Dopo il primo Apple Store italiano piazzato in un centro commerciale nel bel mezzo della campagna romana a quanto pare anche il secondo negozio della mela aprira’ nei “pressi” di Milano, per la precisione a Carugate. A questo punto crescono in maniera vigorosa le probabilità che il terzo Apple Store della penisola venga aperto presso il Bennet di Forlimpopoli.

53 commenti a “Da Regent Street a Carugate”

  1. vittorio pasteris dice:

    Ad Acqui Terme c’e un ottimo Bennet
    in un crocevia cruciale fra Torino, Genova e Milano
    VP

  2. Fabrizio dice:

    Per me è comodissimo, ci passo davanti tutti i giorni ;)

    E comunque, non è così disperso: anzi, è in una zona fin troppo trafficata, essendoci Ikea e appunto il centro commerciale Carosello.

  3. Giancarlo dice:

    Non sarà piazza Duomo, ma come bacino di utenza potenziale non mi sembra poi così sperso in mezzo alla campagna.

  4. Rossi Carlo dice:

    E’ classico di un romagnolo l’invidia che hanno per noi lombardi in particolare dei milanesi ( cosa che non potrete mai essere ).

  5. MacRaiser dice:

    Per quanto riguarda quello a Roma, per dare un’idea (e rispondere al commento di Fabrizio che vorrebbe smentire Mante), dico che l’Apple Store, in linea d’aria, e’ piu’ o meno a meta’ strada tra piazza Venezia e Bagni di Tivoli.

  6. Rubisco dice:

    Per me è una scelta pessima. Ci devo andare, come molti, in tangenziale. Quando arrivo all’uscita c’è sempre una coda tale che generalmente mi passa la voglia. E infatti non vado a Carugate da anni.

  7. La linea dell'inutile dice:

    segno dei tempi … apple e’ roba di massa ormai (con tutto il rispetto per la massa, di cui faccio parte, e di apple)

  8. mORA dice:

    Quando aprirono il primo Apple Retail Store italiano, scrissi su CQ “AppleStore Teramo Ovest”.

    Scrissi anche di ritenere che la scelta di posizionare i negozi fuori mano – e non c’è nulla da fare, nel resto del mondo sono in centro ed in luoghi di prestigio, come se a Milano fosse in Galleria V.E.II o a Roma a Piazza di Spagnao in Galleria A.Sordi – derivi da una peculiarità tutta italiana in merito al marchio.

    Detta in soldoni (e forse prima o poi mi dovrei decidere a fare come te e “portare” lo storico di CQ su WordPress, magari con l’aiuto di Vic :), lo stanno facendo per non pestare i piedi ai rivenditori. Se sia una tregua armata, o una armistizio duraturo non si può sapere, ma la scelta della posizione lombarda fa ritenere che (ancora) AAPL non voglia mettersi in competizione.

    Resta il perché.
    In assenza di notizie di prima mano, possiamo solo avanzare ipotesi.
    Apple Italia è una struttura abbastanza virtuale, non certamente in grado di gestire direttamente formazione e controllo sugli Store se questi fossero gli unici punti vendita dei loro prodotti. Affiancare i rivenditori storici senza poterli (o doverli) sostituire significa differenziare l’offerta. Da un parte coloro che hanno l’amico (o il simpatizzante) fornitore abituale e lo preferiscono, portando comunque profitti. Dall’altra chi preferisce un rapporto asettico con gente melovestita, prende un target che non avrebbe forse avvicinato quei prodotti.

    Alcuni rivenditori, poi, hanno sviluppato una competenza notevole in ambiti specifici (ad esempio i rapporti con la PA, la produzione musicale, i portatili, ecc.) e scalzarli dal loro ruolo avrebbe rotto degli equilibri, quindi perso in fatturato.

    All’estero, per dirla brevemente, non sono italiani. In alcuni paesi sono semplicemente consumatori e badano al marchio molto più che non alle persone; non a tutti gli europei fa piacere entrare in un negozio e sentirsi apostrofare con “Abbello!”.
    Ma ad alcuni italiani sì.

