17
Lug

Enzo di Frenna sullo sciopero dei blogger:


Lo dico subito: sparo a zero. Lo sciopero dei blogger indetto il 14 luglio ha avuto successo in Rete (1.600 iscritti!), ma molto meno in piazza Navona. C’erano 200 persone. Ora mettiamo da parte i supporter di Di Pietro, quelli di Sinistra e Libertà, quelli di “Per il Bene Comune”, gli amici degli organizzatori, qualche curioso che si è fermato mentre passeggiava, alla fine chi ci rimane? Dove erano gli utenti della Rete che hanno risposto all’appello per il “sit in” in piazza? Io ho contato solo due blogger puri (nel senso che non erano giornalisti). E il resto? Dov’erano i tantissimi blogger – oltre 1.200! – che avevano aderito a Diritto alla Rete? Dov’erano i 286 partecipanti su Facebook che avevano confermato la loro presenza in piazza? In pratica, fantasmi.


31 commenti a “Dove eravate?”

  1. leo dice:

    La butto lì, ma forse qualcuno era a lavorare, in una di quelle città dove ancora si seguono queste usanze.

  2. lo scorfano dice:

    E magari in gran parte abitano a Milano e al Nord (come me), che ne dici?

  3. Gregorio dice:

    Erano a casa a scrivere i post che avrebbero pubblicato solo il giorno dopo. Ovvio.

  4. dangp dice:

    Potrei aggiungere alla casistica: è se c’è il mare di mezzo?

  5. Mammifero Bipede dice:

    JAKE: Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!

  6. dangp dice:

    @Mammifero Bipede
    Mitico John :D

  7. Giulia dice:

    Io c’ero, e dubito di essere stata uno dei due.

  8. Giulia dice:

    Però è vero: dove eravate tutti?

  9. Piovedisabato dice:

    Ma dai?

    Come mai certa gente cade sempre dal pero?

    Io mi chiederei piuttosto come mai qualcuno scriva i post di cui sopra domandandosi cose come quella di cui sopra.

    Piuttosto.

  10. Daniele Minotti dice:

    La gente non e’ arrivata in Piazza Navona semplicemente perche’ si e’ accorta che la cosa era fondata su un presupposto farlocco: un attuale o futuro obbligo di rettifica a carico di qualsiasi sito, blog compresi.
    Poi, mi sono svegliato e malgrado i miei sogni di consapevolezza sociale (quella vera, non quella del pensiero comune dominante), ho scoperto che, come detto sopra, la gente, giusto o sbagliato che sia, ha altro da fare, talvolta per sopravvivere.
    Banalmente…

  11. Dario Salvelli dice:

    Più dove erano, perchè non c’erano, perchè sarebbero dovuti venire a Piazza Navona. 1600 non mi sembra un numero da successo. :-)

  12. Daniele Minotti dice:

    @Dario
    Magari sono un tipo che si accontenta, ma se le avessi avute io 1.600 promesse sarei stato al settimo cielo.
    Io sogno maggiore consapevolezza, ma so benissimo che il problema è ancora questa distanza dal virtuale al reale (lo so che son brutte parole, ma quello è). E, forse, ancora peggio: a parole son buoni tutti, poi…
    Antico problema, ben più antico della Rete.

  13. frap1964 dice:

    @Minotti
    Gilioli conferma che il prosecco non era proprio freschissimo ed ha (saggiamente) deciso di fare un passo indietro.
    E. di Frenna invece insiste inutilmente nel voler disinformare.
    Al prossimo provvedimento “sui generis” dovresti provare a dare un’interpretazione un po’ bislacca anche tu.
    Io prometto sin d’ora di tacere.
    Giusto per la curiosità di vedere quanti ne riesci a convincere.

  14. BigFab dice:

    Io era a casa mia, a 700 Km. da Roma, in un giorno lavorativo della settimana, non mi sarei mosso neppure con le cannonate. IMHO è stato comunque raggiunto l’obiettivo di far parlare qualche giornale / radio (tv non so’, non ce l’ho), così magari a qualcuno dentro il palazzo è arrivata notizia, dato che internet manco sanno cos’é. E’ andata bene così.

  15. Daniele Minotti dice:

    @frap
    ;-)
    @Altri, comincio con BigFab (scusami, sei soltanto il primo ;-)
    Domandona da un milione di euro: ma perche’ scioperare?
    Dimme…

  16. vb dice:

    Io, pur sbattendomi per ogni dove per la libertà di Internet da dieci anni, non ho proprio aderito allo sciopero perché mi sembrava una buffonata, per ragioni che ora non ripeto.

