Considerazioni sparse sull’iPad poi basta:

1) Occorrerà provarlo. Chiunque ha un iPhone e si era fatto una idea prima di averlo sa che ce ne passa.

2) I limiti tecnici sono evidenti e sono probabilmente voluti: mai come oggi le questioni imposte dalla durata della batteria sono centrali. Chi ha un iPhone e bla bla bla…E vantare la durata della batteria di iPad è come vantarsi per aver speso poco di luce in un appartamento dove si piu’ illuminare solo una stanza alla volta.

3) I prezzi base sono ok, quelli comprensivi del traffico dati no, per il 3G se Apple+telco non consentiranno il tethering (e, faccio una previsione, non lo consentranno) si propone alla clientela un altro piano dati da aggiungere a quello dello smartphone? Impensabile.

4) Ebook reader. Questa è per quanto mi riguarda la faccenda più interessante. Come si supponeva qualche giorno fa il piano di iPad sarebbe quello di “forzare” la lettura su un device retroilluminato standard. Benchè si tratti di un progetto possibile mi pare che per ora, da questo punto di vista, iPad sia una discreta delusione. O che piu’ semplicemente, come sostiene qualcuno, il salvataggio della industria editoriale non sia il fine ultimo degli sforzi tecnologici di Steve Jobs. Sono stati semmai gli editori a buttarsi braccia al collo al primo mago che passava nei dintorni affidandogli le speranze per la propria riscossa. L’iPad salva i conti dei quotidiani esattamente come li salva un macbook. Quindi poco. E benchè ieri in molti abbiano prematuramente dichiarato la scomparsa di Kindle travolto dagli accordi per lo store di Apple a me sembrerebbe vero l’esatto contrario. Restano intatti i limiti di interfaccia di Kindle, che Alfonso Fuggetta ha ripetutamente sottolineato in alcuni post interessanti nei giorni scorsi, ma Kindle è un aggeggio per leggere libri e giornali, iPad è un aggeggio per fare altro (molto altro). Tutto sta nel vedere se chi acquista un iPad abbia intenzione di utilizzarlo “anche” per leggere libri e magazine. E’ del resto evidente la ragione ultima per cui Jobs può essere per l’industria editoriale il salvatore della patria mentre Bezos no. Il primo è un geniale costruttore di macchinette elettroniche, il secondo è un commerciante che già ora condiziona pesantemente la distribuzione fisica dei libri.

35 commenti a “(iPad) Poi magari basta”

  1. ste dice:

    “It’s an optical illusion, but just seeing the depth of pages makes the iBook app feel more like a book than a Kindle ever did for me. The text is sharp, and while the screen is bright, it doesn’t seem to strains the eyes—but time will tell on that.” (Gizmodo)

    E sarebbe bene ricordare che non esistono solo libri e giornali…

  2. jm dice:

    secondo me più che un ereader è l’oggetto che manderà in pensione i portatili del 70% delle persone e diventerà il primo computer domestico utilizzabile anche da persone più anziane e non ancora digitalizzate, possibile?

  3. massimo mantellini dice:

    @jm, hai ragione

  4. PG dice:

    Jm ha ragione con un’unica precisazione: Ipad non è propriamente un computer, perchè è sostanzialmente un sistema chiuso(sia a livello software che hardware, basti pensare alla mancanza di prese USB o di lettori di schede SD). Somiglia più a un elettrodomestico, che so, tipo una lavatrice, che ha quei programmi e basta, non è che la puoi riprogrammare o personalizzare a tuo piacimento. Ci fai quello che il produttore ti permette di farci.
    Diciamo che nella presentazione, per meglio identificare il target, Jobs avrebbe dovuto usare una di quelle poltrone che si alzano e abbassano elettricamente.

  5. mORA dice:

    @jm, mm

    Ho detto proprio ieri che sarebbe il primo computer che mia madre potrebbe usare; sono d’accordo con voi.

    È curioso, però, che da quando è finito il keynote non faccio altro che rispondere a gente che mi chiede “a cosa serve”, mentre in genere mi chiedevano “quanto costa”.

  6. Lorenzo dice:

    @jim, concordo: ho pensato da subito che se tutto quello di cui hai bisogno è un “computer” per navigare in internet (soprattutto Wikipedia, Google, quotidiani, ecc.), inviare qualche email e tenere organizzata la rubrica di casa l’iPad potrebbe diventare la prima scelta.

    Ritengo che abbia un certo potenziale per diventare una nuova “porta di accesso” ad una tipologia di servizi (web, email) ancora ostici per le persone più “anziane” o comunque non ancora “digitalizzate”.

    iPad mi sembra più destinato a diventare il computer economico da tenere sempre acceso e poggiato sul tavolo del salotto, piuttosto che un dispositivo portatile nel senso di “portarselo dietro” come si fa con iPhone.

