I francesi guidano auto molto francesi.

Guidano specialmente un sacco di Peugeot, anche delle Peugeot molto grandi che evidentemente in Italia non si fila nessuno. In autostrada vige un rispetto abbastanza rigoroso dei limiti e nessuno, sembra incredibile, ti supera ai 180 lampeggiando con gli abbaglianti. Ci sono anche un sacco di autovelox molto chiaramente segnalati in zone in cui la velocità viene ridotta a 110 kmh. A parte questo pochissimi SUV e poche auto di fascia molto alta. E pochissime auto tedesche. Noi, per essere della partita, avevamo chiesto per questo viaggio familiare una Renault Espace ma ci hanno dato una nuova Ford Galaxy, un coso enorme e nero che ci ha portato a spasso per dieci giorni. Se dovete comprarla, in sintesi, non compratela.

A Parigi noto una certa prevalenza del borsello maschile ed un discreto ritorno del Monopattino (dopo un periodo di oggettiva stanca). Le Velib fra i turisti vanno molto.

Esattamente come gli inglesi i francesi del nord hanno un chip inserito che fa loro pronunciare la parola “pardon” ogni qualvolta si trovino in situazioni di eccessiva vicinanza all’estraneo, confusione o difficile passaggio. A noi italiani ne hanno montato uno differente che comincia per “vaffa” e non è la stessa cosa.

Mancavo dal Museo d’Orsay da molti anni. Fermo restando che mia figlia piccola è rimasta molto sorpresa davanti a “L’origine del mondo” la decisione scellarata del museo di consentire l’uso di fotocamere causa un fenomeno sociologicamente interessante. Certi famosi quadri di Van Gogh (la grande maggioranza dei visitatori del d’Orsay staziona per qualche ragione nella stanza di Van Gogh) sono diventati quasi impossibili da osservare visto che migliaia di persone ogni giorno gli si fanno sotto con i loro cellulari per scattare una fotina a bassa definizione ed imperitura memoria. I protofotografi restano un attimo, fanno click e se ne vanno. Uno in fila all’altro. Una visione minima delle opera è così preclusa ai più.

Sono abbastanza convinto che i divieti di fotografare abbiano sempre avuto molto poco senso, però oggi ne abbiamo trovato uno piuttosto valido.

Alberghi. Abbiamo passato un po’ di tutto. Delle famose e ubique catene francesi abbiamo provato gli Ibis che vanno benissimo se arrivi in un posto la sera stanco e con poca voglia di cercare una sistemazione. Per non farci mancare nulla una sera abbiamo dormito in un Etap che francamente consiglierei solo come soluzione di emergenza: entrare nel monoblocco plastico doccia-water degli Etap è comunque una esperienza che sono contento di aver fatto. Una volta però è sufficiente.

In bretagna abbiamo dormito in qualche Chambres d’Hotel e in un bell’albergo a Perros-Giurec. L’unico Grand Hotel che io conosca dove alla reception non sanno una parola di inglese.

Se è tatutato sull’avambraccio con ideogrammi giapponesi è italiano.

Collegamenti. Il numero di reti wifi chiuse in Francia è molto alto e mi pare molto aumentato ultimamente. Pero’ i principali operatori a differenza di quanto avviende da noi hanno reti wifi proprie molto diffuse. Orange per esempio ha un programma di affiliazione con molte catene alberghiere ed anche in assenza di accessi gratuiti (che sono la maggioranza negli alberghi in cui sono stato) è possibile comprare ore di collegamento wifi a prezzi sopportabili senza farsi impiccare dal roaming dati delle nostre care telco.

Qualche giorno fa a Chartres ho visto una ragazza su un Solex ultimo modello (ero convinto non lo producessero più da secoli, era il motorino che usava mio padre da giovane e mi sono quasi commosso). E in autostrada dopo circa 20 anni ho rivisto una Ami 8. Avrà fatto gli 80 kmh. Una specie di Madeleine del traffico che fu.

Solo a Brugge è possibile credo noleggiare uno strano tandem giallo con il posto anteriore per un bambino. Francesca si è divertita moltissimo.

