Quanta storia affascinante si nasconde dietro quell’immagine di uomo morto inchiodato su una croce!
Secoli di trasformazioni di forme pittoriche e plastiche che traducono in realtà cambiamenti storici e di sensibilità religiosa. L’immagine di una morte infamante diviene il simbolo della redenzione e della speranza di vita futura. Dal semplice signum della croce si giunse, attorno all’anno Mille in occidente, dopo circa due secoli di dibattiti teologici e politici attorno all’uso delle immagini suscitati dall’iconoclastia orientale, al crocifisso con l’immagine del Cristo dipinto o scolpito (legno, avorio, metallo, spesso ad uso di reliquiario), oggetto di nuove pratiche liturgiche e devozionali. Il crocifisso, in contrasto con la deità del Cristo giudice della fine dei tempi, si fece manifesto della sua dolce umanità. Umanità percepita in maniera crescente, come dimostrato anche dalle tavole pittoriche che, dall’immagine di un uomo vivo in croce, passarono a quella di un uomo morto con i segni visibili della sofferenza. Una rinnovata spiritualità religiosa promosse una contemplazione sempre più attiva del crocifisso stesso e delle pene patite dal figlio di Dio, fino al raggiungimento, in certi casi, di un’immedesimazione assoluta: prova ne furono le stigmate di Francesco.
Signum originario di amore, la croce fu fatta anche, paradossalmente, vessillo e giustificazione di guerre santificate e terrore di “poveri diavoli” in odore di eresia e stregoneria.
Un simbolo non è mai buono o cattivo di suo, dipende sempre dall’uso che se ne fa.
Vogliamo togliere questo simbolo dalle nostre aule scolastiche? Pensiamo che la sua eliminazione promuova il processo di integrazione degli immigrati e ci faccia fare un passo verso una laicità dello Stato che, se pur dichiarata dalla Costituzione, non possediamo? Allora togliamolo subito. Personalmente credo che per smettere di essere quella sorta di stato confessionale mascherato che siamo, occorra ben altro.

Alessandra

49 commenti a “Il simbolo della redenzione”

  1. jm dice:

    hai fatto centro !

  2. luzmic dice:

    Capisco il trasporto (che posso immaginare, da quello che leggo, essere professionale e forse anche personale) per il tema, ma non riesco a condividere, neppure mettendomi nei panni altrui, la conclusione.

    La presenza dei crocifissi negli edifici pubblici non è questione di integrazione degli immigrati. E’ questione di sentimento nazionale. Io devo potermi sentire sullo stesso identico piano del mio vicino di casa perchè sono italiano, non perchè sono italiano cattolico.

    “Un simbolo non è mai buono o cattivo di suo, dipende sempre dall’uso che se ne fa”. Verissimo. Ed infatti l’uso che ne fa lo Stato italiano significa “la mia comunità nazionale è una comunità cattolica”. E gli italiani ebrei, musulmani, indù, atei ecc.?

    Dice: ma che fastidio ti da’ se il tuo maestro di scuola, il tuo medico, il tuo giudice, il tuo consigliere regionale trova ispirazione e conforto nel guardare quel crocifisso? Mica poi ti educa, cura, giudica, amministra peggio; anzi, forse lo fa ancora meglio.

    E invece no! Non è questo il punto. Le strutture pubbliche sono fatte di uomini e gli uomini sono liberissimi di professare la religione che vogliono nel loro privato (tengano pure il corano in un cassetto, un crocifisso al collo, un talleth sotto la giacca), ma lo Stato, lo Stato, deve essere indifferente alla religione. Non ignorarla, ma esserne estraneo.

    Non è una questione di astratta etica dell’uguaglianza (che pure avrebbe il suo peso) ma di concretissima necessità di dare a tutti i cittadini una casa comune. Sennò c’è sempre una parte che si sente invitata a casa d’altri. Altri gentilissimi, per l’amor del cielo, altri che ti dicono “resta qui tutto il tempo che vuoi” e ti danno una stanzetta da arredare a tuo piacimento e un ripiano del frigo dove conservare il tuo cibo, e non ti infastidiscono se, mentre loro preparano in salotto l’albero di natale comprato con i soldi della cassa comune, tu stai nella tua cameretta, ma sempre altri.

    E invece qui in Italia, noi italiani non cattolici, siamo a casa nostra.

    Probabilmente in effetti per smettere di essere quella sorta di stato confessionale mascherato che siamo, occorrerebbe ben altro. Cosa che peraltro si può dire di qualsiasi decisione (“ah, il Comune spende soldi per ripavimentare la piazza della stazione mentre ci sarebbe ben altro da fare”). Ma da qualche parte bisogna pur cominciare, e già togliere i crocifissi dagli edifici pubblici sarebbe un buon inizio.

