Domani ci sarà a Roma la manifestazione di iniziativa popolare che chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi. Luca ha riassunto nei giorni scorsi una serie di motiivazioni che sono in gran parte anche le mie sul NoBday ma non è di questo che vi volevo dire. Se domani la manifestazione romana sarà capace di richiamare una grande folla i giornali e forse anche noi scriveremo che si tratta del primo grande esempio di aggregazione popolare mediato dalla rete, a smentire una dinamica fino ad oggi prevalente di grandi mobilitazioni online incapaci di farsi esperienza concreta di lotta politica (“incidere nell’agenda politica” avrebbero detto alcuni degli organizzatori del NoBday in questi giorni timidamenti apparsi sui media).

Qualcuno certamente obietterà che le due giornate del Vaffanculo di Beppe Grillo avevano già incrinato questo diaframma e questo è certamente in parte vero. Tuttavia, come mille volte detto, la dinamica verticale dell’audience di Grillo, pur se aggregata su Internet, non differenzia molto i Vaffa day dalle mobilitazioni popolari accese da partiti politici o sindacati. Internet è in quei casi solo il mezzo attraverso il quale comunicare tempi e modi delle decisioni di pochi. A margine: l’assordante silenzio di Grillo sul NoBday, una manifestazione molto simile alle sue come toni e contenuti, ma da lui non organizzata, è forse l’esempio migliore di una qualche nota opacità.

Dove ci sono più di tre persone che parlano lì arriva un politico alla ricerca di consensi. I numeri raccolti su Facebook dagli organizzatori della manifestazione (numeri di per se stessi pochissimo significativi pur se contanti a decine di migliaia) hanno immediatamente scatenato gli appetiti di Antonio Di Pietro e sono stati capaci di incrinare quel poco che c’era ancora di incrinabile dentro il PD. Perché ovviamente una manifestazione popolare non può in questo paese rimanere popolare, deve essere in qualche maniera associata ad una o piu’ bandiere, deve essere cavalcata e definita dagli organigrammi dei partiti. Di Di Pietro si sa, ma la ragione per cui il PD debba per forza esprimere un parere su una manifestazione nata in rete e organizzata da semplici cittadini un po’ mi sfugge. In ogni caso l’autolesionismo da quelle parti ha come al solito prodotto esilaranti risultati, distinguo assurdi e compatimenti conseguenti (notizia dell’ultimora, pure la Bindi va).

Ho visto alcuni organizzatori del NoBday in TV: la mia idea è che avrebbero fatto meglio a non andarci. Un po’ perche’ nei talk show televisivi ci vuole un’abitudine che non si improvvisa, un po’ per la grande contraddizione (accresciuta anche dalla demenziale pretesa di essere seguiti da una diretta Rai) di propagandare una iniziativa di rete sui mass media. Io sono abbastanza categorico su questo (mentre mia moglie alla scrivania qui accanto scuote la testa) non ci si oppone al potere con gli strumenti del potere. Che poi domani magari ci troviamo con 5 milioni di persone in piazza (come segretamente spero) traghettate dall’Infedele di Lerner o da AnnoZero di Michele Armani Santoro. E allora addio analisi sociologica sulla penetrazione dei nuovi media.

update: Mi segnalano nei commenti che Beppe Grillo partecipera’ al NoBday. Lo ha scritto in un post di 20 gg fa. Colpa mia, non ero andato cosi’ indietro a controllare.

43 commenti a “Il colore viola”

  1. Luca Gras dice:

    Sfugge forse che l’obiettivo della manifestazione non è l'”analisi sociologica sulla penetrazione dei nuovi media”, ma… le dimissioni di Berlusconi. Ci sono facebook e i blog e li usiamo, Ma se io avessi una tv, userei anche quella.

