C’è una misura deprimente nelle citazioni e nella considerazione della rete da parte di molti giornalisti televisivi italiani. Qualche settimana fa ho ascoltato in una intervista radiofonica Michele Santoro che, furibondo in occasione della serrata elettorale del suo programma, sparava ad Alzo Zero sulla politica e sulla Rai, con progetti bellicosi del tipo “non so, faremo qualcosa in radio, andremo magari su Internet”. Oggi e’ il turno di Enrico Mentana che domani debutta sul sito del Corriere con un web show politico che gia’ dal titolo “MentanaCondicio” si fa beffa della legge dello stato e che – sembra di capire – trasporterà di peso il format del talk show televisivo con politici e giornalisti dentro le scomode stanze del sito web del Corriere. Anche in questo caso il sottotitolo e’ illuminante: “Vietati in TV, liberi sul web” con questa retorica d’accatto della rete libera che se da un lato è semplicemente fastidiosa, dall’altro rischia di estendere anche da queste parti ipotesi normative ed elucubrazioni potenzialmente pericolose. Come se non ce ne fossero già a sufficienza.

11 commenti a “Ognuno a casa sua”

  1. pensieriprecari dice:

    ‘Facebook mi ricorda i gruppi extraparlamentari, o le Br’, Schifani, mica io. E’ questa legge dello spararle sempre più grosse e forte, contro nuovi nemici e senza reale conoscenza delle cose, aprossimazione nera

  2. Daniele Minotti dice:

    Massimo, perché ho tratto le tue stesse conclusioni?
    Che se ne stessero in TV… :-)

  3. Rob dice:

    Dovremmo cercare di organizzarci per tempo, e andare a chiedere consigli sull’hosting estero ai gruppi neonazisti che usano provider argentini per pubblicare siti antisemiti.

  4. Enoela dice:

    Mi sembra invece molto positivo.

  5. Mentana sul web. Ma anche no. | dotcoma dice:

    […] Adesso, va bene che il web è il refugium peccatorum, ma a tutto c’è un limite… […]

  6. ilbardo dice:

    saper che ci sono persine che pensano che “il web” è il posto loro e di quelli che decidono loro, mi fa l’effetto della varicella: muori di prurito e non ti puoi manco grattare.
    L’idea che basta tenere fuori certe persone e certi contenuti da Internet, per allontanare ipotesi di assurde normazioni censoree non solo è falsa, è contraddetta in questo stesso blog dal suo steso autore più volte.
    Qualcosa di azzeccato da dire?

  7. Carlo M dice:

    ma perché non la smettete? non c’è nulla di peggio degli internettiani che si piangono addosso perché la televisione non se li fila.

  8. aladingenius dice:

    Cioè Mentana dovrebbe evitare di venire sul web perché altrimenti fanno una legge che estende la par-condicio al web, imbavagliandolo?

    Che è come dire che se indossi la minigonna e ti stuprano è perché sei tu che hai provocato.

    La par-condicio è una legge sbagliata figlia del conflitto d’interessi. Il resto viene a cascata.

  9. alberto dice:

    Imho: Se Mentana e Santoro vanno su internet e non ci guadagnano niente, siamo tranquilli che dopo poco spariscono. Se invece trovano il modo di guadagnarci, beh, non ci sono c***i. Se intorno alla Rete cominciassero a girare abbastanza soldi da pagare quelli come loro per fare un talk show, allora tutto è destinato a cambiare e non ci sarà diga a fermare l’onda.

  10. nic dice:

    @ Carlo M
    ottima performance da silvioni

    nic

  11. Alessandro dice:

    A me questo post puzza di elitarismo.

    La progressiva liquefazione dei media
    tradizionali e’ un fenomeno inarrestabile,
    e va accettato in entrambi i sensi.

    Tanto per farla un po’ breve, perche’
    se Zoro va in televisione da Mentana
    siamo tutti entusiasti, mentre se Mentana
    si mette a fare sul web quello che Zoro fa
    da tempo (a proposito ma quando riprende
    Orzo?) allora la cosa non sta piu’ bene?