    In soldoni, mi pare che tanto per cambiare, Apple sappia differenziare l’offerta in base a pubblico, ed abbia ben compreso il metodo italiano con le sue peculiarità.

  9. Fabrizio dice:

    @Rubisco: è chiaro che la scelta è ottima o pessima a seconda di dove si abita. Per me che arrivo da Bergamo, andare all’apple store di carugate vorrà dire 20 minuti di auto. Quindi è una scelta ottima, cosa che non sarebbe se fosse stato in piazza Duomo (più di un’ora, se non due, tra auto e mezzi).

    Quello che io volevo sottolineare è il fatto che non è così disperso in mezzo alla campagna, come mi pare che voglia sottolineare Massimo con questo post.

  10. Antonio Cangiano dice:

    Guardare quella foto mi fa quasi impressione. L’Apple Store romano è identico in tutto e per tutto all’Apple Store che ho sotto casa qui a Toronto. Il design è curato, calcolato e studiato nei minimi dettagli.

  11. Enrico (bis) dice:

    che malcelato snobismo!
    quasi che l’accostare il nobile marchio a più proletari Bennet, Coop o, dio ce ne scampi, Lidl sia un peccato di lesa maestà. Costretti a scendere tra i comuni mortali per accostarsi ai sacri gioielli.
    Molte volte negli States (che non sono solo NY o San Francisco) per trovare un Applestore ho dovuto addentrarmi nei suburbs e entrare in mastodontici shopping center. Ci sono pure i distributori automatici di iPod. E la gente sembra felice, senza smorfie di disgusto e sguardi sostenuti.
    Sicuramente una concezione di Apple molto più democratica

  12. batman dice:

    Magari uno un po’ meno snob a un terzo del prezzo va al super sotto casa si compra un PC e risparmia un po’ di strada con SUV. Poi gli danno anche un altro bottone sul topo.

  13. Enrico (bis) dice:

    mi ricorda mia madre che siccome il suo dentista aveva lo studio in centro e costava caro, molto caro, era “bravissimo”, meglio di tutti, sicuramente di quelli della mutua, quasi gratuiti, i pezzenti

  14. MacRaiser dice:

    @ mORA: Piu’ che di “rivenditori storici”, occorre parlare di “rivenditori superstiti”. Ben prima dell’avvento dello store online, tutta la piccola e vivacissima rete di supporto, consulenza e vendita indipendente che esisteva, nata e cresciuta sopratutto durante la breve e felice stagione dei cloni Mac, fu spazzata via nel giro di pochi anni e senza troppi scrupoli, dall’oculata politica cesaro-consumeristica jobbiana. Rimasero pochi grossi (si fa per dire) centri da poter controllare facilmente, sopratutto in materia assistenza, terze parti e indotto. La catastrofe epocale dello standard Mac, a livello di share di mercato, deriva anche da questa scelta. La decisione di creare grossi store in perfetto stile “griffe internazionale della moda”, e’ pienamente coerente rispetto alla mutazione di DNA che Jobs ha realizzato in Apple nel volgere di una dozzina d’anni o poco piu’.

  15. Piovedisabato dice:

    Mante capisco la cancellazione del commento ma sai com’è. Se vulker insulta gratuitamente i piedi in testa non me li faccio mettere. l’Italia è piena di prepotenti sia a livello politico che conseguentemente sociale e viceversa.

  16. Tonino dice:

    Macraiser le griffe internazionali della moda aprono punti vendita sulla tangenziale? A cosa ti riferisci quando parli di catastrofe epocale dello standard mac?

  17. Piovedisabato dice:

    Tonino si hai ragione non si capisce anche perché se c’è una cosa che ha atto crescere lo share dei mac sono stati proprio gli Apple Store. Basta guardare i numeri.

  18. MacRaiser dice:

    @ Tonino e Piove: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2009/01/gartner-vendite-pc-quarto-trimestre.shtml?uuid=1ceb1a3c-e7df-11dd-aed1-e692b9d9e3fd&DocRulesView=Libero&fromSearch

  19. Andrea Contino dice:

    Carugate sarà a 20 minuti di macchina e tangenziale da Milano. E’ una posizione infelice solo per il traffico, ma non è certo campagna. Carosello è tra i primi centri commerciali dell’hinterland est di Milano.

