(copiato da Vanz su FF)

17 commenti a “Chi ha detto che in Italia non si leggono libri?”

  1. P.G. dice:

    Ah, di roba tipo questa, o la biografia di Miley Cyrus, i libri sui Jonas Brothers, qualsiasi schifezza sui vampiri, se ne vende, se ne vende…

  2. Camillo Miller dice:

    Ma ke kakkio, ki lo sapeva ke la Sha’ era la Vale, ma uff ke balle, io kredevo ke la Shari era il suo nome vero.

  3. carlito dice:

    BESTEMMIA

  4. thomas morton dice:

    Scommetto che anche lei è un’appassionata di Heidegger

  5. raxi dice:

    Una società facebookiana nell’anima

  6. Cafonauta dice:

    Madonna ke branco di puzzoni!!!

    In ufficio ho diversi laureati 110 cum laude che si vantano di non avere mai letto un libro perché leggere non gli piace.

    Magari si leggessero ste kakate!

  7. marco dice:

    Dipende dall’età di chi li legge se a leggerli sono i ragazzini allora è un bene, se a leggerlo sono i 20enni allora è un problema.
    Marco

  8. P.G. dice:

    Beh, io – in libreria – l’unica copia di TVUKDB che ho venduto l’ho venduta una ventenne.
    Cmq è vero, magari la gente leggesse queste schifezze. In verità anche la maggior parte dei laureati, in Italia, non legge nemmeno un libro all’anno. Non lo dico io, lo dicono le statistiche.

  9. gabriele dice:

    Ma il punto è che non capisco PERCHE’ sarebbe meglio leggere questo che niente.
    Questa cosa che leggere nobilita sempre e comunque, a prescindere, direbbe il poeta, ecco, veramente non la capisco.

  10. P.G. dice:

    Non è che leggere nobilita. Non si diventa nobili. Semplicemente, la parola scritta è altro dalla parola orale. Ad es., questa che stai leggendo è parola scritta. Ed è diversa dalla parola orale, perchè quella riguarderebbe- se fossimo ad es. al telefono – me e te e noi soli. Invece la parola scritta è di tutti, potenzialmente. Questa è la differenza(Derrida avrebbe detto: la differanza). Concretamente significa un po’ come la differenza fra rimanere per sempre sotto le gonne della mamma, oppure crescere e diventare parte della società: questa è la differenza fra chi legge e chi non sa leggere.

  11. gabriele dice:

    P.G., scusami, ma qui non si parla di alfabetizzazione, cioè di accesso alla lettura (o alla scrittura). Qui si parla di te che dici che sarebbe meglio leggere una cosa che si chiama TVUKDB piuttosto che niente.

  12. Lorenzo dice:

    Che bello, ora so che TVUKDB vuol dire “Ti Voglio Un Kasino Di Bene”, io ero convinto volesse dire “Ti Vendo Un Kilo Di Banane”! :-)

    Tornando IT, sarebbe curioso sapere se chi si approccia a queste letture poi ha la curiosità di leggere anche qualcosa di più “impegnativo”. Una mia amica legge esclusivamente Moccia e non sente assolutamente lo stimolo a leggere altro.

  13. Cafonauta dice:

    @Lorenzo
    Questo era il senso della mia polemica (indirettamente rispondo anche a Gabriele): Leggendo queste schifezze, una remota possibilità che prima o poi la curiosità di leggere qualcos’altro ti venga, c’è.
    Ma se non leggi nulla quella remota possibilità diventa zero.
    Sono un inguaribile ottimista ;-)

  14. smuzzz dice:

    @PG ma se il :senso del leggere: sta nel venire a conoscenza di qualcosa condiviso, beh, allora anche guardare il tg1.

  15. P.G. dice:

    Ma infatti il telegiornale è un tele-giornale: ovvero un giornale che viene letto a distanza. Dovrebbe avere molto a che fare con la parola scritta, insomma, più che con quella orale. Quel che fa la differenza è nel rapporto con il tempo, però: ovvero, la parola orale è istantanea, la parola scritta(dove scritto=registrato, in qualsiasi forma) è destinata a permanere, e la lettura è qualcosa che si lega a questa permanenza. Quindi un libro si può leggere anche mediante gli audio-libri: ascoltandolo.

  16. piovedisabato dice:

    comunque per quanto io non abbia letto il libro dato che “i titoli sono importanti” mi chiedo se qua qualcuno l’abbia letto. Si dice sempre di non giudicare un libro dalla copertina…o dal titolo..però poi..

  17. c. dice:

    io l’ho dovuto leggere per lavoro. fa schifo.