    Ma non vedo motivo di reagire così male: chiunque abbia organizzato movimenti politici in rete (io ho l’esperienza recente dei grillini) sa che raccogliere consenso online è facile ma trasformarlo in azione di piazza è difficilissimo, non solo per la pigrizia naturale delle persone ma soprattutto perché il consenso raccolto in rete è per definizione fisicamente sparso e difficile da concentrare in un unico punto dello spaziotempo.

    Se gli organizzatori dell’evento son così pirla da pensare che 1600 adesioni in rete vogliano dire una piazza piena (e senza manco avere il carisma di Beppe Grillo a catalizzare), vuol dire che forse non hanno capito bene la natura della rete.

  17. enzo di frenna dice:

    Come ho gia scritto da varie parti non mi riferivo a quelli che vivono lontano dal Lazio. E’ evidente che non avrebbero potuto. Ma curando la gestione del network vi posso assicurare che – dietro le quinte – centinaia di adesioni e blogger erano di zona. Poi non vi dico le tante associazioni che scrievevano: “noi ci siamo!”, ecc. Pensate: la prima richiesta alla Questura di Roma era per 100 persone, poi di corsa l’abbiamo corretta a 500 chiamando il funzionario preposto (viste le tante adesioni appunto).
    E dunque dico: in piazza non ho visto quasi nessuno della Rete (ripeto: quasi) ). E questo è sì un vecchio problema, come dice Minotti. Ma è anche vero che poi se destra e sinistra pensano e approvano leggi contro la Internet italiana, non ci possiamo lamentare. Questi signori autoreferenziali e castali non temono affatto i bla bla in Rete o un network con 1.600 iscritti. Temono invece il polverone mediatico, gli articoli sui giornali, le telecamere. Io, per intenderci, sono per azioni alla greenpeace. Semplici, ma di effetto. Perchè questa politica – di destra e sinistra – ha solo l’interesse a soffocare il più possibile la libera espressione e informazione e se Internet è un problema, allora loro legiferano. Ci capiamo su questo punto? A settembre, a meno che non cambi qualcosa, questi approveranno virgole e comma. Senza battere ciglio verso la libertà degli utenti.
    Se fossimo stati tanti in Rete – e tanti anche in piazza – la cosa sarebbe stata ben diversa. Ma molto diversa. Avremmo potuto innescare una fiamma che avrebbe potuto coinvolgere l’attenzione della blogosfera estera. Infatti a Diritto alla Rete hanno aderito blogger da Madrid, Dublino, Londra, Bruxelles e ne ha parlato anche il quotidiano spagnolo “El Mundo” con una pagina intera. Invece…

  18. vb dice:

    Enzo: Mi confermi quel che ho capito io da anni, cioè che “il popolo della rete” è una entità troppo limitata ed elitaria per pesare politicamente in quanto tale, dunque bisogna piuttosto puntare a penetrare nel sistema politico generale. Di qui la scelta delle liste civiche di Beppe Grillo.

  19. enzo di frenna dice:

    @vb – beh si, in effett mi sto rendendo che una parte stessa della blogosfera è elitaria e si limita al bau bau… Ho registrato nei preferiti il tuo blog: ho in mente un’idea…

  20. rafeli dice:

    Aderire via internet significa un click. Un banner. Essere presenti è altra cosa.

    Spero che in futuro anche i giornalisti la smettano di scrivere articoli citando gli estemporanei gruppi di Facebook che “in poche ore hanno raggiunto le totmila adesioni”.

    Ci si dimentica che quelle adesioni sono click di un mouse.

  21. nicola dice:

    qualcuno lo chiama “slacktivism”, ovvero attivismo da poltrona. dura il tempo di un click, un commento, il copia&incolla dell’html di un badge. e non è una novità
    http://en.wikipedia.org/wiki/Slacktivism

    a parte questo, credo che il problema era alla radice: chi mai si riconosce nell’etichetta “blogger”? una definizione che tra l’altro fa infuriare gli stessi blogger più convinti quando gli viene appiccicata da noi giornalisti.

  22. Pampurio dice:

    Essere digitali costa poca fatica.

  23. Sciopero dei blogger e slacktivism « nicoblog dice:

    […] 18, 2009 at 5:02 pm | In parole 2.0 | Leave a Comment Beh, quello che scrive Enzo Di Frenna (via mantellini) era forse in larga parte prevedibile. Negli Usa da tempo si parla di slacktivism, ovvero […]

  24. Alessandro dice:

    Al contrario, secondo me eravamo perfino troppi. No, dico sul serio.