    Per quanto riguarda l’interfaccia credo che Apple abbia fatto un ulteriore passo in avanti: ogni elemento “animato” contribuisce a comunicare all’utente cosa sta facendo il dispositivo.

    Simulare l’apertura del libro quando lo si sceglie dallo scaffale dell’applicazione iBook non è semplicemente un “effetto speciale”, ma il modo per colmare il gap tra causa ed effetto, intesi come “click” e “apertura dell’applicazione”. Il fatto di vedere cosa sta succedendo (il libro che si apre) consentirà anche ai meno avvezzi al computer di sentirsi a proprio agio.

    La visualizzazione delle pagine “cartacee” del libro suggeriscono di poterlo sfogliare (come effettivamente è possibile fare) per girare le pagine. Anche la scelta del colore di fondo delle pagine, leggermente beige, credo che non sia casuale, ma finalizzato a ridurre il contrasto con il testo per affaticare meno gli occhi durante la lettura.

  7. jm dice:

    @PG
    penso a questo schema di vita digitale
    mail, browser, social networking, due giochini, mostrare le foto, scrivere un po’ di testo (quasi mai) e usare un foglio di calcolo per fare le somme (i più arditi ci fanno anche delle torte) magari buttare giù due pensierini (ben pensati) per una presentazione il tutto con un po’ di musica in background,
    poi lo attacchi ad una macchina che sincronizza e contiene i dati (un giorno forse solo un cubo di hd in raid5)
    di cosa altro abbiamo bisogno?
    in fondo è come il diario del liceo, è vero che è un sistema chiuso, ma al tempo avevamo tutti il diario di Linus, o sbaglio?
    ah dimenticavo il cubo di HD contiene anche tutta la libreria che finalmente non devi spolverare la domenica mattina e si avvera la Biblioteca di Babele potrai combinare tutti i libri possibili!

  8. ste dice:

    Riprendendo il tema “non esistono solo libri e giornali”: recentemente sto leggendo parecchi fumetti sull’iPod, tramite l’applicazione di Comixology. Ultra-comodo il servizio, non tanto la lettura… pensate invece a come sarebbe leggere un fumetto sull’iPad. Per non parlare di libri illustrati, libri di cucina, libri per bambini. Tutte cose che sul Kindle vengono semplicemente mortificate.

  9. ste dice:

    PG: scusa, ma una lavatrice con 140.000 programmi l’hai mai vista? :-)

  10. destynova dice:

    la butto lì, perché ci stavo ragionando prima dell’iCoso: dopo anni di portatile, non ne posso più, voglio spazio, schermo: un fisso, insomma! Ma io lavoro da dovunque: soprattutto “a” casa, “in” casa (editrice), in viaggio… come fare senza il portatile? Mi chiedo: un fisso più un iPad mi risolverebbero il problema? A parte un problema di riallineamento dati, economicamente mi converrebbe, e al buio (senza una prova dell’iCoso) credo avrei quello che sto cercando… Tutto poco definito, ma la domanda su “a cosa serva” forse ha una risposta intermedia: a cambiare abitudini consolidate e a ragionare su nuove possibilità. A Apple a vendere, naturalmente…

  11. cicciorigoli dice:

    Concordo soprattutto con il punto 4. Secondo me, però, è vero soprattutto per i libri. Chi legge un romanzo ha interesse a leggere il romanzo, la storia, non chiede di poter vedere tutto il resto. Il romanzo resterà poco interattivo (per quanto questa parola sia di una bruttezza sconcertante). Diverso il discorso per i magazine, in quel caso sarebbe bello poter approfondire subito e magari ordinare immediatamente i libri consigliati da qualche rubrica. Resta da vedere quanto un lettore sarà disposto a pagare per leggere degli articoli a pagamento, quando potrebbe trovare le stesse notizie gratis presso altre fonti. Si gioca qui il discorso sulla sopravvivenza dei magazine.

  12. Ganascia dice:

    io pesno di usarlo anche per leggere ebook. Faccio notare che, per quanto bene si consideri il Kindle, costa un botto di soldi ed è limitatissimo (oltre che brutto a foco)

  13. fabio dice:

    Concordo, anche se penso che sia solo una strategia di mercato per padroneggiare gli e-book!
    se vi va:http://fabio-cassandra.tumblr.com/post/358264223/itampon
    Saluti

  14. a. dice:

    Diciamo che nella presentazione, per meglio identificare il target, Jobs avrebbe dovuto usare una di quelle poltrone che si alzano e abbassano elettricamente.

    lol

  15. Sergio dice:

    Io vedo male l’iBookStore per un motivo semplicissimo. Su iPhone e suppongo anche iPad posso installare il “Kindle” e comprare i libri dal consolidato store di Amazon (che direi che di libri ce ne capisce) e se ho entrambi i device posso tenere la mia lettura sincronizzata tra il Kindle eInk e il kindle software (oltre che le versioni per desktop e laptop, iphone etc).