  2. massimo mantellini dice:

    eh lo so, lo dice anche mia moglie

  3. Lunar dice:

    Luca, hai detto bene. Se io avessi una televisione… Ma LORO, “i ragazzi”, la televisione non la sanno neanche “maneggiare” mentre i marpioni ci mettono un attimo a farti fare la figura del pirla. Su questo sono d’accordo con Mantellini.

  4. Peppe Montini dice:

    Brutta storia quella dell’assordante silenzio di Beppe Grillo.
    Ma caro Mantellini, una domanda mi sorge spontanea: se il PD avesse accettato la candidatura alle primarie di Grillo, ed immaginando per assurdo che le avrebbe anche vinte, domani il comico genovese da segretario del PD ci sarebbe stato o no al NoBDay?

    Una sola parola: EGOARCA.

    Grillo da un bel pò ha scoperto che c’è una bella fetta di web che non se lo fila per niente: di passi falsi ne ha fatti tanti, e sono stati tutti quella in direzione della politica lasciata passare non come politica, ma come delirio di un comico ben informato.

  5. Rob dice:

    Ma tu confondi il mezzo col fine… Forse perchè per noi 4 gatti, il mezzo “è” il fine. La stampa parla di manifestazione lanciata dai bloggers, confondendo l’Italia con la Cuba di Yoani Sanchez: la realtà è che questa cosa afferisce a Facebook e alla sua massa critica. I blog sono una piccola nuvola di elettroni che ci gira intorno.

  6. essere disgustoso* dice:

    a livello morale il tuo pensiero è inattacabile ma hanno fatto bene ad andare in tv dove invitati: che si possano organizzare grandi eventi partendo dalla rete dovrebbero saperlo anche quelli che la rete non la frequentano.
    non sono per l’autoreferenzialità e, purtroppo, esiste il suffragio universale.

  7. blogattelle dice:

    -prego, si accomodi
    -mhm, grazie dottore
    -allora, mi dica, qual è il dente che le duole?
    -quesco, doccore
    -apra, apra bene, mi faccia vedere
    -aaaaa
    -e be’, in effetti sta combinato per niente bene
    -mi fa tanto male, dottore: non riesco piú a mangiare nulla, non riesco quasi neanche piú a parlare
    -apra…
    -aaaaa
    -qui c’è anche un ascesso che rischia di infettarle tutta la bocca
    -allora che fa, me lo toglie ‘sto dente?
    -togliere?, piano piano, calma: prima bisogna vedere come procedere: cosa mettiamo al suo posto se lo togliamo?
    -ma dottore…
    -eh dottore dottore…, bisogna pensarci bene, studiare le alternative: non sono mica il primo cavadenti che passa, io; ha visto la targa fuori dalla porta, no?, c’è scritto: “dottor bersani medico chirurgo dentista”; vada ora, che io mi dedicherò a preparare bene il suo caso…
    -ma, dottore, senza contare il dolore che non smette, come faccio ad alimentarmi?
    -beva, beva tutto caro signore, che le fa bene; vada vada, arrivederci
    -mmhm (esce)

  8. Max dice:

    Siete male informati, Beppe Grillo ha scritto sul suo blog che parteciperà al No B day, ha dato la sua adesione ma non salirà sul palco, come chiesto dagli organizzatori, perchè bollato come ‘politico’.
    Basta con le teorie del complotto. Siamo vittime di noi stessi in quest’Italietta disperata.

  9. massimo mantellini dice:

    @max, un link?

  10. sandro dice:

    confermo l’adesione di grillo dal suo “blog”
    http://www.beppegrillo.it/2009/11/mi_sono_rotto_i.html

  11. Max dice:

    eccolo, sono arrivato troppo tardi :-)

  12. Max dice:

    update 2: Grillo ricorda in un post dell’1 dicembre l’evento No-B Day, con queste parole:
    Il 5 dicembre ho dato l’adesione al No B-day. Non sarò sul palco e non parlerò in quanto richiesto dagli organizzatori. “Per noi è un politico e quindi non parlerà” ha deciso il comitato promotore.