    E, a proposito di simboli e di uso che se ne fa, sarebbe un gesto simbolico bello potente.

  3. laico dice:

    Un buon inizio sarebbe insegnare “Storia delle religioni” invece che “religione cattolica”, con insegnanti selezionati per concorso pubblico e non nominati dalla curia ;-)

  4. Bill The Butcher dice:

    …ci fosse un bottone “like” sotto il commento, lo cliccherei, caro luzmic :-)

  5. /V dice:

    D’accordissimo con @laico, io alle superiori ho avuto la fortuna di trovarmi un insegnante di religione che ha prediletto l’approccio storico alla liturgia e non ha mai mancato di fornirci una panoramica vastissima di tutte le professioni (basti che per un anno il programma e’ stato “escatologia e racconto della genesi in TUTTE le mitologie religiose del mondo”, fino agli eschimesi.

    Io rilancio senza polemica, ma a voler favorire l’integrazione e una casa comune non sarebbe meglio allora la cara vecchia bandiera? Magari affiancata da quella europea?

  6. dangp dice:

    Il crocefisso è stato tollerato fin troppo. Non rispetta lo Stato laico, i credenti nelle altre religioni e gli atei. Io sono ateo e mi da fastidio che un simbolo religioso, quindi frutto di molte falsità, turbi le menti nei nostri bambini.

  7. Gianmarco dice:

    Anch’io penso che “per smettere di essere quella sorta di stato confessionale mascherato che siamo, occorra ben altro”, ma intanto quello di rendere “laici”, almeno nei simboli, i luoghi pubblici sarebbe già un buon inizio.

  8. mfp dice:

    O tutti o nessuno via… aggiudicato… o okkupiamo mezza aula con le effigi dei 5-6000 dei esistenti al mondo, oppure li togliamo tutti e vediamo di ripitturare l’aula come dice tuo marito. Non se po’ fa altrimenti per essere precisi. L’unica cosa e’ che in caso la popolazione suggerisce di mettere mano alla legge del 1924 o ai patti lateranensi, c’e’ il rischio concreto che la Carlucci possa suggerire di costruire una seconda scuola a fianco a quella pubblica, radendo al suolo il parco (che tanto non ce va’ nessuno), facendo per altro felice il Consiglio d’Amministrazione della Impregilo… ecco… li’ potrebbe esserci un problema politico da risolvere e tocca chiamare Gilioli. Oppure chiamiamo Bersanetor The Sanitor… Sanitizzator… Sanator… come se dice? (se no mi chiamate a me e io faccio finta di essere Martin Luthero II, The Revenge Of The Deads Souls… ci facciamo un film e lo mettiamo in prima serata al posto de La Squadra, 180 episodi battenti bandiera liberiana, pero’ per le scene pericolose vojo la controfigura che io so’ delicato (c’ho uno scrub che fa miracoli ma mica posso muovere troppo il culo! A 31 anni la cellulite comincia a farsi sentire!)… martellanti… bum-bum-bum-bum… giuro che ce metto tutta la passione di questo mondo… ethos logos pathos e pure un po’ di ReversePNL che ho acquisito inconsciamente in questi anni di 2.0; non mi mancano: so’ mejo de ‘n’incrocio stradale tra conducenti come questi: http://www.youtube.com/watch?v=oLFWS3fFuVo … cosi’ invece di spaccarmi gli occhi su un monitor, campo dicendo stronzate! E’ assolutamente un piano migliore di quello precedente che invece prevedeva di studiare, lavorare, filiare, e perfino morire!)

  9. The Rat Race » Parole sante dice:

    […] altri. E invece qui in Italia, noi italiani non cattolici, siamo a casa nostra." (Luzmic, in questo commento a questo post di […]

  10. benaltrista dice:

    Benaltrismo rilevato.

  11. sinistralirica dice:

    Copio/incollo dal blog di Gilioli un’opinione che mi sembra paqrecchio sensata perchè parte dalla sentenza: “la sentenza dice una cosa molto diversa: non accenna minimamente alle “radici cristiane” dell’Italia, ma spiega semplicemente che un crocifisso è un simbolo religioso e che i simboli religiosi nelle scuole dello Stato – quali che siano – rappresentano una forma di maggiore vicinanza di uno Stato a una religione piuttosto che un’altra, e quindi violano il principio dell’equidistanza dello Stato da tutte le religioni stabilito dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali firmata dall’Italia nel 1950”. Non si tratta quindi di essere “laici” o confessionali”, ma di essere autenticamente rispettosi. E tolleranti. Di tutti.