    Nell’iBookStore di Apple penso che resterei confinato all’iPad (a meno che lo portino sull’iPhone) e forse su desktop.

    In pratica continuerei a comprare libri da Amazon.

    Sulle funzioni di ebook di un device reteroilluminato possiamo discutere: leggo parecchio da iPhone (nonostante abbia anche un dispositivo eInk) ma l’ho configurato con fondo nero e caratteri grigi, altrimenti per me è troppo fastidioso. In ogni caso comunque non riesco a leggere al sole, cosa che con un device eink riesco a fare esattamente come con la carta

  16. Carman dice:

    Non è che stiamo sottovalutando quello che a mio parere è l’obiettivo principe di Apple? Io sono convinto che l’iCoso rischia di far chiudere i battenti a Playstation, Wii, Nintendo DS, xCube e via dicendo, soprattutto nelle versioni più economiche di iPad. Queste ultime credo che abbiano un terget più ragazzino, quelle più costose (3G), saranno più business oriented (la scelta di iWork non è casuale…)
    Le app gratuite o a 90 centesime spopoleranno anche su iPad. Gli altri ancora si aggrappano agiochi che costano 50 €…
    Il processore da un giga e la grafica spettacolare faranno il resto. Quello che conta per i giochi è ora il modello di mercato inaugurato con App Store e che gli altri ancora si sognano! IPod Touch e iPhone sono stati i precedenti che hanno consentito di tastare il polso del mercato. IPad segnerà una svolta storica nel modo di fruire il gioco.
    Forse mi sbaglio, ma io penso che l’integrazione tra iPad e iTunes sia un fatto epocale, nel gioco soprattutto.

  17. “io aspetto l’ipad nano” [iPad e Facebook] | Ibrid@menti dice:

    […] un’idea precisa non ce l’ho, ma mi fido di mantellini : leggete queste sue ultime […]

  18. ste 2 dice:

    vedo in giro molta confusione, a cominciare da chi sostiene la compatibilità con gli eink o si rammarica per la possibile mancanza di un ibookstore italiano.

    chi ha una buona esperienza con l’iphone sa di poterci caricare qualunque video, brano musicale, testo, immagine, a prescindere da itunes store, il tutto con migliaia di apps che spaziano nei più vasti orizzonti. solo poter fare quello che già si fa con un iphone ma con uno schermo più ampio mi sembra notevole. se poi si disporrà di applicazioni sviluppate appositamente per l’ipad mi sembra che il limite sia solo la fantasia. posso convenire su un unico limite, in quanto attualmente per leggersi guerra e pace al mare è meglio il kindle, ma per il resto non c’è storia…

  19. intelligenzaconnettiva dice:

    “io aspetto l’ipad nano, dicono sarà grande come un iphone.”…

    iPad su You Toube "io aspetto l’ipad nano, dicono sarà grande come un iphone." Il commento (hi!) è di Silvia Colombo (qui c’è l’immagine, ) e l’ho letto oggi su Facebook in calce ad una foto di Mario Esposito che ci …

  20. ibrid@menti dice:

    “io aspetto l’ipad nano, dicono sarà grande come un iphone.”…

    iPad su You Toube "io aspetto l’ipad nano, dicono sarà grande come un iphone." Il commento (hi!) è di Silvia Colombo (qui c’è l’immagine, ) e l’ho letto oggi su Facebook in calce ad una foto di Mario Esposito che ci…

  21. Cafonauta dice:

    Certo che dopo le battaglie per l’open source per protocolli di comunicazione aperti, rfc, standard e tutto quello che è la storia dell’informatica degli ultimi quindici anni, questi (kindle, iphone, e ipad) mi sembrano tutti passi indietro e mi fa anche un po’ tenerezza leggere interminabili giustificazioni per turarsi il naso e comprarlo.

    Massimo, ma non trovi un contraddizione in termini scrivere e schierarsi per la libertà in rete, il copyleft, fare le pulci ai vari governanti e imprenditori che vogliono mettere paletti alla rete e di piegarla al loro business e poi usare un iphone (e chissà in futuro un ipad) o un kindle?
    Sarò io troppo rigido ma non capisco come si possa criticare Murdock perchè’ vuol far pagare le news e poi usare un coso come ipod/iphone/kindle che sono quanto di piu’ “chiuso” sia stato concepito negli ultimi anni. La filosofia è la stessa: walled garden totale. Non trovi?

    Vogliamo credere che sto icoso non ha usb o lettore di smart card per limiti tecnologici o perchè due “spacchetti” sul lato rovinano la rinomata estetica Apple?

    E visto che sto icoso non è proprio un cellulare sono autorizzati a pulirsi il sedere con l’accordo preso con la commissione europea per l’utilizzo del caricabatterie universale, vero?