  13. Gianni P dice:

    Credo che in questo caso Beppe Grillo abbia avuto un comportamento molto rispettoso: sarà anche lui a Roma e l’ha segnalato sul suo blog. Un suo contributo maggiore alla manifestazione del 5 dicembre avrebbe rischiato di essere bollata dai media come un altro VDay di Grillo e Grillini.
    Di Pietro nonostante mi pare ha sempre ribadito che non è una sua manifestazione (anche perchè gli organizzatori lo hanno stoppato per tempo)… mi ha dato la sensazione di averci speculato oltre misura… sopratutto per le critiche rivolte al PD.
    Di Bersani invece sono quasi certo che non ci ha capito proprio niente di quello che stava accadendo. La cosa più triste è che a volte i leader del PD mi sembrano perfino orgogliosi della loro incompetenza/ignoranza verso le dinamiche della rete.

  14. Sascha dice:

    Sempre ad aspettare che dalla Rete nasca qualcosa, dal basso, spontanea, che cambia tutto…
    Chi se lo ricorda il ruolo ‘decisivo’ della Rete nella cosiddetta ‘rivoluzione arancione’ ucraina? Certo più di quanti sanno che, subito dopo la rivoluzione, tutta la gran mobilitazione si dissolse nel nulla, i vincitori si abbuffarono e litigarono con abbandono e, alle prossime elezioni, è favorito il candidato filo-russo che la Rete aveva spazzato via durante la ‘rivoluzione’…
    Per non dire della Rete (o della blogosfera, a seconda) che ha ‘creato’ ed ‘eletto’ Obama e si è squagliata alle prime difficoltà…
    E naturalmente la rivoluzione via Twitter in Iran – successone nell’informare l’Occidente di tutti i dettagli della sconfitta…
    Diciamolo, sarei veramente schoccato se da questa manifestazione dovesse nascere qualche conseguenza politica positiva.

  15. Sascha dice:

    E inoltre: com’è che l’incompetenza/ignoranza verso le dinamiche della Rete non sembra essere un gran problema per il PdL? Avranno i loro problemi (capita, ogni volta che si debbono fare effettivamente delle scelte) ma di sicuro non questo.

  16. ilbardo.it dice:

    secondo me dovresti ascoltare tua moglie.

  17. Carlo M dice:

    “…Dove ci sono più di tre persone che parlano lì arriva un politico alla ricerca di consensi…”

    massimo sono d’accordo, ma allora non ha fatto bene bersani a non cercare consensi (al contrario di di pietro)?

    “…non ci si oppone al potere con gli strumenti del potere…”

    qui sono ancora più d’accordo.
    mi spiegate perché quelli che si lamentano che i media tradizionali (giornali e tivvù) non stanno dando il giusto spazio alla manifestazione, sono gli stessi che “i media tradizionali sono ormai inutili! sono morti e sepolti! potrebbero anche scomparire domani! tanto c’è la rete, ci sono i blog, ci sono i social network!”

  18. Pedro dice:

    Le mogli hanno SEMPRE ragione… lo scopo della manifestazione è uno e uno solo e cioè dire forte e chiaro che non vogliamo più essere rappresentati dall’ottavo nano. Per cui per una volta avrei messo da parte ogni considerazione circa speculazioni, secondi e terzi fini, per contribuire a infoltire il gruppo e fare la voce più grossa possibile. Peccato che Bersani non abbia capito questa banale verità. Di Pietro cavalcherà pure l’onda che monta, ma così facendo contribuisce ad aumentarne l’impeto e resta pur semrpe l’unico a ribadire forte e chiaro quello che la sinistra ormai non sibila nemmeno più… forse teme di venire travolta nel crollo del Berlusconismo?