  12. Paolo dice:

    Vi propongo un autorevole contributo di un noto intellettuale moderato

    http://www.youtube.com/watch?v=goWDmbvNGr0

  13. Pietro dice:

    abbasso il benaltrismo!
    @luzmic, ammazza se ci hai ragione! shalom!

  14. Roby2412 dice:

    @luzmic,
    ci fosse stato un tasto like sotto il tuo post l’avrei pigiato anch’io.

    @laico e /V,
    come la mettiamo con chi è ateo ?

  15. enrico dice:

    da non dimenticare il crocefisso disegnato dal grande armando testa.

  16. Pier Luigi Tolardo dice:

    Una scuola anche pubblica non è una “scuola di Stato”, lo Stato dovrebbe c’entrarci molto poco, tantomeno una cosa molto lontana ed astratta come il Tribunale di una Comunità di 47 Paesi(cosa diversa dalla stessa UE). Quello che si affigge alle pareti dovrebbe essere una scelta di quella precisa Comunità scolastica, diversa dalle altre, e non per forza costretta a fare lo stesso da Canicattì ad Helsinki. Potrebbe essere un segno importante per la maggioranza degli studenti e genitori di una scuola e rispettato anche dagli altri o essere visto male dalla maggioranza di altri studenti e genitori di un altro istituto. Forse uno Stato laico, come accade in Inghilterra, Germania, Olanda, Belgio e perfino nella zapateriana Spagna dovrebbe consentire con aiuti diretti e/o sgravi fiscali ad un genitore anche non ricco di popter scegliere na scuola diversa da quella statale, magari cattolica, protestante, ortodossa o islamica purchè questa scuola si impegni a rispettare Costituzione e programmi minimi.
    Diverso è il discorso di uffici pubblici non scolastici, anche se spesso alle pareti degli stessi si vede proprio di tutto.
    E’ un fatto che 70 anni di crocifisso non hanno impedito a milioni di cittadini, una volta diventati adulti, di non frequentare mai più la chiesa e di non votare più Dc, a milioni di studenti di contestare il cattolicesimo e il Papa, a centinaia di migliaia di docenti di criticare la Chiesa nelle lezioni di storia, scienze , forse perfino chimica. Il nostro Paese è più pluralista di altri e la libertà di insegnamento è garantita anche senza togliere il crocifisso da decenni.
    Ed è un fatto anche che la prima cosa che hanno tolto nazisti e comunisti dalle scuole fu proprio il crocifisso, non esiste un territorio vuoto, privo di simboli, se si decide di toglierne uno tradizionale può andare benissimo, se questa è la scelta della maggioranza ma bisogna sapere che altri ne prenderanno il posto.

  17. Maurizio dice:

    Mi sa che toglieranno i crocifissi dalle scuole quando toglieranno i calendari del duce dalle mura delle caserme…

  18. Camillo dice:

    ..ma c’è sempre ben altro? Possibile? Ma se è un simbolo di “appartenenza” religiosa… sarà chi “appartiene” ad esibirlo, che senso ha che sia “imposto” dallo Stato (solo a partire dal 1924)? E quando arriverà il piccolo David che vorrà esporre il suo Menorah? Che si fa? Chi glielo spiega che quello non va bene?

  19. P.G. dice:

    @Tolardo: quindi secondo te ogni comunità scolastica dovrebbe decidere autonomamente. Chi decide?Il consiglio dei docenti?Il preside?Il consiglio d’istituto?Ogni singola classe? Gli studenti?A maggioranza qualificata, assoluta, relativa, doppio turno con ballottaggio(volete Gesù o Barabba?), o unanimità?E in caso di parità fra due divinità, le esponiamo entrambe o nessuna?

    E come reagiresti se una comunità scolastica decidesse democraticamente, invece di esporre il crocefisso, di esporre il simbolo di scientology o di satana?

  20. P.G. dice:

    E smettiamolo per favore con l’argomento dei nazisti e dei comunisti, a furia di usare sempre questi trucchi retorici si finisce per trasformare i più biechi totalitarismi in macchiette da scenetta di Guzzanti (scena: c’è il tipo che investe un pedone. Lui vuole i danni, e il tipo gli dice “siete i soliti comunisti” e alla fine la spunta, e chiosa: “ahò, funziona sempre eh!”)

  21. /V dice:

    @Roby2412: che centra la bandiera con l’ateismo?

