Gianluca Diegoli ha scritto un (bel) post riassuntivo su una discussione (interessante) di questi giorni che riguarda Twitter ed i suoi usi e costumi. Il tutto parte da una sorta di perorazione della grandezza di Twitter (un esercizio oggi decisamente troppo di moda) intrapresa da Steven Berlin Johnson a Milano qualche giorno fa seguita da una (ficcante) domanda di Marco Massarotto che chiedeva lumi sul fatto che Johnson abbia 1,3 milioni di followers e segua invece su Twitter solo 40 persone. Molti spunti di Diegoli, di Massarotto e di Matteo Balocco mi trovano assolutamente d’accordo primo fra tutti quello quasi tautologico secondo cui sono gli utenti che decidono quale uso fare delle piattaforme. Per il resto sono andato a controllare il numero di persone che seguo su Twitter (61) e continuo a pensar che per l’utilizzo che da sempre faccio io di Twitter, il numero perfetto dei miei followers dovrebbe essere qualcosa di molto simile a 61.

7 commenti a “Cinguettando da uno a molti”

  1. layos dice:

    Posso dire che pur essendo un professionista dell’IT e pur amando molto la tecnologia in se, non uso ne Facebook ne Twitter, ho degli account su Friendfeed e Linkedin che però non uso praticamente mai e l’unica forma di (social) networking di cui mi avvalgo abitualmente è lo sharing di risorse tramite Google Reader e più raramente Documents e Picasa (ovvero social networks in senso mooolto lato).

    Quel poco che ho pututo scoprire di persona, usando per qualche tempo Facebook è che sostanzialmente si tratta di un modo come un altro per autorizzare una pletora di “amici” (dei quali quelli veri sono una minima parte e gli altri sono al più conoscenti) a mandarti tonnellate e tonnellate di Spam e di informazioni delle quali non sai di che fartene.

    Twitter invece non mi ha mai fatto venire nemmeno la voglia di aprirlo. Amici d’oltreoceano mi hanno decantato meraviglie di Stumbleupon, che però non mi ha nemmeno lontanamente incuriosito dopo la prima fugace visita.

    Sarò mica un Net-misantropo?

  2. Gandhi dice:

    Sarebbe costruttivo capire quale giovamento possa dare, all’essere umano, avere un numero cospicuo di seguaci (amici o followers che siano) sui social network.
    C’è una relazione, una proporzionalità, col rilascio di serotonina da parte dei nostri neurotrasmettitori?

  3. Daniele Minotti dice:

    Lo dico senza alcuna polemica. Ho una serie di account su vari SN: FB, FF, Twitter, Linkedin, Plaxo, ecc.
    Sarà più *popolare*, ma preferisco di gran lunga FB che mi permette di condividere molte cose, da quelle più serie a quelle più frivole (l’altro giorno ci si postava video dei migliori sorpassi motociclistici… ne è venuto fuori uno di Schwantz…). Linkedin lo uso per contatti professionali e così Plaxo. Però, Twitter non lo capisco. Se qualcuno volesse spiegarmene l’irrinunciabile utilità, sarò ben lieto di ascoltarlo e di ricredermi.

    P.S.: Mi accorgo che sto perdendo la vista e spesso vengono fuori errori… Questo schermo da dove scrivo è troppo piccolo, il faut le changer…

  4. Tommaso dice:

    Ho l’impressione che la psicologia sociale sia l’unica che possa dirci qualcosa di significativo a proposito dei social-cosi, qualcosa credo di spiacevole.

  5. Lunar dice:

    “mi trovano assolutamente d’accordo primo fra tutti quello quasi tautologico secondo cui sono gli utenti che decidono quale uso fare delle piattaforme.”

    Quoto e sottoscrivo.
    Ma… ci sarebbe una ma. Oggi i SN sono pompati come un canotto. Oggi questo, domani quello. Evidentemente la rete, come più volte andiamo dicendo, non è più vergine. Sembra sia finita nelle mani di venditori di pentole e materassi. Vendono i SN come le pignatte. Il pubblico, commosso, ringrazia.

  6. se dice:

    Mi allineo a Daniele, saro’ nazional popolare ma Facebook a mio parere e’ molto meglio di Twitter, escludendo porcate tipo biscotti della fortuna, oroscopi e amenita’ varie per il resto lo trovo utilissimo, mi sono fatto l’account su Twitter l’ho anche incorporato sul blog ma praticamente non lo uso mai, ha due sole cose interessanti: l’aggiornamento via sms e gli account vip.

  7. se dice:

    Dicevo appunto:
    Liz Taylor è stata ricoverata in ospedale per un’operazione al cuore: lo ha annunciato la stessa attrice sul sito di micro-blogging Twitter. «Cari amici, vorrei annunciarvi, prima che lo leggiate suoi giornali, che vado in ospedale per un intervento al cuore», ha scritto la diva. La Taylor ha 77 anni ed è stata vista in pubblico l’ultima volta in settembre ai funerali di Michael Jackson.

    http://www.corriere.it/spettacoli/09_ottobre_07/liz-taylor-operazione-cuore_9c41ed46-b300-11de-b362-00144f02aabc.shtml