I navigatori satellitari sono una perfetta metafora della tecnologia. Affascinano: tirano fili invisibili che uniscono pezzi di ferro in orbita sopra le nostre teste e ci scovano a terra con la precisione di un cecchino. Sanno un sacco di cose, conoscono viuzze sperdute in Lapponia, sono pieni di certezze. Ieri per esempio il GPS dell’auto a noleggio che stiamo utilizzando in questi giorni in Scozia (un Garmin di ultima generazione) ha trasformato le sue troppe certezze in un perfetto racconto della fragilità della tecnologia. Ci ha portato a zonzo per le highlands mostrandoci luoghi bellissimi (la casualità applicata alla tecnologia) poi, nel tentativo di condurci al luogo di destinazione (la bellissima cattedrale di Dunkeld nel Perthshire), voleva convincerci a percorrere una strada privata (chiusa da un cancello e riservata ai residenti) in cima all’altopiano. Abbiamo gentilmente declinato e siamo arrivati a Dunkeld con mezzi di fortuna (leggi i rari cartelli stradali della zona). Abbiamo lasciato il navigatore acceso, quasi per divertimento, immaginando un suo crescente risentimento nei confronti delle nostre traiettorie (sarebbe bello che i navigatori ad un certo punto si stizzissero) e lui, anche alle porte del paese, a destinazione ormai raggiunta, ha continuato a suggerirci di fare inversione ad U per raggiungere quella strada sterrata a dieci miglia di distanza. Prima di entrare nella cattedrale Alessandra è entrata nel negozietto del paese. “Dove vai? – le ho chiesto. “Aspettatemi qui, compro una carta stradale della Scozia e torno”.

28 commenti a “La tecnologia è un GPS”

  1. Alex dice:

    Il protagonista di Caos Calmo in macchina con la figlia si divertiva a “provocare” il navigatore dell’Audi.

  2. Chiara dice:

    Beh in centro a Edinburgo il navigatore cerca continuamente di farmi svoltare dal North Bridge sulla strada sotto… 10 metri sotto… e viceversa.

  3. roberto dadda dice:

    Gli errori sono in verità casi rarissimi quasi trascurabili, il tentativo di farti saltare giù da un cavalcavia abbastanza comune ed è dovuto alla scarsissima precisione che ha il gps nel calcolare la altezza: se imposti sausalito e prendi il golden gate molti navigatori alla fine del ponte ti chiedono di girare a destra perché effettivamente stai incrociando la strada giusta, peccato sia venti metri più in basso!

    E’ strano che un navigatore dell’ultima generazione non abbia un comando che lo informa che davanti a te c’è un ostacolo che chiude la strada e non ricalcoli il percorso alternativo, lo fanno tutto da anni…

    bob

    PS se non vuoi usare il navigatore hai comunque tutte le cartine possibili e immaginabili nel navigatore stesso.

  4. S. dice:

    Mica c’è bisogno della Scozia.

    Un paio d’anni fa volendo venire a vedere il presepe nella vena del gesso di Predappio il navigatore non mi ha fatto risalire il fondovalle da Forlì come ragionevole. No, mi ha fatto andare su da Faenza ed attraversare tre vallate, una mia amica che era sull’auto dietro ha avuto tempo di dire tre rosari nel timore che prima o poi qualcuno avrebbe sbagliato una delle innumerevoli curve presenti.

    Però vuoi mettere i panorami che il navigatore ti fa trovare?

  5. p dice:

    Può succedere anche questo (notizia di un anno fa, la ricordo perché ero in vacanza in California):

    11-Year-Old Boy Dies After Mom Says GPS Left Them Stranded in Death Valley
    http://www.foxnews.com/story/0,2933,538323,00.html

  6. marco dice:

    Perdersi nelle highlands in effetti e’ bellissimo,
    kilometri senza incontrare anima viva, se non qualche mucca dal pelo lungo; ringrazia il navigatore :)

  7. Camillo dice:

    Ma quella era la tenuta del signor Garmin… vi avrebbe fatto passare senza problemi.

  8. Marco Rossi dice:

    La tecnologia è un ausilio, non qualcosa dalla quale dobbiamo dipendere e sulla quale riporre fiducia assoluta. Bisogna lasciar spazio sempre all’istinto e all’intelligenza umana, difficilmente riproducibile (almeno per ora..) Ps tornando terra terra, a volte alcuni navigatori possiedono il pulsante “Deviazione” che propongono altre rotte.

  9. Rocco Rattazzi dice:

    @Alex
    scena esilarante (ma era un BMW)

    @Roberto Dadda
    tutto lapalissiano, ma osservare che nel navigatore ci sono tutte le mappe possibili e immaginabili è abbastanza inutile: mai provato a far scorrere la mappa stradale di una provincia nella “comodità” di un display da 4 pollici, evidentemente…

  10. Sascha dice:

    Non so guidare e tutto sommato mi farebbe piacere l’idea di una macchina che si guida da se’ e che, collegata a tutte le altre macchine, permette al traffico di scorrere fluido e sicuro portandomi a destinazione senza sforzo mentre io ho tutti il tempo di cazzeggiare sul social network alla moda del momento o magari di ‘informarmi’, ovviamente gratis.
    Però si tratterebbe dell’ennesima perdita di capacità umane devolute ad un sistema intelligente.
    L’idea di un futuro di gente come me, che non sa fare niente con le mani, mi terrorizza.

