I due articoli piu’ linkati oggi nei blog italiani che seguo, sono un pezzo di Readwriteweb su Facebook come aggregatore di news e lo studio di Pew sulle abitudini degli adolescenti americani. Lo studio del mai troppo lodato istituto americano, dice una cosa prevedibile: che i giovanissimi statunitensi (12-17 anni) non aprono un blog ma fanno altro in rete (e no, non usano nemmeno Twitter che è anch’esso roba per matusa). Attendetevi un nuovo diluvio di articoli scemi sulla fine dei blog quando invece lo studio dice che i blog sono vivi e vegeti. Rispetto ai loro coetanei di qualche anno fa i ragazzi hanno a disposizione oggi nuovi strumenti di comunicazione piu’ semplici, vaporosi ed immediati e come era nelle attese hanno scelto quelli.

Il pezzo di Readwriteweb lascia serpeggiare la tesi secondo la quale Facebook è destinato a diventare l’aggregatore di news maggiormente utilizzato.


So Facebook is the web’s most popular subscription-enabled place to read news; be it from links shared by friends or by becoming a Fan of news organizations like Facebook is now encouraging. That doesn’t mean that Facebook is yet a better news-reading service than dedicated RSS readers are.


C’e’ ovviamente una grande differenza fra andare su google news e cercar notizie e trovarsele casualmente esposte, mescolate a migliaia di altre stupidaggini nel newsfeed di Facebook, ma il coraggio per dire che non solo Facebook non sarà un miglior servizio di news ma che anzi sarà forzatamente peggio di quelli esistenti, l’articolista, pur con qualche tentato distinguo, non riesce a darselo. Invece l’articolo dice una cosa interessante che condivido e della quale forse è ora di prendere atto (a malincuore), quando dichiara il sostanziale fallimento dei feed RSS come strumento popolare di aggregazione di fonti:


I’m not saying Facebook is a better way to read news than through an RSS reader. I’m saying no one uses RSS readers, even after years of their being as obviously life-changing as many of us know they are.



Gli aggregatori sono uno strumento formidabile, lo sappiamo tutti, ma semplicemente non sono riusciti a diventare popolari. E probabilmente non lo saranno nemmeno in futuro.

20 commenti a “Blog e notizie, cronache di una fine annunciata”

  1. Massimo Moruzzi dice:

    io, ad esempio, non uso un rss reader. E penso che FB possa sì diventare un aggregatore migliore, se non altro perchè può farti vedere ciò che leggono e apprezzano i tuoi amici, e/o ciò che leggono e apprezzano persone che leggono e apprezzano articoli simili a quelli che leggi e apprezzi tu…

  2. massimo mantellini dice:

    Beh Massimo il problema di FB e’ sempre lo stesso: c’e’ una grande distanza fra cosa sarebbe teoricamente possibile e la pratica quotidiana. Come fai per esempio a sceglierti solo amici che non si mandano enormi mazzi di fiori elettronici? ;)

  3. Ganascia dice:

    Personalmente non uso un aggregatore di RSS ma mi basta la funzione di Safari.
    Nel contempo non credo che Facebook possa svolgere un compito simile, se non per le cavolate, le bufale virali e altre menate da niubbi.

  4. Massimo Moruzzi dice:

    beh, come puoi dire “hide” agli update degli amici più molesti o meno interessanti, potresti dire “fammi vedere le news che legge Marco e invece non farmi vedere le news che legge Giorgio”.

    Potresti. Poi, chissà.

  5. Dario Salvelli dice:

    Più semplicemente secondo me leggi i blog sbagliati. Gli aggregatori per ora non hanno vinto su Google :-)

  6. roberto cardoso laynes dice:

    Da quando ho scoperto e uso feedly, i feed hanno preso nuova vita e sono diventati la mia principale fonte di informazione. E’ un lavoro continuo di lima, ma alla fine esce un “quotidiano” impagabile. Lunga vita ai feed!