  19. _gemini dice:

    secondo me stasera non si cena in casa mantellini ;)

  20. piovedisabato dice:

    In esclusiva e in anticipo vi rivelo il numero di persone che parteciperà all’evento:

    1 milione per gli organizzatori

    10mila per la questura

  21. ilbardo.it dice:

    @Pedro scusami, ma non sono d’accordo. Il senso critico serve per essere usato e, per quanto sia nobilissimo lo scopo superiore previsto per domani, nemmeno il più nobile degli scopi giustifica un atteggiamento del tipo: zitti e remiamo tutti insieme.
    Secondo me Mantellini ha fatto benissimo a proporre la sua analisi, MA PERO’ è sbagliata.
    Non si capisce molto cosa esattamente intendesse la consorte, ma non credo fosse uno zitti e remate.
    Mi sbaglierò, ma io lo inteso più come: se vi va di remare, ogni strumento è lecito, dal cucchiaio alla pala da fornaio , e chiunque voi siate siete i benvenuti, che c’è abbastanza da faticare per tutti.

  22. massimo mantellini dice:

    Ilbardo.it sintetizza egregiamente in effetti il punto di vista di Alessandra, in particolare quello di non trastullarsi con le analisi per mirare ai risultati, un punto di vista che capisco ma che PERO’ e’ sbagliato :)

  23. Daniele Minotti dice:

    @ilbardo
    Non pretendere, neppure dal Mantellini, un’interpretazione di ciò che pensano le donne.
    E neppure tu abbi questa pretesa… :-)

  24. tangue dice:

    Sono allibito, di tutto ciò che sta succedendo ci si limita a fare delle “analisi sociologiche”!!
    me lo immagino cosa avrebbero combinato danton, marat e robespierre se si fossero limitati alle “analisi sociologiche”.
    Certo per noi non sarà un evento paragonabile alla presa della bastiglia, ma l’analisi sociologica lasciamola a Fulvia e a quelli che si incontrano a casa sua al sabato sera

  25. diego ricci dice:

    La descrizione di questo post mal riuscito:
    1: solito, immancabile link a Sofri
    2: solito, immancabile link a Gilioli
    3. solito, immancabile (e immotivato) attacco a Grillo (e anche con una discreta superficialità, ormai ti autoconvinci delle cose)
    4. solite critiche superficiali a Di Pietro (ma ovvio tu non l’hai visto, hai riportato la Bibbia Sofri.
    In realtà uno nelle cose ci vede quello che vuole vedere: http://www.youtube.com/watch?v=kKQ_O9YZakw#t=2m00s )

    Mante sembri un disco rotto che suona la stessa musica da tempo. Tu non andrai in piazza, tu non ci vai mai perchè tu, come Sofri fate parte di quella sinistra snob che si mette a fare analisi sociologiche mentre c’è gente che prende un pulman alle 4 del mattino per andare là e dire una cosa molto semplice: “Anch’io mi sono stufato di Berlusconi”.
    E questo mentre voi sarete li a fare i conti, a guardare le fotografie su Repubblica ed a pensare a cosa dovrebbe fare un “grande partito di sinistra”.

  26. ilbardo dice:

    @Minotti prima o poi lo torverò il manuale segreto
    Te lo fotocopio? :P

  27. ilbardo dice:

    Io allora dissento con Alessandra: le analisi fanno sempre bene… e le analisi delle analisi, pure :P

  28. ilbardo dice:

    Giuro che smetto di leggere un post alla vola. Lo giuro!
    Volevo precisare che non mi ha mai convinto l’atteggiamento di chi “non si trastulla con le analisi”, perchè “bisogna fare qualcosa”.
    Io domani in piazza ci sarò, anche se causa piccola indisposizione non farò il corteo, ma me ne andrò ad aspettarlo a piazza san giovanni.
    Ci sarò, perchè, avendoci pensato molto e avendo e avendo trascorso i decenni del mio esistere ad esercitare il mio senso critico ed la mia limitata capacità di analisi, ho concluso che per me va bene esserci.
    Forse ho ragione, fore mi sbaglio. Forse ha ragione mantelli, se non ci va, anche se non mi pare abbia scritto che non ci va.
    Chiunque abbia ragione, secondo me, la cosa importante è non dimenticarsi mai di esercitare il pensiero indipendente.
    Forse mi sbaglierò.