    Si parlava di rappresentare l’integrazione anche con chi di religione diversa. A questo punto io dicevo di TOGLIERE i simboli religiosi (che non rappresentano unitá di una beneamata mazza) e sostituiamoli con qualcosa con cui tutti possono (e dovrebbero) relazionarsi: la secolarissima bandiera.

    Italiana ed Europea.

  22. Pier Luigi Tolardo dice:

    Già oggi la Comunità scolastica che ha i suoi organi, eletti democraticamente a maggioranza, decide in forma democratica, cioè a maggioranza, su questioni anche più importanti, ai fini pratici e didattici, dell’esposizione del Crocifisso, come ade esempio: contributi economici più o meno volontari da far pagare ai genitori, sanzioni disciplinari, spese per materiali anche per centinaia di migliaia di euro, gite all’estero, attività integrative obbligatorie e facoltative, iniziative pubbliche dalle feste ai copncerti, regolamenti di utilizzo anche pubblico di aule magne e biblioteche, attività promozionali, collaborazioni con enti pubblici, partecipazione a manifestazioni pubbliche da sfilate a visite di caserme, etc. Non mi pare una questione questa del crocefisso meno meritevole e nemmeno è più importante rispetto ad altre che investono il Consiglio d’Istituto, dove sono rappresentate tutte le componenti della scuola bidellicompresi. A meno che non si ritenga più democratico un Paese dove qeste cose per l’asilo di tua figlia le decidono a Strasburgo dei giudici svedesi edi San Marino o la Gelmini decide tutto lei perchè è la beniamina del Capo, che poi anche la maggioranza democratica debba trovare forme di convivenza ottimali è un altro discorso.

  23. Roby2412 dice:

    @/V
    scusa, ma nel tuo commento non ti dicevi d’accordo con “laico” sull’insegnamento a scuola di tutte le religioni?
    In questo senso dicevo come la mettiamo con l’ateismo.

  24. Rob dice:

    Resta comunque in assoluto il simbolo religioso più macabro e terribile della storia. Ma mettete la madonna, se proprio ci va qualcosa, che fa meno impressione…

  25. Roby2412 dice:

    Leggendo i commenti di questo e del post precedente in me si rafforza sempre più la già radicata convinzione che questo tipo di argomenti appartengono alla sfera privata e perciò rimanere a debita distanza dai “luoghi pubblici”.

    @Tolardo,
    sì certamente gli organi scolastici hanno autonomia gestionale ma, come risulta anche dal tuo elenco, è prevalentemente di tipo amministrativo, la decisione se esporre o meno un crocifisso non credo possa attenere all’arredo scolastico .
    Comunque, non hai risposto alla provocazione di P.G., come la prenderesti se nella classe di tuo figlio/figlia chi di competenza avesse deciso di affiggere il simbolo di scientology, dei testimoni di geova o di qualche strana setta di religiosa?

  26. Pier Luigi Tolardo dice:

    Confondere le c…che spara Berlusconi sul comunismo con il fatto che, ancora nel 1990 degli albanesi venissero incarcerati e condannati perchè trovati in possesso di un crocifisso oppure che nel 1989 la rivolta a Dresda è iniziata nelle Chiese protestanti(la DDR era a maggioranza protestante)e gli ultimi arrestati sono stati dei pastori luterani mi sembra grave.

  27. Daniele Minotti dice:

    Al di là del merito (che è complessissimo, mentre lo vedo banalizzare), questa vicenda proprio non mi piace perché puzza di vendetta sociale lontano un miglio…

  28. P.G. dice:

    Ovviamente la questione dell’esposizione di un SIMBOLO religioso non può essere ridotta a una decisione amministrativa da consiglio di classe o di istituto.
    Mi immagino l’ordine del giorno:
    1)Organizzazione gita di classe
    2)Istituzione fondo per acquisto carta igienica(visto il taglio dei fondi)
    3)Referendum sul crocifisso: vivo, morto o x?

    E’ una questione troppo seria per essere lasciata all’autonomia di ogni singola classe o scuola: a)perchè riguarda la laicità delle istituzioni pubbliche; b)perchè il rischio è di trovarsi in scuole e classi che espongono simboli differenti, finendo per scontentare tutti. Cioè, un consiglio di classe potrebbe decidere di non esporre alcun simbolo, scontentando una parte di genitori che invece lo vorrebbe; altri potrebbero decidere di esporre TUTTI i simboli religiosi, ma non quelli, che so, musulmani; altri potrebbero decidere, per assurdo, di esporre simboli dubbi come quelli di scientology, che manco si capisce se è una religione.
    Insomma, io penso che su questioni fondamentali bisogna decidere addirittura non a livello statale, ma interstatale, per quanto possibile: perchè ormai lo scambio di studenti fra italia e estero e il multiculturalismo è sempre più frequente. Perciò bisogna fare i modo che tutti si sentano a loro agio, nelle scuole italiane. Una decisione comune a livello europeo sarebbe già un bel passo avanti, e a quanto pare l’orientamento europeo è per tener fuori i simboli religiosi dalle scuole.