    In rete e sui media mainstream, nei giorni precedenti, era stato già ottenuto un discreto casino e si era fatto parlare della parte di ddl Alfano che riguarda la rete un sacco di gente che prima neppure conosceva l’esistenza di quell’articolo. Ci sono stati articoli di giornali italiani e stranieri, emendamenti alla Camera, discussioni e accapigliamenti sui blog, trasmissioni in tivù e alla radio.

    Il risultato, in senso mediatico, era stato già ottenuto. Può darsi perfino che a settembre la battaglia – piccola e verticale – si vinca, e sarebbe incredibile come risultato.

    E di tutto questo la bicchierata di piazza Navona era solo un festeggiamento: appunto una bicchierata, per divertirsi e conoscersi. Non era un corteo, né tanto meno una conta.

    Mi dispiace non essere d’accordo con il mio amico Enzo, ma proprio non me la sento di prendermela con chi non è venuto, ci mancherebbe. Come prendersela con quello che non viene a una festa perché quella sera ha da lavorare, o una fidanzata nuova, o una partita in tivù. A una festa chi ha voglia di venire viene, gli altri amici come prima, e che cazzo. In piazza Navona eravamo più o meno duecento e il prosecchino neppure è bastato.

    Ciò detto, adesso – spero – tutto si scioglie per riformarsi in altri modi, altri post, altri eventi, altre persone. E naturalmente altri accapigliamenti e altre piccinerie, ma tutto fa parte del gioco.

    Ag

  25. Daniele Minotti dice:

    Ecco, manco il prosecchio e’ bastato… ;-)
    P.S.: Gilioli, rispondi alle email oppure e’ un recapito virtuale? ;-)

  26. frap1964 dice:

    La festa appena incominciata è già finiiiiiiita
    il cielo non è più con noi…

    E’ stato tanto grande ormai, non sa moriiiiiire
    per questo canto,

    Ma oggi devo dire che…

    Chissà se finiraaaà…

  27. Daniele Minotti dice:

    @frap
    Acc… Sergio Endrigo… (autore, in verità, conosciuto per Ci vuole un fiore… o come si chiama).

  28. mfp dice:

    Io a casa a cazzeggiare, come negli ultimi 3 anni. Quando gli ultimi arrivati la smetteranno di (in ordine cronologico e triggerato da un qualche evento spiacevole e/o preoccupazione nella propria e solo nella propria vita): aumentare il rumore, poi stracciarsi le vesti, poi aumentare il numero di iniziative inconcludenti… allora poesse che (ri)muovo il culo … mi fanno specie soprattutto quelli di una certa eta’ (tipo Sofri, Gilioli, etc). Dove erano quando c’era Napster? E quando c’era Lo Spam? E in tante tante tante tante – non le ricordo piu’, sono innumerevoli – occasioni in cui (nei passati 20 anni) s’e’ danneggiata la societa’ dell’informazione? La notte dell’Italian Crackdown dov’erano? E oggi, hanno un router ipv6? Hanno acceso un apparato wifi che illumina il piazzale davanti casa? Ancora per strada a lamentarsi col Papa’ Cattivo a cui (gia’) non gliene e’ fregato niente di milioni di persone? Hanno mai provato a bussare a ISOC? O al PWS? O a FSF/OSI/EFF/etc? Non sono credibili, non ne vale la pena muovere il culo quando ad organizzare sono queste persone.

  29. Piovedisabato dice:

    Enzo Frenna
    come detto in precedenza a me stupisce che lei se ne sia reso conto oggi. E stia tranquillo che anche foste stati in 5mila non sarebbe cambiato nulla. Servizietto sui tiggì, paginetta sul giornale e il giorno dopo si sarebbe ugualmente parlato del polso del Papa.

    Non tema: anche foste stati in 5 o 10mila era uguale.

  30. Successone, 200 in piazza « chiamiamoloblog dice:

    […] A parte le considerazioni di cui al post precedente, su 1600 adesioni online avere 200 manifestanti è un successo clamoroso. L’ultima volta, per dire, Cortiana con decine di migliaia di adesioni in piazza ne aveva […]

  31. Antonio dice:

    Sorpresa. Ma dopo anni in cui la trafila si ripete, stante ancora a domandarvi perche’?