesse in cui è il prodotto stesso che genera “l’esigenza” d’acquisto.

    Mi spiego. A quanti di voi prima di qualche settimana fa interessava acquistare un decoder digitale terrestre o un nuovo modello di iPod ? Il fatto stesso però che nel primo caso saremo presto o tardi obbligati a comprarlo per godere ancora del rubicondo viso o culo (fate voi) di qualche personaggio TV e nel secondo perché un iPod ancora più leggero è sempre meglio ecco allora che il prodotto stesso genera l’esigenza e ne giustifica il suo acquisto.

    Uno dei fenomeni più appariscenti di quest’ultimo periodo su Internet è Facebook.

    Che cos’è Facebook ? Beh, si potrebbe dire che è un’enorme bacheca pubblica in cui il nostro passato e presente ci fanno interagire con persone appartenute al nostro passato (ad esempio vecchi compagni di scuola) e a quelle che conosciamo o conosceremo. Ecco quindi che possiamo pubblicare foto, frasi che descrivono il nostro stato d’animo in tempo reale (WOW), quiz, sondaggi e tutto quanto ruota intorno alla nostra vita e che (speriamo) interessi gli altri.

    Al di la dell’aspetto sociologico della questione o della riservatezza delle nostre informazioni è impressionante come questo fenomeno coinvolga praticamente (quasi) tutti coloro che hanno una connessione ad internet. Siamo tutti guardoni? Ci piace sputtanarci in giro con improbabili foto scattate da un telefonino o far sapere a tutti che oggi è proprio una giornataccia ? La risposta è (almeno inizialmente) SI.

    Perché in cambio riceveremo le emozioni ed i pensieri (più o meno artefatti, più o meno inutili) degli altri.

    Anch’io come molti di voi sono stato “contagiato” da questa formula ma ora, dopo nemmeno un mese, mi chiedo: veramente mi interessa sapere che aspetto ha oggi un compagno delle elementari o che pensa di me un tizio amico di un mio amico ? Penso veramente che la gente si interessi di più a me su internet quando nella vita reale magari mi saluta a stento ?

    Ma soprattutto : queste persone che cavolo vogliono?
    Qual’è il vero valore dell’amicizia in tutto questo?

    Un forte dubbio che ha cominciato ad insinuarsi in me sulla validità dello strumento Facebook, è stata la costante presenza di due elementi: il sesso e la politica.

    Sono tantissimi gli annunci a sfondo sessuale presenti (alcuni anche molto volgari) e tantissimi i politici che in maniera altrettanto subdola e invadente usano questo mezzo come propaganda di sputtanamento nei confronti degli avversari (ormai fanno così, si preferisce distruggere il lavoro degli altri che proporre cose nuove) facendo scrivere a giovani scribacchini, da loro sottopagati, il tecno-politico-pensiero del momento intercalato con la realtà locale dei propri “amici” di lista.

    Io penso che le conversazioni necessitino di argomenti.

    La conclusione a cui sono giunto è che Facebook è la patria del nulla, del vuoto di idee più assoluto, di migliaia di messaggi inutili ed insulsi che su Facebook acquistano un mistico valore estetico perché magari le ha scritte quel bel faccino di Sara o quel politico che è “fa importante” che sia nella nostra lista amici.

    Facebook è una scatola vuota incartata benissimo, con carta coloratissima e fiocchi a volontà, ma rimane pur sempre una scatola vuota.

    Facebook è lo sguardo perso quando pensiamo al futuro (anche semplicemente a domani), e al desiderio di aggrapparsi ad un certo passato mentre scriviamo puttanate nel presente.

    Ma in fondo basta un pollice alzato, magari anche senza commenti. Il nostro avatar si accontenta di poco o di nulla.

    Buonanotte e buona fortuna,
    IPK

  5. Facebook Login » I difetti di Facebook – manteblog dice:

    […] i contenuti di una bacheca, ma il contenitore è fatto sostanzialmente per il qui e ora. … Leggi l`intero post » Post a Comment […]

  6. ArgiaSbolenfi dice:

    A voi sembra una cosa utile e normale che su fb ci si possa presentare con una sola “maschera” (quella definita dal nome e cognome), mentre nella vita reale di solito se ne indossano diverse (per il capo, per la moglie, per i compagni di merende, per i colleghi stronzi, per i clienti..)?

  7. CSOE dice:

    E’ un pregio : è più simile alla vita reale, esiste l’oblio, le sciocchezze si scordano.