  7. Emiliano dice:

    Io da qualche anno non posso fare a meno del google reader. provatelo.

  8. ArgiaSbolenfi dice:

    @Moruzzi: Google Reader fa esattamente quello che dici tu. In effetti tutte le applicazioni Google stanno diventando sempre più “social” ma con un approccio abbastanza subliminale. Temo invece che l’approccio “cazzaro” sia quello vincente..

  9. annieblu dice:

    «i giovanissimi statunitensi (12-17 anni) non aprono un blog ma fanno altro in rete (e no, non usano nemmeno Twitter che è anch’esso roba per matusa)»

    Leggendo questa cosa mi è venuta in mente una domanda riguardo a ricerche simili e alle conclusioni che se ne possono trarre. (N.B.: è proprio una domanda vera, non retorica, mi piacerebbe capire se son scema io a pensarla così.)

    Ecco, è che io tra il 12 e i 17 anni facevo una vagonata di cose che oggi, a 44, non faccio più, e per la verità non le facevo più manco a 25-30. In compenso ne faccio tantissime che a 17 anni snobbavo assolutamente pur sapendo che esistevano, e dopo i 17 anni ne ho scoperte tantissime altre di cui non sapevo nulla e mi son piaciute molto.

    Ora, certo, va’ a sapere che cosa ci sarà in rete e nel mondo quando gli attuali diciassettenni avranno 30 o 44 anni, va bene.
    Però a me pare che la ricerca su cosa fanno in rete i 12-17enni sia forse più funzionale, non so, magari a stabilire come raggiungerli se si vuole comunicare con loro;
    ma forse non a immaginare in base a questo come la rete si evolverà.
    Se fosse così, se la mia perplessità fosse valida, allora sarebbe invece utile che chi trova importanti gli strumenti di rete snobbati dai 12-17enni non si facesse demoralizzare in alcun modo: chi tiene all’esistenza dei blog, dei feed e quant’altro, dovrebe forse perseverare, in modo che quando gli adolescenti cresceranno trovino tanto buon materiale da esplorare e conoscere e magari apprezzare e usare.

    Be’, insomma, è la solita vecchia storia: conoscere e assecondare i giovanissimi va bene ma occorre forse anche non farsi condizionare troppo da loro; cresceranno, e se avranno la possibilità di conoscere e apprezzare cio che noi «matusa» conosciamo e apprezziamo, forse (forse) lo apprezzeranno davvero. Qualcuno di loro potrà forse persino trasformarlo in qualcosa di ancora migliore.

    Mah, magari sono ingenua io, è probabile.

  10. marco dice:

    I ragazzi non usano neanche i mail reader figuriamoci gli aggregatori, si sono pigramente abituati a fare quasi tutto con il browser (tranne msn). Prevalentemente chattano come messaggiano sul cellulare e leggono la posta solo se necessario, visto che con msn già scambiano i file.

    Thunderbird consente di leggere i feed e integrarli con la posta elettronica ed i newsgroup, ma è troppo “tecnologico” ai giovani (oggi) interessa più al consumer non il tecnologico.

    Hanno più soldi di noi alla loro età ma non sono interessati all’HiFi ed ai cd di qualità spettacolare, preferiscono ipod ed mp3 che suonano peggio dei dischi anni 60 rigati.

    Hanno i freepress a portata di mano ma invece comprano il coriere do sport, le ragazze comprano decine di giornaletti di gossip.
    Perchè meravigliarsi che siano read-only ?

  11. Gaspar dice:

    Uno studio basato su interviste a ottocento giovani americani, andrebbe preso con delle pinze grosse così, io credo.

  12. Carlo M dice:

    la conclusione è molto semplice:

    il www riproduce sempre più il mondo reale.

    ora, così come nel mondo ci sono bellissimi prodotti e servizi aquistati (e letti, se si tratta di pubblicazioni) da una sparuta minoranza di persone, lo stesso avviene ed avverrà sempre più anche nel web.

    canale 5 lo guardano in tantissimi, mentre national geographic channel lo guardano in pochissimi. dov’è il problema? nessun problema.

    non capisco perché lo stesso fenomeno, se avviene nel web, debba scatenare proccupazioni o studi sociologici.

