10
Ott




Giovanni de Mauro su Internazionale in edicola:


Un sondaggio Ipsos di qualche settimana fa confermava tre dati interessanti. Il primo è che in Italia il 54 per cento delle persone si informa prevalentemente attraverso la televisione (il 25 per cento con i quotidiani, il 12 su internet e il 3 con la radio). Il secondo è che il 53 per cento degli italiani considera i mezzi d’informazione molto o abbastanza autorevoli, mentre il 41 pensa che non lo siano. Il terzo è che le persone convinte dell’autorevolezza dei mezzi d’informazione sono le stesse che guardano la tv, e appartengono ai ceti più popolari. L’aspetto preoccupante di tutto questo è che la spaccatura del paese sembra essere più profonda di una semplice divisione tra nord e sud, ricchi e poveri o destra e sinistra. È una frattura narrativa: gli italiani sono convinti di guardare tutti lo stesso film, ma i film sono due – uno raccontato dalla tv, l’altro dal resto dei mezzi d’informazione – e i personaggi e la storia sono molto diversi. Il rischio è che le due Italie non riescano più a parlare tra loro perché non condividono più la stessa realtà, e forse neanche le parole per definirla. – Giovanni De Mauro


8 commenti a “Frattura”

  1. paul dice:

    A proposito di tv e giornali e informazione e ennesimi appelli di Repubblica: http://www.agoravox.it/Per-la-dignita-delle-donne-non.html

  2. Pier Luca Santoro dice:

    Sono dati complessivamente risaputi. La frattura è data deall’abitudine alla lettura che credo venga stimolata prevalentemente in/dalla famiglia in età scolare. Su questi aspetti la divisione tra classi sociali ha ancora un peso importante; probabilmente la frattura è a monte del media di cui si fruisce.
    Ciao.
    PLuca

  3. Giovanni Volpe dice:

    La priorità della TV è frutto della povertà, dei condizionamenti, di una certa pigrizia ad allargare i propri orizzonti.
    Purtroppo, il divario sociale, economico, tecnologico, tra Nord e Sud continua ad incrementare.
    I pregiudizi, un mare di incultura, caratterizzano ampie zone del nostro Paese, con il consenso di alcuni personaggi.

    http://www.giovannivolpe.it

  4. vb (Vittorio Bertola) dice:

    De Mauro ha decisamente ragione…
    Comunque io ho sconvolto la platea dell’IGF Italia dichiarando (ed è vero) che la mia principale fonte di acquisizione delle ultime news è Facebook… spero che i politici non abbiano ascoltato, se no cominceranno a voler controllare pure quello.

  5. Sascha dice:

    Ma quando una persona vede in televisione o legge su un giornale una notizia e la riporta su Facebook o un blog o un forum è esatto dire per quelli che la apprendono da lì che hanno ottenuto l’informazione su Internet?
    Di solito non si tratta di persone presenti a una riunione del consiglio dei ministri o a un omicidio o a una guerra o a una alluvione a postare direttamente la ‘notizia’ ma quanti la ricavano dai mezzi d’informazione tradizionali…

  6. È una frattura narrativa | libreria brac dice:

    […] mantellini condividi su: (No Ratings Yet)  Loading […]

  7. Larry dice:

    Onestamente che il modello berlusconiano sia causa o solo conseguenza della triste condizione della percezione della realtà degli italiani non m’interessa più di tanto. Il vero problema da risolvere ora è quello di rendere i film uguali o perlomeno simili. Poi io sono il primo ad abbracciare la dottrina Wittgensteiniana (il filosofo, non il blogger ) per la quale la realtà non è una sola e universale, ma è sempre necessariamente mediata dall’esperienza e dall’interpretazione di ognuno, ma a tutto c’è un limite.

  8. mfp dice:

    Toh… ha parlato del digital divide senza nominarlo… l’Internazionale deve essere un buon giornale.