Sono capitato per caso su questa tabella aggiornata al 2007 sulla popolazione italiana divisa per età. Ora io non sono per nulla portato per i numeri ma la longevita’ delle donne rispetto agli uomini oltre i 70 anni mi pare molto molto maggiore di quanto avrei immaginato.

13 commenti a “Per noi butta male”

  1. piovedisabato dice:

    e invece proprio oggi guardavo questo tipo di statistiche. ne ho trovate alcune di interessanti sulla app world facts per iPhone. Ci sono una miriade di dati e vengono aggiornati ogni 2 settimane dalla CIA. Ci sono un sacco di statistiche su internet anche oltre che sulla popolazione. Aspettativa di vita in Italia: 80,20. certo sta differenza che riporti è qualcosa che fa pensare. Forse dipende anche dagli stili di vita differenti maschi femmine.

  2. Daniele Minotti dice:

    Sgrat, sgrat… son stordito io (possibilissimo) oppure mancano, ad esempio, i titoli delle colonne?

    @piove
    Eccheppizza… ragioni tutto Apple-oriented… ;-)

  3. piovedisabato dice:

    ma noooooo eheh lo sapevo che arrivavi :) è solo che proprio oggi ho installato quell’app con tutte queste statistiche e ce ne sono di così simili. era solo per info. ci sarà anche per altre piattaforme. la prossima volta scriverò “cel” eheh hai ragione anche tu :)

  4. Pierluigi dice:

    le donne sono piu emozionalmente stabili, piu flessibili nel lavoro, hanno piu cura del proprio corpo e si danno meno ad eccessi (alcool, sigarette, droghe varie), e poi si isolano meno, hanno una rete sociale piu’ estesa degli uomini.
    Poi anche biologicamente l’uomo e’ stato programmato come guerriero e cacciatore, la donna come educatrice raccoglitrice e infermiera (questo a grandi linee)…. le funzioni maschili primarie richiedono prestanza fisica, per cui e’ normale che dopo una certa eta’ la natura ci elimini. Poi l’industrializzazione ha cambiato tante cose, ma io parlo per i vari milioni di anni che siamo stati su questo pianeta.

  5. Matteo dice:

    si daniele, anche io ho avuto lo stesso dubbio :) ma poi se clicchi sul link capisci che cosa vogliono dire le colonne !

  6. MacRaiser dice:

    Queste sono sciocchezze che la tv prima e l’iPhone adesso, continuano a ripetere da 30 anni almeno. Voi leggete l’indice di longevita’ riferito solo alle fasce d’eta’ piu’ alte. Ma mica muoiono solo i vecchi, no? Guardate non le percentuali, ma i numeri assoluti. Leggete cioe’ -l’indice di sopravvivenza- Scoprirete che le femmine muoiono piu’ dei maschi nelle fasce d’eta’ comprese tra la nascita e i 39 anni, mentre i maschi muoiono in misura maggiore tra i 50 e i 100 anni. Cosa e’ meglio: morire da giovani o da vecchi?

  7. frap1964 dice:

    In effetti è curioso come la longevità femminile, passati gli 80 raddoppi, passati i 90 triplichi, passati i 100 quadruplichi.

    Secondo Wikipedia:

    Il rapporto tra maschi e femmine nelle varie fasce d’età cambia fin dal concepimento: nella popolazione adulta sono presenti più donne che uomini e nei paesi maggiormente sviluppati le donne vivono circa cinque anni più a lungo degli uomini. Al contrario nei paesi più arretrati l’età media femminile è più o meno vicina a (in alcuni casi inferiore) quella maschile in ragione di una non adeguata assistenza medica (anche in occasione di numerose gravidanze) e più in generale di un ruolo subalterno nella società.

    La maggior longevità femminile è dovuta a una combinazione di fattori:
    – genetica: l’assenza del cromosoma Y e la presenza del doppio cromosoma X, che, in caso di alterazione genetica di uno dei due cromosomi, può essere riparato dall’altro (nell’uomo non può avvenire, in quanto i due cromosomi sono diversi).
    – ormonale: presenza dell’ormone estrogeno che protegge il cuore.
    – sociologica (generalmente le donne non combattono in guerra e non svolgono i lavori più pericolosi causa di incidenti o malattie).
    – scelte riguardanti la salute: le donne, per esempio, fumano e bevono meno degli uomini e sono sottoposte ad uno screening medico mediamente più accurato (questo sembra dovuto a una maggior propensione a rivolgersi al medico anche in presenza di piccoli disturbi e a screening a livello nazionale nei confronti di alcune patologie femminili gravi come il tumore della mammella e il tumore dell’utero la cui mortalità è in costante calo).

  8. Simone dice:

    Un po’ di sano campanilismo, ecco i dati della nostra Forlì riferiti al 2009, pubblicati sul “Quaderno della popolazione” della Camera di Commercio.

    http://www.fo.camcom.it/upload/download/7101/id_7101_00001.pdf
    (Pagina 61)

  9. Giacomo Dotta dice:

    Nutro la convinzione per cui negli anni questi dati cambieranno. Questo perchè gli 80enni di oggi hanno vissuto una vita molto diversa dalla nostra (parlo da 30enne).

    Non so se nel bene o nel male. Ma cambieranno. E potrebbero anche cambiare i rapporti di longevità tra uomo e donna. Perchè io e mia moglie stiamo conducendo una vita del tutto diversa da quella che condussero a suo tempo mio nonno e mia nonna. Dunque chissà come verrà misurata statisticamente questa differenza tra 50/70 anni

  10. layos dice:

    E’ un dato destinato a pareggiarsi, secondo me, a partire dalle nostre generazioni.
    In passato le donne avevano uno stile di vita molto più salubre rispetto agli uomini: niente alcool, niente fumo, niente macchina e molto più raramente degli uomini erano impiegate in edilizia, in miniera o in altri lavori pericolosi e usuranti che portano a malattie (come la silicosi). Le statistiche dicono che incidenti automobilistici e attacchi cardiaci sono le prime cause di morte.

    Le donne nate negli anni ’60 fumano come gli uomini, bevono come gli uomini e la percentuale di maschi che fa lavori realmente dannosi per la salute è molto più bassa che in passato e non tanto superiore a quella delle donne, e le donne che guidano la macchina sono tante quanto gli uomini.

    Ossia tutti i comportamenti che producono rischi di morte per causa cardiaca e per incidente d’auto, che prima erano ad esclusivo appannaggio maschile.

  11. Alfredo dice:

    Sarebbe interessante anche la colonna “Politici”

  12. Leonaltro dice:

    Guardando l’intero grafico, la cosa che colpisce me è che tra 0 e 9 anni i maschi sono 150.000 *in più* e che il sorpasso delle femmine avviene già tra i 40-49.

    Ipotizzando che il rapporto maschi/femmine alla nascita rimanga costante nel tempo (perché non dovrebbe?) mi pare che questo indichi che la maggior mortalità maschile, contrariamente a quanto sostenuto da MacRaiser, non sia una questione di vecchietti ma sia una costante che ci accompagna sin dalla nascita.

  13. Lele dice:

    @Leonaltro
    Sono d’accordo.

    D’altronde non capisco cosa intende MacRaiser quando afferma “Scoprirete che le femmine muoiono piu’ dei maschi nelle fasce d’eta’ comprese tra la nascita e i 39 anni”. Da dove si ricava questo dato?