Alla fine Giulio Tremonti ha ceduto, non avendo per altro molte vie di fuga. Così, con il maxi-emendamento di ieri alla legge finanziaria le scuole paritarie hanno riottenuto quei 130 milioni di euro volati via con i tagli orizzontali del ministero dell’Economia alle tabelle che accompagnavano la manovra di bilancio triennale. Per sciogliere la resistenza del ministro è sceso in campo anche il presidente dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco che prima con una telefonata al premier, Silvio Berlusconi poi in un colloquio diretto con Tremonti ha segnalato il rischio di chiusura di molti istituti con una taglio del 25% dei contributi pubblici alla libertà di educazione dei cittadini.

(da Libero news)

11 commenti a “Le segnalerei un rischio”

  1. P.G. dice:

    Perchè le scuole private devono finanziarsi con soldi pubblici, con i soldi delle mie tasse?
    Mando mio figlio alla scuola dell’infanzia pubblica, e sono costretto a pagare di tasca mia piatti di carta, bicchieri, fazzoletti(un pacchetto al giorno obbligatorio!), carta igienica, cancelleria, etc.etc., oltre a pagare la mensa, naturalmente.
    Il personale scarseggia, è insufficiente, nella scuola ci sono infiltrazioni di umidità, poca luce, il giardino non viene tagliato regolarmente, e chissà quanti altri problemi ci sono.
    E con questa situazione, ci permettiamo il lusso di regalare 260 miliardi delle vecchie lire al Vaticano?
    (parentesi: intanto la regione veneto assumerà, su indicazione dei vescovi, 96 preti come “assistenti spirituali” parificati agli infermieri. No, dico: potevano assumere 96 psicoterapeuti qualificati e magari disoccupati, che ce ne sono. Invece no. Preti.).

  2. essere disgustoso* dice:

    inizio a pensare che la presa di porta pia sia stato un errore.
    forse era meglio lasciargli il potere temporale e tenersi i soldi.

  3. P.G. dice:

    Nel libro di Curzio Maltese, “La questua”, sono presenti interessanti tabelle per documentare le ricchezze della Chiesa. L’ottoxmille: 1 mld di euro all’anno. Le proprietà immobiliari:9000 scuole, 4700 centri di sanità e assistenza, 50.000 strutture ecclesiastiche.TUTTE ESENTATE DALL’ICI, così come innumerevoli beni immobiliari “minori”.
    Il tesoro dello IOR: 5 mld di depositi.800 milioni di euro di patrimonio mobiliare. 15.000 insegnanti di religione, pagati dallo stato ma indicati dai vescovi.
    Non sarebbe ora che almeno, con tutto questo patrimonio, si pagassero qualcosa di tasca propria, invece di battere cassa continuamente?

  4. roberto dadda dice:

    Forse però bisognerebbe anche tenere conto del fatto che gli stessi studenti in una scuola pubblica costerebbero molto di più, esattamente come succede per le cliniche private che offrono le stesse prestazioni in regime di convenzione con costi fissati preventivamente molto inferiori a quelli che si registrano a consuntivo nella sanità pubblica.

    bob

  5. alice dice:

    e allora ditelo che della libertà di educazione dei cittadini non ve ne importa un fico secco. comunisti siete e comunisti resterete!

  6. stefano dice:

    LOL alice,
    quando ci saranno altrettante scuole private islamiche che istituti cattolici ti daro’ ragione,
    nel frattempo CIAO COMPAGNA!

  7. arso dice:

    Qui è disponibile l’inchiesta di Curzio Maltese per Repubblica (Ottobre 2007): Inchiesta de La Repubblica sui costi della chiesa cattolica.

  8. roberto dadda dice:

    Sicuramente un documento interessante, che però ha poca attinenza con la scuola.
    La domanda che io mi faccio è: quanto ci costerebbe realizzare scuole per tutti gli studenti che frequentano quelle private confessionali, più o meno del finanziamento?
    Non ho i numero della scuola, ho quelli degli ospedali che dimostrano che sarebbe per le nostre tasche un salasso ed ho buoni motivi per credere che sarebbe lo stesso.

    bob

  9. un altro massimo dice:

    Una risposta a Roberto Dadda e un interessante confronto di opinioni (del 2002 ma in parte attuale) si trova qui: http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina166.html
    Con l’attuale crescita degli studenti per classe la risposta di Daniele Checchi mi pare abbastanza plausibile.
    Quanto ai numeri degli ospedali è possibile avere una fonte web riguardo al ‘salasso’?

  10. roberto dadda dice:

    La domanda alla quale secondo me dovremmo rispondere è: cosa succederebbe se da un momento all’altro tutti gli studenti della scuola provata si riversassero nella scuola pubblica?
    Intendiamoci mia figlia frequenta la scuola pubblica che io preferisco di gran lunga, il mio è solo un esercizio per vedere se sia vero che con l’assegno lo stato perde soldi o se piuttosto non ne guadagni.

    bob

    I conti sul costo ospedale pubblico – ospedale privato li ho in documenti cartacei, vedo se trovo qualche cosa in rete e la segnalo.

  11. Antani dice:

    Incollo una-riga-una dell’articolo 33 di quella misconosciuta legge chiamata Costituzione della Repubblica Italiana:

    Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.