  20. MacRaiser dice:

    Sempre per Tonino e Piove: http://arstechnica.com/apple/news/2009/02/mac-market-share.ars

    Come potete constatare, lo share di -macchine vendute- al quarto bimestre 2008 si attestava su un patetico 3,4%. E in USA non ci si avvicina nemmeno, al 10%. Tutto questo, senza contare il mercato degli assemblati, altrimenti altro che 3,4.

    Questo, intendo quando parlo di “catastrofe epocale dello standard Mac”.

  21. Daniele Minotti dice:

    Però, se posso dire la mia, Massimo ha ragione. Senza essere snob, ma coerenza col brand imponeva lo store in Corso Vittorio Emanuele, proprio a fianco del Duomo (non a caso).
    Le location da Ikea, Bennet, Media World, ecc. sono altra cosa.

  22. Andrea Contino dice:

    Assolutamente si Daniele.
    Convintissimo lo piazzassero a posto di Libreria Mondadori, diventata poi in occasione delle elezioni ufficio/appoggio per il PDL.
    Probabilmente Apple vuole sperimentare di andare nei posti abitualmente frequentati non da un pubblico abituato a luoghi di superlusso e boutique, nonostante detangano oltre il 90% nella fascia dei computer ad oltre 1000 euro come da news apparsa ieri.

  23. Piovedisabato dice:

    Macraiser
    con tutto rispetto ma quelle cifre le so meglio di te :) non ho infatti detto che il marker share di Apple sia altro. Ho solo detto che definire una catastrofe un continuo crescere di quote di mercato, di profitti e di utenza beh mi sembra eccessivo.

    Se tu sapessi costruire “catastrofi” come quella costruita da Jobs ora non staresti qui a discutere con me ;) tutti qua penso vorrebbero essere gli artefici di una simile “catastrofe” ;)

  24. MacRaiser dice:

    Invece e’ coerentissima, come location. Dall’iPod in poi, Il prodotto Apple e’ pensato per elites di massa. Di quelli che credono di pensare differente, ma che la domenica vanno a fare lo struscio al centro commerciale. Immagine da club esclusivo, ma catena distributiva da multinazionale cinese: un mix di vendita potente assai.

  25. Camillo Miller dice:

    Sta di fatto che Ron Johnson (VP Retail di Apple, quello che decide di aprire gli store) disse tempo fa che avevano cercato una location a Roma Centro prima di Lunghezza, ma non avrebbero avuto il via libera per i vincoli delle Belle Arti e soprattutto anche il più schifoso dei fondi commerciali in zona shopping gli sarebbe costato più della location del cubo di vetro sulla quinta strada. Non che a Via Montenapoleone o in Galleria sarebbe andata meglio ;)

    Fonte diretta dell’info:
    http://www.setteb.it/news-Apple-aprir%C3%A0-due-Apple-Store-a-Milano-2008-03-04-003527.xhtml

  26. MacRaiser dice:

    Mica ho parlato di catastrofe commerciale. Ho scritto “catastrofe dello standard Mac”. Non c’e’ alcun dubbio che oggi lo standard Mac e’ divenuto, da marginale che era, addirittura residuale. Nel mercato professionale ed enterprise, poi, e’ una Caporetto.. altro che catastrofe. Nei prossimi anni, se tutto continua come ora, assisteremo al progressivo mutamento di OS X in front-end di Windows. In parte sta gia’ avvenendo ora.

  27. Piovedisabato dice:

    MacRaiser
    a mio modo di vedere è il contrario. Le quote di OS X sono aumentate e aumentare anche di uno zero virgola sognifica molto quando hai
    di fronte un monopolista di fatto da quasi 90% del mercato (una volta era più del 90..).

    Se poi dovessi applicare il
    metodo minotti ti direi che 10 anni fa di mac in giro non ne vedevi mentre oggi ne vedi ovunque.
    Poi ovviamente fino a che OS X girerà solo su Mac la quota resterà marginale (e io spero sia in grandi linee così anche se temo che nei prossimi anni assisteremo ad un os x per pc non mac).