  11. Tambu dice:

    è che la tecnologia di norma richiede un minimo di lettura del manuale :D
    tipo la funzione “evita questo luogo con un raggio di x km” e così la seconda strada sarebbe stata quella buona ;)

  12. Larry dice:

    È proprio vero, i navigatori sono una perfetta metafora della tecnologia: crediamo che la semplificazione che portano nella nostra vita possa e debba essere totalmente priva di costi, e che non sia nemmeno necessario perdere mezz’ora per leggere il manuale di istruzioni.
    D’altronde conosco gente che si lamenta del fatto che tenendo il cellulare in tasca esso componga numeri a caso.

  13. FabC dice:

    A me è successo lo stesso intorno ad Agnone (IS).
    Il navigatore doveva per forza indirizzarci su una carrareccia che risaliva a perpendicolo una collina per salire a Pietrabbondante.

  14. Luca dice:

    Il TomTom sta al Garmin come Apple sta a Microsoft.

  15. DB dice:

    Il navigatore conduce l’utente su un certo itinerario in base ai dati indicati nella mappa. Se utilizza una mappa che contiene informazioni imprecise (magari una mulattiera larga un metro, percorribile solo a piedi, viene indicata come una strada transitabile dalle auto) c’è il rischio di ottenere un itinerario errato.

    In effetti il navigatore dell’ultima generazione generalmente permette la registrazione di un ostacolo da evitare, con conseguente ricalcolo del percorso, come ha scritto Roberto Dadda. Però temo anch’io un problema di usabilità nell’utilizzare “tutte le cartine possibili e immaginabili nel navigatore” senza usare la funzione di navigazione.

  16. p dice:

    Ma è così necessario usare un navigatore?

  17. Giancarlo dice:

    @P : necessario? no è solamente utile.

  18. p dice:

    Amo la tecnologia, e ho pure un gps per il trekking quindi nessun pregiudizio.

    Ma usare il navigatore per me rende più stupidi, e non mi riferisco al caso della donna persa nella death valley che ho linkato prima. Ho viaggiato in tutto il mondo, anche in auto senza mai averne bisogno, neanche per cinque minuti. E’ un’utilità superflua.

    L’unico luogo dove l’ho trovato assolutamente indispensabile è in quel labirinto metropolitano che è Los Angeles.

  19. giuse.d dice:

    Seguire ciecamente il gps, in effetti, fà quasi sempre percorrere la strada più lunga.

  20. Web Keywords dice:

    E’ successa una cosa simile anche a me, un paio di volte, qui in Italia, un 5 anni fa. Questo non toglie l’utilità del gps, anzi spesso ti può salvare ore di ricerca, bisogna ammetterlo :)

  21. Giancarlo dice:

    Il gps rende più stupidi? probabilmente si. Come le calcolatrici e i computer rendono meno capaci di fare i conti a mano, come l’avvento della stampa ha reso incapaci di capolavori come quelli gli amanuensi, come i caterpillar hanno fatto praticamente scomparire quei nerboruti picconatori (Mio padre è ancora uno di quelli che di fronte a uno scavo per riflesso condizionato pensa subito al piccone e alla pala e bisogna metterci del bello e del buono per convincerlo che forse non è il caso). Io stesso non sono quasi più capace di scrivere a mano, o meglio quando scrivo a mano mi vergogno della mia calligrafia. Però non mi sento più stupido ad utilizzare una email, e ultimamente a parte pochi casi folkloristici che mi sono capitati, tipo trovarmi in una strada piena di buche quando a 100 metri c’era la tangenziale, il Gps mi ha risparmiato un sacco richieste di spiegazioni e cartine spiegazzate che poi non per ripiegarle nel senso giusto perdi un sacco di tempo. La tecnologia non ci rende più stupidi, ci fa perdere certe capacità a vantaggio di utilità difficilmente contestabili.

  22. p dice:

    La capacità di orientarsi, di leggere una cartina, di chiedere – e capire – un’informazione, magari in una lingua straniera, non è paragonabile con l’email o con la scrittura al computer che sono due modi diversi di fare la stessa cosa che si faceva in passato.

    Utile, senza dubbio, comunque.

    E in ogni modo, viaggiando (ed è da questo che eravamo partiti), è anche bello perdersi o cercare la strada giusta, e non perché il navigatore ti ha spedito lungo una mulattiera senza uscita.

  23. David dice:

    L’unico posto dove mi è veramente indispensabile il tom tom è il centro di milano :)

  24. Enrico (bis) dice:

    una delle poche virtù che possiedo è un ottimo senso dell’orientamento, sia a piedi che in auto: difficilmente mi perdo.
    Trovo invece molto utile il gps per la segnalazione degli auto velox, specialmente all’estero, soprattutto quelli fissi che se solo sfori di 5 km/h son mazzate…

  25. Sascha dice:

    La tecnologia non ci rende più stupidi, solo più inetti: ci fa perdere certe capacità a vantaggio di utilità difficilmente contestabili e a noi estranee. Un tempo si perdevano abilità ma ne guadagnavano altre, ora non più (dimostrazione: persino io, che non so fare nulla, sono qui).

  26. Manuela dice:

    Quando viaggio ho sempre in auto anche una cartina geografica, perché anche al gps può capitare di “piantarsi” e allora sono guai. Ma a parte qualche inconveniente, il navigatore è preziosissimo soprattutto per circolare in città, quando magari guidi da solo e consultare la piantina nel traffico diventa complicato.

  27. Giorgio Zarrelli dice:

    Massimo, non è questione di fallacia della tecnologia, sei tu ad avere imparato solo le funzioni di base o, meglio, ad essere stato talmente pigro da non avere girato per i menù del Gps fino ad arrivare alla funzione che consente di evitare un ostacolo e calcolare un percorso alternativo. Mi sai invecchiando

  28. massimo mantellini dice:

    @giorgio zarrelli, quindi sostieni che la strada sia quella di girare tutti i menu del GPS? (in ogni caso sto invecchiando si’)