Qualche giorno fa Peter Gomez ha scritto che le visite al sito web de Il Fatto Quotidiano, ad un mese dalla sua tribolata apertura, vanno molto bene (160.000 visitatori unici al giorno e un milione di pagine viste). Dice che alcune cose ancora non funzionano e che in ogni caso sarà necessario stipendiare nuove collaborazioni. Poi Gomez si avviluppa un po’ fra finanziamenti dei lettori e introiti derivanti dalla pubblicità (dice che all’inizio questi ultimi “saranno bassi” e con numeri del genere boh) ed è un peccato che le idee siano cosi’ confuse (compreso il pippone sul lettore che decide come si fa il giornale) visto che forse Il Fatto potrebbe essere uno dei pochi esperimenti italiani sul web nel quali il finanziamento attivo dei lettori (via paypal o quel che volete) avrebbe qualche chance di funzionare.

4 commenti a “Finanziamenti pubblici”

  1. Massimo dice:

    >Ma la piattaforma blog de ilfattoquotidiano.it da cui sceglieremo i post più interessanti da pubblicare nelle nostre pagine non esiste ancora.

    a dire il vero, non si capisce neanche che cosa dovrebbe essere…

    >se solo la metà dei lettori versassero tramite PayPal o carta di credito uno o due euro al mese

    ah, “solo” il 50% che vi dà dei soldi. Ma in che mondo vive?

  2. Carlo Reggiani dice:

    “Una cosa però, anzi molte cose, ancora mancano. Non siamo riusciti ad aprire il sito alla Rete quanto avremmo voluto.”

    Non penso sia solo una frase ad effetto; credo che davvero nella testa di Gomez, Travaglio e Padellaro ci sia una idea, che non riesce ancora a vedersi concretizzata completamente nel blog appena lanciato. E che Gomez magari non riesce neanche bene a descrivere (condivido le tue osservazioni sul “pippone”, @Massimo).

    Dopo tanto parlare su come il web puo’ far evolvere/uccidere la carta stampata (e per una volta non stiamo parlando di iPad!), finalmente qualcosa da osservare da vicino e da partecipare attivamente, anche con un euro al mese via PayPal.

  3. ste dice:

    In Germania molti siti/blog cominciano di usare flattr. Qui non ho letto mai neanche la parola, fino adesso, e un bottone flattr è molto più comodo di paypal ecc

  4. Massimo dice:

    concordo. Ma in Italia sei già avanti se conosci PayPal…