16 commenti a “Giù al Nord (appunti sparsi)”

  1. Luca Massaro dice:

    Brevemente: ho avuto la stessa impressione circa il parco macchine francese, tanto che – immagino – quando un turista transalpino “sale” in Italia si accorge subito di quanto noi italiani, in quanto a macchine, siamo affatto esterofili e persino un po’ filofrancesi.

  2. Maikid dice:

    Ad amsterdam ho visto tanti di quei buffi tandem.

  3. mfp dice:

    Noooooo… l’Ibis Hotel noooooooo… sara’ pure un grand hotel, non ci sono mai entrato, ma in una nottata brava ci sono passato tante di quelle volte davanti, e macinato tanti di quei km per ritrovarmi sempre li’ davanti, e sostato sconsolato seduto sui suoi gradini, cercando di uscire dal Bois D’Amour e tornarmene al mio camper… che me lo sogno ancora quando mi addormento dopo tutte le notti brave. Mi prende un tic ogni volta che ne vedo uno.

  4. Nicola dice:

    a Parigi ho potuto usufruire del monoblocco plastico doccia-water per 3 mesi circa. Un suo grandissimo pregio è la facilità nel pulirlo: si può usare il doccino per risciacquare qualsiasi cosa, incluse le pareti.

  5. Marco Barulli dice:

    Confermo che il “family tandem” e’ molto diffuso da quelle parti, soprattutto in Olanda dove viene prodotto http://www.familietandem.nl/.

    Per parte mia, sto aspettando la consegna di questa bellezza:
    http://snipurl.com/rnqhf

  6. Latente dice:

    reduce da 2300Km di Normandia e Bretagna io approvo gli etap e i premier class, arrivi a qualunque ora, infili la carta di credito e ritiri il codice/tessera magnetica, fai una doccia veloce e collassi beatamente nel letto, ti svegli colazione da 4,99 a testa e riparti.

    La guida francese sarà molto rispettosa, ma quando per fare 200m di restringimento da 3 a 2 corsie a 4Km da CdG a 1 ora dal check-in e ci metti più di 30 minuti un po rimpiangi il sano fluire della circonvallazione milanese.

  7. Gigi Beltrame dice:

    Avendo visitato in pratica solo Parigi, non saprei dire se le mie informazioni sono valide su tutto il territorio.
    Ma wi-fi aperte ne ho trovate sempre, nei luoghi ultra frequentati ce ne sono fin troppe (Chattelet/quartiere latino) e in generale ovunque.
    Anche facendo la cosa per salire su Notre Dame ce n’è una, un po’ lenta ma funzionante.
    Sulle foto ai quadri ho la sensazione che sia uno strano esempio di libertà applicata al marketing, nel senso che puoi filmare tutto (esclusione dell’Orangerie) e fotografare compulsivamente. Ma la strategia è quella di far emergere le opere per poi prestarle alle varie mostre in giro per il mondo.
    Fa un po’ tristezza il non emozionarsi di fronte ai quadri, fermarsi a guardarli da vicino e da lontano.
    La mia sensazione, oltre a essere suffragata dal bilancio del museo, è assistita anche dal fatto che l’esposizione non fa assolutamente nulla per fare apprezzare le opere.
    Anzi, sembra quasi un ammasso con poco criterio.

  8. /V dice:

    Sul discorso Wifi e operatori se non sbaglio SFR ha fatto un accordo direttamente con FON per mettere a disposizione degli abbonati tutte le fonera di Francia ai loro utenti.

    Free invece, avendo il controllo del Box Wifi che ti da quando ti abboni, apre una wifi su ogni scatolo in ogni casa di ogni abbonato che mette a disposizione di chi sottoscriva il loro abbonamento.

    Ricordiamo, uscendo un po’ fuori tema, che da settembre Bouygues ha lanciato l’offerta tutto incluso che per 44 euro al mese da connettivitá ADSL 20 Mbit, Internet TV con anche i canali RAI, telefonate fisse illimitate e gratuite anche all’estero (almeno nella fascia tariffaria 1), 2 ORE DI CHIAMATE DA CELLULARE, SMS e MMS ILLIMITATI, 3G ILLIMITATO.