  29. Federico Balestra dice:

    Bah, l’unica cosa che condivido è il commento di Daniele Minotti (oltre all’argomentazione di Alessandra :-) )

  30. Gianluca Longhi dice:

    Al di la della sociologia e dell’autoreferenzialità mi preoccupa di più trovare una qualche logica plausibile tra ad es.
    -“elites illuminate”
    – suffragio universale
    – democrazia
    e potrei continuare. Perchè spesso i governi con basi elettorali molto consistenti ci appaiono (per usare un eufemismo) come la non migliore alternativa possibile?
    Comunque sono d’accordo con Alessandra.

  31. Lunar dice:

    Al di la della sociologia e dell’autoreferenzialità…

    io sto uscendo di casa per andare alla manifestazione. ;)

  32. piovedisabato dice:

    e quando sarai tornato questa sera alle 18 tutto sarà come prima…e la manifestazione già dimenticata. è così alla fine.

  33. Carlo M dice:

    io la penso così:

    poiché è “una manifestazione civica, civile, di movimenti non di partiti” (come l’ha correttamente definita bersani), i cittadini che vogliono andare perché sono d’accordo con la manifestazione ci vanno e quelli che non sono d’accordo non ci vanno. punto.

    francamente, visto che è una manifestazione non di questo o quel partito, non capisco le polemiche su adesioni o non adesioni da parte di questo o quel partito.

    chiedere a un partito un’adesione ufficiale è improprio, e secondo me è un atteggiamento che tende a forzare e manipolare la natura stessa della manifestazione, che è appunto quella di essere nata dal basso, e non dall’alto.

    questa particolarità la comprendo e la apprezzo io, che della rete non sono un protagonista, e mi fa specie che invece non la comprendano alcuni conoscitori nonché figure di spicco del www.

    chi della rete è un interprete principale, dovrebbe essere quindi infinitamente più critico con quei partiti che si sono infilati in questa manifestazione, tentando di occuparla e strumentalizzarla, piuttosto che con quei partiti che ne sono rimasti fuori.

  34. piovedisabato dice:

    cosa vi avevo detto? hanno appena annunciato, in maniera ridicola, “siamo un milione”.

    Ma si può sempre essere così ridicoli? piazza san giovanni non tiene un decimo di un milione. In ogni caso si esagererà anche dall’altra parte. Ma come al solito chi esagera di più sono sempre quelli che fanno la manifestazione.

    E la credibilità scende sotto i tacchi.

  35. Sascha dice:

    Gli organizzatori hanno annunciato in realtà circa ‘mezzo’ milione di partecipanti – la notizia del televideo che parla di un milione è stata data giusto perchè i ‘bravi militanti’ (quelli con la credibilità alle stelle) possano tirare fuori la solita manfrina della piazza in cui non ci starebbero un milione di persone, uno dei pezzi più gettonati del repertorio
    (chiaro che quando la manifestazione è organizzata dall’attuale maggioranza Dio allarga la piazza fino a farcene stare due, di milioni di manifestanti)
    ((o, più in breve: CHEPPALLE!!!!))

  36. enzo di frenna dice:

    IN VIOLA IL GIORNO DELL’ARRESTO
    Pare che il viola porti bene. Il giorno del suo arresto Gianni Nicchi, boss della Mafia e superlatitante, indossava una maglietta viola. Data importante: 5 dicembre 2009. Sarebbe stato interessante chiedergli: «Anche tu aderisci al No Berlusconi Day?”.
    http://www.enzodifrennablog.it/dblog/articolo.asp?articolo=578

  37. Alfredo dice:

    Purtroppo non vale neanche più il principio di togliere uno 0 per avvicinarsi ai numeri reali.