    Quello che a me interessa è di usare cose utili e che non mi facciano perdere tempo e in più che offrano un gran livello di produttività, delle guerre o religioni me ne frega nulla. A me
    interessa spendere bene i
    miei soldi e prendere cose che la vita me la semplifichino.
    E al momento per me mac OS X è la scelta perfetta. Se poi un domani non lo sarà più o ci sarà altro di meglio allora mi guarderò attorno ma oggi e credo perancora molti anni
    non penso, avendo provato un pò tutto linux compreso, non penso ci sia di meglio.

    Tutto qua.

  28. Enrico (bis) dice:

    certo che quando ho comprato il mio primo Mac, aaanni e aaanni fa, non pensavo di dovermi convertire a qualche religione pro Apple, giurando che non ne avrei mai infangato il sacro nome e combattuto senza pietà gli infedeli.
    Sono macchine stupende, ottimi strumenti di lavoro per molti e estremamente trendy per moltissimi, e tutto quello che volete, fanboys, ma li compro, se voglio, li uso, sempre se voglio, li butto, se mi stufo, e basta. Tutto qui.
    Piovedisabato, spero che tu abbia dormito bene e ti sia rilassato

  29. Dario B. dice:

    La scelta di Apple non è propriamente all’altezza del brand: anch’io io avrei visto meglio un Apple Store in centro a Milano (ci sono spazi commerciali in attesa di inquilini in Galleria, in Corso Vittorio Emanuele, in piazza san Babila, e in città esistono comunque parecchie altre location che offrono ben altra visibilità).
    In Italia sembra quasi che Apple preferisca puntare alla massa anziché all’elite, come se volesse far conoscere brand e prodotti in aree ad altissima ricettività: non conosco le potenzialità dell’Apple Store laziale, ma in Lombardia hanno scelto di inserirlo in un centro commerciale fra i più frequentati di Milano e hinterland (leggo perplessità per la scomodità di doverlo raggiungere dalla tangenziale, ma di fatto i milanesi che vi si appoggiano sono tantissimi), di fronte ad un altrettanto frequentatissimo centro Ikea, al centro di un bacino di utenza enorme.

  30. diego dice:

    per la cronaca: ieri sono stato all’Apple Store -centralissimo- di Torino, ho chiesto un Mac Book e mi hanno risposto: siamo senza, forse arrivano in settimana oppure la prossima.

  31. Dario B. dice:

    Integrazione al commento precedente

    Per rafforzare il concetto che la scelta di aprire nei centri commerciali è poco coerente, aggiungo una considerazione sul fatto che l’esigenza di aprire gli Apple Store è innanzitutto di immagine, dal momento che i Mac – come altri prodotti – sono in vendita anche presso le catene di distribuzione di elettronica (in alcuni MediaWorld, ad esempio, si stanno materializzando stand Apple) e gli iPhone si trovano nelle reti commerciali degli operatori di telefonia. Oltre che online, ovviamente.

  32. Piovedisabato dice:

    Dario B.
    Però negli Apple store ci passano due tre milioni di persone ogni giorno. Al di là della coerenza se si vanno a vedere i numeri, la strategia degli store ha pagato e sta pagando molto bene. Quindi non è una cosa solo
    di immagine. Anzi.
    Inoltre comprare alla mediaworld, visto che l’hai citata, e comprare almeno in un centro autorizzato Apple cambia tutto. Questo per via della competenza di chi ci lavora. Se dovessi acquistare un mac alla mw ti farei i miei migliori auguri per il secondo anno di garanzia.
    Si stanno attrezzando e sono nati gli stand ma non c’è paragone al momento.
    Non a caso adesso da settembre ms inizierà a imitare il modello Apple e proprio da un centro commerciale della California in cui si trova un Apple Store (infatti l’aprire AS in centri commerciali non è una cosa italiana).