    Se qualcuno gentilmente passa la info a Telecom Italia…

    Comunque a sentirvi parlare degli hotel low cost in quel modo mi fate redener conto di come i miei standard si siano abbassati da quando esistono le low cost: da buon frequentatore dei peggio ostelli d’europa la situazione che mi descrivi negli Etap e Ibis per me é oramai da reggia.

    Passati 3 notti in una camerata da 66 lettini, 5 bagni e 3 docce, capirai cosa intendo :-D.

  9. D. dice:

    “Se è tatutato sull’avambraccio con ideogrammi giapponesi è italiano. ”

    Per questa frase provo qualcosa di molto forte per te.

  10. cavoletto dice:

    Una cosa che mi era piaciuta da matti, all’ultimo viaggio in Francia, anzi, nel Cantal e in Lozère, esiste una specie di rete wifi della regione alla quale ti puoi gratuitamente collegare in albergo. Immaginti di essere turista a roma e di usufruire in albergo una connessione che ti dice ‘benvenuto nel Lazio’ quando la accendi. Science fiction pura :-)

  11. cavoletto dice:

    Un’altra cosa, visto il titolo del post forse mi puoi chiarire un dilemma esistenziale che mi attanaglia da un po: non so perché ma suppongo per intuizione, io penso che nord sia ‘su’ mentre il sud sarebbe ‘giù’ (rispetto a cosa, confesso, non saprei, beh, oddio, la bussola, la segnaletica stradale, vabbe, comunque… :-) Ho invece degli amici dalle parti di Torino che mi dicono sempre ‘facci sapere quando vieni giù a Torino’. Ora, se io arrivassi dalla Francia non mi porrei domande. La noia è che vengo da Roma, per cui per me e per i miei principi logici, si tratta di andare su a Torino, e non giù. Insomma, prima che ci impazzisca, qualcuno me la spiega sta cosa?? Grazieee!! :-))

  12. massimo mantellini dice:

    @cavoletto, il titolo del post è semplicemente mutuato dal titolo di un recente bel film francese che ti consiglio

  13. raxi dice:

    Qui a Barcellona ci sono vari stimoli.

    Il marketing museale è raffinato sociale e tante altre belle cose.

    Ingresso gratuito un giorno mese + ingressi gratuiti in fasce orarie + + + +

    Sono molto bravi.

    Nei trasporti la distanza con l’Italia è abissale.

    Il servizio di bike sharing è eccellente. Ci sono squadre di rismistamento incessante che portano bici da una estacion piena all’altra vuota, squadre di manutenzione etc etc

    Monitoraggio in tempo reale via web etc

    (Qui a Bcn sono specialisti nelle bici pieghevoli, il tasso di furti di bici penso sia il top d’Europa, i modelli che ti porti a casa la sera sono notevoli)

    Vai a comprare il pane ti smonti la bici fai la coda con la bici in mano piegata esci col sacchetto rimonti la bici e te ne vai.

    I catalani che son piu’ efficienti dei milanesi
    svolgono l’operazione in un battibaleno.

    Fa paura.

    Il lavaggio strade è terrorizzante, l’idrante regna sovrano la notte e migliaia di api operaie ramazzano incessantemente.

    Comprate titoli di Bcneta.

    Aveva ragione Keynes forse sulla spesa pubblica ma ci sono tante cose piu’ utili dello scavare e riempire buche e qui a Bcn lo dimostrano.

  14. Lupo dice:

    Cavoletto, credo che il giù nel caso che citi indichi solo un senso di vicinanza, traducibile con un “vieni qui a Torino”. Almeno in veneto, da cui vengo, si usa a volte così; per il resto abbiamo un idea di su e giù come tutti gli altri.

  15. Mackley dice:

    Non solo Peugeot, ma anche Citroën sono molto amate in Francia specialmente i modelli economici / ecologici !

  16. Massimo Moruzzi dice:

    >Se è tatutato sull’avambraccio con ideogrammi giapponesi è italiano.

    anche ha gli occhiali da sole in aeroporto, se è per questo ;-)