    E allora turiamoci il naso e beviamo sto bicchiere di merd@ perche’ è figo e fa figo.

    Mah

  22. E[X] dice:

    “Io sono convinto che l’iCoso rischia di far chiudere i battenti a Playstation, Wii, Nintendo DS, xCube e via dicendo, soprattutto nelle versioni più economiche di iPad.”

    stai scherzando vero? I piu’ costosi tra questi oggetti costano 200 dollari meno dell’iPadella, hanno una migliore selezione di giochi e come piattaforme per videogiocare sono meglio praticamente sotto ogni punto di vista.

  23. PG dice:

    Sottoscrivo ogni parola di cafonauta. Io non sono un programmatore, non sono capace di modificare un software open source, a stento so sostituire una memoria ram in un pc desktop(non in un laptop), ma non sopporto che, dopo tante battaglie per il software aperto e per la libertà di rigirare hardware, software e contenuti come se fossero calzini, ci ritroviamo qui a turarci il naso e farci piacere un oggetto che serve a farci fare, in rete, solo quello che vuole Jobs e solo al prezzo e nel modo deciso da lui. Altro che Windows, altro che google. Qui siamo alla privatizzazione(nel senso monopolistico) del web. E tutto il resto è marketing.

  24. massimo mantellini dice:

    @cafonauta, no io non vedo contraddizioni. Si tratta del resto di questioni molto differenti: a me interessano alcuni dei temi che citi (il copyleft no, non ho mai pensato che fosse la strada e non ho mai pensato nemmeno che gli editori debbano lavorare gratis). Contemporanemante non credo nella verginità di alcun mercato e sono convinto che aziende tecnologiche come Apple (ma anche MS e molte altre) abbiano fatto di piu’ per la crescita complessiva delle nostre vite di molti altri soggetti. Hai ragione: sei troppo rigido ;)

  25. tom dice:

    Ipad non so se funziona. Marketing invece funziona benissimo.

    Per scrivere software per il _tuo_ icoso devi accedere al ‘programma di sviluppo’ – pagando – sviluppare sotto controllo, metterlo in vendita – pagando – e infine ri-comprartelo, ovviamente pagando. Alla fine puoi così avere il tuo programmino sul tuo prestigioso e modernissimo icoso. Manco le calcolatrici programmabili di 20 anni fa.

    Secondo me siete un po’ scemi (con rispetto), o scemuniti dal marketing.

  26. Antonio Tombolini dice:

    Magari tom qui sopra non ha torto, neh… no, più ci penso e più mi sa che non ha torto per niente.

  27. riccardo dice:

    @JM
    Concordo. C’è una stragrande fetta della popolazione a cui un computer così come lo conosciamo non serve, anzi hanno bisogno di una macchina più semplice e comoda da usare.

  28. Matteo dice:

    Jobs e’ molto piu’ commerciante di Bezos e di sicuro Bezos ha fatto molto di piu’ per la diffusione dei libri di quanto Jobs abbia fatto per la diffusione dei computer (almeno in termini numerici).
    Nessuno dei due salvera’ l’industria editoriale (per lo meno non intenzionalmente), semplicemente perche’ non sta a loro farlo ma… all’industria editoriale!

  29. piovedisabato dice:

    Matteo
    Jobs non ha mai voluto diffondere ubiquamente i computer. Non lo vuole fare. Vuole solo crescere gradualmente. E lo sta facendo.

  30. (iPad) Poi magari basta – manteblog dice:

    […] Leggi news: […]

  31. Matteo dice:

    non vuole crescere gradualmente, ma con quei prezzi e’ e restera’ di nicchia. Per lo meno riguardo ai computer.

  32. piovedisabato dice:

    Matteo
    vuole crescere gradualmente e lo sta facendo. “quei prezzi” sono i prezzi che nel 2007 mi hanno consentito di prendere un MB e risparmiare rispetto al prezzo del corrispettivo sony da 13″.

    Inoltre negli ultimi anni si sono abbassati molto e poi se vuoi di più spendi di più e secondo me la spesa vale avere OS X e tutte le caratteristiche hardware impareggiate che un mac può avere.

  33. Razmataz dice:

    Le reazioni all’uscita di iPod
    http://garry.posterous.com/what-people-said-about-the-ipod-9-years-ago-w

  34. Alex dice:

    L’Ipad secondo me diventerà piu che altro una piattaforma per lo svago, un modo per passare il tempo . Vi immaginate fra una decina di anni in spiaggia sotto l’ombrellone tutti con un Ipad in mano!!

  35. Berokyo: Per gestire in maniera organizzata foto,contatti,documenti e tanto altro ancora in scaffali | AppStore dice:

    […] (iPad) Poi magari basta – manteblog […]