Mentre da noi accade l’esatto contrario Mario Tedeschini Lalli ci informa che in UK la diffamazione non è piu’ un reato penale.

13 commenti a “Voce del verbo intimidire”

  1. antonio dice:

    In UK sono molto restrittivi rispetto agli US, dove c’e’ il First Amendment

  2. mORA dice:

    Vorrei far notare che in questo modo l’UK s’è messo al pari, sì, degli USA, ma soprattutto di:
    Bosnia-Erzegovina, Cipro, l’Estonia, la Georgia, la Moldova, la Romania e l’Ukraina.

  3. Fabrizio dice:

    seeee. i nostri politici non rinunceranno mai ad una delle loro armi preferite.
    sarebbe come chiedergli di eliminare il finanziamento pubblico ai partiti … ops… “rimborsi elettorali”

  4. Bic Indolor dice:

    Be, ok non abusare della diffamazione per tappare bocche ma anche non abusare della libertà di stampa per spalare me**a su chi ti sta antipatico. Se si depenalizza la diffamazione non si rischia di ricadere nell’eccesso opposto? Es. se uno si mette a dire che il sig. XY è un pedofilo con tanto di indirizzo e numero di tel ad uso e consumo dei linciatori di professione (i quali non chiedono le prove, a solo sentire quella parola linciano e basta), se quel tipo non rischia nulla XY deve solo star zitto mentre si becca diffamazione, danni e magari botte? Ok, può annunciare al mondo intero (a sue spese) che non è vero (e non verrebbe creduto) oppure diffamare a sua volta il diffamatore (e che gliene viene in tasca), e poi? nel c**o se lo è preso, nel c**o se lo tiene!

  5. Sascha dice:

    Sì, non mi pare poi quella gran notizia…

  6. Daniele Minotti dice:

    La notizia mi sembra un po’ strana, da approfondire e verificare. Nel dubbio, però, rispetto l’Autore, anche perché alla base potrebbero esserci note ragioni di diritto sovranazionale.
    Faccio soltanto notare che, personalmente, della diffamazione mi preoccuperebbero più gli aspetti civili che quelli penali.
    Sì, perché una causa civile per diffamazione è pur sempre possibile, in tutti i Paesi del mondo. E, talvolta, i risarcimenti richiesti sono briciole per i grandi media, mazzate per i *dilettanti* dell’informazione (es. blogger).
    Basta una gugolata per avere un po’ il polso della situazione.

  7. Domiziano Galia dice:

    Non si può mica avere tutto: noi, in compenso, abbiamo depenalizzato la corruzione.

  8. antonio dice:

    In America la diffamazione di persone pubbliche a mezzo stampa e’ consentita dal First Amendment, per farsi risarcire il diffamato (e non la stampa) deve provare che il falso e’ stato scritto non con negligenza ma con deliberato intento malevolo, quindi e’ molto difficile farsi risarcire.

    Per questo in America la stampa verifica quotidianamente il potere politico che, ricordiamocelo, e’ solo temporaneo.

  9. Sascha dice:

    Il ‘deliberato intento malevolo’ è molto difficile da provare così che la stampa ‘verifica quotidianamente il potere politico’?
    Beh, sì, e se per caso rovina qualcuno con accuse false peggio per lui, l’importante è il bene del sistema.
    Tempo fa il governatore di New York, Spitzer, dovette dimettersi per essere stato beccato con delle prostitute: bene! nessuno è al di sopra del potere dell’opinione pubblica informata!
    Peccato che Spitzer avesse fatto carriera denunciando e in qualche caso mandando in galera gli allegri maneggioni di Wall Street, gente che non ha nulla da temere ne’ dall’impavida stampa ne’ dall’anticonformista blogosfera…

  10. antonio dice:

    Scusa, una cosa sono le prostitute e un’altra Wall Street, mi pare ci siano state delle inchieste anche per i “maneggioni” di Wall St., sai in genere chi falsifica i bilanci, ad esempio, va in galera in america, e si fa anche un bel po’ di anni; forse stai sbagliando paese.

    Ah, e Spitzer era con delle prostitute, la notizia era *vera* e lui ha deciso autonomamente di dimettersi. Diffamazione e’ quando dici una cosa falsa, quindi, di nuovo, c’entra poco.

  11. Daniele Minotti dice:

    Antonio, ti sembrera’ strano, ma diffamazione non e’, semplicemente e solamente, dire una cosa falsa. Almeno in Italia.

  12. Sascha dice:

    Il discorso era sulla funzione di controllo della stampa e di Internet nei confronti del potere politico e della sua totale inefficacia nei confronti di quello economico.
    Di maneggioni di Wall Street in galera se ne vedono molto pochi (anche adesso dopo tutto quel che è successo) e quei pochi li aveva mandati Spitzer.
    Insomma, non è il caso di mitizzare: i media americani sono indipendenti da certi poteri e col culo spalancato di fronte ad altri.

  13. antonio dice:

    Sascha:
    rileggendoti capisco quello che vuoi dire; non voglio mitizzare i media, ma la liberta’ di parola, l’importante e’ che ci ci sia qualcosa nella costituzione che vieta ritorsioni contro chi dice una cosa vera o, inconsapevolmente, falsa, nei confronti di una persona pubblica.

    Permettimi di precisare che questo non si limita solo ai politici, ma a qualunque persona pubblica, quindi anche ai maneggioni di Wall St.

    Questa e’ la teoria, la pratica, come mi insegni tu, si declina diversamente, e nel bengodi della crescita sproporzionata pochissimi osavano criticare coloro che avevano generato questa bolla.

    L’importante e’, pero’, che se qualcuno si fosse permesso di farlo, non sarebbe potuto essere perseguitato.

    Daniele:
    non sapevo che valesse anche per una cosa vera :(