    E poi potrà sempre chiedere di essere pagato per fornire l’history totale, sarebbe un bel business.

  8. Massimo dice:

    @Argia: non è, più in generale, il web in sé che sta facendo cadere questa “pluralità di maschere”? Per me, è un bene.

  9. ArgiaSbolenfi dice:

    @Massimo: cosa ti fa pensare che stia succedendo anche nella vita reale? L’uso di Facebook starebbe trasformando gli individui in persone tolleranti, trasparenti e senza pregiudizi? Non credo proprio..

  10. Camillo Miller dice:

    Una considerazione interessante, anche se dire che questo è ciò che non va in Facebook non è corretto, perché si cade nel solito errore di voler dare un ruolo di educazione delle masse ad un prodotto di consumo di massa. Facebook è com’è, ne discuti, lo usi, non lo usi, fai attenzione alla privacy, denunci le boiate che fanno a livello di privacy, ma sulla base di quel che è, ovvero uno strumento più vicino al popolo di messenger che a quello dei blog (se è mai esistito qualcosa come il popolo dei blog).
    Da quel punto di vista Facebook funziona subito e per tutti, anche per l’ignorante che non sa nemmeno accendere il computer, e funziona in superficie, senza approfondimento di sorta. Ed effettivamente questo è uno dei motivi per cui credo che definire un movimento di protesta giovane e di rinnovamento infilandoci Facebook di mezzo sia un errore culturale bello grosso, ma anche lì, come sottovalutare le capacità aggregative di uno strumento a memoria breve che però nell’organizzazione di eventi et similia non ha e non può avere rivali?

  11. Massimo dice:

    @Argia: non nella vita reale. Sul web in generale, dico.

  12. Andrea Privitera dice:

    Sono d’accordo con Marco G: il post di Sergio Maistrello è molto interessante, ma il suo primo punto – quello che viene citato anche in questo post – a me non sembra un difetto. Semplicemente l’archivistica non è lo scopo di Facebook, ma se è per questo non lo è neanche di Twitter. Anzi, nel caso di Twitter si è spesso plaudito al fatto che finalmente le discussioni di massa su internet potevano avvenire con maggiore rapidità temporale, rasentando quasi la contemporaneità. Non capisco perché questa possibilità del “qui e ora” diventerebbe un difetto con Facebook.

  13. massimo mantellini dice:

    Personalmente se devo scegliere fra una grande memoria e una grande velocità preferisco la prima, anche se non capisco perché mai in un caso come quello dei SN mi si costringa a scegliere

  14. Carlo M dice:

    perché i SN sono in larghissima parte fatti da giovani che comunicano fra loro, e i giovani hanno scarso interesse per la memoria, pensano al presente e raramente si voltano indietro.

  15. Andrea Privitera dice:

    Ma io non la vedo come una scelta di campo tra piattaforme, visto che memoria e velocità sono due qualità irrinunciabili su internet. Piuttosto penso si tratti della possibilità di scegliere lo strumento più adatto all’occasione. Per commentare X-Factor o una partita di calcio in genere non si scrive sul blog, ma su Friendfeed o Twitter. Tutto qua.

  16. Ogni Annuncio dice:

    In teoria esistono degli spazi su facebook per pubblicare pagine (in stile blog), ma nessuno le utilizza, se non per spammare o per pubblicare stupidaggini. Spesso sono gli utenti a dettare allo strumento una “linea di condotta”, in questo caso facebook riflette il modo di fare dei giovani d’oggi, sono loro a volerlo così e ad utilizzarlo in questo modo.

  17. PreparazioneLacca dice:

    Mantellini
    nessuno ti costringe. E nessuno costringe a usare fb.

    Il fatto è che Sergio e Mante vorrebbero fb come lo vogliono loro. Ma FB è diverso da come lo pensano proprio perché è FB. punto.

    Volete un SN come volete voi? Fatelo. Altrimenti o si usano o non si usano.

    FB non sarà mai come lo immaginate. E secondo me per fortuna.

  18. Jem dice:

    E’ vero, Facebook non conserva tracce ne’ memoria.
    Ho dovuto fare i conti con questa “falla” (se tale la vogliamo considerare) quando ho avuto bisogno, per la mia tesi di laurea, di scartabellare la bacheca di un gruppo perché mi servivano i post relativi ad un certo periodo.
    Ebbene, è stata un’impresa.
    La possibilità di accedere ai contenuti tramite archivio non sarebbe un’idea malvagia!