    Probabilmente il processo è partito dai 3 milioni (più probabilmente 300.000) di Cofferati per l’articolo 18, da lì tutte le manifestazioni sembravano impallidire, e ormai un milione non si nega a nessuno. Poi la prima manifestazione del centro-destra ha dato un’ulteriore spallata nella “corsa agli armamenti”.

    Oggi c’erano 30-40.000 persone, e così come quando ci è andato il PdL, o quando c’è il concerto del I maggio. Magari un po’ di più, o un po’ di meno, ma non è questo il punto.

    Ormai sono giunto alla conclusione che questi numeri vengano dati con palese malafede.

  38. Daniele Minotti dice:

    @ Di Frenna
    Ahahah :-)
    Comunque, di regola, il viola porta sfiga. Ad esempio, nessun motociclista si farebbe una moto viola.
    Ancora prima, se non sbaglio è il colore dei paramenti della Quaresima. Non so se mi spiego…

  39. Lunar dice:

    I numeri li lasciamo maneggiare ai cretini. La gggente era tantaaaaaa, tantaaaaa, tantaaaa.
    Per chi vuole comunque fare i conti con Google Earth dovrebbe inventarsi un nuovo algoritmo. Quelli che non sono entrati nella piazza erano tantiiii, tantiiiii, tantiiii. Le strade limitrofe erano inatasate prima, durante e dopo la manifestazione. Festa di popolo. Festa di ggggente vera. Bravi gli organizzatori. Qualche bandiera “colorata” di troppo all’inizio. Qualche striscione troppo ingombrante sotto il palco è stato fatto spostare con un sorriso. E’ stato bello parteciparvi. E alla faccia di Berlusconi il tempo è stato splendido.

  40. vb (Vittorio Bertola) dice:

    Allora Massimo, la folla di oggi a Roma era sufficiente? Che siano un milione, mezzo milione, 300.000 poco importa… era una folla uguale o superiore a quella delle grandi manifestazioni organizzate da partiti e sindacati. Molti, comunque, erano lettori del blog di Grillo, se non militanti del suo movimento (così come ce n’erano tanti di IDV o dei partiti di sinistra), che in molte città è stato uno degli organizzatori di pullman, treni e raduni locali, tra cui quello altrettanto partecipato di piazza Fontana a Milano. E molti, senza nemmeno saperlo, in cuor loro gridavano “di quel che pensa Luca Sofri chi se ne frega”.

  41. Lunar dice:

    Bertola, io fino all’ultimo istante ero indeciso se partecipare o starmene a casa. I vaffa non mi interessano e non mi piacciono. A me interessa chi vuole costruire qualcosa e in quella piazza ho trovato gente che ha lo stesso desiderio. Per quanto riguarda l’aspetto più propriamente tecnologico e l’impatto dei nuovi media sul “futuro” e sulla vita di questo paese ho avuto dei riscontri interessanti. Acerbi, prematuri ma interessanti. Ho visto ragazzi di tredici, quattordici anni accompagnati dalle nonne. Si, dalle nonne. Ho visto anche vecchi arnesi ma preferisco guardare ai quindicenni. Sono loro il futuro di questo paese.

  42. pietro ancona dice:

    Agnes Heller

    Ricominciamento e non riciclaggio
    =========================
    Nel corso della manifestazione NO B day si è svolto un invisibile ma forse epocale braccio di ferro tra “il colore viola” cioè la voglia di pulizia, normalità democratica, giustizia sociale, speranza dei convenuti e la linea oramai obsoleta, fuori tempo massimo, di tutti i partiti che hanno ritenuto di parteciparvi, alcuni con il segreto proposito di mettervi in qualche modo cappello, altri per astuzia tatticistica per essere altrove e nella “piazza”, altri ancora con la sincera volontà di capire, di confrontare se stessi con l’onda di generazioni cresciute politicamente in internet allo stesso modo dei loro padri che si confrontavano nella sezioni e del tutto lontani milioni di anni luce dai partiti leaderistici che hanno sciolto le strutture copiando
    il partito liquido dalla sfatta sociologia che andava di moda qualche anno fa negli ambienti “in” della modernità in tutto (che poi si è disvelata pià vecchia della cucca).
    Internet e Facebook sono stati fattori fondamentali di catalizzazione. La comunicazione libera, sciolta e l’aggregazione per affinità elettive che avvengono continuamente e senza fine in internet sono fuori e liberati dal condizionamento massmediatico delle tv e della carta stampata al servizio logistico
    della oligarchia in cui è tralignata la democrazia italiana specialmente dopo la brutale amputazione del Parlamento e la sua riduzione ad un bipolarismo in grande parte copertura di un bipartisan in politica sociale, estera, nella amministrazione dei privilegi della partitocrazia e della casta dei politici. Una casta
    oramai del tutto separata dall’elettorato privato dei suoi diritti.
    La politica ha rivendicato il suo diritto ad essere utopia. Quanti contrappongono alle spregiate “anime belle” la necessità dello “sporcarsi le mani”, del partecipare, della riduzione del danno, debbono prendere atto che non c’è futuro e forse neppure presente nel realismo delle grandi volpi
    dei palazzi italiani, che debbono farsi da parte e lasciare il passo ad una nuova generazione. Ma è del tutto possibile che prima di andarsene questi con le cosidette “riforme” affosseranno del tutto la democrazia italiana e le sue connotazioni resistenziali e socialiste. Bersani propone alla destra italiana di lavorare con essa se rinunzia al processo breve. Uno scambio ineguale, pericoloso,
    che non si realizzerà per la protervia di Berlusconi ma che perderebbe per sempre l’Italia in un presidenzialismo supportato dagli oligarchi. Assai peggiore ed inconfrontabile con il sistema francese
    o tedesco peraltro bilanciati da una società civile forte di istituzioni funzionanti ed irriducibili in uno schemino autoritario.
    Se si vuole preparare per il popolo del No B Day un grande partito capace di rimettere insieme i
    quindici milioni di voti che ha avuto la sinistra italiana fino al 76 deve cessare il riciclaggio dei gruppi
    dirigenti dentro contenitori che sono nuovi e come le botti non possono essere riempiti di vino vecchio ed oramai quasi inacidito e si deve segnare una forte rottura con il passato rinverdendone nello stesso tempo gli ideali del riformismo che ha avuto come campioni Riccardo Lombardi o Fernando Santi. Gradualità e saggezza nell’azione, intransigenza nei contenuti! Il riformismo è la realizzazione di una società socialista attraverso la via parlamentare e la lotta sociale. Una delle vie previste dallo stesso Marx come è stato ricordato dalla grande filosofa ungherese Agnes Heller.
    La rottura della Bolognina ha portato il PCI ad unificarsi con la DC in un partito che sembra il clone del centro destra. Il PSI di Nencini e prima di lui di Boselli non hanno rotto con il craxismo anti ne hanno rivendicato il valore. Per questo il PSI è morto a differenza del PSI che ruppe con Mussolini e che, dopo il fascismo, era di nuovo il primo partito della sinistra italiana. I partiti della sinistra radicale debbono rompere con l’esperienza del prodismo e con le pratiche riduzionistiche e governativistiche. Insomma
    bisogna cambiare pagina e forse libro e cominciare da capo cominciando da una profonda disintossicazione del veleno liberista penetrato profondamente con l’accettazione della riforma del lavoro a cominciare dalla legge biagi e dal concertazionismo subalterno della CGIL.
    Pietro Ancona
    http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
    http://www.spazioamico.it

  43. Enrico dice:

    Amen