Questa sera su questo blog dalle 21.30 liveblogging dell’incontro Saviano-Vargas Llosa. State tonni

Ore 18.40

Avevo deciso di bloggare solo stasera per Saviano ma sono dieci minuti che Niccolo’ Ammaniti mi sta facendo piangere dal ridere e ho cambiato idea. Prima ha raccontato del suo primo contratto editoriale fra una stampante rotta di Theoria e 30 milioni di lire di Mondadori. Poi ha raccontato di come lui e sua sorella hanno scoperto che mestiere faceva suo padre.

I miei personaggi sono sempre gli stessi personaggi dentro scarpe diverse.

Ho cominciato a scrivere perche’ la mia vita non mi interessava.

(Confermo: Ammaniti e’ un grande)

…………..

Ore 21.20

Preparativi per Saviano, c’e’ un po’ di confusione legata ai posti nelle prime file che dovrebbero essere liberati.

Ore 21.35

Standing ovation della piazza intera all’ingresso di Roberto ( un signore dietro di me commenta “questo applauso lo dedichiamo ad Emilio Fede”.

Comincia Vargas Llosa dicendo che con Saviano ha scoperto una grande funzione sociale della letteratura.

Come ha cambiato il mondo Tolstoj? Quali sono le intenzioni politiche degli scrittori? ( R.S.)

Il mio lettore ha cambiato non solo il mio destino ma anche le mie storie. Questa e’ la pericolosità’ della letteratura, le rende di tutti, universale. La letteratura fa paura al potere, sempre.

(si sente, fortissima, l’empatia della piazza per lo scrittore)

La letteratura e’ fuego ( citano Llosa).

Non e’ un caso che tutti i regimi hanno come prima preoccupazione censurare la parola scritta. La letteratura inutile crea insoddisfazione. (m.v.l)

(il traduttore prende qualche stecca )

(intorno al palco conto 7 guardie del corpo)

Llosa dice che quando leggeva Gomorra di Saviano era a Napoli a fare il turista e mentre tutto gli sembrava bello improvvisamente e’ come se ne avesse improvvisamente visto gli intestini. Napoli per lui non sara’ mai piu’ la stessa.

Saviano: come e’ possibile che gli scrittori impauriscano i regimi? L’immortalita’ del libro nasce quando le parole che contiene passano di bocca in bocca. Gli scrittori che hanno raccontato i regimi non sono degli eroi, sono dei giusti.

Si pensa sempre che nel mondo della ipercomunicazione la singola parola non sia poi così importante. Ma non e’ cosi’. Saviano parla a lungo di Anna Politkovskaja, con ammirazione. Lei racconta delle bottiglie d’acqua negate ai bambini prigionieri del guerriglieri ceceni che sono diventate come fiori sulle tombe dei bambini.

La grandezza di Saviano, osserva Alessandra, e’ che parla di altri scrittori e non di se stesso.

La libertà di espressione va difesa a tutti i costi (interrotto da un lunghissimo applauso mentre dice che questi scrittori russi cubani e africani si riferivano alle democrazie e non e’ pensabile che le democrazie non lo considerino e non tengano in buon conto la libertà’ di espressione).

Llosa: la letteratura ci fa vivere molte vite. Tutte assieme. E questo desiderio ci fa capire quanto piccoli siamo. In questo la letteratura ci fa capire i nostri limiti e contemporaneamente li esaudisce.

Saviano: sono da più parti accusato di aver insultato il mio paese. (applausissimo). Un sentimento diffuso, credere che chi da l’allarme sia il responsabile dell’incendio. E dopo Berlusconi lo stesso concetto e’ stato mille volte declinato. Questo e’ soltanto un invito all’OMERTA’.

L’ omertà oggi e’ non voler sapere e non voler conoscere. E’ molto difficile sentire le stesse accuse dei camorristi ripetute dai direttori di telegiornali.

Continuero’ a parlare a tutti. La legalità’ viene prima di ogni divisione politica. Si parla di me e non delle cose che racconto e questo e’ pericoloso.

Raccontare e’ uno strumento di tutti. Cita Borges, chiunque baci una donna sta baciando Eva.

Per me scrivere e’ amare il mio paese e continuero’ a farlo per raccontare al mondo che siamo il paese di Falcone e non quello di Riina.

Vargas Llosa tranquillizza Saviano dicendo che l’accusa di tradire il proprio paese lo inserisce nel novero dei piu’ grandi scrittori (cita Flaubert e Joyce).

(Guardo la gente che sorride)

Ultima domanda: la responsabilità’ dello scrittore?

Llosa: scrivere in maniera rigorosa ed autentica.

(la parola spagnola “fracasso” e’ meravigliosa)

Saviano: parla di Danilo Dolci. Era scomodo a tutti. Organizzava manifestazioni lavorando ( lo sciopero era lavorare visto che al sud non c’era lavoro, si faceva prestare materiale e lavoravano). Cita una sua poesia: ciascuno cresce solo se sognato.

14 commenti a “Programma della serata”

  1. Alberto dice:

    Dopo Brosio, cosa vuoi che dicano ‘sti due qua…

  2. Roberto Moroni dice:

    Niccolò Ammaniti è semplicemente il miglior scrittore italiano, punto e basta.

    (Ed è anche l’unico – pensateci – in grado di mettere d’accordo il pubblico e la critica).

  3. mORA dice:

    Tralasciando il fatto che non so chi sia Ammaniti, ma che mestiere faceva il padre?

  4. Pinellus dice:

    Ammaniti è lo scrittore che regalo quando voglio invogliare alla lettura qualche amico o parente…98% delle volte ci riesco in pieno.

  5. mORA dice:

    Magari provo.

    Titolo consigliato?!

  6. raxi dice:

    Molto bello questo tuo rendiconto Mante.

    r

  7. Roberto Moroni dice:

    Il miglior Ammaniti sta in “Ti prendo e ti porto via”.

  8. Giulietta dice:

    fracaso è meglio …

  9. Andrea dice:

    E questo sarebbe un live blogging? Pessimo.

  10. Andre dice:

    Ammaniti è lo scrittore più sopravvalutato della storia

    (un altro Andrea)

  11. bonilli dice:

    E’ vero che la bellezza dei blog è che sono aperti ma come si fa a leggere che Ammaniti è il più grande scrittore italiano e due righe più sotto che è lo scrittore più sopravvalutato della storia?

  12. Skeight dice:

    Se posso correggere Alessandra, non è che Saviano parla di altri scrittori e non di se stesso: Saviano parla degli altri scrittori per parlare di se stesso (e non lo dico con tono dispregiativo, è proprio il suo tratto di sempre, usare l’esperienza letteraria come filtro per raccontare gli eventi, che siano di Napoli o suoi).

  13. Daniele Minotti dice:

    @bonilli
    Quello si chiama art. 21 Cost., non blogosfera :-)
    P.S.: Carino, però, che le due cose vangano confuse.

  14. Andre dice:

    @bonilli: hai ragione, prenditela con quelli del “ammaniti genio della letteratura”