  29. Roby2412 dice:

    Scusa Minotti, dov’è la complessità? Forse nel chiedere che venga applicata la Costituzione? Capisco che ultimamente qualcuno con quella carta vorrebbe pulircisi il culo … però finchè non sarà cancellata/modificata è sempre una legge dello stato, anzi la suprema legge.
    Dov’è la “puzza di vendetta sociale”? Forse nel rivendicare che il paese in cui sono nato e dove vivo rispetti la mia diversità dal mainstream? Siamo una democrazia oppure no? In democrazia non esistono figli di un dio minore, anzi per colmare squilibri le minoranze in genere si tutelano.

  30. luzmic dice:

    @ Daniele Minotti
    vendetta sociale? In che senso?

  31. Andrea dice:

    Un simbolo non è mai buono o cattivo di suo, dipende sempre dall’uso che se ne fa.
    Ecco l’errore, come se non esistesse una precomprensione dei segni, una loro storia, esattamente come hai dimostrato con le righe scritte prima…
    Che lettura banalotta. Anni di semiotica buttati nel cestino..

  32. Saverio Fulci dice:

    Luzmic, hai ragione. Al di là di tutto, se io pongo il crocifisso in un ufficio pubblico, in un’aula pubblica, significa che tutta l’attiità pubblica che lì viene svolta è informata a quel simbolo.
    Non a caso, negliuffici pubblici c’è la fotografia del Presidente della Repubblica e la bandiera italiana.
    Siccome il nostro NON è uno Stato confessionale, che l’attività svolta in quel luogo sia conformata a quel simbolo, costituisce discriminazione.

  33. ilbardo dice:

    Io vorrei. Lo vorrei dagli anni novanta, quando feci sparire quello della mia classe.
    E’ deprimente sentirsi additare questo simbolo religioso come un simbolo culturale.
    Mi fa rabbia l’associazione intaliano = cattolico.
    Ma ovviamente mica la sensibilità di quelli come me conta qualcosa, noi siamo solo gli atipatici diversi da emarginare.

  34. Enrico dice:

    Quindi secondo te basterebbe la presenza di un crocifisso a scuola per “informare” tutta l’attività scolastica a quel simbolo? Mi sa che è parecchio tempo che non entri in un’aula. Trovo poi curioso che si dica che questo è uno stato confessionale quando nessuna delle caratteristiche di questo tipo di stato è presente in Italia e l’art 1 del concordato è stato da tempo abolito. E’ pur vero che alla cheisa cattolica sono accordati particolari privilegi ma questo non basta certo a definire l’Italia uno stato confessionale.

  35. Roby2412 dice:

    ” Trovo poi curioso che si dica che questo è uno stato confessionale quando nessuna delle caratteristiche di questo tipo di stato è presente in Italia …”

    Scusa Enrico, allora i PACS, il casino del caso Englaro, le reticenze sulla RU486, il fatto che nelle scuole s’insegni “una sola” religione … senza contare i comportamenti discriminatori ampiamente tollerati come quel medico obiettore che pochi giorni fa ha urlato “assassine” a delle donne che si erano recate in ospedale per abortire.
    C’è bisogno che entri in vigore una sorta di sharia per definire l’italia uno stato confessionale?

  36. ilbardo dice:

    Vi propongo un mio vecchio post di un mio vecchio blog. E’ datato 31/10/2009, ma, guarda un pò, il tema di discussione era esattamente quello presente:

    “L`Italia è uno stato laico o piuttosto come tale, dal 1872 ad oggi, si è sempre professato, ma, come da troppi secoli nella nostra storia, questa professione è stata sempre ambigua, incerta, un pò bugiarda, con riserva mentale, con le dita incrociate dietro la schiena.

    E` la fine del 2003 e l`Italia si mostra come uno stato confessionale, uno stato cattolico apostolico romano.

