Il Resto del Carlino (non esattamente un foglio di estrema sinistra) estrae qualche numero che riguarda il rapporto studenti/docenti nella mia provincia, post riforma Gelmini. Gli studenti saranno 868 in più rispetto all’anno scorso. Gli insegnanti 182 in meno.

9 commenti a “Miss grembiulino”

  1. Daniele Minotti dice:

    Elementari, medie inferiori, medie superiori… Studenti *italiani* o *immigrati*.
    Mi sembra un gran minestrone di articolo.
    Un maggiore rigore lo avrebbe reso piu’ credibile al di la’ della realta’ che da questo articolo proprio non emerge.

  2. frap1964 dice:

    Numeri che messi in questo modo non dicono una beneamata.
    Si parla di un aumento percentuale degli studenti inferiore al 2%; per contro non si dà alcuna indicazione sul totale numero insegnanti nella provincia. Quanto incidono realmente i 182 incarichi in meno sul totale? Di quanto è cresciuto il numero medio di studenti per classe rispetto allo scorso anno? Quali e quanti sono i casi “limite” in tutta la provincia? E’ un articolo semplicemente ri-di-co-lo.

  3. Daniele Minotti dice:

    @frap
    Non so se hai figli, se vivi personalmente questa realta’.
    Io posso dirti che, sicuramente, in questi ultimi anni c’e’ stata un’impennata degli studenti (ma ripartiti su elementari e medie inferiori – e non e’ una banalita’) di origine *straniera*. Triste dire che si perdono con le superiori.
    Quanto a maestri e prof, ti dico che tre anni fa (tra la terza e la quarta elementare) la maestra di mio figlio dovette andarsene (per motivi di famiglia) e sembrava quasi impossibile trovare un/una sostituto/o. Non so perche’, ma ora ci rifletto un po’.
    Chiaro che, al di la’ di questo caso concreto, l’articolo e’ *nulla* (esattamente nei termini che hai indicato tu).
    Piuttosto, per quello che sento, mi sembra ci sia una grossa carenza di insegnanti di sostegno. Che e’ fatto di una certa gravita’, di cui pochissimi parlano, ma va ben al di la’ delle modestissime pretese dell’articolo che mi sembra piu’ impegnato a fare questioni politiche (giuste o sbagliate, non so qui a sindacare) che a preoccuparsi del nocciolo dell’istruzione, riguardante anche i ragazzi che hanno diritto a non stare indietro.

  4. Gianluca Aiello dice:

    Prevedo un autunno di fuoco, tra tutti i precari lasciati a casa e tutti i problemi organizzativi ed economici scolastici che aumenteranno a dismisura.
    Una volta era scuola dell’obbligo ed i costi erano a carico del pubblico. Oggi le scuole non hanno più una lira e le famiglie si autotassano ad inizio anno scolastico per comperare il materiale scolastico insufficiente.

  5. soloparolesparse dice:

    Meno insegnanti e più alunni. Ma sicuramente gli insegnanti ora sono perfettamente formati ed in grado di inculcare conoscenza e consapevolezza nelle nuove generazioni…

  6. lo scorfano dice:

    Meno insegnanti e più alunni è il modo migliore per fare male, senza incertezze, il mestiere di insegnante. Il numero degli studenti che hai davanti a te è il primo discrimine tra la possibilità di fare un lavoro serio e l’impossibilità di farlo. Venti studenti significa che puoi (non che senz’altro lo fai, questo è ovvio; che se vuoi, puoi); trenta studenti significa che non puoi. Tutto qui.

  7. P.G. dice:

    Il fatto è che ci sono troppi insegnanti di cattiva qualità, vecchi, demotivati, poco qualificati per fare il loro mestiere. Ma la Gelmini, invece di prepensionare o cacciare questi, ha deciso di espellere dalla scuola i giovani, più qualificati, più motivati, insomma: ha deciso di chiudere porte e finestre in modo da lasciare l’aria viziata dentro, invece di favorire il ricambio.
    Il problema non è tanto nell’aumento degli alunni per classe, ma nel fatto che ci sono a spasso decine di migliaia, molte decine di migliaia di giovani con un’alta qualificazione professionale(specializzati post-laurea) non spendibile nel mercato del lavoro. E questa cosa è un vulnus gravissimo per la nostra società.

  8. Giovanni Volpe dice:

    Personalmente, trovo sconcertante questo continuo smantellamento della Scuola Pubblica. Tutti i paesi più avanzati, più civili e democratici del nostro, considerano la Scuola la priorità n.1 per la cultura dei cittadini e per affrontare nel modo migliore la crescente competitività a livello internazionale.
    Nel nostro Paese, sussiste la necessità di individuare, con serie selezioni, (no con procedure farsa), i candidati più idonei dal punto di vista della competenza e in special modo delle capacità pedagogiche, per insegnare agli studenti nel modo più proficuo. Contemporaneamente, è tempo di adeguare gli stipendi ai livelli dell’UE.

    http://www.giovannivolpe.it

  9. Samuele dice:

    Già tutti hanno scritto che l’articolo non significa niente.
    Il problema vero è che la stragrande maggioranza del personale docente non è preparato e che il 90% del personale non docente dorme durante l’orario di lezione.

    L’unico modo per risolvere la situazione è tagliare drasticamente in questi anni (purtroppo) e nel frattempo preparare al meglio e selezionare adeguatamente le nuove assunzioni.

    Io sono per il meno ma meglio…