  33. Atos dice:

    Gli I-phone li trovi anche negli iper E.Leclerc CONAD di Modena e Bologna…

  34. Daniele Minotti dice:

    Mio cuggino m’ha detto che ha visto dei MB Pro alla Despar…

  35. Dario B. dice:

    @ Piovedisabato

    E’ vero che gli Apple Store fanno quei numeri, ma non so quanto riescano a raggiungere simili risultati in Italia. Forse l’unica strada, in un’ottica di marketing combinata all’economia di scala, e’ davvero appoggiarsi alla GDO, nel nostro Paese.

    Sulla competenza dei commessi MW sono pienamente d’accordo, spesso fanno scuotere la testa. Lo stend Apple che ho visto io, pero’, era “abitato” da ragazzi decisamente preparati (forse provenienti e formati da Apple).

    A chi parlava di “catastrofe” del Mac in alcuni commenti precedenti, volevo dire che a mio avviso e’ una questione di punti di vista: io parto dal presupposto che Apple si occupa da sola di hardware, sistemi operativi e software, mentre la concorrenza e’ più settorializzata (c’e’ chi fa solo hardware e chi fa solo software). Tutti operano sullo stesso mercato, ma con potenzialita’ ben differenti.

  36. Atos dice:

    @Daniele
    ..guarda che negli Iper E.Leclerc Conad di Bo e Mo ci sono davvero.
    non so se tuo cuggino è informato, diglielo.

  37. Daniele Minotti dice:

    Atos, scherzavo. Prendevo in giro i sacerdoti, non te ;-)

  38. MacRaiser dice:

    @ Dario B:

    a) Scusa, chi sarebbe “quello che fa solo software”, ovvero “la concorrenza” (ma che fai come Veltroni alle scorse elezioni, che evitava di nominare Berlusconi), Microsoft? Mai sentito parlare di una roba che si chiama Xbox? Ne hanno vendute qualche milioncino e non e’ nemmeno software.

    b) “That’s over. Apple lost. The desktop market has entered the dark ages, and it’s going to be in the dark ages for the next 10 years, or certainly for the rest of this decade.” – Steve Jobs. http://www.wired.com/wired/archive/4.02/jobs_pr.html

    “Catastrofe dello standard Mac”: questione di punti di vista, come no.. Nella fattispecie il mio coincide con quello di Jobs, pero’.

  39. Piovedisabato dice:

    Io la penso al contrario. Questione di punto di vista. Appunto.

  40. Dario B. dice:

    Macraiser, parlavo di “mercato di riferimento”: la concorrenza nel mercato in cui opera Apple non è evidentemente rappresentata solo da Microsoft, che è leader nel mercato del software di produttività (e poi, sul mercato dell’entertainment, effettivamente produce la Xbox, che però raffronterei in un altro mercato, con concorrenti come Nintendo, Sony, ecc), ma anche dai produttori di computer, il cui mercato di riferimento è l’hardware (anche se poi producono anche software, ma parliamo di “core business”).
    Credo sia innegabile che Apple sia una realtà a se’ stante e poco raffrontabile, nella sua interezza, con altri competitor, per il suo DNA (seppur in mutazione) è difficile da paragonare alle altre aziende.

    E parlare di “catastrofe”, nel mio punto di vista, resta un’esagerazione ;-)

  41. MacRaiser dice:

    @ Dario B: Dunque, fammi capire: secondo te, Microsoft non e’, ne’ e’ mai stata, -LA- concorrente di Apple nel settore informatico. Mhh.., interessante teoria. Certo, se qualcuno lo avesse detto a Jobs, tanti anni fa, gli avrebbe risparmiato un sacco di dispiaceri inutili. Almeno a giudicare dalla frase che ho incollato sopra, sulla quale non hai scritto una parola. Ma comunque lasciamo stare la storia dell’informatica e ammettiamo, pure se solo per amor di discussione, che le cose stiano come dici tu…

    Dimmi tu, allora, come definiresti un evento che vede in USA uno standard informatico, nel giro di una 25ina d’anni, passare da un rapporto con Windows grossomodo di 1 a 1, a un rapporto di meno di 1 a 10.

    “Ritirata strategica”?