    La legge sugli arredi scolastici è una legge degli anni `20 del `900, una legge coetanea del primo concordato tra stato italiano fascista e chiesa cattolica apostolica romana. E` una legge che prevede che in ogni aula di ogni ordine e grado della scuola pubblica, pagata con le tasse di tutti i cittadini di tutte le religioni e tutte le culture, sia obbligatoriamente presente, accanto a sedie, banchi, cattedra, un crocefisso, simbolo della religione cristiana. E` una legge che dispone tassativamente, nella sua interpretazione letterale, gli elementi di arredo di un`aula scolastica, vietando quindi, nella sua
    interpretazione letterale, che altro oltre al previsto sia presente nello spazio in oggetto, ivi introdotto sia dagli insegnanti che dagli studenti.

    Nella lettera della sua norma, non solo la lagge impone l`affissione del crocifisso dunque, ma anche vieta che siano affissi
    altri simboli sacri o emblemi di varie appartenenze, religiose, politiche, culturali, raziali, nazionali ecc ecc

    L`Italia è uno stato laico…

    L`art.7 della nostra Costituzione recita:” Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.”

    In tutti gli articoli della nostra carta costituzionale, questa è la massima espressione dell` autonomia delle istituzioni dalla chiesa di Roma.

    Tutte le parti politiche e tutte i rappresentanti delle massime istituzioni di uno stato laico e democratico, difendono la legge che obbliga al crocifisso. L`Italia, si argomenta, è un paese a maggioranza cattolica, ma lo stato democratico non è lo stato di tutti i cittadini?

    Ma una democrazia non è di tutti i cittadini? Non è lo stato sia della maggioranza che delle minoranze? E le istituzioni di uno stato democratico non devono essere le istituzioni di tutti i cittadini, quale che sia la loro cultura, religione, origine, orientamento politico?

    L`Italia è uno stato laico ed una repubblica democratica… ehi…che andate a sbirciare le dita incrociate dietro la schiena? “

  37. /V dice:

    @Roby2412 si scusa, mi era sfuggito quel particolare.

    Mi pare siano due discorsi diversi. Un conto e’ una struttura pubblica che fa capo a uno stato dicentesi LAICO che nei fatti abbraccia anche solo formalmente un credo particolare ostentandone i simboli.

    Cio’ e’ male e sbagliato e cacca (anche se perderci 3 giorni di discussione mi pare un po’ sproporzionato. In pratica stiamo dandogli la stessa importanza ma nel senso inverso).

    Pero’ l’INSEGNAMENTO di Storia delle Religioni (come si potrebbe chiamare), in un mondo governato e mandato a male da regimi religiosi, chiese e sette, mi pare fondamentale. Per venderla un po’ ai leghisti, si tratterebbe di un piccolo passo per capire “cosa gli passa per la testa di tutti ‘sti arabi qua”.

    Facile senno’, anche io ero A-storico e A-geografico, ma mica andavo in corte a chiedere di saltare le ore di storia e geografia.

  38. ilbardo dice:

    Mi è stato possibile saltare per cinque anni l’ora di religione, proprio perchè, legge alla mano, non si tratta di un’insegnamento storico, ma di catechesi durante l’orario di lezione.
    Non sono fisse mie, ma è scritto chiaro e tondo nel testo del concordato e nel testo della revisione dello stesso, presidente del consiglio Craxi, operata negli anni ottanta.
    La storia del cristianesimo l’ho approfondita durante tutti i cinque anni del liceo, perchè capire veramente la storia d’italia e d’europa e la letteratura d’italia e d’europa, senza conoscere, ma anche minuziosamente, la storia della chiesa, la riforma, la controriforma, ma persino le vite dei santi e i dettagli delle liturgie e altre diecimila cose, che in qualche modo hanno a che fare con la chiesa prima cristiana e poi cattolica, è, almeno secondo me, impossibile.
    Si trattava però di uno studio critico, uno studio che approfondiva la falsità della donazione di Costantino, l’aspetto politico ed economico delle crociate crociate, l’autoritarismo, la caccia alle streghe ecc ecc
    Volendo allargare questo studio anche alle altre religioni, dovrebbe comunque, almeno secondo me, conservare la stessa indispensabile caratteristica di approfondimento critico, se volesse essere uno studio veramente utile a chi lo compie.
    Sarò pessimista, ma questo mi sembra un paese dove concorrenti clericalismi si fanno la guerra, per trovare un proprio spazio di potere, il terreno meno fertile possibile per il germogliare del senso critico.

