Un paio di giorni fa Andrea Beggi ha scritto un post molto interessante sulle nostre abitudini informative mutate dalla rete. I temi in particolare mi paiono due: quello del formato e quello dell’approvvigionamento delle informazioni. In particolare il primo mi colpisce, Andrea scrive:

Anni di browsing dei feed mi spingono a cercare la formula “dammi tutto e tutto uguale, poi decido io cosa mi interessa”. Benché possa sembrare il contrario, il “dammi tutto” è più vicino al modello delle riviste cartacee: le prendi, le apri a pagina 1, le scorri fino all’ultimo e più o meno riesci a vedere tutto quello che c’è. E se lo scopo della homepage di questi siti è quello di emulare il sommario, è un tentativo fallito, almeno per quanto mi riguarda.



Io ho al riguardo esperienze e abitudini opposte. A starmi stretto – da sempre – è il formato sequenziale dell’aggregatore (che pure uso ovviamente e che mi è indispensabile) e subito dopo mi irrita anche la piattezza di formattazione dei feed RSS. Quest’ultima è una delle ragioni per cui per esempio trovo fastidiose da leggere le note su Facebook, omogeneizzate da una grafica sempre uguale e incolore. La presentazione in formato “river of news” delle notizie unisce ai grandi vantaggi del sommario e della velocità di presentazione anche un appiattimento grafico che io- che non sono un nerd come Beggi – trovo tutto sommato superabile. Spesso, se le prime righe della notizia mi paiono interessanti, preferisco con un click andarle a leggere sulla pagina web di provenienza. Ed e’ la stessa ragione per cui trovo ragionevole che chi costruisce un modello commerciale attorno alle news offra ai propri lettori un feed non completo che rimanda alla homepage (mentre come è noto esistono fior di talebani che o il feed è completo o non lo voglio). Meglio quello, per dire della pubblicità nei feed. Sono invece d’accordissimo con Andrea sull’effetto dispersivo della pagina web per chi usa abitualmente gli aggregatori. Una pagina web di un grande quotidiano offre molte tentazioni al lettore curioso, il feed, pesato sui nostri interessi presunti, nessuna, al massimo si passa alla notizia successiva. Sulla lettura sequenziale ho poi un’altra esperienza recente da citare ed è quella su Kindle. A differenza di quanto avviene sfogliando un quotidiano di carta, la lettura di un quotidiano su Kindle obbliga, per rigidità di architettura del software, ad un passaggio su tutte le pagine del giornale. La lettura costrittiva così assortita, a differenza di quello che si potrebbe pensare, resituisce (almeno a me) insieme a qualche frustrazione anche qualcosa di positivo. In particolare migliora l’attenzione nei confronti di notizie che su carta avremmo rapidamente saltato e obbliga ad una lettura piu’ completa e tranquilla. Una architettura imposta su cui meditare: i vantaggi della lettura sequenziale (come in un aggregatore) applicata a notizie con un modesto filtro individuale (come in una pagina web). Magari è un compromesso involontario che però un po’ funziona.

2 commenti a “Sui formati di lettura”

  1. leo dice:

    Un bell’articolo collegato sotto certi aspetti a questo post: http://www.inkiostro.com/2010/04/20/il-mio-internet-e-bello-cosi/

  2. dario dp dice:

    mai provato feedly?