Marco Calamari nella sua rubrica su Punto Informatico cita una interessante intervista anonima ad un dipendente di Facebook che racconta (per chi desidera crederci) molte cose interessanti. La piu’ interessante delle quali e’ che tutto quello che entra su Facebook non ne esce piu’ e anzi nel caso delle foto viene moltiplicato per 6.

10 commenti a “Il grande Zuckerfratello”

  1. Razmataz dice:

    Ci sono motivi per credere che il grande G faccia diversamente?

  2. /plb dice:

    interessante anche il fatto che TUTTO finisce in un data-base, “uscendo” dall’ area dell’ utente, per cui il concetto di privacy viene ..disintegrato all interno.

  3. Matteo dice:

    quindi immagino PI non abbia un database degli utenti a cui possono accedere e vedere cosa postano nei forum e tutte le altre cose che fanno?
    sinceramente non vedo il punto. Sarei stupito del contrario, ovvero se FB non tenesse traccia di tutte le attivita’

  4. nicola dice:

    L’unica cosa anomala è che le cose non vengono cancellate quando l’utente lo richiede. Tutto il resto è ordinaria amminiastrazione in ogni azienda/data center/servizio online. Sapevatevelo.

  5. alice dice:

    a me la parte interessante è parsa la menzione del modello di business: “click per minuto”.

    ormai il marketing aggressivo, che usa la profilazione per manipolare la percezione e la reazione psicologica degli induvidui, ha raggiunto forme pervasime molto capillari. ma per la maggior parte degli individui la cosa reca solo vantaggi: riduce il tempo ed il costo della ricerca della soddisfazione. e tutto sommato, generalizzando e a prescindendo dall’individuo e dal suo punto di vista, questo è vero ed è un bene.

    d’altro canto l’individuo è uscito dal discorso pubblico, sostituito da comunità, socialità ed altre amenità consimili. spiace dirlo, ma le rivoluzioni borghesi e lo stato da queste concepito, nel giungere infine al tramonto, si portano dietro gli ultimi spiragli di libertà individuali conquistate nei secoli. la rete e la tecnologia stanno accelerando questo processo, con buona pace di chi, 15 anni or sono, parlava di liberazione della mente ed di una nuova anarchia. in termini solo positivi.

  6. ste dice:

    Tutta l’intervista puzza di fake dall’inizio alla fine.
    Come dice nicola, e’ tutto abbastanza normale a parte il fatto che non cancellano niente (e qui ci potrebbero essere un sacco di motivi tecnici).

  7. raxi dice:

    E’ facebook che puzza non l’intervista.

    Han poco da conservare che tanto muoion tutti.

    Vedrete che il futuro di sto ciarpame
    sarà un bel cimitero digitale 8.0

  8. ArgiaSbolenfi dice:

    @Razmataz: Google non conserva i dati degli utenti quando questi decidono di cancellarli, sta scritto nelle policy di GMail e Google Docs (per gli altri servizi non so, ma questi sono senz’altro i più “sensibili”).

    Il fatto che FB non cancelli per “motivi tecnici”, può giustificare al massimo un’architettura informatica scadente, anche se a me suona di più come una scusa.

  9. Atos dice:

    quoto al 100% raxi, cimitero è poco, discarica 8.0

    aiutiamoli a raccattare pattume, se proprio ci scappa di fare due salti in un Social network per cazzeggiare un pò ( ogni tanto ci sta, dai) , usiamo solo alias e via a pubblicare s*******e , così, più ne hanno, meno se ne possono servire per qualcosa di utile.

  10. Piovedisabato dice:

    raxi
    infatti alla morte la pagina si trasforma in una sorta di tomba. L’ho letto tempo fa. Stanno per implementare la feature.