  42. Piovedisabato dice:

    Macraiser
    guarda che il fatto che MS non fosse la concorrente di Apple Jobs l’aveva detto già a fine anni 90 nel keynote dove intervenne bill gates. Quindi non serve che lo informi perché lo sa già da mò e l’ha detto pubblicamente.

    Spero mi venga pubblicato visto che sono sotto embargo senza motivo.

  43. MacRaiser dice:

    Giusto, ora sono “amici”. Ed e’ appunto per illustrare la straordinaria solidita’ di tale amicizia che Apple, in questi anni, ha pubblicato non so quante decine di spot “Get a Mac”, AKA “Mac vs PC”.

  44. MacRaiser dice:

    Carina questa cosa, pero’.. la voglio fare anch’io. Dire una cosa e l’esatto contrario in due commenti su due post diversi.

    Commento 1:
    “Microsoft ha fatto marcia indietro sugli spot. Anzi si è data la zappa sui piedi poiché i consumatori hanno capito che i pc da 700$ costano 700$ perché sono dei baracconi plasticosi.
    Ms ha dato questo messaggio: “non possiamo arrivare all’eccellenza costruttiva e qualitativa Apple perciò abbiamo dei prezzacci. Comprate un pc da 700$ che poi tra due anni o meno è da buttare!” (un mac dura a lungo e tiene alto il suo valore molto più che un pc).
    E infatti i risultati si vedono: ms perde, Apple guadagna (ultimi due trimestri fiscali emblematici).”

    Commento 2:
    “guarda che il fatto che MS non fosse la concorrente di Apple Jobs l’aveva detto già a fine anni 90 nel keynote dove intervenne bill gates. Quindi non serve che lo informi perché lo sa già da mò e l’ha detto pubblicamente.”

  45. Dario B. dice:

    I contenuti di quel keynote citato da Piovedisabato sono appunto il presupposto di quanto dicevo io.

    Poi, io posso non essere riuscito a far capire cosa intendevo. Ma mi rendo conto che non si tratta di un argomento interessante.

  46. Rocco Rattazzi dice:

    Macraiser abbiamo capito tutti che Ms e Apple sono competitor, ma Apple e’ oggettivamente una realta’ unica nello scenario in cui si muove.
    E se per i Mac si potesse parlare di catastrofe, credo che ora noi non saremmo qui a parlarne e Jobs avrebbe smesso da anni di pensare ai computer.
    I numeri che snoccioli tu ovviamente dicono che Ms e’ leader di mercato.
    Ma facciamo un parallelo con il mercato dell’auto: il gruppo Fiat vende milioni di auto, Lamborghini qualche centinaio, nonostante i suoi volumi di vendita negli ultimi dieci anni non siano calati. E’ una catastrofe? No, si tratta di target diversi.
    Eppure sono molto piu’ simili tra loro Fiat e Lamborghini di quanto non lo siano tra loro Ms ed Apple.

    Se non vuoi capirla nemmeno cosi’, inutile proseguire il discorso…..

  47. MacRaiser dice:

    @ Rocco: ho scritto “catastrofe”, non “estinzione”. La catastrofe sta nel fatto, come ho gia’ avuto modo di illustrare (ma forse non hai seguito), che il Mac negli anni ’90 era arrivato ad avere un market share del 12% su base mondiale. La proporzione coi Windows si avvicinava, negli USA, all’uno a uno. Apple rivaleggiava col colosso IBM, per numero di macchine vendute. Oggi pare fantascienza, ma ti assicuro che era cosi’. Non mi risulta che la Lamborghini si sia ma nemmeno lontanamente avvicinata ai volumi di vendita di Fiat, invece.

    Oltretutto se Lamborghini si affannasse a creare continuamente spot pubblicitari a raffica, tesi a screditare e far passare per una sorta di idioti gli acquirenti Fiat, a dispetto della immensa differenza di prezzi, sarebbe piuttosto dura sostenere la tesi che “si tratta di target diversi”. E’ Apple che si mette sul piano della sfida e aspira continuamente ad essere competitor di Microsoft; pretendendo pero’ di restare “al di sopra”. Purtroppo non si puo’: o l’una o l’altra. Ed e’ di tutta evidenza che il target e’ esattamente il medesimo. Specialmente ora che le differenze hardware sono scese all’infimo livello del Magsafe.

