La Stampa si conferma molto lungimirante nelle scelte sui nuovi formati e nel giro di poche settimane sforna una versione per ebook, una per Kindle e due applicazioni per iPhone. La prima simile a quelle degli altri editori consente di di accedere ai contenuti gratuiti del sito web, la seconda che consente invece di acquistare numeri interi del quotidiano fruibili sul cellulare di Cupertino. Tutto questo agitarsi e’ figlio dei rapporti fra l’editore e la Simplicissimus Book Farm di Antonio Tombolini che gia’ da tempo si e’ ritagliato, con un tempismo da applausi, il ruolo di evangelista dell’editoria digitale in Italia. Fare le tariffe per i prodotti elettronici non è semplice e se a prima vista 79 centesimi per un unico numero del quotidiano torinese su iPhone sembrano essere una bella cifra, i tagli superiori, 7 numeri a 4,99 €, 14 numeri a 7,99€ o 30 numeri a 11,99€, non sono male, tenendo conto che e’ possibile utilizzare i crediti solo quando lo si desidera. Le tariffe della versione per Kindle sono per esempio molto peggio.

p.s. c’è un po’ di esagerazione in giro nel riferirsi ad iPhone come interfaccia di riferimento negli esperimenti di nuova editoria digitale. Manca davvero in questo momento un mercato significativo dei device dedicati alla lettura.

13 commenti a “Arriva pure La Stampa”

  1. DB dice:

    Aggiungo che, almeno per quanto mi riguarda, leggere su Kindle con e-Ink non genera certo l’affaticamento visivo provocato dalla lettura su iPhone.

  2. Massimo dice:

    iphone=nuova editoria digitale. il web non l’ha ancora davvero capito e affrontato a viso aperto e vinto nessuno. Quindi, si passa oltre.

  3. frap1964 dice:

    .79 euro 1 numero mi pare abbastanza un furto.
    Quanto costa in edicola un numero de LaStampa, 1.20 euro?
    A me risulta che il 10% vada all’edicolante e che i costi di distribuzione pesino tra il 20% e il 30% dei costi totali, a causa di alcune situazioni di semi-monopolio già denunciate in commissione Cultura alla Camera da un deputato durante un’audizione di Bonaiuti sul testo di riforma dei contributi all’editoria, più o meno un’annetto fa.
    Poi dobbiamo detrarre i costi di stampa e carta.
    Mah… mi sa che siccome queste copie elettroniche non sono attualmente computabili ai fini del calcolo contributi dallo Stato, un po’ ci marciano.
    Per quanto riguarda i device, invece, sono comparsi tre modelli di e-reader da MW da un paio di mesetti almeno.
    E l’annuncio ufficiale atteso di Asus per fine anno sugli eBook reader a doppio schermo e a colori che dovrebbero arrivare nel primo trimestre del 2010 dovrebbe cambiare sensibilmente le cose, imho.

  4. frap1964 dice:

    Da MW vendono questi (tutti sotto i 300 euro).

  5. Antonio Tombolini dice:

    0,79 per un numero non è “un furto”: è semplicemente il prezzo più basso consentito da Apple per le in-app purchases. Per il resto, d’accordo con Massimo: penso che il vero ruolo che gli ebook reader possono giocare sarà avvertito appieno, anche dagli editori italiani quando l’installato raggiungerà la soglia dei 100mila pezzi in circolazione. Ad oggi siamo a 20mila: ai tassi di crescita attuali ci arriveremo a fine 2010.

    Ah, grazie per gli applausi :)

  6. frap1964 dice:

    E sarà anche semplicemente il prezzo più basso consentito da Apple per le in-app purchases, ma sempre un furto rimane, imho.
    Poi se i melofoni, oltre a pagare sopra la media i prodotti, ora son anche contenti di pagare un sovraprezzo pure sui contenuti e vabbé… contenti loro, contento Steve.

  7. frap1964 dice:

    Il costo su 30 numeri è comunque allineato a quello degli e-reader per un mese, che è 11.90 euro.
    Un numero a 0.39 euro già diventa una cosa ragionevole, mentre il dollaro versione Kindle a 1.67 invece che a 1,47 fa un po’ sorridere.

  8. piovedisabato dice:

    DB
    ma siccome non ci sto 5 ore a leggere il giornale sull’lcd e siccome voglio una cosa portatile è molto meglio l’iPhone. Almeno secondo me.

  9. P.G. dice:

    Apprezzo il realismo di Tombolini: la verità è che il mercato della lettura elettronica in Italia è ancora allo stadio larvale, cioè se ne parla tanto (fra geek, blog, cricche di futurologi)ma nessuno lo usa. 20.000 device attivi significa una quota di mercato, sul totale dei lettori(facendo il totale di lettori di libri e giornali pari circa 25 milioni, in Italia non di più, e quelli assidui meno della metà, diciamo 10 milioni) dello 0,08%. Ecco di cosa parliamo.

    Però ovviamente è una quota in crescita, e che potrebbe avere una progressione esponenziale dal prossimo anno. Ma sono molto scettico sul fatto che l’Iphone o smartphone simili, senza uno schermo e-ink, possano acchiappare fette significative di questo mercato: leggere un libro, o anche solo un quotidiano, su Iphone, a me pare una cosa ai limiti delle possibilità umane, un po’ come godersi un bel film su un videofonino.

  10. Atos dice:

    Comunicazione di servizio: Massimo, aggiorna il link di Antonio Tombolini nella lista Blog che leggo.

  11. frap1964 dice:

    Il vero killer-device, comunque, funzionerà a micro-proiezione su lenti trasparenti, imho.
    Parlando con una tecnologia molto più evoluta di bluetooth, magari una versione avanzata di ZigBee, con un qualche tipo di smartphone facciotuttoio.

  12. piovedisabato dice:

    io vorrei inventassero le lenti con dentro il testo dei libri. sai che pacchia agli esami.

  13. Avete scaricato le applicazioni de La Stampa? – Marco Bardazzi dice:

    […] Le due versioni de La Stampa per l’iPhone, inclusa l’innovativa edicola che permette di scaricare e sfogliare l’edizione cartacea – un caso unico nell’editoria digitale – stanno andando forte. E passano l’esame anche dei critici più attenti e severi, come Massimo Mantellini. […]