Come era nell’aria l’accordo fra Google e Cina alla fine non c’e’ stato. Le autorità cinesi secondo David Drummond di Google sono state irremovibili nel considerare l’autocensura un prerequisito non negoziabile. Cosi’ da oggi Google redirige il proprio traffico di google.cn su una serie di server appositi ad Hong Kong dove saranno possibile ricerche non censurate in lingua cinese. Finchè dura.

Nel frattempo Matteo Miavaldi ha tradotto l’interessante lettera aperta che i navigatori cinesi avevano scritto a proposito della disputa in atto.

3 commenti a “Ci si vede ad Hong Kong?”

  1. L1 dice:

    caspita che lettura interessante quella lettera. guardate il passaggio “siamo d’accordo con l’applicazione della censura ad internet” immediatamente seguito dalla richiesta “che sia vietata la censura preventiva e che non venga violato il diritto costituzionale alla libertà di espressione”. ragazzi sottoscrivere una lettera del genere in cina deve essere una roba da far sudare freddo. probabilmente e’ per questo che si trovano simili contraddizioni, che nemmeno un politicante dell’UDEUR riuscirebbe ad eguagliare. mamma mia che impressione.

  2. CoB dice:

    Ciao, scusa l’ignoranza, ma in pratica cosa significa tutto questo? Il sito di Google non sarà più accessibile da Pechino, nemmeno filtrato, mentre a Hong Kong funzionerà come nel resto del mondo?
    Grazie

  3. Luca Buracchi dice:

    @CoB

    Non si sa ancora.
    Attualmente gli utenti cinesi vengono reindirizzati sulla versione di Google di Hong Kong ed il firewall del regime cinese filtra tutto quello che riesce a filtrare (così ha riportato un inviato del Corriere della Sera).
    In astratto, il regime cinese potrebbe bloccare tutto.
    Tuttavia, non ha ancora deciso cosa fare.
    Non è escluso che potrebbe restare tutto così, con Google che toglie i filtri ed il regime che li impone comunque mediante firewall.
    Da un certo punto di vista salverebbero la faccia entrambi.
    La sensazione che emerge dalle dichiarazioni delle due parti (e delle quotazioni di borsa di Baidu) è che è probabile che il regime non si accontenti e chiuda tutto.
    Tuttavia, non è così scontato.
    In ogni caso, pare che non lo sappia nemmeno il regime cinese cosa deciderà.
    Ci sta pensando.