    P.S. In effetti, secondo me, Jobs HA da anni smesso di pensare all’informatica.

  48. MacRaiser dice:

    Dimenticavo: Ne’ le Fiat, ne’ le Lamborghini costituiscono degli “standard”: sono semplicemente automobili. Windows e Mac OS sono due “standard”, invece. Sono sicuro che chiunque puo’ cogliere facilmente la differenza e le implicazioni conseguenti.

  49. Rocco Rattazzi dice:

    Vedi Macraiser, tu cogli giustamente le implicazioni e le dofferenze conseguenti, ma non vuoi ammettere che Apple e’ un’azienda diversa da Microsoft per le attivita’ che svolgono.
    La quoya di mercato detenuta da Ms e’ cresciuta in quelle proporzionoi semplicemente perche’ nel mondo, dai tempi in cui Apple si batteva con IBM, ci sono molti piu’ computer. Apple e’ cresciuta poco, perche’ la sua struttura si dedica alla progettazione di HW e SW. Ms e’ cresciuta di piu’ perche’ ha collaborato con gli altri produttori di HW facendo crescere uno standard meno costoso. E in un mondo assetato di computer quest’ultimo ovviamente non poteva che avere piu’ mercato.

    Apple ha meno mercato proprio per la sua diversita’ e per questo si confronta con Ms sul piano del SW, con HP, Acer, Dell, Sony, Asus eccetera sul piano dell’HW.

  50. MacRaiser dice:

    @ Rocco: se permetti, lo dico io cosa voglio “ammettere” e cosa no. Non mi pare di averti assunto come mio portavoce (tra l’altro non me lo posso permettere economicamente). Certo che MS e Apple sono “diverse”, e con questo?

    Tu hai affermato che non sono “concorrenti”, ovvero che mirano a mercati diversi; io ti ho semplicemente dimostrato che lo sono, ovvero che mirano allo -stesso- target, questo e’ il punto. E non e’ che mi sia dovuto sforzare un granche’, perche’ e’ Apple stessa a smentirti, dato che provvede da un bel po’ a spendere una barca di soldi per fare tanto di spot “anti-Microsoft”. Non capisco perche’ fare questo immane (e vano) sforzo di smentire Steve Jobs. Con questo caldo. poi..

    P.S. La tua “spiegazione” sull’esito catastrofico, per Apple, della guerra degli standard informatici, mi pare un attimo confusa. Riassumiamo: il Mac ha perduto quella guerra perche’ Apple non ha voluto concedere in licenza il suo sistema ai costruttori di cloni, liberando il mercato dell’HW alla concorrenza e facendo prolificare il suo sistema, ma rinunciando ai munifici guadagni che un sistema chiuso garantisce nell’immediato. Microsoft ha fatto l’esatto opposto. O credi davvero che Microsoft non fosse in grado di costruire computers? Mi pare che con la Xbox abbia dato ampiamente prova della sua capacita’ di sbaragliare giganti ben piu’ possenti di Apple. Quello di Gates e’ stato un calcolo, cosi’ come lo e’ stato quello di Jobs. La differenza e’ che Gates ha visto giusto, mentre Jobs ha toppato.

    In pratica Apple ha preferito farsi l’ovetto oggi; cosi’ Microsoft s’e’ pappata la gallinozza domani. Tutto qui.

  51. Rocco Rattazzi dice:

    Macraiser, tu puoi ammettere cio’ che ti pare, ma non dire che io ho affermato cose che non ho detto.
    Credo tu non abbia compreso cio’ che ho detto. E leggendo sopra ho visto che non sono l’unico ad aver scritto cose che non hai compreso.
    Per cui lasciamo perdere, stiamo sereni e rimaniamo civilmente in rete come abbiamo sempre fatto.
    Saluti

  52. MacRaiser dice:

    Rocco Rattazzi dice:
    Agosto 2nd, 2009 at 21:12

    “No, si tratta di target diversi.”

    C’e’ poco da comprendere, temo.

  53. Rocco Rattazzi dice:

    E’ vero, hai ragione.