  39. Pier Luigi Tolardo dice:

    Nè il Concordato precedente, stipulato dal fascismo, nè quello attuale approvato a larga maggioranza dal Parlamento italiano parlano del crocifisso e dell’obbligo di esporlo. Esiste solo una decreto ministeriale di epoca fascista che prevedeva l’esposizione nelle aule e negli altri uffici pubblici insieme ai ritratti di Re e duce, ora che il re e il duce, fortunamente, non esistono più(il Crocifisso per lamaggioranza dell’80% degli italiani che continua a far battezzare i figli e chiede poi l’insegnamento della religione cattolica invece esiste ancora)è rimaso il crocifisso, la cui presenza è prevista da circolari sull’arredo.
    Ergo chi toglie un crocifisso se non lo distrugge(è sempre un arredo pubblico) dal muro dell’aula scolastica non commette alcun reato, si vorrebbe far diventare un abuso il metterlo? Perchè dovrebbe esserci una legge addirittura europea e perchè no mondiale sulla questione? Se uno non è ossessionato da fatti religiosi tanto da farne una crociata al contrario perchè non può ammettere che una singola scuola possa decidere cosa fare sulla questione? Non è molto più importante, soprattutto per un non credente o un laico, che una singola scuola possa introdurre informatica o latino, decidere ripetizoni gratuite o l’uso di una divisa.
    Perchè alla fine se già oggi il crocifisso non è un obbligo assoluto con valore di legge ma solo più che altro un fatto di tradizione e di consuetudine non si può lasciare alla singola scuola, distretto di scuole la decisione?

  40. Pier Luigi Tolardo dice:

    Inoltre, il dire che ne penseresti se un’altra religione esponesse i suoi simboli è un’ipotesi assurda, più che altro retorica: l’Islam non ha simboli come il Crocifisso anzi l’Islam è iconoclasta e rifiuta le immagini, per quanto mi riguarda la legge francese(ma anche turca) che proibisce l’uso del velo nelle scuole o l’uso della Kippaq ebraica è assurda ed ingiusta oltreche largamente inapplicata e inapplicabile.
    Se ci fosse la Menorah ebraica non sarebbe neanche un problema, il candelabro a sette braccia è il simbolo di un popolo che ha vissuto e dato alla Chiesa il suo Messia, per cui la Menorah aveva valore o no?
    Per i protestanti il crocifisso non si usa, sopra i loro Tempii (per esempio Valdesi) c’è solo la Croce senza il Corpo di Gesù mentre i Testimoni di Geova non hanno simboli.
    E’ giusto che se c’è un solo bambino Testimone di Geova, un bambino non battezzato e figlio di non credenti, e due mussulami gli altri 20 debbano rinunciare ad un simbolo importante? E poi, praticamenre e realisticamente quianti non cattolici pongono veramente il problema.
    Mi sembra che, oggi, rispetto a quando ero bambino, quasi 40 anni fa, la scuola sia molto più laica: quando ero baMBINO c’era l’insegnamento religioso obbligatorio e la religione cattolica era considerata “fondamento e coronamento”dell’educazione. Oggi il fondamento è solo la Costituzione e l’insegnamento religioso è facoltativo. Ieri si iniziavano le lezioni con la preghiera ma oggi e da anni non è più così, anche la messadi inizio anno o Natale esiste in pochissimi casi.
    Il crocifisso è l’ultima tradizione di un’epoca in cui la religione cattolica era più centrale e riconosciuta socialmente: chi crede in una secolarizzazione integrale chiede che anche questo ultimo “residuo” sia cancellato ma ci sono moltissimi, anch’essi secolarizzati e non nostalgici del tempo che fu, che pensano che anche solo un segno di un’identità sociale, culturale, sentimentale tradizionale debba rimanere, magari solo un segno, ma almeno quello.

  41. P.G. dice:

    Quindi aspettiamoci consigli di classe all’insegna del “gesù o barabba”, assemblee d’istituto per decidere se fare l’albero o il presepe, e colloqui fra genitori e docenti dove invece di discutere dell’andamento scolastico del discente, si dibatte sul significato dei simboli religiosi appesi o non appesi al muro.
    E cmq resta il fatto che se anche uno solo viene discriminato, vuol dire che tutti possono esserlo.