  13. bic Indolor dice:

    @Carlo M:

    Gli stessi studi sociologici venivano fatti dai giornali quando apparve la TV commerciale per sottolineare come la Tv fosse piena di palta e il loro media (la carta stampata) più intellettualmente elevato (mah!). Ora è il turno della TV a usare la stessa tecinca per spalare materia fecale sul web (quella dell’attentatore “vicino agli ambienti dei social network” è memorabile! La voglio sui libri di storia!!).

  14. ellekappa dice:

    Io senza Google Reader sono spacciato…. sono un matusa?

  15. ellekappa dice:

    …e odio FB con tutto il cuore…

  16. Frank dice:

    A mio avviso, il guaio degli RSS è la curva di apprendimento. Non è banale comprendere il concetto di RSS, men che meno declinarlo in un utilizzo real-world. Fidatevi, lo sperimento quotidianamente con conoscenti quasi trentenni. Non abbiamo una vera metafora per renderlo intellegibile, e i giovincelli – poco propensi a, seppur minimi, sforzi mentali – ne fanno quindi volentieri a meno.
    FB è, e rimarrà, un luogo di gossip, collante sociale fast food ad alta quantità e scarsissima qualità. I teen (o pre-teen) gli danno dignità istituzionale come la davamo noi al leader della compagnia o ai fighi del villaggio.
    Siamo cresciuti noi (forse), cresceranno pure loro (forse).

  17. Sandro dice:

    La mia vita è cambiata dopo avere conosciuto Yahoo Pipes. Esagero ma non troppo. Pipes rimane comunque l’applicazione più potente e innovativa dell’ultimo decennio. Peccato che non abbia sufficiente massa critica per sfondare.
    Coi feed metto il web al mio servizio, e non viceversa. Unica eccezione, questo blog di perditempo una volta ogni tanto. :)
    Lunga, lunga vita ai feed.
    http://www.youtube.com/watch?v=nJZVJoTSDyw

  18. piovedisabato dice:

    io gli rss in Safari e Mail li uso molto. Tranne che per le news. Per quelle vado sui siti dei giornali perchè via rss troverei la cosa assurda e confusionaria.

    p.s. repubblica, corriere etc da qualche giorno hanno messo delle sottoscrizioni a pagamento per le apps di iPhone. Uso la versione online adattata e leggo tutto. ne ho capito poco il senso, di questa mossa…

  19. Giuseppe Rizzo dice:

    Gli aggregatori Rss non hanno sfondato perchè sono senza anima. Il nostro progetto si chiama Net1News, fateci sapere cosa ne pensate: http://www.net1news.org e http://demo.net1news.org

  20. esse dice:

    Come ellekappa, grato a Google Reader, Facebook potrebbe pure chiudere domani che non succederebbe niente. Anzi sarebbe divertente vedere la reazione di tutta quella gente che ha ridotto il web alla home di fb. Detto questo io credo che il problema sia nella difficoltà di comprensione di alcuni servizi. Esempio, prima si citava Yahoo Pipes, è uno strumento meraviglioso, l’ho usato e mi è tornato utile per creare un unico feed da due fonti diverse che però erano integrate sullo stesso blog. Bene, quanta gente avrebbe voglia di pensare a roba così? Nessuna, la gente vuole lobotomia a vagonate, questo è il motivo del fallimento di Wave, troppo complicato, il motivo del poco, relativamente, successo di Friendfeed. Al contrario la roba che non ha una curva di apprendimento funziona alla grande, vedi Twitter e lo stesso Facebook. Per questo motivo guardo con scetticismo anche a Buzz, potenzialmente sarebbe bello, ma la gente in media è troppo pigra per imparare ad usare qualcosa di nuovo se è vero che nemmeno le mail vanno così forte.