Una delle ipotesi possibili di aggiramento della odiosa normativa che il governo sta organizzando sulle intercettazioni e’ quella che gli editori aprano anonimi siti web informatvi all’estero nei quali pubblicare le informazioni che la nuova norma censura in Italia per poi riprendere la notizia come se fosse stata pubblicata da altri. Poi dice che Internet non serve.

10 commenti a “L’Eco del Burundi dixit”

  1. hronir dice:

    Sbaglio o ci sono due punti in questione: primo, le “punizioni” contro chi pubblica le intercettazioni, e, secondo, la possibilità stessa di poter procedere alle intercettazioni? Non si stanno muovendo anche sul secondo punto? E in tal caso, aggirare il primo non diventa assolutamente intuile?

    e.g.
    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/05/29/stessi-doveri-ma-meno-diritti/

  2. andrea dolci dice:

    Quest alegge e’ una vergona per come limita le intercettazioni.
    Aspetto ancora invece che qualcuno mi spieghi dove stia la vergogna relativa al fantomatico bavaglio alla stampa visto che gia’ oggi gli atti sono (sarebbero) coperti da segreto istruttorio fino all’udienza preliminare.

  3. andrea dolci dice:

    @hronir: non dovrebbe suonare strano che l’intera informazione si sia sollevata per difendere il diritto al gossip a mezzo stampa mentre non abbia nulla di ridire su come verranno castrate le potenzialita’ investigative e di contrasto al crimine ?
    Perche’ il bello e’ che se guardiamo le intercettazioni pubblicate negli ultimi anni, il 99% riguardavano fatti penalmente irrilevanti.

  4. nicola dice:

    E’ una proposta che feci io da qualche parte.

    Creare delle redazioni estere prestanome per pubblicare, almeno via web, le notizie impossibili da pubblicare qui.

    A questo punto anche dei giornali cartacei esteri fittizi: come si vende a Milano l’Eco del Canton Ticino, che si venda anche “Le voci da fuori”, ovvero LaStampaCheNonTiPuoiPermettereInItalia.

  5. Keper dice:

    Beh è la ragione per la quale il prossimo obbiettivo sarà proprio internet. Con la scusa del copyright e della pedofilia, faremo la fine dei firewall cinesi.

    @Andrea Dolci: che la pubblicazione delle intercettazioni sia importante solo dal punto di vista giuridico, è un ottimo indice di come sia ridotto il paese. Ci sono responsabilità politiche che nulla hanno a che fare con la rilevanza giudiziaria, ma che credo che sia giusto che il Paese sappia. Soprattutto quelle relative a persone pubbliche.
    Sei invece in errore quando dici che la maggior parte sono pubblicate durante il segreto istruttorio, tutt’altro. Non mi sembra inoltre che il segreto istruttorio sia valido fino all’udienza preliminare, ma qui posso sbagliarmi.
    Manca solo che aggiungi che sono troppe (20.000 persone l’anno) e che costano troppo (all’estero hanno convenzioni che permettono di non pagarle alle telco) e raggiungi il massimo dello score!

  6. L1 dice:

    scusate, avrei una domanda ingenua per chi s’intende di diritto. approvata la legge, potra’ accedere che i dati non pubblicabili in italia siano pubblicati (ad esempio) negli stati uniti da (chesso’) il washington post? e se queste notizie – successivamente – venissero riportate dalla stampa italiana, sarebbe legale o illegale? e da ultimo: ma quanto sarebbe surreale tutto cio’? grazie a chi vorra’ rispondere.

  7. Fabrizio dice:

    Le foto della villa con le zozzone in tanga le pubblicò El Pais…

  8. Alessandro dice:

    Mi pare che si debba tornare ai tempi di Radio Londra per avere informazioni sullo stato di salute del nostro paese.
    E tra poco ri-nasceranno i partigiani…

    Aiuto.

  9. andrea dolci dice:

    @keper: vedo che anche tu continui a confondere i due problemi e per gunta preferisci ragionare per categorie manichee con il berlsucones da una parte e la gente civile dall’altra.
    Pensavo che premettendo che considero questa legge una sciagura per come limita le intercettazioni fossi indenne da accuse a casaccio, ma vedo che mi sono sbagliato.
    Sulla pubblicazione delle intercettazioni ti invito a rileggere quello che ha scritto Augusto Barbera, costituzionalista con le contropalle iscritto al PD. Anche lui sostiene che quasi tutte le pubblicazioni sono illegali perche’ antecedenti alla udienza preliminare o addirittura prelevate dai brogliacci che sono materiali non controllati e nanche messi agli atti.
    Aggiungo che molti di quelli che oggi si stracciano le vesti a partire dalla Sen. Finocchiaro, avevano gioiosamente e convintamente appoggiato il decreto mastella che era addirittura piu’ duro e restrittivo della legge in discussione.
    Poi uno come te sostiene che si deve sapere tutto di tutti incluse preferenze sessuali o tendenze religiose ? Libero di sostenerlo pero’ e’ un mondo in cui non avrei piacere di vivere.

    ciao

  10. Ciccone: “Sulle intercettazioni sono pronta a occupare le Camere”. « ilNichilista dice:

    […] Popolo Viola. I senatori dell’Italia dei Valori che occupano Palazzo Madama. E la Rete che pensa di fare ricorso a siti esteri e pubbliche letture su YouTube. La protesta contro la legge sulle […]