  42. Pier Luigi Tolardo dice:

    Cosa significa discriminato? Il fatto che al muro ci sia attaccato un simbolo religioso diverso dalle mie convinzioni? Mi pare che il bambino deve imparare a confrontarsi con docente e compagni che possono avere idee diverse dalle sue, anche in maggioranza, che non devono avere timore di comunicargliele anche se con rispetto delle sue esigenze fisiche,morali, educative. Se venisse discriminato perchè povero o straniero, venisse giudicato male, emarginato, non gli venissero date le stesse chances educative perchè è straniero, mussulmano, nero, povero o magari tutte e 4 le cose insieme allora mi preoccuperei e mi indignerei ma non certo perchè vede un simbolo che vedrà molto spesso anche fuori dalla scuola come vedrà donne nude che fanno la pubblicità delle birre, immense porzioni di salame che pendono ammiccanti dai muri e poi centinaia di ore di assassinii, politici che si insultano, etc. Il problema della sua educazione ed integrazione è questo del crocifisso?
    E poi mi stupisce che non si crede che sia un valore far discutere e decidere la gente, anche a livello locale, su questo, che sia meglio credere che qualcuno debba decidere, in un senso o nell’altro, pro o contro per noi.
    Che sia brutto litigare? Ma la democrazia non è confrontarsi e decidere a maggioranza? Ci sono solo 2 metodi: il primo è rompere le teste, l’altro è contarle, io preferisco il secondo.

  43. tangue dice:

    Per favore, mi potreste togliere una curiosità? (e mi rivolgo anche all’autrice del post)
    ma avete letto la sentenza della Corte europea dei diritti umani?
    io sto qui che mi rotolo dalle risate per quanto siete FUORI tema, voi come tutto il mondo che si sta …. occupando del tema.
    Altro che benaltristi…

  44. Daniele Minotti dice:

    @tangue
    Hai perfettamente ragione. Senza tante balle (da una parte e dall’altra) la linkiamo
    http://cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp?item=1&portal=hbkm&action=html&highlight=30814/06&sessionid=36721069&skin=hudoc-en
    Quello francese e’ l’unico testo ufficiale al momento disponibile. Astenersi giuristi e francofoni improvvisati.
    Mero risarcimento danni, non obbligo di rimozione.

  45. ilbardo dice:

    vabbè, allora se l legge sugli arredi scolastici non è più in vigore, io che parlo a fà

  46. ilbardo dice:

    ah, dimenticavo… gli alberi sono blu e il cielo è viola.

  47. ilbardo dice:

    Io ho il grave difetto di essere una persona che prima si irrita e solo dopo riflette con calma.
    Riflettendo con calma, ho considerato che in nessuno dei miei post si fa riferimento ai patti lateranensi circa l’obbligo agli arredi scolastici.
    I miei interventi si riferivano, mi pare rettamente, ai patti lateranensi riguardo l’ora di religione cattolica nelle scuole italiane e alla legge del ventennio via via riversata in diversi provvedimdenti legislativi e, almeno nel 2003, quanso scrissi quel post, certamente in vigore.
    Per carità, magari è stata abrogata dal 2003 ad oggi, confesso di non aver controllato.
    Riflettendo con calma, ho realizzato di non aver mai parlato di reato, perchè non ho mai parlato di sanzioni.
    C’è reato quando, stabilito un obbligo, viene collegata alla sua violazione una sanzione espressa.
    Per quello che risulta a me, sembre sulla base delle ricerche del 2003, la legge non contiene ( o conteneva) una sazione per il mancato rispetto degli obblighi, solo elenca ( O elencava) in maniera tassativa, gli arredi presenti in una scuola.
    Io poi vedo un collegamento politico chiaro nel fatto che la prima legge che impone tassativamente gli arredi scolastici, sia stata emanata dallo stesso governo che siglò i Patti Lateranensi, ma questo è un giudizio, un’opinione.
    Quello che mi appare incontrovertibilmente evidente è che, se invece di affrontare nel merito le argomentazioni dell’interlocutore, le si distorce, facendogli dire cose che non ha detto, per poi rispondere a quelle e non agli argomenti realmente esposti, manca il livello di civiltà minimo per portare avanti un qualsiasi dibattito, fosse pure sulla migliore ricetta della matriciana.

  48. Franchino dice:

    Al solito tutto continuerà come prima, compreso lo scontro tra gli opposti fondamentalismi. La terra di’ guelfi e ghibellini non si smentisce mai.

  49. mfp dice:

    Franchino… secondo te chi l’ha creata la guerra tra gli opposti? A me risulta che ogni qual volta un oppresso come Tal Pietro Detto Il Santo si ribella all’Imperatore per essere stato punito impropriamente… quello si organizza con una claque occulta belligerante… c’e’ un fork nel software comune… anche talvolta detto Windows… talvolta Mac OS… qualche volta Kennedy… che porta a distanza di anni ai Guelfi, Ghibellini, Ricchi Stronzi che acchiappano ove/ovunque possibile, e Poveri Stronzi in mezzo che prendono le botte da tutte e due le parti. Il tutto con un accavallamento intergenerazionale che propaga il Bug Originale, e qualche Gay che di tanto in tanto prova a risistemare tutto zitto zitto quatto quatto…