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Mentre da noi accade l’esatto contrario Mario Tedeschini Lalli ci informa che in UK la diffamazione non è piu’ un reato penale.
Mentre da noi accade l’esatto contrario Mario Tedeschini Lalli ci informa che in UK la diffamazione non è piu’ un reato penale.
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Novembre 17th, 2009 at 13:46
In UK sono molto restrittivi rispetto agli US, dove c’e’ il First Amendment
Novembre 17th, 2009 at 14:08
Vorrei far notare che in questo modo l’UK s’è messo al pari, sì, degli USA, ma soprattutto di:
Bosnia-Erzegovina, Cipro, l’Estonia, la Georgia, la Moldova, la Romania e l’Ukraina.
Novembre 17th, 2009 at 16:28
seeee. i nostri politici non rinunceranno mai ad una delle loro armi preferite.
sarebbe come chiedergli di eliminare il finanziamento pubblico ai partiti … ops… “rimborsi elettorali”
Novembre 17th, 2009 at 17:22
Be, ok non abusare della diffamazione per tappare bocche ma anche non abusare della libertà di stampa per spalare me**a su chi ti sta antipatico. Se si depenalizza la diffamazione non si rischia di ricadere nell’eccesso opposto? Es. se uno si mette a dire che il sig. XY è un pedofilo con tanto di indirizzo e numero di tel ad uso e consumo dei linciatori di professione (i quali non chiedono le prove, a solo sentire quella parola linciano e basta), se quel tipo non rischia nulla XY deve solo star zitto mentre si becca diffamazione, danni e magari botte? Ok, può annunciare al mondo intero (a sue spese) che non è vero (e non verrebbe creduto) oppure diffamare a sua volta il diffamatore (e che gliene viene in tasca), e poi? nel c**o se lo è preso, nel c**o se lo tiene!
Novembre 17th, 2009 at 17:53
Sì, non mi pare poi quella gran notizia…
Novembre 17th, 2009 at 18:14
La notizia mi sembra un po’ strana, da approfondire e verificare. Nel dubbio, però, rispetto l’Autore, anche perché alla base potrebbero esserci note ragioni di diritto sovranazionale.
Faccio soltanto notare che, personalmente, della diffamazione mi preoccuperebbero più gli aspetti civili che quelli penali.
Sì, perché una causa civile per diffamazione è pur sempre possibile, in tutti i Paesi del mondo. E, talvolta, i risarcimenti richiesti sono briciole per i grandi media, mazzate per i *dilettanti* dell’informazione (es. blogger).
Basta una gugolata per avere un po’ il polso della situazione.
Novembre 17th, 2009 at 18:43
Non si può mica avere tutto: noi, in compenso, abbiamo depenalizzato la corruzione.
Novembre 18th, 2009 at 10:24
In America la diffamazione di persone pubbliche a mezzo stampa e’ consentita dal First Amendment, per farsi risarcire il diffamato (e non la stampa) deve provare che il falso e’ stato scritto non con negligenza ma con deliberato intento malevolo, quindi e’ molto difficile farsi risarcire.
Per questo in America la stampa verifica quotidianamente il potere politico che, ricordiamocelo, e’ solo temporaneo.
Novembre 18th, 2009 at 19:04
Il ‘deliberato intento malevolo’ è molto difficile da provare così che la stampa ‘verifica quotidianamente il potere politico’?
Beh, sì, e se per caso rovina qualcuno con accuse false peggio per lui, l’importante è il bene del sistema.
Tempo fa il governatore di New York, Spitzer, dovette dimettersi per essere stato beccato con delle prostitute: bene! nessuno è al di sopra del potere dell’opinione pubblica informata!
Peccato che Spitzer avesse fatto carriera denunciando e in qualche caso mandando in galera gli allegri maneggioni di Wall Street, gente che non ha nulla da temere ne’ dall’impavida stampa ne’ dall’anticonformista blogosfera…
Novembre 19th, 2009 at 00:20
Scusa, una cosa sono le prostitute e un’altra Wall Street, mi pare ci siano state delle inchieste anche per i “maneggioni” di Wall St., sai in genere chi falsifica i bilanci, ad esempio, va in galera in america, e si fa anche un bel po’ di anni; forse stai sbagliando paese.
Ah, e Spitzer era con delle prostitute, la notizia era *vera* e lui ha deciso autonomamente di dimettersi. Diffamazione e’ quando dici una cosa falsa, quindi, di nuovo, c’entra poco.
Novembre 19th, 2009 at 00:38
Antonio, ti sembrera’ strano, ma diffamazione non e’, semplicemente e solamente, dire una cosa falsa. Almeno in Italia.
Novembre 19th, 2009 at 05:10
Il discorso era sulla funzione di controllo della stampa e di Internet nei confronti del potere politico e della sua totale inefficacia nei confronti di quello economico.
Di maneggioni di Wall Street in galera se ne vedono molto pochi (anche adesso dopo tutto quel che è successo) e quei pochi li aveva mandati Spitzer.
Insomma, non è il caso di mitizzare: i media americani sono indipendenti da certi poteri e col culo spalancato di fronte ad altri.
Novembre 19th, 2009 at 08:43
Sascha:
rileggendoti capisco quello che vuoi dire; non voglio mitizzare i media, ma la liberta’ di parola, l’importante e’ che ci ci sia qualcosa nella costituzione che vieta ritorsioni contro chi dice una cosa vera o, inconsapevolmente, falsa, nei confronti di una persona pubblica.
Permettimi di precisare che questo non si limita solo ai politici, ma a qualunque persona pubblica, quindi anche ai maneggioni di Wall St.
Questa e’ la teoria, la pratica, come mi insegni tu, si declina diversamente, e nel bengodi della crescita sproporzionata pochissimi osavano criticare coloro che avevano generato questa bolla.
L’importante e’, pero’, che se qualcuno si fosse permesso di farlo, non sarebbe potuto essere perseguitato.
Daniele:
non sapevo che valesse anche per una cosa vera :(